Voto:
Nofake, mi sembra che i miei lunghi post, apparentemente prolissi, contengano opinioni e punti di vista abbastanza chiari quasi in ogni periodo. La tua domanda sulla distinzione tra leggere e pesanti mi porta a pensare che ti sia sfuggito qualcosa durante la lettura. Il fatto che tu equiparassi nel tuo post la cocaina alle droghe leggere mi sembrava troppo grossolano per sorvolare. Tutto qui. E' anche vero però quel che dice Kosmo a riguardo dell'aumento di thc nella cannabis, e della potenziale aumentata pericolosità della medesima. Le mie affermazioni sono relative alla mia esperienza e conoscenza: siccome non ne faccio uso da anni quel che ho fumato è sempre stata ottima qualità naturale, coltivata amorevolmente e autarchicamente, senza alimentare il mercato clandestino. La cannabis, anche quella naturalmente potentissima che ho assaggiato in giro per il mondo, se non "truccata" è una droga leggera. Cocaina ed eroina no. Questa la differenza, a mio parere. L'lsd (che oggi mi dicono difficilnmente reperibile, di buona qualità) è certamente droga "pesante", ma per altri motivi, rispetto alle altre. Mi pare che si sia evitato, nel susseguirsi dei post, un elemento fondamentale. Per parlarne (di droghe) occorre conoscere le sostanze ed i loro effetti, tenere conto dei meccanismi e della rete di produzione e di distribuzione, così come delle diverse "fasce" di mercato e delle strategie per raggiungerle. Ma per evitare le generalizzazioni, che sono spesso banalizzazioni, bisogna ricordarsi che le sostanze sono tali: possiedono determinate caratteristiche, sortiscono effetti abbastanza precisi e solo in piccola percentuale soggettivi. Ma l'uso delle medesime(quantità e costanza del) sono diversi a seconda del consumatore:certo, se sei un devoto dello sballo puoi riuscire a giocarti i neuroni anche a forza di canne, ma devi darci dentro di gran lena. Se sei un devoto dell'alcol impieghi molto meno tempo, e se ti va bene acchiappi anche qualche bella crisi epilettica. Insomma, infinite possibilità di autodistruzione: errato attribuirle tutte alla sostanza, non credete? Per me, visto che non capisco come si possano fare affermazioni così assertive riguardo a cose che non si conoscono, l'esperienza lisergica con l'lsd è stata davvero un percorso, una vicenda molto cosciente e molto soddisfacente. Questo grazie all'approccio, avvenuto in un'altra "era", e alla collaborazione di persone adulte e preparate. Ciò non toglie che altri, che conosco, si siano giocati il cervello per sempre (io ne avevo pochino e quello è rimasto) Da ragazzo ho fumato molto, per molti anni, continuando a studiare e lavorare e non avendo mai problemi. Ho smesso per alcuni periodi, ho ripreso, ho smesso definitivamente. Intorno a me qualcuno smetteva del tutto, altri si infognavano di roba, morivano, ecc. Eppure non ho mai associato per un attimo il fumo con la roba, mai avuto tentazione di provare. L'elemento soggettivo e culturale, anche determinato dall'ambiente, ovviamente, è fondamentale: non solo nel percorso personale (non tutti i fumatori diventano eroinomani, infatti, nemmeno dopo le vecchie strategie di svuotare per un po' la piazza, come diceva qualcuno prima) ma anche nella "qualità" dell'effetto dopo l'assunzione delle sostanze. Così come una povertà culturale di fondo, l'approccio a tutto in quanto merce, il desiderio di "sballo" comunque, sono fattori di autodistruzione che le sostanze non fanno che amplificare. E sui quali il mercato clandestino lucra intensamente. Quindi se si cercano connessioni tra le cose, se si imbastisce un discorso su temi così delicati, bene sarebbe prendere in considerazione tutti gli elementi correlati. E, se posso, evitare di citare Christiane F tra i tesi di una qualche utilità. Siccome non penso di poter dire molto altro sull'argomento, chiudo questo lungo post con la promessa di non tornare sull'argomento. E saluto, accendendo la mia letale dose di Camel.