Bluebottle Kiss Doubt Seeds
Voto:
Non ho la più pallida idea di chi siano questi tizi, la recensione aiuta non poco ... 'sto sito mi porterà al fallimento :)
Gogol Bordello Gypsy Punks Underdog World Strike
Voto:
Buona recensione per un disco altrettanto buono che sto ascoltando da giorni senza che riesca a stancarmi, mi piace molto la commistonione tra sonorità diverse spesso agli antipodi.
Johann Sebastian Bach Il clavicembalo ben temperato - Libro I (Glenn Gould)
Voto:
Beh è stato detto tantissimo su quest'opera e sull'interpretazione mi limito allora solo a segnalare un'altra esecuzione che a me piace molto di K. Gilbert. Certo che Gould aveva un modo tutto suo di avvicinarsi a bach ...
Carlo Fava L'uomo flessibile
Voto:
e mezzo
Carlo Fava L'uomo flessibile
Voto:
inizialmente questo disco mi sorprese, poi mi sono reso conto che non reggeva reiterati ascolti, comunque condivido un giudizio sostanzialmente positivo
Makoto Ozone - James Genus - Clarence Penn The Trio
Voto:
idem come wanderer in tutto e per tutto
Gianmaria Testa Da Questa Parte Del Mare
Voto:
Beh zaireeka dato che la produzione è di Greg Cohen (bassista di waits per anni) direi che l'impressione è giusta, ed anche l'impronta di fossati mi sembra presente. Wanderer leggi anche la leggenda di redenta tiria ti piacerà, poi ti dirò dei libri pubblicati dall'editrice Maestrale. Testa dal vivo l'ho sentito diverse volte e non mi ha mai deluso stoopid posso quindi capire. paolo quando ascolti il cd fammi sapere cosa ne pensi, mi farebbe piacere. haloa
Nina Nastasia On Leaving
Voto:
Ne ha fatto un altro: Milk White Sheets, che a me sta piacendo abbastanza, ci sono delle raffinate atmosfere acustiche e poi ha una bella voce come sai già, mi è venuto in mente perché leggendo questa recensione ho pensato che potesse essere un disco anche per te. joanna newsom invece non la conosco, me la segno. Ciao e grazie
Mehldau & Rossy Trio When I Fall In Love
Voto:
wanderer per ora sul disco metheny/mehldau sospendo il giudizio che devi prendere con il beneficio di inventario. Sono prime impressioni che a volte ingannano oppure dipendono dallo stato d'animo o dalle aspettative. Ascoltalo e poi mi dici.
Gianmaria Testa Da Questa Parte Del Mare
Voto:
Grazie dei passaggi in questa pagina, scusatemi se non vi risponderò individualmente, ma preferisco aggiungere tutto quello che non ho scritto per non appesantire ancora una recensione fin troppo lunga. E' nata così, invece di solito non mi piace soffermarmi sulla descrizione di un disco track by track, ma questa regola deve avere le sue eccezioni. In questo caso essendo "Da questa parte del mare" un concept album costruito secondo una logica nella quale - a detta del suo autore - ogni canzone è un capitolo di un racconto unitario, mi sembrava più giusto e utile "leggerlo" dettagliatamente. Come sa già John of patmos, con il quale ne abbiamo parlato qualche giorno fa, secondo me questo disco di Testa è meno "facile" e intuitivo dei suoi precedenti, ma non meno bello, anzi ha in sé il grande pregio di crescere ascolto dopo ascolto. E' un disco incredibilmente ricco sia per le tematiche sollevate, che musicalmente. Inoltre, colpisce la cura incredibile per l'insieme, per la logica, l'organicità e la coerenza che lega le singole parti che lo compongono. Credo, dunque, che sia il lavoro più ambizioso, in termini di costruzione musicale e di testi, che Gianmaria Testa abbia finora realizzato. E' così un disco che segna un passaggio importante nella storia musicale di Testa, perché cambia in parte la rotta che aveva finora tracciato. Ed era obiettivamente difficile sia fare questa scelta di scrivere un disco del genere. I rischi erano tanti. Lasciare alcune certezze rischiando di cadere nella demagogia spicciola, nei cliché, nella banalità. Invece Testa è riuscito a dare una lettura personale, intensa, fondamentalmente umana di un fenomeno complesso/discusso come pochi oggi, fornendoci tra l'altro non pochi spunti di riflessione. In questo, nelle finalità e nelle modalità, intravedo un legame con Faber perché questa umana riflessione parte da un'anima. E questo è il pregio più importante. Secondo me ci è riuscito anche grazie al suo carattere. Ho avuto modo di parlarci un paio di volte dopo aver assistito a dei suoi concerti. E' una persona attenta, sensibile e intelligente. Non comune. Forse anche per queste caratteristiche lavora così bene con gli altri. Sotto questo aspetto Testa incarna l'idea della costruzione per certi versi collettiva di un disco, dove ognuno può e deve dare il suo apporto personale in termini di idee musicali e non. Ecco perché credo che la presenza di G. Mirabassi, E. Pietropaoli, B. Frisell, G. Cohen, F. Biondini, F. Garcia, P. Ponzi, C. Dadone, P. Fresu ecc ecc sia raffigurativa di una partecipazione attiva alla costruzione, non dunque semplici ospiti o comprimari. Anche questo è un aspetto direi importante e non comune. Infine mi piace molto il modo che Testa usa per realizzare i suoi progetti, non sforna un disco all'anno per contratto, ha i suoi tempi, li segue e li riempie con tanti progetti diversi sempre ponderati con attenzione. Non comune anche questo. Un'ultima cosa: da evidenziare anche la cura dell'editing del cd, praticamente un libro curato in ogni particolare foto testi e quant'altro. Insomma tutte queste ragioni mi hanno fatto propendere per una valutazione più che positiva di questo disco, spero che possa piacere e interessare anche ad altri passanti di queste pagine. A tal fine ho inserito i samples di quasi tutti i brani del disco. Ciao a tutti
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