Ludwig Van Beethoven Sonata per pianoforte in do minore n. 32 op.111
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Più di un'ora due birre e tre sigarette cool :) Per la cronaca ho inserito tre samples, i due incipit dei due movimenti e una variazione di cui dicevo a floydman. Ciao :)
Ludwig Van Beethoven Sonata per pianoforte in do minore n. 32 op.111
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Dura assentarsi ... Carissimi debaasers scusatemi ancora, ho avuto poco tempo per intervenire nella discussione. Rispondo ora, ma credo che non sarò breve anche perché qualcosa di molto sostanzioso nei commenti si è mosso, quindi ho deciso di rispondere in modo articolato, spero che nessuno si annoi. Bene proviamoci... Sì Beethoven era considerato un romantico come dice :::burns:::, era il romantico che chiuse l'era del classicismo secondo molti e in fondo questo era il tema principale di questa recensione. Questo naturalmente parlando di steccati sempre precari. Comunque è questo il punto chiave che emerge dalle parole di Thomas Mann scritte con l'aiuto più che sostanziale di Theodor WIESENGRUND (ecco perché è citato nel testo) Adorno, al punto tale che la paternità dell'opera citata è discussa. Queste parole di Mann/Adorno secondo me sono meravigliose, è arte che nasce dall'arte. Parole che volano altissime come l'opera di Beethoven. Volevo parlarvi da tempo di questa sonata che amo molto ma da una parte ho constatato l'impossibilità di descrivere appunto l'ineffabile come giustamente è stato evidenziato, dall'altra quando ho letto quei passi non sono riuscito a distaccarmene, ecco perché sono in questa pagina. Ma c'è un altra ragione: siccome abbiamo parlato tante volte dello scrivere di musica, volevo portare un esempio elevatissimo come contributo a questa eterna discussione in debaser. Certo non tutti possono scrivere così, come Mann/Adorno, ma queste parole dimostrano che si può parlare di musica in un modo elevatissimo che diventa un piacere da affiancare all'ascolto. Ho visto che il tema è stato affrontato nei commenti a brandelli e tutto sommato lo auspicavo.
A :::Punisher::: vedi caro come sai già, ciò che mi lascia perplesso del tuo intervento è il fatto che non ha a che fare con la musica se non lievemente. Perché? Davvero non hai nulla da dire su Beethoven o su quest'opera? Puoi farlo anche a modo tuo. Gli altri comunque lo hanno fatto . Soffermarsi invece solo sulla recensione a mio parere è un po' inutile e volutamente provocatorio. Ma come dicevo... pazienza. L'unica cosa un po' interessante era il giudizio sulla cosiddetta "autoghettizzazione" della classica, ma secondo me - posto così - è poco comprensibile, insomma appare una sciocchezza. La classica ha un suo linguaggio e una sua storia, se ne può parlare anche diversamente vero, ma parlarne nel rispetto proprio di questa storia non è in sé scorretto a mio parere. Poi, se vuoi, puoi parlarne a modo tuo nei commenti (che per me dovrebbero servire soprattutto a questo). Però secondo me quando si parla di un'opera rivoluzionaria come questa come giustamente sottolinea ::: Wanderer::: ed anche seppur con sfumature differenti ma molto interessanti :::Henry Purcell::: credo che si possa usare (per quanto possibile) anche un linguaggio non di superficie senza che questo possa diventare scandaloso. Anzi chiedo una cosa a chi ne può sapere più di me: all'interno della sonata ho percepito qualcosa che assomiglia al ragtime e all'"improvvisazione" (dopo metto il sample del passaggio). E' una follia? Forse no leggendo anche quello che scrive :::floydman:::, curioso ritrovare queste sensazioni in comune.
Sull'interpretazione di Michelangeli, caro :::Henry Purcell:::, credo che la bellezza stia in quel passo a tratti "zoppicante", strascicato sofferto del primo movimento che diventa impetuoso in un modo incredibile. Non ho mai sentito così questa musica in altre interpretazioni. L'arietta poi è ispiratissima ma davvero non so come descriverla. Da profano mi ha colpito in un modo inesorabile. Difficile, davvero troppo difficile da spiegare meglio. L'altro tema di questa proposta era quello relativo all'interpretazione. Quali sono le sue caratteristiche? Quale è il ruolo dell'interprete? Speravo venissero fuori altri consigli di ascolto oltre questo. Sono arrivati quelli di :: Mullah :: (Pollini che conosco) :: HenryPurcell :: (Richter) :: Grasshopper :: (Arrau
Alva Noto + Ryuichi Sakamoto Insen
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solo una dimenticanza gabbox, ciao :)
Ludwig Van Beethoven Sonata per pianoforte in do minore n. 32 op.111
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Discussione interessante ma mi ci vorrà il fine settimana per leggere tutto per bene, non vi si può proprio lasciare da soli un attimo ;)
Ludwig Van Beethoven Sonata per pianoforte in do minore n. 32 op.111
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Su Tabucchi Pazienza io direi Pazienza, sul resto vi rispondo appena ho un po' di respiro :)
Gov't Mule Deja Voodoo
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Li sento così infatti mi ritrovo in molte parole che ha usato Duane. E dal vivo sono davvero pazzeschi, c'era un disco che mi era piaciuto da matti dopo semmai cerco il titolo perché adesso non me lo ricordo. Bye bye :)
Gov't Mule Deja Voodoo
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eh la ricordavo perché l'avevo commentata :)
Gov't Mule Deja Voodoo
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No c'erano Mauri ma questa recensione dello stesso disco rende giustizia al sound di questa gente. L'anno scorso mi sono ascoltato un sacco di roba di questa gente e devo ammettere che mi avevano preso male nel senso che per un po' non ho ascoltato altro. Mi aveva colpito la loro energia pura, forte, potente. Grandi
Marco Zurzolo Band 7 e mezzo
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musica meditterranea dunque, pare molto interessante grazie :)
Ludwig Van Beethoven Sonata per pianoforte in do minore n. 32 op.111
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un grazie velocissimo a tutti per la lettura, semmai più tardi mi dilungo nelle risposte sperando di non tediarvi ma sono venute fuori un po' di cose interesanti, ciao :)
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