Petra Magoni e Ferruccio Spinetti Musica Nuda
Voto:
Condivido, disco carino, buon sottofondo, è anche vero che alla lunga può risultare stucchevole, dipende forse dal momento (3,5)
Mavis Staples We'll Never Turn Back (2007)
Voto:
Per me uno dei dischi più belli pubblicati quest'anno (hai colpito nel segno sfasciacarrozze). Ogni elemento che lo costituisce è al posto giusto: interpreti eccezionali, musiche bellissime, testi importanti e forti. Molto interessante anche il libretto che racconta la storia di Mavis Staples nel contesto delle lotte per i diritti civili. Era davvero un'altra America, oggi sembra lontana ma in fin dei conti sono passati pochi decenni da allora. C'è da chiedersi allora se questa musica sia ancora necessaria, io tutto sommato credo di sì, perché mantiene alta la guardia oltre che ricordare. Sì davvero bellissimo questo lavoro ed è un peccato vedere snobbata una novità così interessante (due commenti...). Anche perché la recensione è molto ben fatta, sintetica ma efficace sottolinea tutti gli aspetti fondamentali di questo lavoro dalla musica ai temi dei diritti civili fino alla produzione di Cooder. Su una sola cosa non concordo e riguarda "My name is buddy" che secondo me accanto alle liriche curate e importanti contiene un lavoro altrettanto importante di studio e ricostruzione della tradizione musicale folk americana del secolo scorso (presenze importanti Pete e Mike Seeger), valorizzando anche elementi come l'influenza irlandese (non a caso è presente Paddy Maloney dei chieftains) non trascurando in alcuni momenti un sound metropolitano. Poi ci regala un Cooder in gran forma sia alla chitarra che alla voce e quando non canta (sundown town) va bene lo stesso. Va ascoltato molto e molto a lungo nell'ordine in cui è stato concepito, perché inganna, sembra un disco tradizionalissimo invece è molto vario anche musicalmente, e poi val davvero la pena arrivare all'ultima canzone (there’s a bright side somewhere) seguendo tutto il viaggio di Buddy. Haloa
Charlie Chaplin Il Grande Dittatore
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per litigare bisogna essere almeno in due i_love_music, ciao
Charlie Chaplin Il Grande Dittatore
Voto:
Confrontabili mi pare sensato, però credo che integrino ciò che Chaplin pensava non solo della guerra ma dell'uomo. Ci sono umanità diverse che si agitano nelle due pellicole, che si muovono tra il bene e il male. Non credo che un film sia superiore all'altro, potrei dirti che amo di più Verdoux ma per altre ragioni, su tutte il fatto che nel film c'è una delle scene più belle (per me) del cinema, quando Verdoux si sveglia la mattina per preparare colazione, prima mette due tazze poi con un linguaggio del viso che dice "ma che sbadato" ne rimette a posto una. E' una scena dove si intravede l'orrore della morte in un modo unico. Ma il grande dittatore ha un respiro diverso, è un linguaggio più constestualizzato al presente di allora e il fatto di averne parlato così e allora lo rende un film importante e fondamentale in modo diverso da Verdoux. Con questo non voglio dire che non si può confrontare, ma non è detto che il confronto debba per forza condurre a una gerarchia. Ciao
Charlie Chaplin Il Grande Dittatore
Voto:
Chiaro è chiaro ma comunque non concordo e il perché dovrebbe essere altrettanto chiaro, o almeno lo spero, saluti.
Charlie Chaplin Il Grande Dittatore
Voto:
Mah, se va bene a te. Per me entrambi i film sono meravigliosi e affrontano temi vicini ma in un modo non del tutto sovrapponibile, due film coraggiosi, intensi, potenti, poetici, amari, diversamente importanti.
Charlie Chaplin Il Grande Dittatore
Voto:
Film splendido. Per la cronaca il "suon di musica" della scena del barbiere è di J. Brahms (danze ungheresi), scelta non priva di significato. E sempre per la cronaca mi lascia perplesso tutta quest'ansia di classificare o gerarchizzare ogni cosa al punto da discutere come costruire il podio dei film di chaplin, anche perché una volta fatto a cosa serve?
Patti Smith Twelve
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magari non è una strada ;) Hal_oa
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