antoniodeste

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Paco de Lucía, Al Di Meola, John McLaughlin Friday Night In San Francisco
Voto:
@Ajejebrazorf : E' una storia piuttosto articolata, devo dire. Diciamo che è iniziata intorno ai miei 13 anni quando vidi questo tizio in copertina su Ciao 2001 con un Gibson 1275 rossa che aveva DUE manici. Non ci potevo credere! ( quest'ultima va letta con l'intonazione comica tipica di Aldo, quello di Giovanni & Giacomio); poi arrivò "Welcome" dei Santana dove su "Flame-Sky" capii chi era e cosa riusciva a fare costui. Poi arrivo la Mahavishnu e furono bordate di fuoco vivo. Ero molto giovane e le storie di trip religiosi col "suo" guru Sri Chinmoy mi incuriosivano non poco. Da allora seguii l'avventura di McLaughlin con una passione ed una costanza del tutto particolare. Stavo inoltre imparando a suonare e, credo sia stata una delle mie influenze primarie. Nel 77 lo vidi con la fantasmagorica "incarnazione" Shakti e fu un'altra avventura meravigliosa. Dovetti poi assistere ai tempi bui; quelli a cui accennavo in altro post, negli anni 80 e,in diversi casi, pensai che la sua stella l'avesse abbandonato. Nella seconda metà degli 80 sospirai con la rinnovata Mahavishnu ( Gottlieb, Beard o Forman, Hellborg e Bill Evans/sax); c'erano aspettative, e non poche, che in parte furono disattese. Ebbi poi la bella fortuna di conoscere personalmente McLaughlin nell'88 quando mi fu chiesto di introdurre un suo concerto ( con Jeff Berlin e Trilok Gurtu) e per me fu davvero un grande onore potermi intrattenere con lui prima e dopo lo show. Ho seguito ( e continuo a seguire) l'attività del chitarrista inglese sempre con grande interesse e ammirazione per le molteplici ( e talvolta inattese) direzioni che ha saputo imprimere alla sua vita di musicista e per l'alternarsi continuo di climi e ambientazioni acustiche ( ad esempio nelle ultime cose di Remember Shakti o "Thieves & Poets") e torride penetrazioni nell'elettronico-jazz-etnico-sperim entale ( detta così fa un pò ridere....) come nella "Heart Of Things" band o nel live a Parigi con la band elettrica. Per me ha sempre rappresentato un faro di riferimento nel jazz contaminato ( non ho citato il suo periodo "formativo" con Davis, peraltro importantissimo) e un "ponte" culturale tra oriente e occidente grazie alla sua vecchia intuizione Shakti e alle collaborazioni con Zakir Hussain. Mi fermo qui; Penso che al momento possa bastare per aver annoiato ( per non dire di peggio) più di qualcuno ajeje, eh ?!
Dead Can Dance Wake
Voto:
Concordo moltissimo con Michi su "Toward the within". Aggiungo anche, per coloro non ne fossero al corrente, che esiste anche sia in Vhs che in DVD ( arricchito da qualche clip bonus) lo show relativo a questo titolo. E' un ottimo inizio ( e anche una splendida continuazione.......)
Dead Can Dance Wake
Voto:
Gruppo singolare e straordinario che ha illuminato di nuove prospettive un tracciato complesso intriso di molteplici influenze. Un peccato non ci siano più. Recensione che mi auguro davvero possa incuriosire chi di DCD non ha mai sentito nulla.
Yes Going For The One
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@Roby 86 : Non credi che "Endless Dream " ( su "Talk" ) si possa considerare una delle cose più belle di sempre, degli Yes ? Ho letto poi ( non ricordo chi l'abbia scritto) di Steve Howe che "dà la paga" a Trevor Rabin su una versione di "Owner of a lonely Heart" . Bene, credo di essere stato ( anche tecnicamente parlando, in senso chitarristico) influenzato non poco da Steve Howe, e credo di poter tranquillamente affermare che un confronto tra i due non sia proprio possibile, pur apprezzando enormemente Trevor Rabin. Sono proprio due cose completamente diverse e confrontarle è improbabile, oltrechè inutile. Tecnicamente poi Rabin suonerebbe qualsiasi cosa di Howe, mentre è assai improbabile il contrario, per quel che vale..... .
Yes Going For The One
Voto:
Direi che, da vecchio fan del gruppo, sottoscrivo il secondo intervento di Zarathustra. L'unica variazione riguarda il voto che darei a "Tales..." che per me è un cinque magari non pienissimo; e il voto su quest'album, che effettivamente impresse una svolta decisiva al "suono" e alla Yes -impostazione.
Nick Drake Way to Blue
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Voto...
Nick Drake Way to Blue
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Ho apprezzato non poco i propositi, le riflessioni, i pensieri, le delusioni e i contenuti sia dei testi di Drake che del recensore a cui do atto di aver espresso concetti su cui vale la pena di riflettere. Mi par di intendere che "Way to blue" sia un antologia e vabbèh. Suppongo anche che per chi voglia conoscere l'universo di Nick Drake, sia il caso di procurarsi almeno i tre lavori originali che pubblicò a suo tempo ( "Five Leaves Left", "Bryter Layter" - citato da Jim Morrison qui sopra -, e "Pink Moon"), poichè ritengo sia la cosa migliore da fare. Per gli interessati alle accordature, posso dire, a titolo personale, che Drake faceva spesso uso di capotasti e combinazioni bizzarre; tipo DADGAD che può diventare CADGAD; il basso in Do probabilmente era in funzione della sua voce bassa e roca. Non è effettivamente semplice comprendere nemmeno i tipi di arpeggio che sconfinano spesso oltre il consueto finger picking
o tecniche analoghe. Un ascolto attento, ripetuto e (forse) maniacale di "Pink Moon", soprattutto, dovrebbe aiutare a svelare le difficoltà di accordatura. Io feci così. Auguri !!
Paco de Lucía, Al Di Meola, John McLaughlin Friday Night In San Francisco
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@ Ajeje: magari ne sarai già al corrente, ma pensa che ho scoperto ( anzi, riscoperto) che McLaughlin compare nello stupendo film di Bertrand Tavernier "Round Midnight" di una ventina d'anni a fare da contorno alle esecuzioni di Dexter Gordon in un locale parigino. Imperdibile !
Peter Hammill Chameleon In The Shadow Of The Night
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@Zaireeka : Ti dirò che personalmente sono molti anni che mi trovo perennemente indeciso sul valore di questi due lavori. In alcuni periodi prediligo l'angolo silenzioso; in altri, il cameleonte nell'ombra della notte ( che proprio per questo, forse, risulta "cupo"....). Mi succede comunque anche in (molti) altri casi.
Frank Zappa One Size Fits All
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@Dante : Noto compiaciuto che nonostante l'occasione musicale non perdi tempo ( e occhio, giustamente) per valutare altri "aspetti" della musica. No problem per la storia della briscola. :))