Fryderyk Chopin Nocturnes - The Rubinstein Collection Vol.49
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La settimana scorsa da fabio fazio Maurizio Pollini ha rilasciato un'intervista molto interessante che toccava alcuni dei temi accennati in questa pagina. Fra i concetti più importanti c'era sicuramente quello che sottolineava l'importanza di ascoltare pagine di musica del genere, perché (molto semplicemente) fanno bene. Pollini accenneva anche al valore d'arte del jazz, che però - secondo me - non ha presso l'opinione pubblica l'opinione rispettosa che descrivi. Anzi non sono pochi quelli che considerano il jazz ugualmente spocchioso prolisso e noioso al pari della classica, magari senza aver mai ascoltato nulla dell'uno e dell'altra. Ma tornando all'intervista a Pollini poi si è parlato anche del perfezionismo di Chopin, di cui Pollini oggi è uno dei maggiori interpreti riconosciuti. Tutto sommato è da tenere duunque in considerazione anche se a me non dispiacciono affatto le interpretazioni di Maria Joao Pires, giusto per aggiungere un interprete in più al discorso. Bella pagina.
Antonio Pappano, Leif Ove Andsnes Rachmaninov e Respighi all'Auditorium di Roma
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Che bella questa pagina densa di particolari e letture tecniche dell'esecuzione. Tra l'altro sottolinei la diversa visione del linguaggio musicale data dagli addetti ai lavori rispetto al pubblico, tema quest'ultimo sempre interessante e dibattuto. Mi piacerebbe sapere la tua opinione anche di altri autori della musica d'arte. Ad esempio, se hai ascoltato anche Lettera a Francis Bacon di Battistelli, sarebbe interessante avere un parere articolato come questo che ci hai dato. Ciao
Rory Gallagher Deuce
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Io ne ho "scoperto" l'esistenza solo un paio di anni fa grazie al consiglio di un amico per certi versi analogo al tuo anche se meno prestigioso. Un musicista incredibile e sfortunato.
John Coltrane Meditations
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Beh che la dimensione live sia lo sbocco naturale del jazz, del suo vivere il presente è qualcosa di assolutamente naturale, dunque tutto sommato la fatica di cui parli rispetto al disco non è innaturale. D'altra parte l'ascolto su disco permette di approfondire di andare oltre e vale dunque lo "sforzo". Tutto sommato sono due concezioni che si completano a vicenda non contraddicendosi. Disco: pietra miliare. "First meditations" non dovrebbe essere la stessa cosa Dave, rappresentando - credo - la forma musicale dei brani antecedentemente alla svolta free, per questo dunque "first". Della recensione mi è piaciuto il fatto che hai sottolineato l'aspetto spirituale della musica di Coltrane. Ciao
Fabrizio De André Creuza de mä
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Ma per cortesia... ma mi faccia il piacere. Leggo solo enormi banalità e altrettanto smisurate sciocchezze da quattro soldi, assemblate in modo ridicolo ed ora degnamente unite a una volgarità di bassa lega espressa molto probabilmente da un "timido" anonimo "minus habens" che evidentemente non ha né argomentazioni, né un cervello adeguato per poterle esprimere. Chiaro? O devo farti un disegnino? Spero di no perché non ho tempo da perdere.
Ludovico Einaudi Una Mattina
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Punny magari non hai del tutto torto, tuttavia in linea di principio forse sarebbe meglio ascoltare i dischi prima di giudicarli, o no? Per quel che mi riguarda dopo un po' di tempo sento di potermi allineare al giudizio che diede Kurz della musica di Einaudi (chi si ricorda?) e di conseguenza ho barattato il doppio cd del concerto a la scala, ho tenuto Eden Roc e i giorni, il resto (compreso questo) copie artigianali usa e getta. In futuro si vedrà...
Billie Holiday Lady in Satin
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E sottolineo l'Uhhhhhhhh, ci vuole. Beh comunque... Madaleine Peyroux in effetti la ricorda (caruccio anche l'ultimo disco), così come per certi versi in un ambito differente Karen Dalton, forse anche di più della Peyroux ... tuttavia la somiglianza qua si ferma, perché la capacità interpretativa di Billie Holiday era ed è inavvicinabile. C'è una sofferenza particolare nella sua voce... Certo che - come evidenziato da sadeyedpocahontas - è davvero un po' triste notare in questa pagina pochi commenti (e visite) per la recensione di un disco così e di un'interprete del calibro di Billie Holiday, un vero peccato.
Billie Holiday Lady in Satin
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Bill Evans Stan Getz But Beautiful
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Bello tutto, recensione, artisti, sicuramente il disco e last but not least la citazione finale dell'intervista a Pollini, bien!
Fabrizio De André Creuza de mä
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Bah... ma che mi tocca leggere.
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