Voto:
Mai stravisto per questo gruppo e quest'album, neanche ai tempi della sua uscita, con tutto che al tempo ero diventato AORomane e mi iniettavo nelle orecchie pure le terze quarte e quinte linee del genere, tipo Warp Drive, BBSteal, Bad Habit, Dare, Caught in the Act, Return to Zero, Fergie Frederiksen, Carl Dixon, FM, Don Patrol, Eyes, Triumph, Fair Warning, Glass Tiger, Honeymoon Suite, Storm, Vendetta, Just If I, TNT, Stage Dolls, Loverboy, Richard Marx, Promise, Giant, Biloxi, Fiore, Quarterflash, Shadow King, Jagged Edge, Strangeways, Tall Stories, Starship, Under Fire, Valentine, Wall of Silence...
Tutti dischetti che albergano tuttora nella mia collezione e che ogni tanto metto a girare sul mio lettore... ma tornando al disco in questione: professionale ma "formulaic", di maniera, solido ma non memorabile. L' unica sua peculiarità trovo sia la novità della voce di Jon Waite (buon ma enfatica in una maniera, per i miei gusti, antipatica e forzata) inserita nell'"ambiente Journey" allestito da Schon e Cain.
Alla fine in un album, che sia innovativo o di regola, spontaneo o rimasticato, contano per me la sua qualità melodica, armonica, esecutiva, sonora, di arrangiamento... e qui trovo pochissimi passaggi memorabili dal punto di vista di almeno una di queste qualità. Nessun assolo di chitarra che mi faccia appizzare le orecchie, nessuna successione di accordi di pianoforte da antologia, nessuna prestazione vocale emozionante.
Invece molte tastiere spernacchianti anni ottanta (invecchiate malissimo), poco pianoforte alla Cain, inestimabile. Nessun giro di basso da memorizzare (come invece succede nei dischi in cui suona l'esimio Ross Valory).
Qui c'è per certo del pieno e puro AOR fatto da virtuosi professionisti del genere ma... non vi è passione, i suoni sono bruttini e impastati, i pezzi sono carini ma non memorabili.
L' AOR è invecchiato male (come tutto il resto della roba anni ottanta, tipo class metal, new wave, synth pop...) ma non lo rinnego certo. Sarò sempre grato a Boston, Foreigner, Cutting Crew, Harem Scarem, Journey eccetera, ma questo disco sa di artificiale assemblaggio di standard AOR, mi dispiace. Il cuore di questo genere, e le impennate melodiche ed esecutive e smaglianti, stanno altrove.