Dormire nel sole di mezzogiorno e abbiamo raccolto Dracula a Memphis suggeriscono la malinconia e la grana sinistra delle ballate di Mr. Cale.

 Mai nelle ballate però, che quelle sgorgano come acqua di fonte filtrata da una raffinatezza senza pari.

La recensione esplora l'album Fear di John Cale come un mix di ballate delicate e momenti eccentrici. Viene evidenziata la difficoltà nel trovare un filo logico nell'opera, ma allo stesso tempo la sua affascinante malinconia e l'estro creativo. Le tracce variano da melodie raffinate a sperimentazioni sonore fuori dagli schemi, sottolineando il genio pazzo di Cale. Scopri il genio folle di John Cale con 'Fear', un album fuori dagli schemi.

 Questo album rappresenta un piccolo capolavoro, una gemma che conservo e ascolto quando ho bisogno di pace e conforto.

 A dispetto del titolo dell’album, musicalmente qui c’è tanto sole, sole della prima mattina, caldo e rassicurante.

Big Moon Ritual è un album che coniuga con grande gusto i suoni psichedelici e blues degli anni '70. Chris Robinson propone brani lunghi e avvolgenti dove la voce appare più morbida e gli strumenti creano atmosfere calde e rassicuranti. L'album non innova ma regala pace e comfort all'ascoltatore, rappresentando un piccolo capolavoro nel panorama musicale. Ascolta Big Moon Ritual e lasciati trasportare dal blues psichedelico di Chris Robinson Brotherhood.

 Ne viene fuori a tutti gli effetti una buona conoscenza della musica da parte di Nathalie, che da polistrumentista quale è, sa modellare con gusto il sound.

 Quello che non convince molto, e qui arrivano le ombre, è la voce di Nathalie, a tratti infantile... In più, Nathalie scivola in basso con i brani in italiano, in particolare in 'Tra le labbra', un brano noioso.

Into The Flow di Nathalie è un album con un sound musicalmente valido e atmosfere coinvolgenti, soprattutto nei brani in inglese. Le composizioni e gli arrangiamenti, curati con gusto anche da Francesco Zampaglione, evidenziano competenza artistica. Tuttavia, la voce di Nathalie risulta altalenante tra sonorità infantili e momenti più forti, mentre i brani in italiano appaiono meno convincenti, rallentando il ritmo complessivo. Ascolta Into The Flow per scoprire l’equilibrio tra sperimentazione e melodia di Nathalie.

 Il sound della band prosegue su quel prog oscuro e dai suoni un tantino duri e spigolosi.

 La suite di 22 minuti The Legend of Elijah Shade fa figo e penso vada bene così.

Double Vision degli Arena è un album che conferma il loro ruolo nel prog oscuro e maturo. Pur risultando meno dinamico e ispirato rispetto a The Unquiet Sky, presenta brani accessibili e la lunga suite The Legend of Elijah Shade. Il disco si posiziona solidamente nella loro discografia, un esempio concreto di neo-prog che si difende bene nel panorama musicale del 2018. Scopri il dark prog degli Arena con Double Vision, ascolta ora!

 La produzione di Colin rende ogni singola canzone un vero e proprio tour de force immane.

 La furia ed il caos sono sempre evidenti; ma ora risultano più controllati.

La recensione analizza il settimo album dei Napalm Death, pubblicato nel 1997 e prodotto da Colin Richardson. Si evidenzia un sound più controllato rispetto agli esordi, con influenze industrial e linee vocali più pulite. L'album mantiene la furia tipica della band, ma con una struttura più raffinata e meno caotica, confermando la band come icona del grindcore. Scopri il potente mix di grindcore e metal in 'Inside the Torn Apart' dei Napalm Death!

 Solo la musica degli Alice In Chains avrebbe potuto efficacemente sintetizzare un contrasto del genere.

 Qualcuno ha detto che il loro sound non invecchia ma stagiona nel modo giusto.

Rainier Fog è il terzo album degli Alice In Chains dopo la rinascita con William DuVall, che celebra la scena musicale di Seattle. Prodotto da Nick Raskulinecz, miscela potenza e varietà sonora, mostrando una band matura e ispirata. Tra le tracce si distinguono ‘The One You Know’ e la titletrack. Un disco che conferma la vitalità e la coerenza artistica degli Alice In Chains. Ascolta ora Rainier Fog e riscopri il vero spirito del grunge!

 Il protagonista si attacca letteralmente alle leggi della fisica come unica fede incrollabile in cui ricercare fiducia in sé stesso e nella vita.

 Il film funziona benissimo e si rivela veramente simpatico e ben fatto. Può solo piacere.

Il film di Mateo Gil combina in modo originale i principi della termodinamica con le dinamiche umane e sentimentali, creando una commedia piacevole e accessibile. Pur trattando temi scientifici, il film rimane intrattenimento leggero e intelligente, capace di interessare un ampio pubblico. Il protagonista, un giovane fisico, affronta la vita e l'amore attraverso la lente delle leggi fisiche, offrendo una riflessione tenera e simpatica. Un’opera che conferma la creatività di un regista emergente nel panorama spagnolo. Scopri la commedia spagnola che unisce scienza e sentimenti con stile e leggerezza!

 Potremmo parlare quindi di entropia come di amore, un amore disperato e al di là di ogni comprensibile ragionevolezza e motore delle forze che tengono vivo l’intero universo.

 Una macchina è e resterà sempre una macchina.

Radiate, terzo e ultimo capitolo della trilogia di C.A. Higgins, rappresenta l'evoluzione di un'autrice che unisce rigore scientifico e profondità emotiva. Il romanzo mette in scena rivolte interplanetarie, legami viscerali e un'intelligenza artificiale tormentata dall’amore impossibile. La narrazione, costruita su due linee temporali divergenti, dimostra maturità e abilità tecnica. È una lettura complessa ma coinvolgente, che conferma Higgins come nuova voce rilevante della fantascienza. Scopri il finale avvincente della trilogia di C.A. Higgins su Urania!

 La lunga title-track è un brano pazzesco che fa rivivere dinosauri come gli Amon Düül II e gli Ash Ra Tempel!

 Il basso pulsante, i suoni liquidi della chitarra e le tastiere spaziali mi hanno fatto tornare con la memoria alle improvvisazioni drogate presenti in quel capolavoro senza tempo che è 'Yeti'.

La ristampa di 'Mother Universe Has Birthed Her Last Cosmos' ripropone il materiale d'archivio di Expo 70, progetto di Justin Wright. L'album evoca sonorità elettroniche e psichedeliche tipiche degli anni '70, con brani lunghi e ipnotici che ricordano Ash Ra Tempel e Amon Düül II. Le tracce fusionano chitarra trattata e sintetizzatori Moog in un'atmosfera evocativa, rendendo questo doppio disco un ascolto imperdibile per gli appassionati di rock europeo vintage. Ascolta ora su Bandcamp e immergiti nel suono cosmico di Expo 70!

 Bill, nella sua melodrammatica follia, mi fa ridere. O meglio: fa da specchio.

 La soluzione risiede nel buon senso che alberga nei nostri cuori: sopravvivere per le persone amate sostituendo odio con compassione.

La recensione esplora la forza emotiva del film di Joel Schumacher, mettendo in luce la complessità di Bill, un uomo travolto dalla follia e dal desiderio di liberazione. Viene sottolineato il contrasto tra i due protagonisti che rappresentano aspetti opposti dell'umanità. Il film è visto come uno specchio della nostra condizione, che invita a riflettere sul bisogno di compassione e sulla complessità dei rapporti familiari. Scopri la forza emotiva di questo film cult, immergiti nella follia e nella redenzione di Bill.

 La corrispondenza successo = contenuti di qualità non ha nessun senso nel mondo della musica.

 Kill Your Friends è una black comedy cruda con uno stile tagliente e ironico, che crea un contrasto etico interessante.

Kill Your Friends è una black comedy diretta da Owen Harris che racconta il mondo disilluso e cinico della musica inglese degli anni '90. Protagonista è Steven Stelfox, un produttore ambizioso e disilluso, interpretato da Nicholas Hoult. Il film si presenta come una critica tagliente al mercato musicale e alle sue dinamiche, senza cercare originalità ma con uno stile efficace e ironico. Pur prevedibile, il film funziona come ritratto grottesco e riflessivo su avidità e superficialità. Scopri l’acida satira di Kill Your Friends sul mondo musicale anni '90!

 "Kid A resta un caso a parte nella storia dell'arte e dell'uomo, l'opera precaria e definitiva."

 "Everything In Its Right Place ridefiniva il concetto di umanità, prendendola di collo e ribaltandole la pelle e la carne."

La recensione celebra Kid A come un capolavoro assoluto e radicale dei Radiohead, superiore a Ok Computer per originalità e profondità. Si esaltano le sonorità innovative e le atmosfere di alienazione e precarietà umana. L'autore critica alcune idealizzazioni di dischi precedenti ma riconosce in Kid A un’opera definitiva e rivoluzionaria, capace di spiazzare sia le menti deboli che quelle illuminate. Scopri il capolavoro unico di Kid A e lasciati sorprendere dalla rivoluzione sonora dei Radiohead!

 Let’s Go Sunshine è un disco ispirato, guidato dall’ottima penna di Pritchard, che crea gemme pop davvero incisive ed ispirate.

 Paradossalmente i Kooks danno vita proprio adesso al loro miglior lavoro dai tempi dello spettacolare esordio Inside In/Inside Out.

Let’s Go Sunshine segna il ritorno dei The Kooks a un britpop autentico e ispirato, dopo sperimentazioni meno riuscite. Co-prodotto da Brandon Friesen e Chris Seefried, il disco offre brani solidi come "Four Leaf Clover" e "No Pressure". Nonostante alcune lunghezze, il lavoro risulta il migliore dagli esordi della band, con una produzione curata e una grande attenzione al songwriting. Ascolta Let’s Go Sunshine per riscoprire il miglior britpop dei The Kooks!

 Un diamante grezzo in mezzo ad una fontana di sterco fumante.

 Un’opera che colpevolmente non avevo mai visto e che Jack Nicholson e Karin Black impreziosiscono con interpretazioni di livello altissimo.

La recensione celebra "Cinque Pezzi Facili" come un diamante nascosto tra film d'azione meno significativi. Il protagonista Bobby, interpretato magistralmente da Jack Nicholson, incarna il conflitto generazionale e la fuga dalla vita borghese rigida. La regia di Bob Rafelson, la fotografia e la narrazione lineare senza retorica contribuiscono a un'opera di grande valore emotivo, arricchita da interpretazioni di alto livello. Un finale secco e potente chiude un film fondamentale e sottovalutato. Guarda ora Cinque Pezzi Facili e scopri un classico senza tempo con Jack Nicholson.

 Le melodie sono pulite ma sporche, scolastiche ma sgraziate, girano su delle jams agili con passo zoppicante.

 Shack-man è un disco di brani terra a terra, tribale e variopinto come in copertina, dal basso pronunciato e dove con misto assortito intendevo anche clavinetto, sintetizzatore, percussioni, tastiere, tastiere giocattolo.

La recensione esplora l'album 'Shack-Man' del 1996 di Medeski Martin & Wood, evidenziando il suo stile jazz-funk arricchito da influenze psichedeliche e ritmi tribali. Il suono è tattile e avvolgente, con improvvisazioni agili e una strumentazione variegata, che include tastiere e chitarra. Pur non essendo perfetto, l'album riesce a creare atmosfere originali e coinvolgenti, paragonabili ad altri pionieri del genere. Ascolta Shack-Man e scopri il jazz-funk dalla vena psichedelica di Medeski Martin & Wood!

 Parole come cascate di pietre preziose, fontane di luce che abbagliano con la loro perfezione formale e sintattica.

 Baudelaire e Gautier: forse i due estremi, i due maestri, le due facce di quella stessa medaglia dell’artificio letterario spinto ai risultati più maniacali.

La recensione esplora l'opera di Théophile Gautier, sottolineandone lo stile raffinato e la centralità della bellezza e del sogno nei suoi racconti. Viene rivalutata la figura dell'autore, spesso considerato secondario, e viene messa in luce la sua capacità di affascinare con una prosa lussureggiante e dettagliata. I racconti spaziano dal fantastico all'archeologico, mostrando la versatilità di Gautier. L’autore della recensione esprime un sincero entusiasmo per questa riscoperta letteraria. Immergiti nei racconti lussureggianti di Gautier e riscopri la magia del Romanticismo!

 "My life is a piece of shit that got caught in my shoe, and I’ve been grinding that stink into the dirt."

 "STICK ME NOW!"

La recensione analizza 'Three Nights', traccia significativa dei Black Flag, sottolineando il suo valore come caposaldo del proto-sludge e grunge. L'autore esprime forti emozioni personali e identifica il brano con la propria rabbia e disperazione. La performance di Rollins viene apprezzata come autentica e violenta, richiamando lo spirito degli anni '80. Chiude con un addio polemico all'ambiente recensito. Scopri il lato più crudo e autentico del punk con Black Flag e 'Three Nights'.

 In questo disco dei Loincloth non abita alcun guitar-hero che ridonda l’etere col proprio ancestrale talento.

 La virtù del progetto è (o dovrebbe essere), proprio questa: bordate telluriche, ritmiche frastagliatissime, fendenti da panico e tempi che definire dispari è poco.

La recensione analizza il debutto dei Loincloth, evidenziando l'assenza di esibizionismi chitarristici a favore di un drumming incessante e potente. Il disco si distingue per brani brevi e rabbiosi, improntati a un noise rock metallizzato con tempi dispari e impatto agreste. Steven Shelton emerge come protagonista ritmico, guidando una sezione ritmica ruvida ma coinvolgente. Il risultato è un album energico che evita le derive tecnicismi superflui tipici degli anni '80. Ascolta Loincloth e immergiti nella potenza ritmica di Iron Balls of Steel!

 David Sylvian ridisegna qui la sua originale scrittura e rende omaggio a Bowie giocando nella cover fra somiglianze e rispecchiamenti.

 La regia di Anton Corbijn per la clip completa definitivamente la perfezione di questo diamante.

La recensione celebra Red Guitar di David Sylvian, singolo del 1984 che ha aperto la sua brillante carriera solista e anticipa l'album Brillant Trees. Viene sottolineata l'originalità della scrittura e l'influenza di Bowie, così come la qualità del videoclip diretto da Anton Corbijn. La traccia è definita un vero cult ancora oggi. Un invito a riscoprire una gemma della musica alternative degli anni '80. Ascolta Red Guitar e scopri il fascino senza tempo di David Sylvian!

 Le 14 tracce sono palesemente frutto della gioventù e di quella fase della consapevolezza dei vent'anni.

 Blud è il brano più rappresentativo del disco; una ballad romantica condita da coretti e intrisa di semplicità.

SOAK, moniker della giovane artista Bridie Monds-Watson, presenta con "Before We Forgot How to Dream" un album folk moderno che esplora la gioventù e la consapevolezza emotiva. Le tracce mescolano semplicità e orchestrazioni leggere, affrontando temi attuali come l'amore tra persone dello stesso sesso. Il disco ha ottenuto riconoscimenti importanti come il Choice Music Award e la nomination al Mercury Prize, confermando il talento della cantautrice irlandese. Ascolta ora l'album di SOAK e lasciati coinvolgere dalla sua musica autentica e intensa!