zaireeka

DeRango : 12,20
DeEtà™ : 8068 giorni • Qui dal 8 maggio 2004
Can Unlimited Edition
Voto:
Usi spesso parole difficili eppure tutto scorre in maniera così naturale.. sei un grande. E poi “ Musica etnica aliena” è bellissima
Camel Dust And Dreams
Voto:
Se ha la atmosfera vintage e malinconica di ST corro ad ascoltarlo. Ciao doc
Chetro & Co. Danze della Sera (Suite in Modo Psichedelico) / Le Pietre Numerate
Voto:
Tutto molto psichedelico, anche i cilindri acustici e i cavalli iperborei dell’arcadia..
Franco Battiato Concerto di Baghdad
Voto:
Fra i suggeriti c’è “Meno male che Silvio c’è”. Onestamente non ne capisco l’attinenza.. 🤔
Herbie Hancock Head Hunters
Voto:
Indubbiamente bellissima. Fra le tue migliori, capish estroversa e intrisa di leggerezza. Braf.
Herbie Hancock Head Hunters
Voto:
Non mi dire che anche “ batture” è un toscanismo....
Iosonouncane IRA
Voto:
Io ho ricominciato a sentirlo dall’inizio, facendo finta che sia la prima volta per non avere preconcetti. Guardo troppo spesso il minutaggio (prima e durante) e quando leggo più di 6 minuti faccio un respiro profondo. Ed io sono un fanatico della musica progressive. Non è un buon segno. Detto questo alcuni pezzi meritano davvero, come già segnalato
Iosonouncane IRA
Voto:
Radiohead+Sigur Ros (per la lingua inventsta e non solo)+Spiritualized. Tutto molto raffinato e cool, ma niente di davvero nuovo. E soprattutto poca fantasia. Entusiasmi eccessivi e molto provinciali..
Iosonouncane IRA
Voto:
Se mai rimarrò folgorato da questo disco in maniera simile a quanto mi sta succedendo per un altro album ultimamente.. Però spero che sia quanto di più lontano da quella pessima cover di Tenco spogliata di gran parte della sua meravigliosa armonia e riempita di un canto supponente e forzatamente ricercato. Puah!!
Alessandro Baricco L'anima di Hegel e le mucche del Wisconsin
Voto:
Allora, solo allora, Jun Rail sollevò il capo dallo scrittoio e girò lo sguardo verso la porta chiusa. Jun Rail.
Il volto di Jun Rail.
Quando le donne di Quinnipak si guardavano allo specchio pensavano al volto di Jun Rail.
Quando gli uomini di Quinnipak guardavano le loro donne pensavano al volto di Jun Rail.
I capelli, gli zigomi, la pelle bianchissima, la piega degli occhi di Jun Rail.
Ma più di ogni altra cosa – sia che ridesse o urlasse o tacesse o semplicemente stesse li, come ad aspettare – la bocca di Jun Rail.
La bocca di Jun Rail non ti lasciava in pace. Ti trapanava la fantasia, semplicemente.
Ti impiastricciava i pensieri.
“Un giorno Dio disegnò la bocca di Jun Rail. É lì che gli venne quell’idea stramba del peccato.” Così la raccontava Ticktel, che sapeva di teologia, perché aveva fatto il cuoco in un seminario, così almeno diceva lui, era una prigione dicevano gli altri, stupidi è la stessa cosa diceva lui.
Nessuno potrebbe mai riuscire a disegnarlo, dicevano tutti.
IL volto di Jun Rail, ovviamente. Stava nella fantasia di chiunque.
Ed ora stava anche li – soprattutto lì – girato verso la porta chiusa, perché da un attimo si era sollevato dallo scrittoio per guardare la porta chiusa e dire – Sono qui.
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