donjunio

DeRango : 7,00
DeEtà™ : 7455 giorni • Qui dal 11 gennaio 2006
Yukio Mishima Musica
Voto:
Meglio "Confessioni di una maschera", ma ad avercene di libri del genere!
Simone Waisbard Le piste di Nazca
Voto:
Questo mi manca, anche se i misteri di Nasca da bambino mi affascinavano da matti.
Crossover Space Death
Voto:
Colonna sonora ideale per il Mistral di questi giorni, anzichéno.
Rory Gallagher Calling Card
Voto:
Bravo.
Alex Chilton 19 Years: A Collection
Voto:
Beh i Teenage Fanclub hanno chiamato un disco "Thirteen", nel quale c'era quel pezzo, "Gene Clark". Anche se l'omaggio migliore degli scozzesi sta su "Grand Prix": si chiama "Neil Jung".
Alex Chilton 19 Years: A Collection
Voto:
Il terzo non l'ho citato in rapporto a Bell perché Chris era già uscito dai Big Star: "Sister Lovers" è il delirio di un Chilton mistico intento a bruciarsi il cervello nell'inseguire il suono pop perfetto, come Brian Wilson anni prima con "Smile". Ma è un lavoro probabilmente troppo raffinato e sofisticato, il disco più influente dei Big Star credo sia stato il primo, in cui Bell conta eccome.
Yoichi Takahashi Holly&Benji
Voto:
Giusty, però non hai svelato nessuno dei misteri del cartone. Roberto si trombava o no la mamma di Holly ( stavano sempre assieme e il papà di Holly era sempre per mare...)? Come mai Tom Becker parlava con voce efebica e toccava sempre il culo di Holly dopo che segnava? C'entrava il doping dietro le infinite cavalcate nelle praterie alla Braveheart e coi problemi di cuore di Julian?
Alex Chilton 19 Years: A Collection
Voto:
Manco a farlo apposta Bubi raccoglie il testimone della mia rece sui Mats..."Children by the million sing for Alex Chilton when he comes 'round /They sing I'm in love. What's that song? I'm in love with that song/ I never travel far without a little big star". Chilton è un dio, ma benissimo ha fatto Supersoul a ricordare che album come "#1 Record" erano alieni anche grazie a Chris Bell, morto in un incidente d'auto simile a quello che portò via nello stesso periodo Marc Bolan e autore di canzoni altrettanto geniale ( splendido il suo album postumo "I Am the Cosmos").
Tim Buckley Live at the Troubadour 1969
Voto:
"Dream letter" è il miglior live di Buckley, non ci piove, tra l'altro con la miglior versione di sempre di "Dolphins". Questo è un documento a suo modo importante, con alcune sfaccettature particolari di Tim, ma è il classico prodotto da completisti.
Paolo Nori La vergogna delle scarpe nuove
Voto:
Bella Odra.
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