antoniodeste

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Pat Metheny Group The Way Up
Voto:
..Ah, dimenticavo: se c'è una cosa che rimpiango di più del Group dei tardi 80 è sicuramente la figura di quello straordinario multistrumentista/vocalist che è Pedro Aznar. Personalmente reputo "The First Circle", la composizione intendo, una della più alte vette mai raggiunte dall'ensemble methenyano.
Pat Metheny Group The Way Up
Voto:
Caro Omaha, non direi proprio, anzi. Forse hai accennato ad uno dei punti più problematici ed annosi del PMG: il sostegno ritmico.Inizialmente, come sai, Gottlieb nasceva col gruppo e, a mio avviso, probabilmente, era il batterista giusto: leggero, dinamico, capace, adatto alle più diverse situazioni e nel contempo incisivo e raffinato. Purtroppo il ricambio con Wertico, secondo me, non ha giovato alle dinamiche complesse di Metheny. Non solo il batterista veniva chiamato "Mr.Cymbal" per le sue forse eccessive manie "piattose" ( ricorderai che amava circondarsi di una quantità imbarazzante di zildjan ), ma era forse anche un pò confusionario a tratti nell'approccio con lo strumento. Lo ricordo a Mestre nell'83 ( in un concerto di tre ore peraltro straordinario) in un imbarazzante assolo. Purtroppo il seguito della sua permanenza non ha fugato completamente questi dubbi. Senz'altro Sanchez ha ENORMEMENTE giovato alla spinta ritmica di cui il Pat necessitava. Forse non era un caso che il gruppo fosse stato irrobustito con ben due percussionisti/multistrumentisti a meta tra gli 80 e i 90, come ricorderai ( Blamires e Ledford). Ora gli equilibri sembrano essere ristabiliti, grazie a questo poderoso( anche muscolarmente) ingresso. Spero vivamente tu abbia visionato il concerto in DVD girato in Corea perchè è proprio splendido e mostra chiaramente come il batterista messicano sia complementare e perfettamente consono al suono dell'attuale PMG. Cari Saluti e grazie per il pertinente intervento. You're Welcome.
Jeff Beck Blow by Blow
Voto:
@eraser_ed : Direi che concordo in pieno anche con i gusti, oltre che con la sostanza di quanto sostieni. Sono stato ( e sono ancora) un McLaughliniano convinto e questo vale anche per alcuni aspetti ( specialmente gli inizi e l'ultima, acustica, parte di carriera) di Al Di Meola. E' anche vero, come accenna pixies 77 che se il Beck avesse insistito più sulla strada del jazz avrebbe potuto far sortire effetti quantomeno interessanti; tuttavia chi assapora lo showbiz del rock( e il suo mondo di idolatria, divismo e....soldi) spesso mal sopporta le anguste e spesso poco remunerative strade del jazz.Quanto all'apprezzamento di Panthera riguardo all'album "Beck", posso aggiungere che riconosco sia un album con le "palle quadrate" e che per ciò possa assecondare il tuo gusto che , sia chiaro, rispetto, ma vengono a mancare, amio parere, tutte quelle sottigliezze e quelle sfumature che, un tempo, erano proprio il "marchio di fabbrica" di Beck. Il disco però è indubbiamente robusto e cazzuto. Probabilmente un tentativo convincente di "risalire la china" con un segnale forte e chiaro.Ma è stato veramente così ?
Mountain Twin Peaks
Voto:
Data la ridotta produzione e onestamente non eccelsa, seppur di buon livello, il gruppo di Leslie West non è che venga poi ricordato da folle oceaniche. In ogni caso va attribuito loro un grande impatto, seppur talvolta un pò rozzo, che rappresentava, proprio come qualcuno ha osservato, la probabile versione statunitense dei Cream. Non è un caso, immagino che a seguire venisse tentata una formula alternativa con Jack Bruce ( "West,Bruce & Laing") che durò quel che durò. Concordo con chi sostiene che "Climbing!" sia il loro episodio più succulento, in quanto "Nantucket Sleighride" appare più dispersivo e complessivamente con minor mordente. Non conosco "Twin Peaks", se non nella versione che immagino conosca blackdog ( quella filmica di David Lynch che c'entra 'na mazza), ma mi riprometto prima o poi di colmare la lacuna. Recensione così e così... .
Jeff Beck Blow by Blow
Voto:
A completamente del precedente intervento aggiungerò che anche nel mio caso fu proprio quel pezzo citato e per lui scritto da Stevie Wonder che mi fece drizzare le orecchie per quello che in seguito chiamai, con gli amici musicali, il suo "tocco". Eì proprio questo il fulcro centrale del suo approccio con la chitarra perchè riguardo a Beck non si può certo parlare di velocità o sfoggio di tecniche spaventose. E' proprio quel "tocco" particolarissimo, sia su Fender che su Gibson che lo rendono assolutamente inconfondibile e unico. E' evidente anche su un altro pezzo, "Goodbye Pork Pie Hat" ( del compianto Mingus e rivisitato in almeno un altra mezza dozzina di versioni)che sarebbe comparso su "Wired", altra perla di Beck, ma del resto in gran parte della sua produzione. Purtroppo una penalizzante discontinuità di carriera, beghe personali ben illustrate da C'è ( vedi commenti) incidenti che per poco gli costavano la vita ( e di cui conserva ancora le cicatrici in volto) ed errate scelte stilistiche ( ad esempio tentare un improbabile duo con Jan Hammer sul finire dei 70) hanno finito con l'indebolire e far perdere di consistenza una delle voci chitarristiche più personali, singolari e creative del rock/blues bianco ( anche se sconfinò talora nel cosiddetto jazz/rock). Le ultime prove non mi sono parse entusiasmanti ( anzi, nel caso di "Beck", l'album con la lancia con punta di pietra, eccessivamente duro, dozzinale e fracassone) e aver sentito che tre o quattr'anni fa suonava nel tour di Sting in Italia come spalla-apripista, francamente è stato un pò sconcertante ( trattandosi di "concerto".... ). Certo, le sue pietre miliari ( "Truth", "Ola" e i suoi inizi con gli Yardbirds stanno a testimoniare quanto, per chi voglia avere un corretto rapporto e/o conoscenza del mondo del rock in chiave anche chitarristica, la figura di Jeff Beck, secondo me sia assolutamente imprescindibile.
Jeff Beck Blow by Blow
Voto:
Mi limito, al momento, ad esprimere un sincero apprezzamento per il tono e la qualità della prosa personale nella recensione, pulsante, sanguigna e umanissima nella parte riguardante l'animo, il luogo e le condizioni d'ascolto. Dirò poi sin da subito che sono un "Beckiano" ( e curiosamente anche dell'altro Beck) convinto e che "Blow by Blow" è una delle cosiddette pietre d'angolo della sua (sfortunata) carriera. "Cause we've ended as lovers" è proprio un piccolo capolavoro ma mi riservo di intervenire ancora sull'interessante argomento. Un plauso a C'è per le preziose informazioni. Questo è divulgare musica.:)
Coldplay Viva La Vida Or Death And All His Friends
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@Turkelton: è mirabile come tu riesca a ultrasemplificare in una mezza riga una questione annosa del tipo : " E' il produttore responsabile del "successo" o meno di un determinato "Prodotto" o gruppo musicale?". Io, francamente non ho mica tanta voglia di affrontare il topic, per quanto possa condividere l'opinione che il gruppo in questione possa essere stato eccessivamente pompato e sopravvalutato ( alla luce delle sue ultime prove). Magie dell'industria discografica. E in ogni caso, suppongo sia inutile dibattersi tanto inutilmente. Le persone a cui piacciono i Coldplay continueranno ad ascoltarseli e a reputarli fantastici; chi invece, come il sottoscritto ha avuto speranze in loro malriposte, si terrà la sua convinzione di una occasione sprecata. Peccato, anche se non è detta l'ultima parola.
Emerson, Lake & Palmer Brain Salad Surgery
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@Hymnen: Suppongo sia così. Però, una riascoltatina a Trilogy non guasterebbe... .
Robert Fripp & the League of Crafty Guitarists Intergalactic Boogie Express - Live in Europe 1991
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@Macaco : Ottimo. Nel senso che lo scopo ultimo, cioè io credo quello della divulgazione, è stato raggiunto e ha centrato, almeno nel tuo, ma anche in molti altri casi, il segno . Vale anche per me, beninteso; sono qui anche per questo. Per arricchirmi di conoscenze che non ho e per discutere e confrontarmi con persone appassionate ( più o meno) come me di musica. Concludo su "Great Deceiver": considero quello splendido quadruplo uno dei monumenti più completi della storia del biennio 73/74 nella storia del re cremisi. Lo reputo preziosissimo perchè ritengo quei due anni il periodo più fertile e stimolante per più motivi della creatività Frippiana ( in parallelo solo al 69/71). E' sempre tra i consigli numero 1 che dò poer chi voglia approfondire la conoscenza dei crimson di quegli anni live. ( e anche "Nightwatch") ! A presto, spero.(per il libretto, effettivamente qualche conoscenzadi base d'inglese e un dizionario non possono bastare...... )
Tim Buckley Lorca
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Caro Ajeje, devo dire che non solo di Krantz, ma anche di un'altra riga di musici di cui mi inviasti le tue preferenze (ricordi ?) so poco o nulla. Purtroppo il mio indirizzario a 360 gradi risulta splendido nella sua molteplicità di aspetti interessanti e relative emozioni/stimoli che mi procura ( da 35 anni, ormai !) però anche inevitabilmente parziale, nel senso che molte cose rimangono a lungo ( per poi sfumare, magari) nella cosiddetta "wanting list" o, peggio, non ne so assolutamente nulla per svariati motivi.Tu per esempio mi hai elencato una serie di cose che per me sono quasi arabo, mentre sono convinto che delle cose che ti ho indicato io, almeno al 70%, tu le conosci/apprezzi. Della serie : Ajeje-Antonio 1 a 0 . Adesso però mi devi illuminare su Krantz ! Abbracci Fraterni.