AMALTEO

DeRango : 0,29
DeEtà™ : 7435 giorni • Qui dal 31 gennaio 2006
René Aubry Invités Sur La Terre
Voto:
Le musiche di René Aubry danno energia.Raccontano storie con raffinate ed irresistibili armonie timbriche.E' piacevole ascoltarle per darsi allegria.
Nelle noterelle di ascolto che tengo accanto al disco Invités Sur La Terre avevo scritto: Splendido, solare, leggero, come "Sorsate di birra". Riferendomi al libro di Philippe Delerm, La prima sorsata di birra e altri piaceri della vita, molto consigliabile a chi vuole acquistare ottimismo osservando le piccole cose della quotidianità
Grazie af Haira per averlo proposto alla attenzione dei debaseriani.
Fra poco mi permetto di mettere un assaggio
Mike Oldfield Tubular Bells
Voto:
ho scoperto questo disco in questi giorni. Inseguendo una mia ricerca sulle possibili fonti di ispirazione del gruppo jazz australiano dei the necks. In particolare ho incrociato Mike Oldfield attraverso il sito di Piero Scaruffi e questa sua scheda:
Nacque così Tubular Bells (Virgin, 1973), un disco che (oltre a vendere più di dieci milioni di copie) cambiò per sempre la storia del rock strumentale. E da quel momento Oldfield è diventato uno standard di riferimento per tutti coloro che compongono poemi tonali, elettronici o meno.
Di facile digestione e propinata anche come colonna sonora, Tubular Bells mescola un po' di tutto (melodie mediterranee, folk, rock and roll, psichedelia, musica classica, minimalismo) con lodevole grazia e lunghezza sinfonica. L'abilità di Oldfield consiste prima nell'orchestrare ciascun frammento (e suonarlo da solo) e poi nell'incollare i vari frammenti uno dopo l'altro. La tecnica è quella delle fantasie melodiche della musica classica, ma lo spettro di temi o stili che Oldfield affronta è molto più ampio. Rispetto al rock progressivo da cui proveniva Oldfield fu anche attento ad evitare le sonorità più cervellotiche.
La prima parte si apre con un organo che ripete in crescendo frenetico e in un timbro squillante il tema principale. Il contrappunto di pianoforte ed elettronica si fa sempre più vivace e sempre più complesso finché un motivo di flauto si intreccia a quello dell'organo. Entra la chitarra elettrica con una terza variante del tema e a quel punto l'orchestra si unisce in un improvviso sussulto. L'organo scompare in sottofondo cedendo la scena a un mandolino, che intona una variante mediterranea del tema. Il tintinnio di strumenti che ha fatto da sfondo viene trascinato in un gorgo di elettronica, il ritmo del basso cresce sempre più forte e la chitarra si lancia in un assolo arroventato. L'elettronica si fa minacciosa, la chitarra accenna un tema da colonna sonora e poi una variante pastorale del tema principale, che cresce poco alla volta fino a uno squillante assolo. La chitarra lo cede a un coro mesto e a un organetto d'epoca per tuffarsi poi in un riff trascinante di hard-rock. La prima parte si chiude con un pomposo crescendo lanciato dalla chitarra, alla quale si uniscono uno alla volta tutti gli strumenti fino a culminare in un tripudio di campane e coro femminile.
La seconda parte è molto più folk, pastorale, rilassata. Per una decina di minuti la scena è dominata da melodie di chitarra senza una trama. La musica si sveglia di colpo con dei macigni elettronici che avanzano a passo marziale. Un accenno di pow-wow e il pianoforte intona un tema demenziale degno di Todd Rundrgren su cui un grugnito da lupo mannaro imbastisce una canzone. La chitarra indulge in un paio di danze rurali. Poi il tema principale ritorna sotto forma di requiem per organo e pigolio indiano di chitarra, e la suite va in gloria con un gioviale saltarello condotto dalla chitarra.
Oldfield non lo sapeva, ma aveva appena steso un ponte fra progressive-rock e la futura musica new age.
Ringrazio le circostanze che mi hanno fatto incontrare tanta grazia musicale
e grazie a lucio mazzi che ha ripreso "Tubular Bells" per i debaseriani
The Alan Parsons Project The Turn Of A Friendly Card
Voto:
Ripeto il commentino già fatto sulle recensioni di pibroch,floydman, dantecruciani. non ho mai affrontato gli Alan Parsons Project. Fra le tante proposte musicali esistenti nel mercato della musica mi sembravano "difficili". Ora, con questa accurata ed informata introduzione potrebb essere arrivato il momento. grazie a em e a debaser che ospita. il voto al disco verrà dopo l'ascolto dei dischi Amalteo
The Alan Parsons Project Tales Of Mistery And Immagination Of Edgar Allan Poe
Voto:
Ripeto il commentino già fatto su una recensione di pibroch e floydman. non ho mai affrontato gli Alan Parsons Project. Fra le tante proposte musicali esistenti nel mercato della musica mi sembravano "difficili". Ora, con questa accurata ed informata introduzione potrebb essere arrivato il momento. grazie a dantecruciani e a debaser che ospita. il voto al disco verrà dopo l'ascolto dei dischi Amalteo
The Alan Parsons Project Pyramid
Voto:
Ripeto il commentino già fatto su una recensione di piborch. non ho mai affrontato gli Alan Parsons Project. Fra le tante proposte musicali esistenti nel mercato della musica mi sembravano "difficili". Ora, con questa accurata ed informata introduzione potrebb essere arrivato il momento. grazie a floydman e a debaser che ospita. il voto al disco verrà dopo l'ascolto dei dischi Amalteo
The Alan Parsons Project I Robot
Voto:
non ho mai affrontato gli Alan Parsons Project. Fra le tante proposte musicali esistenti nel mercato della musica mi sembravano "difficili".
Ora, con questa accurata ed informata introduzione potrebb essere arrivato il momento.
grazie a pibroch e a debaser che ospita
il voto al disco verrà dopo l'ascolto
Amalteo
Ali Farka Toure with Ry Cooder Talking Timbuktu
Voto:
dimenticavo il disco !
ovviamente fra i massimi
Ali Farka Toure with Ry Cooder Talking Timbuktu
Voto:
il disco era e rimane bellissimo e di grande intelligenza il lavoro di "contaminazione di Ry Cooder
La recensione recupera un'opera di 12 anni fa (con il rischio della dimenticanza) e lo rimette in circolo.
Insomma: doppio ottimo
ciao odradek. Non dimenticarti di sentire ... sentire ... sentire ... i Necks
Craig Armstrong The space between us
Voto:
E' vero: "è tutto un album troppo bello"
Belle recensione. Giusto ricordo per Craig Armstrong. E' musica da conservare. Perchè è musica proiettata verso il futuro.
Ora vado a vedere le altre tue recensioni
grazie
Cat Power The Greatest
Voto:
ripeto:
Ciao Hal
una presentazione così è un forte invito all'ascolto
Ho trovato il disco e lo sto ascoltando
Trovo che sia molto bello sentire musica che altri suggeriscono. E' come aggiungere significati
grazie
a ri-sentirci