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 Tutto estremamente piacevole sia chiaro, questi gradevolissimi e rilassati motivi fra west coast e country sono ben concepiti ed eseguiti.

 In fondo non è da buttar via il timbro vocale di Brian Auger… sufficientemente chiaro e soprattutto simpatico, umile, comunicativo.

La recensione esamina A Better Land di Brian Auger's Oblivion Express, sottolineando la sorprendente virata verso territori folk e armonie vocali. Le tastiere jazz fusion restano in secondo piano a favore di melodie e chitarre acustiche. L’album mostra influenze West Coast e country, ispirandosi a Crosby Stills & Nash e James Taylor. Viene lodata la cura nelle voci e la copertina dell’album. Il risultato è un disco piacevolmente sorprendente, diverso dal solito sound di Auger. Scopri tutto il fascino sorprendente di ‘A Better Land’ e lasciati trasportare dalle sue armonie.

 L’album è il migliore dei Trinity e chissà perché Brian manderà tutti a casa e continuerà la carriera fondando un nuovo gruppo...

 Dominante su tutto è comunque il fantastico, potente motivo della Pavana del compositore classico Gabriel Fauré, convertito abilmente ad umori jazz rock attraverso le sonorità penetranti e appaganti dell’organo Hammond.

La recensione esalta Befour, ultima fatica dei Brian Auger & The Trinity, come il miglior album del gruppo. Grandi cover, evoluzione della formazione con l’ingresso di Gary Boyle e un sound potentemente jazz rock segnano il disco. L’opera brilla per arrangiamenti e l’uso magistrale dell’organo Hammond, lasciando un’impronta speciale nei primi anni ‘70. Scopri il sound unico di Befour: ascoltalo e lasciati trasportare nei mitici anni '70!

 Un disco con due anime quindi: il soul jazz di Auger che ospita la graziosa e promettentissima cantante, lasciata sfogare in tre o quattro sue cose di tutt’altro mondo, diciamo folk psic.

 La resa da parte del quartetto allargato dei Trinity di questo super classico (allora non ancora tale a livello mondiale, ma istantaneamente molto amato e ripreso da parecchi addetti ai lavori) è ovviamente carica di soul.

La recensione celebra 'Streetnoise', doppio album del 1969 di Brian Auger & The Trinity, come fusione di soul jazz, folk psichedelico e cover d'autore, animata dalla voce potente di Julie Driscoll. Si elogiano le reinterpretazioni di Miles Davis e Doors, come anche le composizioni originali del gruppo. L'opera rappresenta l'ultima collaborazione tra Auger e Driscoll, offrendo varietà stilistica e intensità emotiva. Scopri le magiche sonorità di Streetnoise e lasciati trasportare nel cuore della musica soul jazz anni '60!

 Fluido e brillante sin da giovane, Brian era in prima linea nella scena londinese già ad inizio sessanta, quando tutto doveva ancora succedere.

 Ha un’intonazione dilettantesca a totale contrasto con la sua somma, comunicativa, creativa, virtuosistica abilità di strumentista.

La recensione di 'Definitely What!...' analizza l’esordio di Brian Auger & The Trinity, celebrando il virtuosismo all’organo e le influenze jazz/rock. L’autore evidenzia lati deboli come la vocalità limitata di Auger e alcune scelte di arrangiamento, ma riconosce originalità e sperimentalismo tipici della Londra anni '60. Scopri il virtuosismo di Brian Auger in un album che ha fatto la storia: ascolta ora 'Definitely What!'.

 Il groove diventa incantesimo e l’improvvisazione si trasforma in narrazione.

 Tutto è finalizzato a un flusso che oscilla fra il rituale e il cinematografico, fra il club fumoso e il teatro dell’occulto.

Gathered Lectures from a Lifetime è il debutto del Diego Banchero Trio: un viaggio musicale tra jazz-rock oscuro e improvvisazione rituale. Il disco, registrato in presa diretta, intreccia esoterismo e groove, reinventando anche brani del passato. Suonato con grande affiatamento, promette di diventare un oggetto di culto per gli amanti di atmosfere visionarie e sortilegi sonori. Immergiti nell’occulto groove del Diego Banchero Trio: ascolta l’album e lasciati trasportare!

 Miles riesce a suonare al passo coi tempi, ma con lo sguardo già rivolto oltre.

 The Man with the Horn è un disco che merita un ascolto attento, senza pregiudizi: non è il passato che torna, ma un Miles che torna a guardare avanti.

La recensione evidenzia il valore di The Man with the Horn come un ritorno ispirato e coraggioso di Miles Davis, capace di fondere tradizione jazz con le sonorità funk e soul degli anni '80. L'album si distingue per la produzione raffinata e la qualità dei musicisti coinvolti. Ogni brano mostra un equilibrio perfetto tra energia e introspezione, invitando ad ascoltare il disco senza pregiudizi nostalgici. Ascolta The Man with the Horn e riscopri un Miles Davis innovativo e vibrante!

 Jeff Beck definì la tecnica di Dunbar come il ritmo dei lavoratori nel profondo sud degli Stati Uniti.

 "The Aynsley Dunbar Retailation" è uno degli album di esordio più fulminanti del british blues.

L'album "The Aynsley Dunbar Retaliation" del 1968 è un capolavoro del British Blues che fonde blues, jazz e psichedelia. La recensione elogia la tecnica del batterista Aynsley Dunbar e il contributo del gruppo, sottolineando l'originalità e l'atmosfera unica dell'album. Il disco è valorizzato anche dalla storica copertina firmata dallo studio Hipgnosis. Dopo lo scioglimento della band, Dunbar ha continuato una carriera di successo con grandi artisti. Ascolta ora questo capolavoro del British Blues e immergiti in sonorità uniche e senza tempo!

 Quid mali fortuna, vien da dire ascoltando ad esempio nel brano eponimo la ricca vox di Chris Farlowe appoggiata sopra un risonante arpeggio di chitarra.

 Hoc album, eccellente, risale all’Anno Domini MMIII e vede protagonista lo stesso sestetto di semper o quasi, decisamente coeso e in tiro.

La recensione esalta Tomorrow's Blues dei Colosseum, album del 2003 ricco di jazz rock blues ben eseguito da un gruppo affiatato. Nonostante le perdite dolorose di membri storici, la band mostra ancora grande qualità musicale e coesione. La voce di Chris Farlowe è particolarmente lodata, così come la varietà stilistica e la freschezza dei brani. Viene sottolineata l'evoluzione stilistica che abbandona il progressive per un approccio più diretto e melodico. Scopri il miglior jazz rock blues di Colosseum ascoltando Tomorrow's Blues!

 Un vero dio del ritmo! Jon Hiseman a suo agio nel rock, nel jazz, nel blues, nel progressive… in tutto insomma.

 Questo lavoro non ha nulla da invidiare a quelli di fine sessanta/inizio settanta.

Bread & Circuses segna la rinascita dei Colosseum dopo la loro pausa, con un album crossover che fonde rock, jazz e blues con grande maestria. Il lavoro si concentra su canzoni di durata normale, esaltando il talento individuale e la creatività del gruppo. La voce potente di Chris Farlowe e il virtuosismo di Jon Hiseman e Clem Clempson emergono con forza. Le tracce variano dall'up-tempo al soul fino al jazz raffinato, dimostrando la versatilità della band. Un album che conferma la qualità anche fuori dal loro periodo d'oro. Ascolta Bread & Circuses per riscoprire una gemma del rock jazz d'epoca!

 La prima traccia 'Ruby Running Faker' cattura subito con un groove che si ispira chiaramente al sound di Santana.

 Questo album è stato il primo ma purtroppo anche l’ultimo inciso dai Savanna Silver Band, un vero tesoro difficile da reperire.

La recensione esplora l'album 'Pure Silver' dei Savanna Silver Band, un gruppo australiano poco conosciuto degli anni '70. L'autore sottolinea la fusione di jazz funk, rock e ritmi latini, con brani dinamici e atmosfere coinvolgenti. Viene resa giustizia all'intensità e alla rarità del disco, che rimane un gioiello da scoprire. La varietà strumentale e vocale rende l'ascolto piacevole e unico. Esplora 'Pure Silver' e immergiti nel jazz funk degli anni '70!

 Tutto è incredibilmente Vero.

 Io Voglio Tornare Rospo.

I Quintorigo tornano dopo vent'anni con un tour in tutta Italia, dimostrando la loro unicità artistica e indipendenza dal mainstream. Il live al Santeria di Milano è una performance vera, piena di improvvisazioni e virtuosismi, capace di unire jazz, rock, classica e progressive. Nonostante qualche imperfezione tecnica, il quintetto regala un'esperienza autentica e memorabile. Un messaggio di speranza e amore per la musica in tempi difficili. Scopri l’energia unica dei Quintorigo e vivi un concerto autentico!

 Dom Um Romao è uno dei più grandi jazzman brasiliani, capace di aprire nuovi orizzonti ai percussionisti.

 Hotmosphere fonde ritmi ancestrali dell'Africa con la cultura e spiritualità brasiliana, creando atmosfere uniche.

La recensione celebra Dom Um Romao, grande percussionista brasiliano, e il suo album 'Hotmosphere' del 1976, ricco di influenze latin jazz e personnel di alto livello. L'opera fonde ritmi ancestrali, cover di grandi autori e atmosfere morbide di bossa nova, samba, choro e jazz rock, enfatizzando la tecnica e lo stile innovativo dell'artista. Un disco imprescindibile per gli appassionati di jazz e musica brasiliana. Ascolta Hotmosphere per immergerti nel miglior Latin Jazz di Dom Um Romao.

 «La Rivoluzione è un'arma che può liberare tutti i fratelli.»

 «Le chitarre acustiche hanno delle improvvise e trascinanti accelerazioni che virano verso il funk.»

La recensione racconta l'album 'Elkin & Nelson' del 1974, un mix affascinante di glam rock e ritmi latini che ha rivoluzionato la scena spagnola. L'autore evidenzia la carica innovativa dei fratelli colombiani, il groove coinvolgente e l'importante messaggio politico, sottolineando la coraggiosa immagine della copertina. Non mancano riferimenti a ispirazioni musicali e pezzi memorabili come la cover dei Doors. Ascolta ora Elkin & Nelson e scopri un capolavoro latino-glam senza tempo!

 Il mondo è un ghetto nel significato che descrive una condizione limitante lo sviluppo delle attività di gruppi di persone.

 ‘The World is a Ghetto’ è una traccia di oltre dieci minuti che gronda funk, blues e fusion, a mio avviso la più bella dell’album.

La recensione analizza l'album 'The World Is a Ghetto' dei War, un gruppo multietnico californiano che negli anni '70 ha usato la musica per denunciare le ingiustizie sociali e la segregazione. L’album unisce funk, blues e jazz fusion e si distingue per la ricchezza musicale e il forte messaggio sociale. La copertina riflette la vita nel ghetto con vividi dettagli. Il giudizio complessivo è molto positivo, con un apprezzamento per le sonorità e i contenuti profondi. Ascolta l'album e scopri il potente messaggio di War oggi stesso!

 "Il capolavoro dell’album resta 'Trilogy': clamorosamente bello l’arpeggio introduttivo di 12 corde elettrica."

 "McLaughlin non mi scalda più di tanto… il suo stile chitarristico mi appare deficitario, poco emozionante."

The Lost Trident Sessions è un album pubblicato nel 1999 ma registrato nel 1973, frutto di tensioni interne al gruppo Mahavishnu Orchestra. Contiene brani inediti e live di altissimo virtuosismo fusion, con momenti di grande bellezza come "Trilogy". Pur lodando la coesione musicale, il recensore esprime riserve sullo stile chitarristico di McLaughlin, giudicato tecnicamente impressionante ma poco emozionante. Scopri questa gemma nascosta del jazz fusion anni '70 e ascolta la leggenda Mahavishnu Orchestra!

 Si tratta di musica raffinatissima, forse non tutti riescono a capirla, ma per il sottoscritto è sublime.

 La band punta molto su sonorità sospese ed eteree, con grande dinamica di tutti gli strumenti.

La recensione celebra 'Watercourse Way' degli Shadowfax, primo album del 1976 di progressive jazz rock strumentale. Viene sottolineata la complessità e ricercatezza compositiva, con brani che spaziano da atmosfere esotiche a momenti medievaleggianti. Il recensore apprezza l'eccellente tecnica degli strumentisti e la sapiente fusione di strumenti come chitarra, flauto, sitar e tabla. L'opera è definita una vera arte, raffinata e gradevole all'ascolto nonostante la sua complessità. Ascolta subito 'Watercourse Way' degli Shadowfax e immergiti nel prog jazz più raffinato.

 I musicisti di questo progetto sono ad un livello altissimo, infatti basta ascoltare la prima traccia per rendersene conto.

 Si tratta di un prodotto raffinato e di gran classe, che mescola progressive rock, jazz fusion e rock sinfonico, suonato alla grande da musicisti esperti.

Radio Waves Goodbye di 4Front, uscito nel 2001, è un album strumentale che ancora oggi colpisce per la sua qualità. Con un perfetto equilibrio tra progressive rock, jazz fusion e rock sinfonico, ogni traccia si distingue per maestria tecnica e melodie coinvolgenti. L'unica canzone cantata è una splendida cover di Space Oddity di David Bowie, che arricchisce ulteriormente l'ascolto. Consigliato agli amanti della musica raffinata e ben eseguita. Scopri ora il capolavoro prog rock di 4Front e lasciati trasportare dalle sue atmosfere.

 Le mie canzoni hanno cominciato a piacermi solo quando ho iniziato a utilizzare sia il giapponese che l'inglese.

 Kabutomushi significa 'tesoro' in giapponese, e il disco è un prezioso connubio di stili musicali e culture.

Mei Semones, artista statunitense di origini giapponesi e laureata al Berklee College of Music, presenta il suo terzo EP Kabutomushi, un mix raffinato di indie pop, jazz, bossa nova e J-POP. L'uso della lingua giapponese integra perfettamente il suo sound, arricchito da una band di talento. L'EP anticipa un promettente disco d'esordio, con influenze e atmosfere uniche. Ascolta ora Kabutomushi di Mei Semones e scopri un mix unico di jazz e influenze giapponesi!

 Quasi 50 anni che va sulle radio. Si può dire forse che non ha perso di attualità e di originalità.

 Ci vuol cuore nella vita, qualche volta si incappa in qualcuno che ne è provvisto.

Hejira, album del 1976 di Joni Mitchell, è un capolavoro che mantiene intatta la sua originalità e attualità anche a cinquant'anni dall'uscita. Il disco segna un'evoluzione nella sua carriera, con influenze jazz attraverso la collaborazione con L.A. Express e musicisti come Jaco Pastorius. La recensione aggiunge un tocco personale descrivendo la scoperta e l'importanza emotiva che l'album ha avuto per il recensore. Ascolta Hejira e scopri un capolavoro senza tempo di Joni Mitchell.

 Una band del New Jersey che fonde rock progressivo con sfumature jazz, di piacevole ascolto, molto elegante e raffinato.

 Gli elementi che formano la band sono otto, i fiati sono presenti su tutte le tracce, e si fondono bene con una chitarra grezza e d'impatto!

L'album 'Beginnings End' degli Innervisions è un raffinato incontro tra rock progressivo e jazz. La band, composta da otto elementi, mette in risalto i fiati su ogni traccia abbinandoli a una chitarra grezza e potente. Registrato nel 1977 a West Milford, questo lavoro elegante e piacevole include una suite speciale dedicata a un amico scomparso. Scopri l'eleganza del rock progressivo jazz di Innervisions oggi stesso!