pier_paolo_farina

DeRango : 9,02 • DeEtà™ : 7140 giorni

 I suoni sono perciò impeccabili, le voci efficaci, le percussioni vigorose.

 L’album perciò non riesce a conservarsi bene nel tempo in quanto a qualità motivica, ma rappresenta senz’altro un valido modello di come al tempo si concepiva e creava la musica danzereccia di alto livello.

La recensione analizza Quick Step & Side Kick dei Thompson Twins, ponendo l'accento sul salto di qualità apportato dal produttore Alex Sadkin. Pur lodando la cura dei suoni e l'uso dei sintetizzatori, si evidenzia la mancanza di brani memorabili e il ruolo marginale nelle classifiche. L'album, seppur valido nella sua epoca, non regge pienamente la prova del tempo. Notata anche la curiosità della partecipazione non accreditata di Grace Jones. Scopri come i Thompson Twins hanno plasmato il synth-pop degli anni '80!

 Liriche tutte in gloria di dio dunque, declamate intanto che diluviano ritmiche di chitarra compresse all’inverosimile.

 I suoi riffoni usa e getta sono impossibili da memorizzare tanto sono convenzionali, i cori angelici sparati a mille nella più convinta delle celebrazione del signore nei cieli sono straboccanti e a loro (tronfio) modo impeccabili.

La recensione ironizza sull'album 'In God We Trust' degli Stryper, emblema del Christian Metal kitsch anni '80. L'autore critica le eccessive sonorità compresse, i cori esagerati e la fanatica religiosità. Pur riconoscendo un certo affetto nostalgico, il disco viene definito insignificante e sopravvalutato anche nel suo genere. Scopri la recensione completa e condividi la tua opinione su 'In God We Trust' degli Stryper!

 La sua voce vissuta e alcolica, lievemente depressa, rimane indubbiamente un punto di riferimento del blues stelle e strisce.

 Per me, come detto, non è stato un grandissimo, in ogni modo è un artista solo da ringraziare, da ricordare, da ascoltare ogni tanto e questo disco funziona benissimo in tal senso.

La recensione esplora 'Low Country Blues' di Gregg Allman, album di cover pubblicato nel 2011. L'autore riconosce la maestria interpretativa di Allman e il valore della sua voce, senza però trovarvi capolavori. L'opera viene collocata nel contesto personale e musicale dell'artista, celebrandone la figura a prescindere da un entusiasmo travolgente. Scopri la voce autentica di Gregg Allman: ascolta Low Country Blues e lasciati emozionare.

 Si sublima in un pacato e sincopato melodizzare lungo la tastiera superiore dell’Hammond, mentre la sezione ritmica sta a rotolarvi il suo groove notturno.

 Ascoltarlo invece guizzare creativo e sicuro sopra le sue tastiere è una gioia profonda.

La recensione esplora l’album 'Straight Ahead / Beginning Again', sottolineando il virtuosismo di Brian Auger e delle sue tastiere, la qualità delle percussioni e l’atmosfera jazz-funk. Vengono analizzati brani chiave come 'Bumpin’ on Sunset' e 'Straight Ahead', tra groove notturni e influenze alla Santana. L’autore riflette sul periodo d’oro di Auger e sulle sue esibizioni live, con una leggera nota critica per alcuni brani meno riusciti. Scopri il groove unico di Brian Auger: ascolta ora l’album!

 Tutto estremamente piacevole sia chiaro, questi gradevolissimi e rilassati motivi fra west coast e country sono ben concepiti ed eseguiti.

 In fondo non è da buttar via il timbro vocale di Brian Auger… sufficientemente chiaro e soprattutto simpatico, umile, comunicativo.

La recensione esamina A Better Land di Brian Auger's Oblivion Express, sottolineando la sorprendente virata verso territori folk e armonie vocali. Le tastiere jazz fusion restano in secondo piano a favore di melodie e chitarre acustiche. L’album mostra influenze West Coast e country, ispirandosi a Crosby Stills & Nash e James Taylor. Viene lodata la cura nelle voci e la copertina dell’album. Il risultato è un disco piacevolmente sorprendente, diverso dal solito sound di Auger. Scopri tutto il fascino sorprendente di ‘A Better Land’ e lasciati trasportare dalle sue armonie.

 L’album è il migliore dei Trinity e chissà perché Brian manderà tutti a casa e continuerà la carriera fondando un nuovo gruppo...

 Dominante su tutto è comunque il fantastico, potente motivo della Pavana del compositore classico Gabriel Fauré, convertito abilmente ad umori jazz rock attraverso le sonorità penetranti e appaganti dell’organo Hammond.

La recensione esalta Befour, ultima fatica dei Brian Auger & The Trinity, come il miglior album del gruppo. Grandi cover, evoluzione della formazione con l’ingresso di Gary Boyle e un sound potentemente jazz rock segnano il disco. L’opera brilla per arrangiamenti e l’uso magistrale dell’organo Hammond, lasciando un’impronta speciale nei primi anni ‘70. Scopri il sound unico di Befour: ascoltalo e lasciati trasportare nei mitici anni '70!

 Un disco con due anime quindi: il soul jazz di Auger che ospita la graziosa e promettentissima cantante, lasciata sfogare in tre o quattro sue cose di tutt’altro mondo, diciamo folk psic.

 La resa da parte del quartetto allargato dei Trinity di questo super classico (allora non ancora tale a livello mondiale, ma istantaneamente molto amato e ripreso da parecchi addetti ai lavori) è ovviamente carica di soul.

La recensione celebra 'Streetnoise', doppio album del 1969 di Brian Auger & The Trinity, come fusione di soul jazz, folk psichedelico e cover d'autore, animata dalla voce potente di Julie Driscoll. Si elogiano le reinterpretazioni di Miles Davis e Doors, come anche le composizioni originali del gruppo. L'opera rappresenta l'ultima collaborazione tra Auger e Driscoll, offrendo varietà stilistica e intensità emotiva. Scopri le magiche sonorità di Streetnoise e lasciati trasportare nel cuore della musica soul jazz anni '60!

 Fluido e brillante sin da giovane, Brian era in prima linea nella scena londinese già ad inizio sessanta, quando tutto doveva ancora succedere.

 Ha un’intonazione dilettantesca a totale contrasto con la sua somma, comunicativa, creativa, virtuosistica abilità di strumentista.

La recensione di 'Definitely What!...' analizza l’esordio di Brian Auger & The Trinity, celebrando il virtuosismo all’organo e le influenze jazz/rock. L’autore evidenzia lati deboli come la vocalità limitata di Auger e alcune scelte di arrangiamento, ma riconosce originalità e sperimentalismo tipici della Londra anni '60. Scopri il virtuosismo di Brian Auger in un album che ha fatto la storia: ascolta ora 'Definitely What!'.

 Qui vivaddio ci sono i riff giusti e in generale più sostanza.

 Il rock è morto; morto anche Tim Bogert (nel 2021) ma viva il rock e grazie Tim, Carmine, Jim e Jimmy.

La recensione esalta il ritorno dei Cactus nel 2006 con un album che supera le aspettative, offrendo riff solidi, una produzione curata e maggior coesione compositiva rispetto al passato. Nonostante la mancanza dello storico frontman Rusty Day, la band convince grazie alle notevoli prestazioni dei veterani e alla freschezza delle idee. Il disco emerge come esempio di hard rock energico e maturo, con citazioni e omaggi alle radici storiche del genere. Scopri perché Cactus - V è un imperdibile ritorno per tutti gli amanti dell’hard rock!

 I suoni e la produzione sono più che perfetti, strumenti e voci performano 'in faccia', zompano fuori dalle casse pulitissimi.

 Non si può andare in giro ad affermare quanto fossero bravi gli Allman Brothers e non avere una seria cultura su questa banda di Charlie Daniels.

La recensione celebra Nightrider come uno dei migliori lavori della Charlie Daniels Band, lodando produzione cristallina e grande padronanza strumentale. Viene sottolineato il carattere profondamente americano del disco, immune alle influenze europee, e vengono analizzate le tracce più riuscite. La band si distingue per la coesione e la bravura dei musicisti. Il giudizio finale è molto positivo, soprattutto per chi apprezza le radici musicali a stelle e strisce. Scopri Nightrider: ascolta la vera essenza del country rock americano!