antoniodeste

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Popol Vuh Seligpreisung
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Mi correggo : "Einsjaeger und Siebenjaeger"..... Non trovo l'umlaut sulla tastiera....
Popol Vuh Seligpreisung
Voto:
Invito Carmine alla presa in esame di "Einsjseger und SiebenJaeger", "Letzte Tage, Letzte Nachte" o "Das Hohelied Salomos". Che dici, te la senti, magari con calma ?
Popol Vuh Seligpreisung
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Bellissima. Quello che ho letto andrebbe stampato e accompagnato alle future ristampe di questa (ennesima) meraviglia del gruppo di Fricke. Carmine, hai scritto qualcosa di straordinariamente alto e penetrante. In me ha lasciato un segno profondo. Ma già "Seligpreisung-Beatitudine" lo aveva lasciato in me quando ero poco più che un ragazzino, a 13 anni. La tua è una visione. Universale perchè colloca in giusta luce e dimensione e tempo un' espressione musicale e biblica che funge da tramite tra il sacro e l'umano. Le citazioni referenti al Romanticismo sono corrette e pertinenti. L'ispirazione religiosa per Fricke è stata la vera magia per la sopravvivenza di questi moderni lieder. La loro purezza nell'autenticità. Il loro sgorgare spontaneo e cristallino. Una delle più belle recensioni, scritte col cuore e l'anima che personalmente ho mai letto su questo forum. Carmine, dovresti pensare seriamente a proporti come critico a ben più alti livelli. Complimenti di tutto cuore. Cinque stellette per quello che ho letto corrispondono alla metà di ciò che realmente penso di questa recensione. Davvero.
Ferzan Ozpetek Un Giorno Perfetto
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...Ah per Fosca, che saluto ( ti ricordi la diatriba su Offramp di Metheny ?): concordo col recensore: cerca di vedere il fil PRIMA al cinema. Ok ?
Ferzan Ozpetek Un Giorno Perfetto
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Ho visto con grande interesse il film di Ozpetek, regista che seguo con attenzione da diversi anni. Indubbiamente il tema affrontato non è di semplice trattazione o digeribilità e la conduzione sul filo della tragedia lo porta a poter risultare perfino sgradevole per la crudezza con cui la sequenza dei fatti narrati porta al duro epilogo. Rilevo però che, nonostante le critiche che da più parti si sono levate e che sono andate a parare su aspetti tecnici o di approfondimento superficiale degli aspetti psicologici o caratteriali dei personaggi, è importante accorgersi di come il tema affrontato sia di enorme, oserei dire, attualità. Voglio dire che l'esponenziale livello, in costante crescita ,delle separazioni con picchi di follia dall'una o l'altra parte, è una realtà che di fatto non era mai stata affrontata cinematograficamente in questo modo e con questa determinazione. Ritengo che la negatività, lo stato di disperazione in cui la molteplicità dei personaggi si viene, spesso suo malgrado, a trovare sia lo specchio di una condizione umana e dei rapporti tra esseri umani in stato di crescente disgregazione e in cui il rapporto emotivo, affettivo e dialettico tra essi risulti pressochè in agonia. Il pessimismo del giorno perfetto è la rappresentazione dell'illusione di una rete di rapporti tra esseri umani che conducono vite ormai isolate, in perfetta solitudine dove solo la speranza alberga , ma senza il supporto di un "clima" favorevole. E' l'errore di una gioventù che prometteva molto e non ha mantenuto nulla? E' l'egoismo delle proprie incrollabili convinzioni ? E' l'assurdità dell'illudersi che sia davvero possibile "comunicare" tra esseri umani? E' la follia insita nel genere umano che ci porta sempre più lontani dall'amore? Che cosa ci impedisce davvero di vivere giorni perfetti ? Una considerazione di merito a eletto1987. Una ottima recensione, fatta da uno che mi sa che, aldilà delle opinioni ( che in gran parte condivido)di cinema se ne intende.
Cassandra Wilson Blue Light 'Til Dawn
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Bravo, Squalo. L'hai detta tutta, ed è giusto così. A te una bella medaglia.
Grateful Dead Live/Dead
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Mea culpa, mea grandissima culpa. E' da poco che ho cominciato a ascoltare-rivalutare la band di Jerry Garcia e per farlo ho cominciato proprio con questo album. L'ho trovato francamente straordinario; non solo per la magia e l'interplay improvvisativo di Dark star ma per tutta l'atmosfera che pervade l'intero happening. Aoxomoxoa è un disco che va valutato diversamente e che, rispetto al live, risulta più "quadrato" e più "cantato", ma non per questo scarso o deludente, come qualcunio ha osservato. Anzi, lo trovo buon compagno di strada di "Volunteers" dei jefferson o di "Happy Trails" dei Quicksilver. Anni belli quelli, ragazzi. Chi riesce a suonare così oggi? Intendo con quella intensità, lisergica o meno ?
Stanley Kubrick 2001: Odissea Nello Spazio
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Amare il cinema e non aver visto 2001, significherebbe pressappoco dire di amare la poesia e non aver mai letto l'infinito di Giacomo Leopardi oppure i Sepolcri di Ugo Foscolo. Un vero peccato. Negli anni ne ho sentite di tutti i colori e di tutte le interpretazioni possibili ed immaginabili sul senso e lo scopo di questo film. E spesso tutte plausibili. Quello che è sicuro è che il bello di esso ( come di tutte le creazioni nel campo dell'arte e della fantasìa umana) è che ognuno può e vuole vederci quello che può o vuole. Che debba non è certamente un obbligo perchè il cinema è una scelta. Kubrick ha senza ombra di dubbio rappresentato una pagina findamentale del linguaggio cinematografico del XX secolo e 2001, insieme a molte altre sue opere, ne è la prova evidente. Personalmente ho una predilezione per "Barry Lyndon", ma si potrebbe citare anche "Stranamore", oppure "rapina a mano armata" o il profetico "Clockwork Orange". Cos'è che ci affascina in Kubrick, dunque? Il suo occhio colto?, la sua intelligenza sottile e rara? La capacità di narrare storie nelle quali cominciamo a farci domande profonde sul senso dell'esistenza? Cosa ?
Marillion Happiness is the Road
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Nonostante le molte perplessità all' inizio della loro carriera, da qualche anno ascolto i Marillion con un certo interesse, forse grazie ai buoni uffici di un caro amico. O forse perchè hanno perso quell'aspetto più marcatamente "derivativo" ( come qualcuno l'ha definito) degli inizi neoprog con Fish. Riconosco ed attribuisco a Hogarth un carisma non indifferente e al gruppo la capacità non comune di navigare in un terreno rock originale, caratteristico ed interessante. Come più d'uno ha osservato, anch'io ritengo "Brave" e " Marbles" vette creative di notevole spessore, mentre mi par d'aver colto qualche scricchiolio su "Somewhere else". A leggere la scheda di mj64 sembrerebbe che qui dentro vi sia oro. Speriamo.... .
Lyle Mays Fictionary
Voto:
Anzitutto, da buon ultimo, un caloroso benvenuto a Skep. Mi si perdoni il ritardo ma pur ripromettendomi di tornare sulla scheda che avevo già notato, non ce l'ho fatta prima. La critica è stata fatta a mio avviso in modo assolutamente contenuto, semplice e competente; tutte doti non così comuni come si potrebbe supporre. Personalmente reputo "Fictionary" un momento transitorio di Mays che reputo uno dei tastieristi in assoluto più sottovalutati degli ultimi vent'anni. Ma questo ha a che fare col suo status di "socio" di Metheny e, non avendo mai voluto percorrere la strada solista , suppongo ne abbia purtroppo pagato un pò il prezzo. "Fictionary" costituisce comunque un modo assai credibile per gli appassionati del cosiddetto "Straight-ahead jazz" di impostazione più meno tradizionale, di verificare la statura di questo grande compositore, arrangiatore ed esecutore. Io, ma credo di essere in buona compagnia, ho un'adorazione quasi da culto per il suo primo omonimo lavoro. Ma anche "Street Dreams" pur se più frammentario e rivolto su più direzioni, costituisce un passo non da poco. La Suite medesima è un gigantesco affresco sonoro della molteplicità della moderna espressione jazzistica a tutti i livelli e Steve Gadd con Marc Johnson fanno cose, almeno per me, strabilianti; per non parlare degli assolo di Mays. Quanto a "Solo", mi si permetta di dire che è un capolavoro nel senso più stretto del termine. come il recensore ha specificato in un post di questa scheda, l'opera unisce assoli ( appunto) di piano a tappeti di synth in funzione di coloritura tematica per le improvvisazioni. Non è un disco di approccio semplicissimo o per tutte le orecchie ma costituisce un punto di partenza, finora ancora senza sèguito per una esplorazione misteriosa ma promettente. Quanto al seguito di "Way Up", incrociamo le dita Skep. C'è un sacco di gente che aspetta Metheny al varco solo per il gusto di crocifiggere Metheny, il suo tastierista e il resto del Group.