odradek

DeRango : 8,55
DeEtà™ : 7677 giorni • Qui dal 3 giugno 2005
"Il Tuttologo" " Il Tuttogolo"
Voto:
E comunque si, andate a fanculo.
"Il Tuttologo" " Il Tuttogolo"
Voto:
Si, fa un po' pena questa costanza nell'ostentare ognuna delle proprie minuscola miserie. Non c'è altro modo, altro luogo dove farlo? Sempre si ritenga di doverlo fare, ma mi rendo conto di pormi una domanda superata dai tempi: sembra sia l'imperativo dell'attualità, esibire qualcosa a chiunque, pur di esserci. E poi scrivete male, fate scempio di una lingua ricchissima, già devastata dall'uso basico e sciatto dei cosiddetti "organi di informazione", con periodi raffazzonati e senza alcuna attenzione all'ortografia, nella compulsione di dire, dire, dire. Ma dire che cazzo? Ma perché? Ma davvero si pensa che ogni cagata possa o debba essere d'un qualche interesse? Che tutto sia sullo stesso piano? Adesso tocca pure osservare il teatrino da scuola dell'infanzia allestito da DeUtenti che hanno da tempo, mi pare, superato l'età puberale, e attendere che la pazienza della maestra G giunga infine alla saturazione e poi magari frignare contro il censore illiberale e la mancanza di sensibilità nei confronti delle legittime smanie para letterarie, poetiche, esistenziali di 'sta minchia. Si, gran pena. Direi fanculo, ma sarebbe troppo, un di più. Uno sbadiglio, nauseato, vi seppellirà.
La montagna Esistere in montagna
Voto:
Stending ovescion da tutti noi topi metropolitani.
Primus Suck on This
Voto:
Non so se sia questo quello che mi piaceva di più, so che rimanemmo tutti basiti quando uscì, una bella sorpresa. Son anni che non li riascolto. E forse è male...
Thundercat Drunk
Voto:
Eccellente. Tutte le altre pagine scompaiono, nessuno si senta offeso, ma è così. Sei un vero negro, i miei più smodati complimenti. L'avevo scaricato e messo via, ora lo recupero, lo ascolto e scopro se ha ragione @[alia76] (che mi pare non parli mai a sproposito) o se il bombo superi le carenze di scrittura. Stay caldo.
Vidna Obmana The Spiritual Bonding
Voto:
molto "narrative" distanti da quel che mi affascina di più nelle poesie. Leggendo, comunque, ricordo che constatai la aderenza della tua recensione al contenuto. Perdona evebtuali orrori ortografici, scrivo da un cell., cosa inusuale. P.S. ho ascoltato tanta ambient, compeso questo, ero solo un po' ironico (e stremato) ciao.
Vidna Obmana The Spiritual Bonding
Voto:
Ho poca frequentazione della poesia: quelle mi sono parse
Vidna Obmana The Spiritual Bonding
Voto:
Vidna Obmana: c'è più varietà e imprevedibilità nel nome che nei suoi lavori, a parte forse i primi, che mi piacciono poco, però. Non che la varietà sia di per sé un valore, ma la stasi rende un po' peso anche l'ambient/e. Questo è con Roach e Rich, se non mi confondo, e forse, tra quelli che ho sentito, è quello che mi parve più riuscito, pur nel suo lentissimo dispiegarsi. Che faccio, lo recupero e mi sdraio?
Umberto Bindi Il Nostro Concerto
Voto:
di volta in volta un terreno di sfida diverso, e poi accettando la sfida posta dal linguaggio stesso. Quindi, con tutto l'affetto che mi suscita Bindi (il video postato da Noveccentrico lo ricordo bene, fece quell'effetto anche a me) l'elegia che si tende a dedicargli non mi convince del tutto, perché cinicamente, credo che le canzoni debbano parlare da sole, che siano, in fondo, solo canzoni e che le sue non abbiano retto l'impatto devastante con il mutare repentino dei tempi. - Sulla considerazione finale della tua pagina sono ovviamente d'accordo, ma come no esserlo?
Umberto Bindi Il Nostro Concerto
Voto:
Vedo che la riesumazione del Bindi sortisce unanimità di consensi, e aggiungo il mio apprezzamento per l'evidente coinvolgimento che attraversa le tue righe, ma non riesco a condividerne del tutto il senso o quello che mi pare d'avervi rinvenuto. Pare di poter intendere che il solo fatto d'avere estrazione "colta" e/o classica e di tendere a scrivere canzoni che la nella struttura e nelle orchestrazioni palesino tale bagaglio sia di per sé garanzia di qualità: non credo, credo, anzi, che spesso sia vero l'opposto. La canzone ha canoni specifici destinati, come sottolinei anche tu, a mutare in relazione ai tempi, ai costumi, al linguaggio: l'ibridazione di elementi distanti, a livello temporale e stilistico, va maneggiata con cura e con una certa dose di spregiudicatezza, se si vuole evitare l'effetto "posticcio", di sovrapposizioni sterili, destinate a "elevare" presso alcuni palati quel che si riterrebbe altrimenti "vogare", banale, "popolare", come quella che, negli anni successivi, sarebbe stata ritenuta la genia degli "urlatori". Nel caso specifico penso che ''Al di là'' fosse semplicemente più bella di ''Non mi dire chi sei'', più vicina a quella forma canzone destinata ad imporsi, con una immediata cantabilità e una orchestrazione che ne esaltava l'elementare dinamica senza tentare d'elevare alcunché. "Il Nostro concerto" èun'altra cos: ascolta come funziona già perfettamente l'introduzione orchestrale, sulla quale s'appoggia con naturalezza e efficacia la voce, portandoci dritti dritti in quel mood, e come sia lineare e "cantabile" la linea melodica che si snoda da subito, di come l'arrangiamento e l'orchestrazione, tra la soavità spaziale del coro femminile e il pieno impetuoso e crescente dell'orchestra ne enfatizzino l'efficacia. Ed infatti funziona: "Dieci settimane consecutive primo in classifica". Non credo che sia stata la delicatezza a impedire alla sua musica di sopravvivere, come dici, agli anni '70, temo si trattasse di una sensibilità in bilico, incapace di adeguare il proprio sentire a quello dei tempi, ancorata com'era ad una natura e a strumenti lessicali (intendendo qui anche e soprattutto quelli del linguaggio musicale). - Per quel che riguarda la "questione omosessuale" (buffo, scritto così mi obbliga a pensare alla "questione meridionale") e al fatto che interessasse più il suo essere finocchio che la canzone, credo dica di più sulla canzone di quanto si pensi. Nel senso che un grande canzone, per le proprietà misteriose che ha questa forma tutto sommato semplice, avrebbe comunque avuto il sopravvento sull'anello, l'avrebbe fagocitato, rendendolo magari una bizzarra nota iconografica. Questo non significa che io non conosca o addirittura neghi le condizioni bigotte e omofobe dell''Italia di quegli anni, anzi, ci sono cresciuto: significa che se le sue canzoni avessero vinto la sfida con i tempi, la sua sessualità non sarebbe stata un ostacolo sufficiente a frenare il successo, per il semplice motivo che il successo avrebbe generato denaro e l'industria discografica avrebbe trovato il modo di incassare. L'ha fatto con le sue canzoni cantate da altri, infatti: credo che le stesse interpretate da lui non avrebbero funzionato allo stesso modo e, temo, non a causa del suo orientamento sessuale. - Tra i nomi che citi, delineando il periodo nel quale, dici, la musica "traeva radici nella sofferenza della quotidianità..." sarà forse un caso, ma l'autore che è davvero sopravvissuto al tempo e disegnato un'evoluzione costante e mutamenti significativamente aderenti al mutare dei temi è solo De Andrè, Tenco essendo scomparso nel bel mezzo di un percorso che avrebbe potuto essere negli anni sorprendente, Ciampi essendo vissuto in una cosmo del tutto personale e quasi impermeabile, Paoli avendo campato per secoli di rendita "creativa" sino ai nostri tristissimi giorni. Ed è l'unico, De Andrè, ad aver scandagliato in lungo e in largo il proprio lessico sia musicale che non, spostando il baricentro, cercando di v