Quando il suicidio non è un semplice atto, ma uno stile di vita, non ci si può permettere di riprodurlo attraverso l'accattivante psicologia che ci fa tanto apprezzare i drammaturghi moderni e contemporanei.

 Tutti i brani descrivono un mondo che non è vita, ma mero simulacro. Macerie. E le macerie non trasmettono che il Vuoto.

La recensione analizza 'A Way of Life' dei Suicide come un'opera che dipinge la società moderna come un sistema corrotto e decrepito, utilizzando sonorità industriali e un rock sintetico. Il disco si caratterizza per un tono apocalittico e privo di qualsiasi speranza o pathos individuale, proponendo il suicidio come uno stile di vita grigio e indifferente. L'ascolto diventa una marcia monotona e senza salvezza, lontana dall'estetica accattivante del passato del duo. Il risultato è un lavoro artistico duro, estremamente nichilista e quasi alienante. Scopri la visione cruda dei Suicide in A Way of Life, un viaggio nelle pieghe oscure della società.

 È giusto rubare? Cos’è una famiglia? Basta partorire per essere madre?

 La legge, la morale, le istituzioni sono inflessibili e incontestabili, ma sacrificano senza rendersene conto il risvolto umano di ogni cosa.

Un affare di famiglia di Hirokazu Kore-eda affronta temi complessi come la famiglia, la morale e la necessità con delicatezza e profondità. Attraverso inquadrature fisse e un ritmo riflessivo, il film svela legami umani intensi e ambigui, mostrando affetti che sfidano le convenzioni sociali. La critica sottolinea l'immersione empatica e la capacità del film di far sentire il pubblico parte della famiglia disfunzionale al centro della storia. Scopri il toccante ritratto familiare di Kore-eda, un film che sfida ogni definizione di famiglia.

 Una donna che perde il marito, il lavoro, la casa e gli amici per il vizio del bere.

 Fantastico il cammino della protagonista tra momenti di lucidità e lo sbando post sbornia.

La recensione evidenzia un thriller psicologico originale e veloce da leggere, che esplora temi come alcolismo, violenza maschile e solitudine femminile. La protagonista Rachel vive un percorso tra cadute e lucidità all'interno di un intreccio misterioso. Il racconto si sviluppa con un'intensa narrazione in prima persona e alterna le voci di tre donne. Il giudizio finale è molto positivo, consigliando il libro. Scopri il mistero dietro la ragazza del treno: leggilo subito!

 Quel suono così riconoscibile, unico ed irripetibile sta violentando i muri di casa e ciò che rimane dei miei disastrati padiglioni auricolari.

 Una cascata Heavy-Thrash-Progressive che mi rimanda ai loro fasti passati, ai primissimi micidiali lavori.

La recensione elogia The Wake, quattordicesimo album dei Voivod, per la sua forza e unione della band, la produzione impeccabile e le tematiche apocalittiche di un concept album. Il disco viene definito un capolavoro che unisce thrash e progressive con elevate qualità tecniche e sonore. L'autore esprime anche un forte legame personale con la band e racconta dell'emozionante esperienza live italiana. Un lavoro consigliato e promosso con entusiasmo. Ascolta The Wake e immergiti nell'epicità progressiva dei Voivod!

 ECO LONTANA. ovatta.

 Il mio universo ha un buco nero al centro che continua a mangiare e raccogliere cose, destinandole in un luogo talmente remoto che immaginarmelo mi distrugge.

La recensione descrive 'Like Author, Like Daughter' di Midwife come un album che avvolge l'ascoltatore in un'atmosfera ovattata e malinconica. Il testo evoca emozioni intense e introspezione, raccontando un viaggio tra ricordi dolorosi e momenti di delicata lentezza sonora. Il tono è emozionale e coinvolgente, con un rating massimo assegnato dall'autore. Scopri il mondo intenso e ovattato di Midwife con Like Author, Like Daughter.

 "My blues is you" va ballata da fermo, quindi tenetene conto. È un particolare importante. Molto importante.

 "My blues is you", ossessiva e ipnotica come tutto quello che ci piaceva allora, è una ballatona dark fornita di favoloso e nemmeno troppo glaciale tum tum danzereccio.

La recensione celebra "My Blues Is You" dei Neon come una ballata dark wave ipnotica e ossessiva, ideale per un ballo da fermo, simbolo di un'epoca e di una scena musicale italiana carica di fascino e atmosfera. L'autore evoca ricordi personali legati al contesto wave e sottolinea l'estetica glaciale ma intensa del brano, definendolo una sorta di inno per gli amanti di quel periodo. Scopri il fascino oscuro di Neon e balla il loro inno wave da fermi!

 "Una regia un po' troppo autocompiaciuta, considerando le pessime inquadrature (balla tutto, ma che è, il Parkinson?)".

 "Questo film è privo di un suo morboso, insiegabile fascino, che emerge di tanto in tanto e ti fa chiedere che fine faranno quei bolsi coattoni..."

Il Bosco Fuori di Gabriele Albanesi è un film horror italiano che punta al trash e al grottesco, ma una regia incerta e una recitazione poco convincente ne penalizzano la riuscita. La trama, che richiama apertamente Tobe Hooper, si sviluppa in una casa isolata nel bosco con personaggi stereotipati e situazioni involontariamente comiche. Nonostante tutto, il film possiede un fascino morboso che può piacere ai fan del genere da prendere poco sul serio. Scopri se Il Bosco Fuori è il cult trash horror che fa per te!

 A certi bastardi non gli puoi mettere la museruola.

 'Some Mutts (Can't Be Muzzled)' è il disco dell'anno, come ogni cosa fatta da Amyl and the Sniffers da due anni a questa parte.

La recensione celebra Amyl And The Sniffers come una delle migliori realtà punk rock attuali, esaltando il loro spirito ribelle e la musica energica. Il singolo 'Some Mutts (Can't Be Muzzled)' è descritto come un potente rock'n'roll che rifiuta compromessi, con brani che esprimono passione e autenticità. Nonostante le difficoltà con la casa discografica, la band mantiene la propria integrità artistica. Scopri l'energia punk senza filtri di Amyl And The Sniffers!

 Concepire capolavori sovrappensiero. Come il colpo di un fuoriclasse.

 Questo disco non piace, o piace a pochi. Ed io non sono degno di legarvi i legacci dei sandali.

La recensione di Abraham celebra 'Big Thing' come un album capolavoro sovrappensiero, caratterizzato da atmosfere sintetiche e malinconiche. Pur distante dai grandi classici come 'Rio', il disco è apprezzato per la sua sperimentazione e profondità emotiva. Nonostante sia stato un flop commerciale, rappresenta un importante passo artistico per i Duran Duran, molto apprezzato tra i fan più maturi. Scopri ora l'emozionante 'Big Thing' dei Duran Duran, un classico da riscoprire!

 “The Blue Hour è un disco splendido, e sicuramente il migliore dei Suede dal capolavoro indiscusso Dog Man Star.”

 “I Suede tornano quindi definitivamente ai massimi livelli, e lo fanno con un disco bellissimo e fondamentalmente impeccabile.”

The Blue Hour segna il ritorno in grande stile dei Suede, superando le aspettative della terza reunion. L'album presenta orchestrazioni raffinante e riff ispirati, con brani che spaziano dal britpop classico a momenti di epicità moderna. Considerato il miglior lavoro della band dopo Dog Man Star, è un disco maturo e innovativo molto apprezzato da critica e fan. Scopri il capolavoro post-reunion dei Suede, ascolta The Blue Hour ora!

 L’aviazione porta fortuna alla musica, e Sopwith Camel spara un missile che ancora oggi colpisce chi ascolta il disco.

 Il disco non ha nulla di freddo, è positivo; forse i Sopwith prima ancora che musicisti erano abili ascoltatori.

La recensione mescola l'ascolto dell'album 'The Miraculous Hump Returns From the Moon' dei Sopwith Camel con una favola immaginifica che riflette il viaggio interiore del protagonista cammello. Il disco è descritto come audace e cosmico, con influenze che spaziano da Gil Scott Heron agli Steely Dan, creando un’opera calda e avvolgente. Il racconto si intreccia con la musica, invitando l'ascoltatore a un viaggio di scoperta e fantasia. Ascolta il disco e lasciati trasportare in un viaggio musicale e narrativo unico!

 È tutto qui lo svolgimento: le prospettive incrociate dei vari personaggi che convergono verso il momento clou.

 La facilità con cui ci si può procurare un’arma è sotto gli occhi di tutti, eppure così facile fingere di non vederla.

Elephant di Gus Van Sant ricostruisce con estrema freddezza e realismo la tragedia della Columbine High School. Il film segue quotidianità e personaggi senza giudizio, culminando nella rappresentazione cruda della sparatoria. La narrazione distaccata trasmette disagio e riflessione critica sulla facilità di accesso alle armi. Nonostante un inizio lento, il film lascia un impatto duraturo e significativo. Guarda Elephant per riflettere sull’impatto della violenza armata e della società americana.

 Un album degno del suo nome, una conferma come sempre in gran stile.

 "Even Though the Stars Don’t Shine" è un brano estivo ma decente, quasi da cabriolet.

La Muerta è il quinto album dei Subsignal che conferma il loro stile di prog melodico con maggiore orecchiabilità e un uso più coraggioso delle tastiere grazie al nuovo membro Markus Maichel. Le influenze metal sono quasi assenti, mentre la melodia domina, con tracce brillanti come "The Bells of Lyonesse" e "Even Though the Stars Don't Shine". Brani prog come "The Passage" evidenziano dinamismo e complessità. Un lavoro solido, capace di garantire qualità senza grandi rivoluzioni. Scopri il mondo melodico e dinamico di Subsignal con La Muerta, ascolta ora!

 «Non c’è un colpevole qui, c’è tutto un mondo che non sa accorgersi della morte incombente di un uomo.»

 «Il Cucchi di Alessandro Borghi è troppo dilaniato dal dolore per cercare di salvarsi, si lascia morire piuttosto che cercare una risalita dall’apnea.»

Il film 'Sulla mia pelle' di Alessio Cremonini racconta la tragica morte di Stefano Cucchi, offrendo una visione profonda e nichilista di un sistema statale incapace di proteggerlo. La performance di Alessandro Borghi è intensa e commovente, anche se la scrittura e la regia presentano alcune imperfezioni. Il film denuncia con forza l'abbandono e la burocrazia che hanno condotto alla perdita di una vita umana. Un’opera che va oltre la cronaca, scavando nell’esistenza e nella società. Scopri il potente racconto di Stefano Cucchi in 'Sulla mia pelle', un film che non lascia indifferenti.

 Un risultato finale tutto sommato piacevole che si muove tra pop-rock e folk.

 Di lavoro ce n'è sicuramente molto da fare, motivo che mi spinge a giudicare questo 'Sleeping Eyes' non oltre la sufficienza.

The Wingman, band veneta attiva dal 2015, pubblica con 'Sleeping Eyes' un EP di debutto che mescola pop-rock, folk ed elettronica. Il lavoro mostra spunti interessanti e un potenziale promettente, ma anche evidenti limiti dovuti alla giovane età della band e a una direzione sonora ancora incerta. Il cantato si distingue nelle parti più pop, mentre le tracce variano dalla carica rock a momenti più soft e jazzati. Ascolta 'Sleeping Eyes' e scopri il potenziale emergente dei The Wingman!

 Mark è un fiume in piena per quanto riguarda la scrittura e la stesura dei suoi brani.

 La spontaneità ed istantaneità nel raccontare episodi di vita sono il cuore di questo disco.

Mark Kozelek torna con un album minimalista registrato in stanze d'hotel a San Francisco, puntando su spontaneità e testo improvvisato. L'album riflette episodi di vita e la forte connessione con la città. La recensione evidenzia la prolificità e la coerenza dell'artista nel suo stile unico. Non manca un riferimento al progetto parallelo Sun Kill Moon. Scopri l'intimità di Mark Kozelek in un album sincero e autentico.

 Willie Nelson manda un messaggio a quella classe media, prova a richiamarli all’ordine e abbandonare quella deriva della “white supremacy”.

 Willie resta un grande esempio in un mondo dove si dice che le forze democratiche abbiano abdicato.

L'album 'My Way' di Willie Nelson riprende 11 classici di Frank Sinatra con arrangiamenti eleganti. La recensione evidenzia anche il coraggioso impegno politico di Nelson, che sostiene Beto O'Rourke e posizioni liberali non comuni tra i suoi fan repubblicani. Il disco rappresenta un ponte ideale tra diverse anime culturali americane e un richiamo a superare divisioni ideologiche. Scopri il nuovo album di Willie Nelson e il suo potente messaggio politico.

 Double Negative è uno di quegli album che provocano un senso di straniamento dopo il primo ascolto, una maggior consapevolezza dopo il secondo ed un innamoramento repentino ed irreversibile dal terzo in poi.

 La produzione di B. J. Burton è perfetta ed incredibilmente certosina nel districarsi in un impasto sonoro così complesso e ricco di stratificazioni.

Double Negative è il dodicesimo album dei Low che rappresenta una netta rottura con il passato, offrendoci un'opera sperimentale, violenta e profondamente affascinante. La produzione di B. J. Burton gestisce con maestria sonorità complesse tra trip hop, industrial e dubstep. Tra le tracce spicca 'Always Trying To Work It Out', definita il miglior pezzo della band. Un album destinato a riconoscimenti importanti nel panorama alt degli ultimi anni. Ascolta Double Negative e scopri l'evoluzione sonora dei Low!

 "Un cantautore che non ha perso l'entusiasmo delle prime volte e che non ha paura di osare e rimettersi in gioco."

 "Un album costruito e assemblato tutto d’un pezzo, che sancisce la definitiva maturazione di un artista bistrattato da pubblico e critica."

Dopo un periodo difficile e un lungo silenzio, Riccardo Sinigallia torna con 'Ciao Cuore', un album solido e maturo che conferma il suo talento autentico. Lontano dalla musica commerciale e dai synth del passato, propone nove brani ben strutturati, tra ballate classiche e temi sociali. Un disco che sottolinea la continua evoluzione artistica e la sincerità di un cantautore che preferisce lavorare nel silenzio, rinnovandosi senza fretta. Ascolta 'Ciao Cuore' e riscopri il talento autentico di Riccardo Sinigallia.

 Jim Carrey è "buono", decisamente fuori dai suoi ritmi, anche se lo ho odiato per tutto quello che ha fatto, ma anche per quello che non ha fatto.

 Il film è a colori, ma sembra in bianco e nero, con un'infinità di primi piani per assaporare livore, disgusto e disperazione.

Dark Crimes, diretto da Alexandros Avranas, offre un thriller oscuro ambientato in una grigia Polonia invernale. Jim Carrey è fuori dai suoi consueti ritmi, mentre Charlotte Gainsbourg e Marton Csokas non convincono appieno. La trama si perde in flashback e una narrazione frammentata, rendendo difficile seguire la storia. L'atmosfera cupa e la fotografia poco curata accentuano la sensazione di disagio. Un film che lascia l'amaro in bocca e dubbi sulle scelte attoriali. Scopri perché Dark Crimes ha deluso le aspettative in questa recensione approfondita.