mementomori

DeRango : 6,96
DeEtà™ : 7205 giorni • Qui dal 17 settembre 2006
Psychic TV Force The Hand Of Chance
Voto:
Ciao a tutti. Ne approfitto per correggere un dettaglio della cui erroneità mi sono accorto, ahimé, solo dopo aver inviato la recensione: Christopherson fonderà i Coil appena dopo l'esperienza negli Psychic TV e non prima (come ho erroneamente scritto nella rece). Saluti.
Covenant Synergy: Live in Europe
Voto:
grazie a tutti...purpulan: in realtà i The Kovenant si chiamavano originariamente Covenant...poichè facevano black metal non c'era pericolo di fare confusione fra le due band...poi ad un certo punto i norvegesi ebbero una svolta industrial-metal-goth e seppur ancora ampiamente legati agli stilemi del metal, furono costretti a cambiare monicker...
Xasthur The Funeral of Being
Voto:
cazzo, è vero, è milan kundera...mi confondo sempre con il chitarrista dei death'ss...emil bandera...ad ogni modo, grazie a tutti per i complimenti e i non complimenti. ci tengo a precisare che questa in realtà non voleva essere una semplice recensione, ma un regalo che mi sono voluto concedere per tributare un genere che ho molto amato (e che per certi aspetti amo ancora), ma che in debaser non ho avuto modo fino ad oggi di trattare come avrei voluto, dato che è mia consuetudine non fare rece-doppioni (e tanti album di cui vorrei tanto parlare sono già presenti sul sito). Ciao a tutti, alla prossima...
Der Blutharsch The Track Of The Hunted
Voto:
"mementomori ripudia ogni forma di guerra e violenza (salvo quella artistica e quella contro se stessi)" e cito la mia reecensione di "Time is thee enemy" sempre dei Blutharsch. Chi legge le mie recensioni sa come la penso, in quella dei Blood Axis (che fu tra le mie prime) svelo perfino il mio credo ideologico. Lo ripeto ancora una volta: mi ritengo persona di sinistra fondamentalmente antifascita. Mi fa schifo il nazismo, lo posso analizzare da un punto di vista storico ma non posso tollerare i sostenitori dei giorni nostri. E' una cosa che, personamente parlando, trovo idiota e priva di senso. Finalmente l'ho detto, il resto è solo rendere con parole le immagini che mi evoca un tipo di musica che tutto sommato mi piace ed ascolto pur non sentendomi in contraddizione con la mia visione del mondo e con la mia condotta. Non sono qui a fare il ganzo forte dell'anonimato né in cerca di provocazioni (la stessa pubblicazione il giorno della memoria è stata una coincidenza: avevo le rece pronte da tempo, per fattori contingenziali capito su internet ogni morte di papa, ed avendo l'opportunità di pubblicare proprio domenica passata, non avendo voglia di aspettare un'altra settimana e ritenendo ipocrita non farlo quel giorno per farlo poi la settimana successiva, alla fine ho deciso di inviarla ugualmente, mi dispiace se ho urtato la sensibilità di qualcuno, ma non penso che oggi 2 febbraio i contenuti dell'album dei Blutharsch siano più rispettabili di una settimana fa). Infine: sono qui per parlare di musica e far conoscere gruppi non molto conosciuti, mi piace scrivere e descrivere con enfasi certe immagini che la musica mi suscita. Lascio alla sensibilità personale l'apprezzamento di opera e recensione. Quanto allo stile, chi mi conosce, sa che cambio registro a seconda dei contenuti. Se avessi voluto parlare di un album che inneggia alla pedofilia sarei qui a parlarvi di teneri culetti di bambini. In questo, lo ammetto, sono un mercenario al servizio della divulgazione artistica. Questo immedesimarsi nelle immmagini evocate da un album è appunto il transfert che tanto mi viene rimproverato, il quale in realtà si applica a tutti i tipi di ascolti. La rece di Robert Wyatt mi sembra un buon antidoto per quelle dei Blutharsch. Ci sentiamo la settimana prossima.
Der Blutharsch The Track Of The Hunted
Voto:
Salve a tutti. Vedo che, giunti alla terza recensione, i Blutharsch continuano a scaldare gli animi. Molto è stato già detto, qui e nelle passate recensioni, quello che mi sento di aggiungere è questo mio pensiero: senza entrare nel merito dei contenuti (questo è un giudizio che scaturisce dalla sensibilità di ciascuno), penso che l’arte (e mi si perdoni l’abuso che faccio di questo termine) non debba avere scopi pedagogici od educativi. E con questo non voglio sostenere il primato dell’arte su tutto, solo evidenziare l’appartenenza della stessa ad un piano cognitivo a parte. L’arte secondo me non deve avere necessariamente una missione civile. Esiste un’arte che si propone obiettivi di questo tipo (e mi viene in mente la letteratura di Pasolini) ed è una grande arte, ma questa è solo una delle possibili estrinsecazioni. A mio parere l’arte deve essere anche “immorale”, deve andare oltre i dettami della cultura dominante ed anche del senso comune. L’arte è spesso stata fenomeno di rottura all’interno della cultura, spesso è stata movimento di avanguardia, anticipatrice dei tempi e del pensiero dominante di una società. Qualcosa di scomodo proprio perché, rivolgendosi al cuore e non alla mente, ha la libertà di portare scompiglio, nel male e nel bene, nelle categorie del comune pensiero. L’arte deve avere questa libertà dissacratoria, proprio perché si muove nei territori dell’irrazionalità, perché è fuga, evasione dalle costrizioni consolidate, dalle convenzioni della vita sociale. L’arte appartiene ad una sfera che non è solo intellettuale, ma anche e soprattutto emotiva, in quanto espressione e rappresentazione metaforica dell’essere di un artista e della sua visione del mondo. L’arte va giudicata secondo me con il cuore e la pelle, più che con l’intelletto. Questa è naturalmente una mia visione, e penso che questo modo di vedere le cose, forse troppo pretenzioso per molte forme di presunta arte, valga anche per arte minore come quella dei Blutharsch e di tutta la musica popolare/di consumo in genere. Grazie a tutti per i contributi. Alla prossima.
Hypocrisy The Final Chapter
Voto:
bel lavoro sì, ma capolavoro mi pare una parola grossa, e la concederei solo al precedente Abducted...quando uscì, questo final chapter, mi deluse un po', troppo scontato nel reiterare i cliché della band, troppo scontato nell'alternare pezzi veloci a pezzi lenti, secondo me l'inizio della fine, o meglio, la fine della fase di gala degli Hypocrisy, soprattutto alla luce dei lavori successivi, a mio parere, alquanto deludenti...la rece non è male, ma io avrei aggiunto che si tratta di un concept album (in esso si narra la storia di un tizio rapito ed analizzato dagli alieni), mentre, per la cronaca, quest'album sarebbe dovuto essere l'ultimo della band, dato che Tagtren, sempre più demotivato, bollito ed oberato dagli impegni come produttore, non jela faceva più...
Atrocity Werk 80
Voto:
recensione magistrale: mi piace come riesci di volta in volta a contestualizzare le uscite nel panorama social/musicale di riferimento...e come riesci ad analizzare ed evidenziare pregi e difetti dell'album di turno...gli atrocity, in verità, non li ho mai digeriti, e tanto meno la loro fase con Kramm...
David Lynch Mulholland Drive
Voto:
ciao fidia, te l'hai visto l'ultimo di Cronenberg? a me è parsa una gran puttanata, mi sa che quell'uomo l'abbiamo perso per sempre....te che ne pensi?
Cressida Asylum
Cressida Asylum
30 dic 07
Voto:
o te? ti sei messo a recensire? complimenti vivissimi anche da parte mia, recensione scorrevole e puntuale, un ottimo esordio davvero...m'era sfuggita perché ignoravo la band e il mome non mi ha attirato, ma quando ho visto il tuo nickname mi ci sono subito fiondato incuriosito...ne esco soddisfatto...alla prossima...
Elio E Le Storie Tese Made In Japan (Live at Parco Capello)
Voto:
se posso dire la mia, c'è da fare la differenza fra gli Elii commerciali e quelli non..per esempio a me i singoli che passano in televisione hanno sempre fatto piuttosto cagare (il pippero, la terra dei caki, spalman...), mentre nascoste negli album è possibile rinvenire chicce davvero eccezionali. E' quindi vero che, anche per motivi contrattuali, i Nostri ci suonano un po' castrati, dovendo concedere molto al grande pubblico, finendo per scivolare o sul banale o sullo strettamente adolelescenziale. Ma fra i solchi è però possibile rinvenire un autentico talento, quasi che si rimpiange il fatto che gli Elii non siano una band undergorund e quindi totalmente libera di esprimersi. A tutti quelli che disprezzano Elio cosiglio di ascoltare "La follia della donna" (in Cicciput), dove si ha un sublime incipit in cui si fa il verso a welcome to the machine dei pink floyd, cantata però con una voce baritonale ed enfatica che imita renato zero...se questo non è essere geniali...