Sembra che il tempo non sia mai trascorso e che gli Spettri abbiano voluto collegare la macchina del tempo per fare un viaggio a ritroso fino al 1972.

 Onore alla Black Widow per averci regalato gli Spettri!

Gli Spettri tornano con un album che sembra uscito direttamente dagli anni ‘70, mantenendo viva la spontaneità e le sonorità abrasive del prog italiano d’epoca. L’uso di strumenti vintage e la produzione fedele all’epoca creano un autentico viaggio temporale musicale. Le tracce si differenziano per atmosfere che richiamano giganti come King Crimson e Emerson Lake & Palmer, con ospiti che aggiungono un tocco fiabesco e mitologico. Un’opera che omaggia la scena prog italiana e la sua storia. Scopri il fascino vintage di Spettri e immergiti nella scena prog italiana anni ‘70!

 Il Golden Pit. La più grande bestialità degli ultimi anni. La morte del romanticismo.

 Corey è un animale da palco, e questo lo sapevamo... in più è molto gentile con il pubblico.

La recensione descrive con entusiasmo il concerto di Slipknot e At The Gates a Rock in Roma 2015. Nonostante qualche difficoltà iniziale dovuta alla pioggia, la manifestazione è stata ben organizzata. I Temperance aprono in modo leggero, mentre gli At The Gates regalano una performance potente e carismatica. Gli Slipknot chiudono con una scaletta ricca di classici, suoni perfetti e un’interazione genuina con il pubblico. Atmosfera rilassata e soddisfacente per tutti. Scopri com’è stato l’evento metal dell’anno a Rock in Roma!

 È un disco brutto. Oddio, brutto brutto no. Non è una ciofeca, ecco, ma nemmeno un buon disco.

 Bad Religion, allora non mi potete incidere un album con un nome così ribbelle e kattivo per poi dire a RockSound che “Causpicate una vittoria di Kerry per la Casa Bianca”.

La recensione delinea The Empire Strikes First come un album inferiore alle aspettative, segnato da banalità sia testuali sia musicali. Pur evidenziando momenti di buona classe, predominano arrangiamenti anonimi e un messaggio politico poco incisivo e talvolta ipocrita. L'incoerenza tra il tono ribelle e le posizioni moderate, unita alla retorica fiacca, delude profondamente l'autore. Il disco è visto come un compromesso senza mordente, lontano dalla radicalità che ha reso famosi i Bad Religion. Scopri perché questo album non ha convinto i fan storici dei Bad Religion.

 “Il vaporwave è aria fritta, nel mondo reale ha l’influenza di un meme di internet ed è in generale una cosa poco sensata.”

 “Quando capisci di non avere nulla da dire tanto vale fornire una confezione garbata e divertente a questo nulla.”

Floral Shoppe di Macintosh Plus è l'album simbolo del vaporwave, un genere che mescola musica anni '80 rallentata e una forte componente ironica e nostalgica. La recensione racconta come questo disco rappresenti un miscuglio estetico e culturale privo di pretese, riuscendo comunque ad evocare sensazioni uniche e suggestive. Pur riconoscendo la sua apparente vacuità, l'opera viene apprezzata come una confezione raffinata per un 'nulla' consapevole, tipico dei tempi attuali. Chi cerca un disco iconico da internet troverà qui un classico da ascoltare e interpretare con leggerezza. Ascolta Floral Shoppe e immergiti nell'ironia e nella nostalgia vaporwave!

 Da subito traspare una piacevole mediocrità, c’è passione artigianale ma ci vorrebbe un pizzico di sale, di genio, di animosità in più.

 Il batterista tira veramente indietro… ha un modo di suonare sì variegato e descrittivo, ma che affossa completamente il groove del pezzo.

L'album 'Face the Truth' dei Wings of Steel è un rock melodico dal taglio progressive, con influenze evidenti da Asia, Rush e Kansas. Le canzoni mantengono strutture classiche senza eccessive eccentricità, ma manca un tocco di genio o animosità. La voce baritonale del batterista-cantante ricorda John Wetton, mentre la batteria risulta troppo sottotono, compromettendo il groove. Brani come 'If I'd Say' e le ballate 'Heaven' e 'Still Together' si distinguono per momenti di qualità e atmosfera. Scopri Wings of Steel e immergiti nel loro rock melodico con influenze progressive.

 "Collaboration Don’t Work" è un titolo mai fu più azzeccato.

 "Little Guy From The Suburbs" ha più personalità di tutto il resto dell'album.

L'album FFS nasce dalla collaborazione tra Sparks e Franz Ferdinand, ma il risultato è un lavoro discontinuo e poco sorprendente. Pur con qualche brano interessante e momenti godibili, l'album tende a restare nel solco delle vecchie sonorità Sparks, senza innovare. La presenza del supergruppo sembra più un'operazione di marketing che una reale fusione creativa, lasciando l'ascoltatore con sensazioni miste e una mezza delusione. Ascolta FFS per scoprire la fusione tra Sparks e Franz Ferdinand!

 "Hard Line è un disco epocale, sempre che gli anni Ottanta possano essere considerati un’epoca."

 "La musica bella, ma bella per davvero, quella non si ripete mai."

La recensione celebra 'Hard Line' come un disco epocale e irripetibile nel panorama rock degli anni Ottanta. L'autore esprime ammirazione per la combinazione di tradizione e innovazione musicale, ricordando le tensioni nella band e le significative collaborazioni. L'album è paragonato a pietre miliari come 'London Calling' e 'Violent Femmes', sottolineandone l'impatto duraturo e l'importanza storica. Un invito a riscoprire un grande classico del rock'n'roll. Ascolta Hard Line e lasciati conquistare dall’anima autentica del rock'n'roll!

 l’Album in questione “Down In Louisiana di Bobby Rush” sia un’opera completa con tutti gli 11 brani comprensibili, orecchiabili e rilassanti.

 Bobby è “Noto” per il suo stile (soul Blues). Insomma tutto sommato un buon musicista che fa buona musica.

La recensione evidenzia la completezza e la qualità dell'album 'Down In Louisiana' di Bobby Rush, con 11 brani orecchiabili e rilassanti. L'autore lo apprezza per il suo stile soul blues, riconoscendo Bobby Rush come un buon musicista capace di mantenere alto il livello in tutti i brani, a differenza di altri artisti più famosi. Ascolta ora 'Down In Louisiana' di Bobby Rush e immergiti nel vero blues soul.

 "Collection è veramente una prova maiuscola, soprattutto se contestualizzata nel percorso artistico di Etienne."

 "Mai scontato Etienne, specialmente quando è in stato di grazia, ci mette sempre una firma personale di stile ed eleganza."

La recensione celebra 'Collection' di Étienne Daho come un album eccezionale e coerente, che unisce cover, inediti e singoli in un’opera fluida e originale. Il disco segna la chiusura di un ciclo artistico, valorizzando influenze sixties e synth-pop anni '80, con collaborazioni di spicco e un’eleganza personale che contraddistingue l'artista. Un lavoro vario e ben armonizzato, che supera la media delle produzioni successive. Ascolta ora 'Collection' di Étienne Daho e scopri un capolavoro di pop d’autore.

 Il Signore delle tenebre e dei lupi della Transilvania cinematografica ha fatto intervenire in quest’avventura gli italiani Rhapsody Of Fire.

 Lee non è nuovo alle frequentazioni col metal, infatti ha già pubblicato due album in cui mescola heavy e opera.

Christopher Lee, conosciuto soprattutto per la sua carriera cinematografica, ha pubblicato l'EP heavy metal 'Metal Knight' per festeggiare il suo 92° compleanno. Accompagnato dai power metal sinfonici Rhapsody Of Fire, interpreta cover di brani famosi con la sua voce profonda e potente. Questo progetto conferma la passione di Lee per il metal e la musica sinfonica, con riferimenti a opere classiche e musical teatrali. Un lavoro che unisce il cinema, la musica e la cultura in modo originale e suggestivo. Scopri l’incredibile lato rock di Christopher Lee con 'Metal Knight'!

 Questa estrazionedentalesenzanestesia di film è violenza punk drogata di noise in bianco e nero.

 La pellicola ha affilato la lama, pronta a trafiggere gli occhi in maniera asciutta, senza una goccia di sangue, ma con un’altissima magnitudo.

The Bunny Game è un film claustrofobico e graffiante, che con immagini in bianco e nero e un sound disturbante racconta la disperazione di una donna vittima di violenza. La pellicola, disturbante e intensa, appassiona per la sua forza espressiva e per le diverse chiavi di lettura che offre, oltre la superficie di shock gratuito. La recensione ne evidenzia la complessità e l’impatto emotivo, pur segnalando possibili controversie. Scopri l'impatto potente di The Bunny Game, un film che scuote e fa riflettere.

 Navigo per la rete con la mia barchetta 3D, il sole quadrato cala all’orizzonte e il mare di pixel si oscura e annebbia alla mia vista.

 Più ascolti la vaporwave, più ti intristisce, ma qualcuno ha mai cantato "Cosa Resterà Di Quest’Anni ‘60?" capirei molte cose.

La recensione descrive l'album Miami Vice - Palm Haze come un tuffo nostalgico negli anni '80, evocando atmosfere vaporwave tra sintetizzatori e colori VHS. La musica riflette sensazioni di malinconia e appartenenza, ritmi da disco e loop ossessivi che creano un'esperienza immersiva e malinconica. L'ascolto è presentato come un modo per rivivere un'epoca vissuta con occhi nuovi, tra paure e voglia di felicità. Scopri l'atmosfera anni '80 di Palm Haze e lasciati andare alla nostalgia vaporwave!

 Il sound è già maturo, le armonie avvincono e convincono, la compattezza del gruppo è mirabile ed il prodotto finale è raffinato e potente allo stesso tempo.

 Liberi e scatenati, tenuti insieme e guidati da una sorta di trance agonistica fatta di lucida consapevolezza artistica, chiarezza di pensiero e purezza di ispirazione.

La recensione celebra il doppio album live 'Travels' del Pat Metheny Group, registrato nel 1982 durante un tour americano. L'autore evidenzia l'energia giovane e la maturità musicale della band, con esecuzioni potenti e raffinate. Vengono segnalate tracce iconiche come 'Are you going with me?' e 'Farmer's trust'. Il disco è descritto come un momento di grazia creativa e una pietra miliare per gli appassionati del gruppo. Ascolta il doppio live 'Travels' e immergiti nell'energia del Pat Metheny Group.

 Alla terza traccia, però, mi rendo conto di averlo già ascoltato e prontamente rimosso, per la gioia delle mie orecchie.

 Ti basteranno per riempire San Siro e vendere cifre da capogiro, ma mi spiace, caro Lorenzo, per me è un no!

La recensione analizza Lorenzo 2015cc di Jovanotti, un doppio album molto venduto ma ritenuto eccessivo e ripetitivo. Il critico apprezza alcune tracce ma denuncia una somiglianza tra i brani e una carenza di originalità rispetto ai lavori passati. Il disco appare come un racconto zuccheroso e lontano dalla realtà italiana, con pochi momenti veramente memorabili. Nonostante il successo commerciale, l'autore non lo considera un album all'altezza delle aspettative. Scopri se Lorenzo 2015cc è l'album che fa per te leggendo la recensione!

 Quando in tecnica un batterista Metal riesce addirittura a ridicolizzare il Jazz...bisogna farsi seriamente 2 domande!

 Quell'uomo nel petto non ha 2 polmoni, ma le turbine di un cazzo di Eurofighter, ve lo dico io!

La recensione esalta 'Lullabies of Silence', l'unico album degli svizzeri Amok. Breve, intenso e tecnicamente complesso, l'album unisce speed, death metal e mathcore, con una batteria straordinariamente elaborata e urla furiose di Ugo Rodriguez. Consigliato a chi ama la musica estrema e virtuosistica. Ascolta ora 'Lullabies of Silence' e immergiti nel metal più tecnico e feroce!

 Leggere la prosa de La montagna incantata spesso riporta alla mente... l'immagine di un verme bavoso che si muove... con la caratteristica flemma dei bavosi.

 Il Graal per te è qualcosa d'altro, il senso dell'umano, il suo ideale e la sua consistenza, il suo sogno, forse.

La recensione esplora l'opera "La Montagna Incantata" di Thomas Mann, evidenziandone la prosa lenta e musicale e il ritmo narrativo che riflette la relatività del tempo nel sanatorio svizzero. Il protagonista Hans Castorp si trova immerso in un viaggio che supera le sue aspettative, confrontandosi con la malattia, la morte e ideali umanisti. Il testo invita a una lettura profonda e meditata dell'opera, densa di simbolismi e riflessioni. La guerra incombente chiude il contesto storico del romanzo. Scopri il lento e affascinante viaggio nella Montagna Incantata di Thomas Mann!

 Non è quella cosa che si odia o si ama, non decidi tu per lei, decide lei per te.

 Questo film fa male. E non lo dico con lo spirito di uno che sta cercando di trovare la definizione ad effetto, è solamente un dato di fatto.

La recensione analizza Megan Is Missing come un horror crudo e realistico, capace di scuotere profondamente lo spettatore. Il film usa il formato found footage per raccontare una storia di violenza e stalking online, riflettendo criticamente sull'influenza dei media e sul pericolo delle apparenze. Non è una visione facile, ma è riconosciuto come un'opera potente e necessaria, rivolta a un pubblico maturo e consapevole. Scopri il lato oscuro dei social con questa recensione intensa di Megan Is Missing.

 Zygoat compone delle tessiture per tastiera incredibili, astratte, giocose e sognanti, eseguite magistralmente.

 Viaggiando per gli sfondi e i paesaggi assurdi evocati dalla copertina, si rimane in visibilio per la fantasia di Zygoat.

La recensione celebra Zygoat, progetto elettronico pionieristico degli anni '70 di Burt Alcantara, definito come uno dei primi esempi di elettronica progressiva. Con tessiture astratte e magistrali eseguite ai sintetizzatori ARP e RSE, il disco offre un viaggio sonoro ipnotico e originale, oggi cult per gli appassionati. La mancanza di percussioni e l'ambientazione da colonna sonora anni '80 inizialmente disorientano, ma la qualità e l'immaginazione sonora conquistano definitivamente. Ascolta Zygoat e lasciati trasportare in un viaggio sonoro unico!

 La maggior parte dell’album è cucita su passaggi strumentali intessuti con sapiente maestria da spruzzate di scream mai protagonista, mai eccessivo e mai fastidioso.

 Meritano di diritto il premio per l’album più «overrated» del nuovo millennio.

La recensione celebra l'album 'Hand Like Guns and Crashing Sounds' dei The December Drive come un'opera di post-rock e Midwest emo che unisce passaggi strumentali raffinati, scream mai invasivi e atmosfere nostalgiche. Brani come 'The Great Awakening' e 'No Remembering' si distinguono per composizione e intensità emotiva. Nonostante il poco riconoscimento commerciale, la band rimane un simbolo di sincerità artistica nel panorama musicale texano degli anni 2000. Ascolta 'Hand Like Guns and Crashing Sounds' e immergiti in un viaggio post-rock unico.

 Quello che invece conta, è che quella musica e quelle parole abbiano avuto fortuna e abbiano raggiunto più di una generazione di ragazzi e ragazze.

 Fu veramente una grande coincidenza per i Rolling Stones intuire che il fuzzbox e non i fiati veri, avrebbe attirato l’attenzione.

La recensione celebra i 50 anni di 'Satisfaction' dei Rolling Stones, analizzandone la genesi, il riff iconico di Keith Richards e l'uso innovativo del fuzzbox. Viene evidenziata l'importanza culturale del brano e la sua lunga vita nelle classifiche e nei concerti dal vivo, nonché le cover realizzate da artisti di fama. Il pezzo, inizialmente osteggiato, è divenuto un vero e proprio simbolo del rock. Scopri la leggenda dietro 'Satisfaction' e rivivi la storia del rock!