antoniodeste

DeRango : 1,38
DeEtà™ : 7684 giorni • Qui dal 27 maggio 2005
Free Fire And Water
Voto:
E' una gran recensione, Charley, fatta col cuore di uno che ama, credo, soprattutto il blues. E' stato un vero piacere leggerla e leggere ancora delle "eroiche" gesta dei quattro inglesi, quando Alexis Korner aveva creato allora questi bei proseliti di contaminazione pseudo-bianca nel blues.
Quando ripenso a Kossoff e alle sue poche, lancinanti e rabbiose note nei suoi assoli misurati, mi prende ancora un pò di tristezza per come la vita se l'è portato via. Paul Rodgers poi è stato ( e forse è ancora ) insieme a Plant, Snips e , sì, diciamolo, quel cazzone di Rod Stewart,( quando cantava con i Faces) una delle più belle voci del british blues/rock. Su Fraser sarebbe da mordersi le dita; Partito come un quasi prodigio ( buona parte delle firme con i Free erano sue ed aveva uno stile originalissimo) allo sfascio del gruppo fonda con quell'altro ganzo di Chris Spedding gli Sharks. Grande esordio e poi un secondo disco col punto di domanda e poi,poi, poi.... . Per qualche tempo riuscii ad illudermi che con i Bad Company potesse ripetersi il miracolo. Durò solo due o tre anni, poi, tanto mestiere. Trovo però, Charley, che il Live recentemente ristampato con una "riga" di inediti dia una visione d'insieme dei Free dal vivo piuttosto compatta e convincente, compresa la ruvidezza e la spontaneità di qualche episodio. Solo gli Zeppelin arrivarono a tanto, allora, ma era un'altra cosa. Grazie per avermelo ricordato. :-)
Yes Tales From Topographic Oceans
Voto:
Cosa ascolti di bello jodo, abitualmente ?
Pino Daniele Nero A Metà
Voto:
In linea di massima sono d'accordo con primiballi. Avrei solo qualche dubbio nell'attribuire a Pino la dote di "genio" che, francamente, mi sembra sproporzionata. Poi, naturalmente ciascuno può avere un concetto di genialità del tutto personale e particolare..... . Nel mio caso, ribadisco che nonostante una condotta esemplare e, a tratti, stupefacente ( per motivi che potremmo analizzare) Pino non abbia ( avuto) le qualità necessarie per meritarsi tale appellativo.
Pink Floyd The Dark Side Of The Moon
Voto:
Con un nick come il tuo è tutto dire.....
Pino Daniele Nero A Metà
Voto:
Luca-LJ : più che beatitudine, direi che è stata grande soddisfazione, piacere, gioia, orgoglio nel constatare ( allora) che sul terreno rock/blues/fusion/folk ( e chi più ne ha....) si poteva competere degnamente con i "mostri" stranieri. Eppoi, quanto ad anzianità di frequentazione, credo di essere in buona compagnia; tanto per dirne uno ....hi Nightwalker ! e .....ciao Luca, of course.
Yes Tales From Topographic Oceans
Voto:
Tanto di cappello a Shine. E' un evidente atto d'amore, quello che ho letto. E lo capisco. E' una delle recensioni più belle che credo di aver mai letto; appassionata, densa di informazioni, sensazioni, emozioni, evocazioni. La lunghezza era d'altronde necessaria con un 'opera di questa fatta. Complimenti a iosa. Io sono di quelli che ha amato tantissimo questo doppio. Anche se, come già qualcuno ha scritto, a metà. In buona sostanza "solo" la prima e la quarta facciata del lp originale. Però è cmq una pietra milare.
Pino Daniele Nero A Metà
Voto:
Forse, a parer mio, il disco più bello di Pino. Vidi pian piano la crescita musicale di questo (ex) grande artista dall'82 fino agli inizi dei '90 almeno in cinque o sei occasioni. E dal vivo era davvero grande e sanguigno ( poi con tutti gli ospiti "di lusso" che si portava dietro....). Ma resto dell'opinione che in quel periodo ( 79 - 85) abbia dato il meglio. "Nero a Metà " ne è una prova evidente come, in misura minore, "Bella 'Mbriana" o "Vai ' mo' ". La recensione è piacevole, sentita e semplice. Cosa chiedere di più ? Per la cronaca : su "Nun me scoccià" siamo in due a pensarla sul Talk box.... .
Madonna Like a Virgin
Voto:
Vorresti paragonare la realtà ad un cesso ??!! Oppure pensi che dopo il documentario Herzoghiano "Apocalisse nel Deserto" ( sulla guerra in Kuwait ), sia giunto il momento di considerare l'ipotesi di girare "Apocalisse nel Cesso " ?! Oppure nella tua fervida e prolifica immaginazione vi sono tanti omini sovrappeso " In the streets" che, dove possono, cercano di evacuare con enormi difficoltà mettendo continuamente in allarme la buoncostume ?! Dante, ti prego illuminami; non farmi restare sulle spine ! Cos'è questa storia della realtà che verrà ? Che intendi ? Sei tu forse il Messìa ? Dammi un cenno, attendo con fiducia. CUBAI, CUBAI .
Pink Floyd The Dark Side Of The Moon
Voto:
Consenso o non consenso ( che ti sei inventato tu, peraltro e di cui mi "frega" assai, per usare un termine a te caro ) tieniti la tua meravigliosa opinione, che sicuramente influenzerà migliaia di lettori. Effettivamente è molto chiaro da che pulpito arriva 'sta roba. Ma tanto, da un menefreghista di questa fatta, che altro ci si poteva aspettare? La saluto, Maestà, mentre mi pregio parimenti, di spedirle il mio totale disinteresse verso ciò che esprime, le "freghi" o meno. Tanto, for what it's worth..... .
Eddie Gomez Dedication
Voto:
Convergo ampiamente su Rosenwinkel. Un paio di amici musicisti me l'hanno presentato, credo, tre anni fa, in un suo show in un piccolo club. E' finita col sottoscritto che metteva cucchiai di Sangria e frutta in bocca al nostro che sembrava apprezzare non poco. Lì era accompagnato da Ben Street al cb, Jeff Ballard, drums e, naturalmente il bravo Mark Turner ( con vistoso berretto di sapore Monkiano). Già lì (anche nei suoi soli al piano) ne rimasi più che impressionato ed ebbi una seconda chance diversi mesi più tardi. Era una sorta di "meeting" all'aperto e, credo con il medesimo line-up. Discutemmo sul significato intrinseco dei "nemici dell'energia" e confesso che la cosa fu così complessa ed articolata che ad un certo punto cominciai ad annaspare nella comprensione del filo del suo discorso. Di sicuro c'è che come Symbad dice "Enemies of Energy" è opera complessa e non di facile "descrivibilità". Ebbi anche modo, di traverso, di assistere ad uno show di Mark Turner ( senza Rosenwinkel) ma con quel drago di Larry Grenadier. Stupefacente il suo approccio stilistico e tecnico. Forse un pò meno da quello espressivo. Ma c'è tempo. Di recente, e concludo, l'amico Franz mi ha regalato "Deep Song". Qui Rosenwinkel, secondo me tocca (provvisoriamente, credo)l'apogeo della sua costante ricerca in una mirabile sintesi al tempo stesso complessa e armonicamente ricca e attraente. Ci sono Mehldau, Grenadier e Joshua Redman, e si sente. Un grande Artista, che tengo d'occhio con vivo interesse. Ascoltare "Deep Song" è d'obbligo.