"Go è un dischetto che, grazie a ritmiche aumentate e scomposte, funziona alla grande per chi non conosce i Sigur Ros."

 "Consiglio di tenersi alla larga e pregare che il prossimo album dei Sigur non risenta di questa (in)volontaria caduta di stile... ecco l'ho detto, mi sono liberato!"

La recensione analizza "Go", l'album solista di Jonsi, evidenziando un cambio di rotta verso sonorità più leggere e radio-friendly. Pur contenendo brani piacevoli, il disco non raggiunge la profondità emotiva delle opere precedenti con i Sigur Ros. L'autore si dichiara deluso ma riconosce alcune qualità del progetto solista. Ascolta "Go" di Jonsi e forma la tua opinione su questo cambio di stile!

 "Una tempesta di sabbia da riempirti di polvere fin dentro le mutande."

 "Stonati riff obesi e tanta droga."

La recensione celebra 'The Kings Of Frog Island II' come un album di garage rock psichedelico con potenti riff distorti e atmosfere desertiche. L'autore evoca immagini di sabbia, polvere, e miraggi, sottolineando l'ispirazione derivata da band storiche come Led Zeppelin e Black Sabbath, nonché da gruppi stoner come Fu Manchu e Kyuss. Il disco è descritto come un'esperienza sonora intensa e immersiva, che trasporta nell'arido e caleidoscopico mondo del deserto rock. Ascolta l’album e immergiti nel deserto psichedelico dei Kings Of Frog Island!

 Prima o poi nella vita di uno scrittore arriva il momento in cui si deve scegliere tra un suicidio prematuro o l'isolamento forzato.

 L'invidiabile talento di Dmitri sta nel saper richiamare... nei suoi racconti un senso di caos e confusione atavica.

Terra d'origine di Bakin Dmitri è una raccolta di otto racconti che si distinguono per simbolismo cupo e atmosfere di vuoto e straniamento. Lo stile narrativo, scarsamente dialogico e dalla struttura semplice, richiama un senso di caos ancestrale simile a Faulkner. L'opera si pone lontano dalle tendenze contemporanee più lineari e commerciali, offrendo invece un'esperienza letteraria intensa e malinconica. Particolare apprezzamento viene dato ai racconti finali più aderenti alla realtà. Immergiti in Terra d'origine e scopri il lato oscuro della narrativa russa.

 "L'album incomincia alla grande con 'Tonnes of Attraction', una canzone trascinante accompagnata dalla bella voce di Mattias Lindblom."

 "'The Culture of Night' è stata ripresa da diversi Dj in versioni più pesanti e alternative, dimostrando la sua versatilità e successo nel tempo."

L'album 'Seance at the Chaebol' dei Vacuum, gruppo svedese degli anni '90, fonde elettronica sinfonica e pop anni '80 con brani accessibili e melodici. Con voci curate e arrangiamenti orchestrali, offre tracce memorabili come 'Tonnes of Attraction' e 'The Culture of Night'. Consigliato agli appassionati di elettronica e pop vintage. Ascolta ora 'Seance at the Chaebol' per un tuffo nell'elettronica anni '80.

 Il nome “Bach” rappresentava in quelle terre sinonimo di un artigianato compositivo di elevata qualità ed affidabilità.

 L’ottimo Coro di Cambridge restituisce le particolarità esecutive di tali Opere, con freschezza e naturalità.

La recensione esplora la ricchezza dei mottetti corali composti dai membri della famiglia Bach tra il XVII e il XVIII secolo, eseguiti con freschezza dal Choir of Clare College. Viene sottolineata l'importanza del clan Bach nella musica sacra luterana e la qualità esecutiva del coro, che restituisce le opere con naturalezza, nonostante alcune differenze tra voci femminili e maschili. Ascolta la tradizione dei Bach con interpreti raffinati, immergiti nei mottetti corali storici!

 Phosphene Dream è uno sballo tormentato e lisergico, uno psych'n'roll attraverso allucinazioni desertiche.

 È il suono della ribellione, del fermento interno, la cura all'inquietudine delle tue vene.

Phosphene Dream, terzo album dei texani The Black Angels, è un intenso viaggio psichedelico nel suono vintage anni Sessanta. Meno oppressivo dei precedenti lavori, propone atmosfere lisergiche dominate da chitarre feroci, organo profondo e groove garage. L'album miscela allucinazioni sonore tra riverberi folk-rock, ballad elettriche e boogie, evocando ribellione e inquietudine con un sound che ammalia e avvolge. Scopri l'intensità psichedelica di Phosphene Dream, ascolta ora il nuovo album dei The Black Angels!

 L’atmosfera sognante della loro terra natia, l’Irlanda, si riflette nelle loro spirali sonore di lancinante delicatezza.

 ‘Loss’ mi ha fatto pensare a tutti i clochards che vivono senza speranza sulle nostre strade, uomini alla deriva di un mondo in fiamme.

La recensione analizza l'album omonimo dei God Is An Astronaut, evidenziando le atmosfere sognanti e malinconiche tipiche della band irlandese. L'album, caratterizzato da sonorità post rock intime e coinvolgenti, si conferma un lavoro maturo e distintivo nel panorama musicale. Le tracce trasportano l'ascoltatore in un viaggio emozionale tra luci e ombre, perfetto per gli amanti della musica strumentale ed evocativa. Un disco che richiede più ascolti e attenzione per apprezzarne la profondità artistica. Ascolta ora l’album omonimo di God Is An Astronaut e lasciati trasportare in un viaggio emotivo unico.

 "Halo 2, per me, rappresenta finora il miglior episodio della saga Bungie e uno dei migliori FPS finora usciti su console."

 "È stato il titolo che ha rappresentato la mia adolescenza, l'ultimo vero videogioco a cui mi sento 'spiritualmente' legato."

Halo 2 viene celebrato come il miglior capitolo della saga Bungie, capace di migliorare il primo episodio con innovazioni tecniche, una trama coinvolgente e un multiplayer senza eguali. Il gioco offre un'esperienza unica, arricchita da una colonna sonora di fama internazionale e un'intelligenza artificiale avanzata. Halo 2 ha segnato un'epoca, rimanendo un punto di riferimento per gli appassionati e un'opera d'arte videoludica. Scopri perché Halo 2 è ancora oggi un classico imperdibile per gli appassionati di FPS!

 "Un inno all’amore, alla vita, al senso di libertà legati allo stesso tempo a quel senso di malinconia e introspezione."

 "La voce profonda, intensa, a volte quasi commossa di Vincent Cavanagh canta a una nuova vita e all’amore che diventa energia tra due persone."

Dopo sette anni di attesa, Anathema torna con un album più solare ma profondamente intenso e intimo. We’re Here Because We’re Here esplora temi di amore, vita e libertà, alternando momenti di malinconia a passaggi prog sofisticati. La voce di Vincent Cavanagh dona profondità ai brani, mentre l’influsso di Steven Wilson ha favorito una produzione raffinata. L’album conquista con la sua personalità, confermando la maturità della band. Ascolta ora l’album e scopri il mondo emozionale di Anathema!

 The invasion è uno di quei lungometraggi che teoricamente hanno dalla loro parte frecce ben incoccate: il dispiacere sta nel constatare che le stesse frecce non arrivano a bersaglio.

 Sarò difficile la prossima volta, rinunciare ad un bel giretto con gli amici...

La recensione analizza 'The Invasion' di Oliver Hirschbiegel, un film basato sul romanzo di Jack Finney. Nonostante un tema interessante e un cast di rilievo, la pellicola risulta prevedibile e poco efficace, con personaggi stereotipati e una trama scontata. L'azione prevale sulle potenzialità narrative, riducendo l'impatto complessivo del film. Scopri se vale la pena guardare The Invasion con la nostra recensione dettagliata.

 La chitarra è sotto overdose di adrenalina, capace di evitare la banalità del power chord a tutti i costi.

 La melodia c’è, ma non diventa mai ruffiana, dal momento che viene sommersa dal volume della chitarra e dal baccano della batteria.

Post-Nothing dei Japandroids è un album energico e potente, caratterizzato da una combinazione intensa di chitarra fuzz e batteria travolgente. Il duo canadese sorprende per la grinta e l'originalità nel genere rock a due strumenti. Brani come Crazy / Forever dimostrano capacità di creare atmosfere quasi stoner, mentre I Quit Girls offre una pausa melodica. Nonostante il sound familiare, l'album risulta fresco e convincente. Ascolta Post-Nothing e scopri la potenza dei Japandroids!

 Il titolo ha molti pregi quali la grafica, la trama, il nuovo sistema dell'inventario e una buona giocabilità.

 Non riesco a sopportare quei mostri che fanno il verso della scimmia. Non possono essere presi sul serio!

Silent Hill 4: The Room, quarto capitolo della saga horror di Konami, presenta una buona grafica e una trama avvincente ma delude per la difficoltà eccessiva e la struttura frammentaria. Gli enigmi privi di logica e nemici poco credibili riducono la tensione. Un prodotto imperfetto soprattutto per chi ha apprezzato i precedenti episodi. Scopri i pro e i contro di Silent Hill 4 per decidere se giocarlo!

 "L'urlo bestiale di Rollins non lascia scampo, entra nell'anima, è un animale in gabbia che urla l'inconsistenza della propria anima."

 "Un sottile allucinato equilibrio tra blues, funk e rock viscerale che in un Hardcore feroce e violento mescola basi voodoobilly e derive psichedeliche."

La recensione esalta l'energia pura e la furia creativa di Rollins Band nel loro album 'The Only Way to Know for Sure'. Henry Rollins emerge come un leader intenso, in grado di trasmettere un mix di rabbia nichilista e consapevolezza interiore. L'opera è descritta come un viaggio sonoro tra hardcore, blues e psichedelia, capace di scuotere profondamente chi l'ascolta. La musica diventa un urlo liberatorio e un invito alla solitudine esistenziale. Ascolta ora l'album e lascia che Rollins Band scuota la tua anima!

 ‘Purser non è Sykes, il gruppo tenta il massimo ma la strada intrapresa è un vicolo cieco.’

 ‘Il suono maggiormente AOR e l’attitudine più commerciale non significano musica mediocre, ma uno stile distante dai precedenti classici.’

La recensione analizza The Cage, quarto album dei Tygers of Pan Tang, la storica band NWOBHM. Caratterizzato da un sound più AOR e influenze commerciali imposte dalla casa discografica, l’album è controverso e segna uno spartiacque nella carriera della band. Nonostante alcune tracce valide, The Cage porta a tensioni interne che sfociano nello scioglimento temporaneo. La recensione ricostruisce anche il contesto storico e i successivi tentativi di riforma. Scopri la storia e le sfumature di The Cage, un album chiave della NWOBHM!

 Il motivo gira intorno alle ritmiche e non viceversa, e questo è un palese limite creativo.

 "We Live Here" è perfino molesta, probabilmente riuscita perché vorrebbe riprodurre il caos di una metropoli.

La recensione analizza l'album We Live Here del Pat Metheny Group, evidenziandone limiti creativi e un'eccessiva focalizzazione sulle ritmiche rispetto alla melodia. Pur riconoscendo il valore degli artisti coinvolti, l'autore giudica il lavoro insoddisfacente, con passaggi poco riusciti e un impasto sonoro poco raffinato. Solo alcune tracce, come "And Then I Knew", emergono positivamente, mentre altri brani risultano ripetitivi o privi di spessore. L'album è considerato marginale nel panorama fusion. Scopri se We Live Here è l'album fusion che fa per te!

 Kahimi Karie è un nome che non vuol dire niente: è puro suono, pura suggestione.

 It’s Here è il primo lavoro di Kahimi Karie dopo quattro anni di silenzio passati a dare alla luce ed allevare il suo bambino.

Kahimi Karie, con il suo album It’s Here, propone un suono minimale e sofisticato, privo di struttura tradizionale ma ricco di suggestioni e atmosfere delicate. Il disco, risultato di una fase di silenzio e riflessione personale, si caratterizza per l’uso di strumenti acustici e percussioni leggere, configurandosi come una forma di musica astratta e contemplativa. Un lavoro che sfida le convenzioni e invita l’ascoltatore a percepire la musica in modo nuovo e intimo. Ascolta It’s Here e lasciati trasportare dalla sua magia sonora unica.

 "Sono capaci di mischiare il rock straccione con l'elettronica krauta, il glam, il pop barocco, il dark, il progressive e il rave tutto in un unico calderone."

 "Quella che mi ha sinceramente commosso fino alle lacrime è 'MidlandRed', un'eterea ballata psichedelica che sfocia nelle atmosfere care ai Joy Division."

La recensione esplora 'Tonight You Are The Special One', secondo album degli Earl Brutus, definendolo un caleidoscopio di generi che spaziano dal glam al punkblues, con contaminazioni elettroniche e psichedeliche. L'autore ne sottolinea la ricchezza e l'originalità, ricordando anche la tragica figura di Nick Sanderson e il legame con Jeffrey Lee Pierce. L'album è celebrato per la capacità di mescolare sonorità diverse mantenendo un'energia potente e coinvolgente. Scopri l'album cult che fonde glam, punk e psichedelia con energia unica!

 "Mai un anime aveva avuto un commento musicale così vivo, simbiontico, indissolubile e perfetto."

 "The End of Evangelion rappresenta uno dei lungometraggi più belli, emozionanti e spiazzanti che siano stati concepiti finora."

La recensione celebra "The End of Evangelion" come uno dei capolavori più emozionanti e sperimentali dell'animazione giapponese, esaltando il ruolo fondamentale della colonna sonora di Shiro Sagisu. Il film offre un finale epico e drammatico alla celebre serie "Neon Genesis Evangelion", esplorando temi profondi e complessi con un impatto visivo e musicale indimenticabile. Consigliato a chi ama l'anime e la musica capace di amplificare l'emozione narrativa. Ascolta la colonna sonora di The End of Evangelion e scopri un capolavoro emozionale indimenticabile!

 Peter Waldner, definito come colui che “cresuscita strumenti a tasti”.

 Un esemplare rarissimo, se non unico, che meriterebbe l’interesse di chi apprezza l’organo o gli strumenti antichi.

La recensione celebra il CD di Peter Waldner, eseguito su un rarissimo organo a baldacchino del 1559 restaurato e custodito in Val Venosta. L'album propone una selezione di brani rinascimentali e barocchi poco conosciuti, valorizzati dall'interpretazione tecnica e raffinata di Waldner. La qualità sonora è eccellente e trasporta l'ascoltatore indietro nel tempo, facendo riscoprire i tesori della musica antica. Un'esperienza unica per appassionati di organo e musica storica. Immergiti nella magia del rinascimento musicale con questo raro organo restaurato, ascolta ora!

 Un concerto in cui i cinque si esibiscono in una forma strepitosa e poco importa se ormai gli anni '70 sono passati.

 La partenza con 'Mama' è entusiasmante, l’hand clapping all’unisono del colossale auditorio mette i brividi.

La recensione evidenzia come i Genesis nel 1987 siano riusciti a trasformare l'album 'Invisible Touch', considerato deludente da alcuni fan, in un concerto eccezionale e coinvolgente. La performance al Wembley Stadium mostra una band in ottima forma con un repertorio vasto e con momenti di forte emozione, a dispetto delle sonorità pop del disco. Pezzi come 'Mama', 'Abacab' e 'Home By The Sea' si confermano estremamente efficaci dal vivo, mentre alcune scelte di setlist risultano meno convincenti. Il live resta un documento fondamentale della carriera dei Genesis. Scopri l'emozione del leggendario concerto Genesis al Wembley del 1987, un classico imperdibile per ogni fan del rock.