pier_paolo_farina

DeRango : 9,02
DeEtà™ : 7265 giorni • Qui dal 20 luglio 2006
Saigon Kick Water
Voto:
Si, e' il mio preferito dei Saigon Kick. Jason Bieler gia' si cantava meta' dei pezzi anche negli album precedenti, quindi non vedo che sorpresa ci sia. La sua voce acuta, acida, un poco ironica e' molto piu' interessante, quanto meno piu' originale di quella del suo ex-cantanteKramer, urlatore heavy metal abbastanza anonimo. Nei dischi precedenti Kramer si occupava dei rocckaccioni heavy, alternative, post o simil grunge. Bieler cantava tutto il resto, cioe' le ballate, le cose un po' alla Beatles e alla Bowie, il pezzo swing che c'e' sempre in un disco dei Saigon... Grande gruppo, un bel mix di anni sessanta+settanta+ottanta+novanta, influenze a destra e a manca ma una bella centrifugazione di tutto questo insieme, grazie al genialoide Bieler, coadiuvato da sezione ritmica tosta e duttile. Amo i Saigon Kick.
Saigon Kick Water
Voto:
Queen A Day At The Races
Voto:
Ti mancano parecchi anni di studio, prima di tirare conclusioni cosi' nette. La tua ignoranza affiora qui e la' e ti rende patetico. Comincia subito, andandoti a sentire dal vivo Jeff Beck, in questi giorni in Italia.
Harem Scarem Voice Of Reason
Voto:
Diciamo che valgono più o meno come "voice of Reason". Gli Harem Scarem sono un gruppo di cui si fa fatica ad ascoltare dieci, venti canzoni consecutive... Lo stile di Hess è molto drammatico e sfiora il melodrammatico, d'altronde il suo punto di riferimento è il povero Mercury, un vero campione in quanto a bravura ed estro associati a stucchevolezza. Con loro mi succede come con gli AC-DC: appena attaccano, ho la sensazione che non ci sia (stato) niente di meglio in giro. Alla quarta comincio ad averne abbastanza. Alla settima ho bisogno di cambiare musica.
Harem Scarem Voice Of Reason
Voto:
Si, ne possiedo una copia. La percentuale di pezzi memorabili si è molto abbassata (un paio a disco), basta sapersi accontentare: un assolo fulminante di Lesperance qua, una genialata melodica là, un urlo di Hess con le contropalle ogni tanto...Dischi da tre stellette, di un gruppo con le contropalle.
Harem Scarem Voice Of Reason
Voto:
La "virata verso sonorità più depressive", che tu non comprendi, a mio vedere sfiora l'ovvio: siamo nel 1995 e le camicie di flanella, i ritornelli rabbiosi spaccatonsille, l'hard rock misto punk di quelli di Seattle ha oramai schiantato del tutto la scena (peraltro abbondantemente edulcorata e a sua volta troppo pompata fino a qualche anno prima) dell'AOR, del class metal, del pomp rock. Gli Harem Scarem si danno allora una spruzzatina di grunge, forse consigliati o magari addirittura ricattati dalla loro casa discografica, o al limite semplicemente per propria curiosità e sensibilità verso le novità in voga allora sulla scena rock. Certo HArem Scarem è un gruppo incredibilmente legato alla melodia, ai Beatles, ai Queen e quindi non vanno in là più di tanto con il depressivo grunge, restando un poco in bilico nel mezzo. Anni dopo, perso il contratto con la major, producendosi in proprio (grazie alle tecnologie computerizzate a quel punto alla portata di molti) e appoggiandosi alla indie italica Frontiers, sono tornati a suonare quello che più piace loro (il grunge, intanto, si è praticamente tolto dai coglioni).
Alannah Myles Rockinghorse
Voto:
Doveroso grazie anche a te Fede. Cerca di farti piacere almeno qualcuna fra Ann Wilson (Heart), Robin Beck, Lisa Dalbello, John Armatrading...
Alannah Myles Rockinghorse
Voto:
Grazie della stima Core. In realtà ponzerei volentieri di Beatles Stones Zeppelin e Floyd, in questo purtroppo inflazionati. Ma di buoni dischi di cui parlare ce ne sono milioni. Un saluto.
Robin Trower Bridge Of Sighs
Voto:
Ho sbagliato io Fede, ho inviato la rece con il titolo sbagliato.
(Prego i collaboratori del sito di correggere il titolo di quest'album in "Bridge of Sighs", senza la "T"). Ti ringrazio per i complimenti
Robert Plant Pictures At Eleven
Voto:
Plant e' stato il migliore fino a "Houses of the Holy". I primi cinque anni di carriera Zeppelin, passati a urlare fantasticamente sui palchi di tutto il mondo senza freni e soprattutto senza adeguata tecnica, gli hanno fottuto le corde vocali. Ha dovuto operarsele e gia' su "Phisycal Graffiti" non e' piu' lui, anche se ci mette mestiere e personalita' ed e' sempre un bel sentire. Quest'album adulto e quieto mi ha sempre trasmesso malinconia, come di un precoce invecchiamento... Blunt suona bene ma non e' quel chitarrista sanguigno e profondo che si era abituati ad associare a Plant. Il bello di questo cantante era la sua carica selvaggia, oltraggiosa, tamarra se si vuole. Di cantanti "tranquilli" c'e' di meglio. Comunque meglio cinque anni da leone... che hanno cambiato la storia del rock, ed anche la mia.