antoniodeste

DeRango : 1,38
DeEtà™ : 7683 giorni • Qui dal 27 maggio 2005
Meredith Monk Dolmen Music
Voto:
E' stato un grande onore, per me, aver potuto assistere ad un concerto della Monk, lo scorso giugno, a Mantova dopo che per tanto tempo, "Dolmen Music" riposava dentro al mio cuore dopo averlo scosso, la prima volta. Ho potuto assistere ad uno dei concerti più belli della mia vita e non credo di averne visti pochi... . Alla fine aver avuto la fortuna e, ancora, l'onore, di essere abbracciato da questa splendida sessantaseienne mi ha emozionato e, di nuovo, scosso profondamente. Una delle opere fondamentali della mia "educazione all'ascolto" ed una splendida recensione.
Giovanni Tommaso Apogeo Quintet Live @ Padova Porsche Jazz Festival, 18.11.2008
Voto:
Ho parlato con Giovanni Tommaso in un paio di occasioni quando, da ragazzo, andavo a vederlo , sapendo che il Perigeo era davvero emozionante "live". Nonostante avesse problemi di balbuzie , si faceva capire benissimo anche quando a Mestre, all'indomani della pubblicazione di "Non è poi così lontano" un certo dispiacere affiorava dalle sue parole nelo dopo-concerto ( e anche da quelle di D'Andrea) nel raccontarci che il Perigeo stava chiudendo i battenti. Credo fosse il 78 e da allora son passati trenta "begli" anni. Ho seguito con discontinuità poi le carriere separate dei componenti ( Biriaco inizialmente con i Sax Machine - eccezionali ! - Sidney con sporadiche apparizioni e Fasoli a Treviso in un quasi recital di D'Andrea e nei suoi seminari di Siena jazz nei 90) ma di Giovanni Tommaso che mi stregò con "Genealogia" sapevo poco o nulla se non dalle recensioni di "Musica Jazz" seguito con poca frequenza peraltro. Mi fa gran piacere, Jake, che il lucchese ( Torre del lago ?) sia in gran forma perchè, come dici tu è (sempre stato) un fior di bassista. Avevo anche fatto un pensierino sul "Pollini" ( ci ho visto Terry Riley l'anno scorso, mi sembra) ma poi la cosa, purtroppo è sfumata. E ancora più piacere che lui parli di quasi benedizione nell'aver trovato linfe preziose per la sua musica. Che Dio lo benedica, ancora. Bel resoconto, Jake, Thanks again, man.
Bruce Cockburn Circles In the Stream
Voto:
Giusto per fare i pignoli, mettendo l'accento sulla pronuncia del suo cognome, so per certo che la dizione corretta è "Còbern". La ck quindi non andrebbe pronunciata. Il nome è di origine gallese e purtroppo temo che la cosa faccia cadere le speranze di continuare a specularci sopra per farsi ulteriori "trovate"; ( per quanto la "brutalità" di Stoney, qui sopra, mi abbia cavato un altra risata :)) ).
Bruce Cockburn Circles In the Stream
Voto:
Credo di poter considerarmi "cugino" del recensore, in quanto a passione per questo straordinario autore. Brevemente e sottovoce dirò anche che Sfasciacarrozze e i i due interventi successivi mi hanno proprio fatto ridere, perchè non avevo mai supposto un tale senso sul cognome dell'artista.... . Anch'io ho seguito Cockburn per diverso tempo, diciamo grosso modo dal 76 all'82, e mi sono innamorato della figura e le opere della sua prima parte di carriera. "Joy Will Find A Way" e "In The Falling Dark" su tutte. L'album in questione poi è uno dei live che reputo fondamentali in qualsiasi discografia di degno music lover. La recensione di Maurintosh è ben fatta, precisa e ben rappresenta le caratteristiche fondamentali dell'artista canadese. Come lui ebbi l'occasione di vederlo live, nel '79 ( a Vicenza) con Dennis Pendrith al basso e Bob DiSalle alla batteria e, nonostante gli incidenti causati dagli autonomi, il concerto fu memorabile. Ho potuto rivederlo, credo 7 o 8 anni fa, in una dimensione decisamente diversa e, nonostante si fosse lontani dai "climi" del 79, lo show non era male. L'occasione era data dalla pubblicazione del suo bell'album "The Charity Of Night", uno dei pochi che mi è piaciuto molto nella sua "seconda fase" di carriera. Decisamente il periodo acustico è stato il più fertile e meriterebbe grande attenzione ( "Sunwheel Dance", "Night Vision", "High Winds, White Sky") per riscoprire atmosfere ed emozioni che sembrano scomparse. Come citato da maurintosh, però, l'ascolto dell'antologico e bellissimo "Speechless" può essere sufficiente per rivelare la creatività, lo spirito e la straordinaria maestrìa del canadese sulle sue belle chitarre Larrivèe. Un ultima cosa: nel suo paese ( ed anche negli States), Cockburn è conosciuto ad un grande livello di celebrità, nonostante nel Belpaese ( al solito) sia un egregio signor Nessuno.
Brand X Livestock
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@Jake : Francamente non ho molta voglia di verificare una cosa che dopotutto non sembra così importante. Magari hanno ragione loro.... . Il punto comunque è che hai rispolverato un bel pezzo e gruppo di storia di jazz-rock e ne hai fatto una Signora Recensione. Questo importa. Ancora una bella medaglietta !( di cartone) :). Attendo con impazienza il tuo prossimo passo. Best Wishes !
Steven Spielberg Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo
Voto:
Beh, nonostante i 157 anni di Harrison Ford e qualche ingenuità, come ennesimo fumettone asservito agli scopi dell'avventura pseudoesotica mirata a divertire non è poi così male. Spàilberg non al top ( ma gli serve per far quattrini per un altro dei suoi film "impegnati" magari....)
Yes 9012 Live
Yes 9012 Live
18 nov 08
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E' davvero imbarazzante prendere in considerazione questo periodo degli Yes. I Continui cambi di direzione, formazione, aggiustamenti di immagine degli anni 80 di fatto sono serviti a mantenere in "vita" un gruppo che probabilmente il meglio l'aveva dato già nei '70 e che, forse, era meglio si fermasse lì. Però io stesso, appagato dal ritorno di Howe e Wakeman ( e di fatto al riformarsi del line-up storico)in un secondo tempo ne ho conseguito che non tutto il male, sometimes, vien per nuocere. Questo live è quel che è; un flash di quel leggerissimo arco di tempo, gli anni 80, in cui era più importante apparire che costruire immagini sonore elaborate o complesse. Loro, gli Yes, sono rimasti a galla così come molti hanno scritto qui sopra , tra capelli cotonati e fastidiose e/o giovanilistiche dichiarazioni o scritture musicali "easy". Rabin, però, è stato proprio un Gran Signor Chitarrista....
Brand X Livestock
Voto:
Non per fare il "privilegiato", ma ebbi la fortuna di vedere il gruppo nel 79 al "Venue" di Londra in occasione della presentazione del loro ( mediocre) album "Product". L'impressione comunque fu grande. Seguivo con interesse il gruppo fin da "Unhortodox Behaviour" e forse non è del tutto vero, come sostiene Jake, che ci si accorse tardi del loro valore. Chi ascoltava Weather Report, Mahavishnu, Corea e la "fenomenologia" jazz-rock dell'epoca, li aveva già notati con entusiasmo crescente. L'unico loro problema era costituito dal fatto che erano inglesi mentre la gran parte del fenomeno di accostamento del jazz col rock arrivava dagli States. Sembrava un pò in "controtendenza" formalmente ma nella sostanza i risultati erano ottimi ( e poi c'erano anche i Soft e Holdsworth a dar manforte.....). Questo è proprio un ottimo disco e mi dispiace che nella citazione di alcuni brani Jake non abbia citato la stratosferica "Malaga Virgen" in cui il Grande Percy fa cose inenarrabili( al confronto la versione su "Moroccan Roll" scompare) ! Kenwood Dennard fa davvero cose stellari ( meno con Pastorius con cui lo vidi nell'82 - e ci scambiai anche un paio di chiacchiere : lui era contentissimo perchè aveva suonato per una stagione con i Manhattan Transfer, all'epoca molto in voga e gli brillavano gli occhi ...). Non so francamente se Goodsall abbia suonato con gli Atomic Rooster, almeno su disco: possiedo quasi tutti i loro album e non mi sembra. "Masques" secondo me è il loro album più completo, ma anche "Moroccan Roll" non è male. Mi permetto di suggerire a chi voglia approfondire l'argomento un doppio album del secondo periodo del gruppo ( quello che va grosso modo dall'85 in poi): si tratta di un doppio cd intitolato "Timeline" e contiene due show registrati rispettivamente a Chicago nel 77 e a New York nel 93. Ovviamente, per cultori della marca x. Bravissimo, as usual, Jake !
Miles Davis Amandla
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"It", ehm...non "lit" ! Sorry !!
Miles Davis Amandla
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@Omahaceleb: giusto per tagliare il "problema " alla radice: non era affatto riferito a te il cosiddetto "rimprovero". In ogni caso la provocazione lanciata (Parker o Non Parker) era intesa solo per indicare un periodo di tempo molto lungo nel quale Davis ha espresso il genio della sua capacità creativa e di cui va debitamente tenuto conto prima di esprimere giudizi decontestualizzati su singoli "episodi". ( spero sia chiaro !!). Se poi "Amandla" piace più o meno, è assolutamente legittimo. Ho già espresso in merito a quest'opera il mio apprezzamento. E' anche vero, però che se dovessi osservare l'intera opera davisiana, ad esempio non me la sentirei nemmeno di paragonarlo alle opere da te citate o a una delle mie preferite - "Miles Ahead"-. Parliamo però di epoche e climi molto diversi. Is Iit Plain ? PS: NON sono un professionista.Saluti.