alessioIRIDE

DeRango : 3,14
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Black Lips Good Bad Not Evil
Voto:
bene. me ne hanno parlato stra-bene di sto gruppo e sono mucho interessato, ma non ho ascoltato ancora niente... tu da cosa mi consigli di partire? grazie in anticipo
Nirvana Nevermind
Voto:
bè, la risposta è semplice. i nirvana, soggettivamente, erano e sono i migliori per il semplice fatto che kurt è un immenso songwriters... mi pare ovvio. come faccio a spiegare ciò che per me è scontato e soggettivo? scusa, ma mi pare una domanda del cazzo
Nirvana Nevermind
Voto:
non per fare il cattivo...ma il commento 166 è tipico di una persona che non ha mai scritto una note in tutta la sua vita. perdonami capitano, ma parlare di musica è una stronzata e tu stai cercando delle soluzioni impossibili. tieni conto che il 90% dei venti-venticinquenni che partica musica o ha cominciato con i nirvana, o con qualche altro gruppo "grunge", o, poveri loro, con gli oasis... tutta una buona parte di musica, fecendo lo scaruffi della situazione, si potrebbe chiamare post-grunge. giusto per rincarare la dose: un paio d'anno fa accompagnai la mia ragazza al concerto dei massiva attack... il pubblico più stupido e volgare e fighetto che abbia mai visto. con questo post chiudo e tutto sommato sono d'accordo con donjuno: stai parlando con un pò di spocchia, almeno questa traspare, ma non credo sia effettivamente così...byebye
Dinosaur Jr. Beyond
Voto:
<<Poi alcune melodie mi sembrano sin troppo pop-rock.. >> mmm...forse ti sei perso gli ultimi lavori di j mascis, diciamo quelli che ha realizzato da vent'anni a questa parte.
Radiohead In Rainbows
Voto:
nick, ogni tuo dubbio è trattato nella mia prossima recensione... presto sui cazzi letterari
Radiohead In Rainbows
Voto:
mo ne arriva n'altra ;)
Radiohead In Rainbows
Voto:
parliamo di cose serie: Un disegno di legge licenziato dal Cdm lascia intravedere l'obbligo di iscrizione
al registro per chi ha attività editoriali, forse anche per chi ha un blog o un sito
Il governo riforma l'editoria
Burocrazia sul web? Allarme in rete
Aumenterebbero quindi anche per i "piccoli" su internet spese e sanzioni penali
Il sottosegretario Levi: "Non è questo lo spirito, deciderà l'Autorità"
di ALDO FONTANAROSA
ROMA - Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda all'esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E' un disegno di legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all'orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.
Articolo 6 del disegno di legge. C'è scritto che deve iscriversi al ROC, in uno speciale registro custodito dall'Autorità per le Comunicazioni, chiunque faccia "attività editoriale". L'Autorità non pretende soldi per l'iscrizione, ma l'operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale - continua il disegno di legge - significa inventare e distribuire un "prodotto editoriale" anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è l'informazione, ma è anche qualcosa che "forma" o "intrattiene" il destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono sullo stesso piano, Web incluso.
Scritte così, le nuove regole sembrano investire l'intero pianeta Internet, anche i siti più piccoli e soprattutto i blog. E' così, dunque? Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, sdrammatizza: "Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile".
Un esempio concreto, però: il blog di Beppe Grillo verrà toccato dalle nuove norme? Anche Grillo dovrà finire nel registro ROC? "Non spetta al governo stabilirlo - continua Levi - Sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute davvero alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà stata discussa e approvata dalle Camere".
Insomma: se una stretta ci sarà, questa si materializzerà solo tra molti mesi, dopo il passaggio parlamentare e dopo il varo del regolamento dell'Autorità. Ma nell'attesa vale la pena di preoccuparsi. Perché l'iscrizione al ROC - almeno nella formulazione attuale - non implica solo carte da bollo e burocrazia. Rischia soprattutto di aumentare le responsabilità penali per chi ha un sito.
Spiega Sabrina Peron, avvocato e autrice del libro "La diffamazione tramite mass-media" (Cedam Editore): "La vecchia legge sulle provvidenze all'editoria, quella del 2001, non estendeva ai siti Internet l'articolo 13 della Legge sulla Stampa. Detto in parole elementari, la diffamazione realizzata attraverso il sito era considerata semplice. Dunque le norme penali la punivano in modo più lieve. Questo nuovo disegno di legge, invece, classifica la diffamazione in Internet come aggravata. Diventa a pieno una forma di diffamazione, diciamo così, a mezzo stampa".
Anche Internet, quindi, entrerebbe a pieno titolo nell'orbita delle norme penali sulla stampa. Ne può conseguire che ogni sito, se tenuto all'iscrizione al ROC, debba anche dotarsi di una società editrice e di un giornalista nel ruolo di direttore responsabile. Ed entrambi, editore e direttore del sito, risponderebbero del reato di omesso controllo su contenuti diffamatori. Questo, ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale.
Foo Fighters There Is Nothing Left to Lose
Voto:
ascoltato molto in passato e mai pienamente soddisfatto... comuque non credo che questo è il loro peggiore. prò next year è veramente bella.
Oasis Definitely Maybe
Voto:
cazzo, chiuque è migliore degli oasis... preferirei ascoltare apicella piuttosto che sta merda di musica per fighetti