antoniodeste

DeRango : 1,38
DeEtà™ : 7683 giorni • Qui dal 27 maggio 2005
Pat Metheny American Garage
Voto:
Se Metheny ha espresso su questo lavoro i giudizi che ha espresso, un motivo ci sarà.... . Conosco questo disco a memoria, stacchi di "The Epic" compresi e lo trovo piacevole, tonificante e solare. "Airstream" è carezzevole e il crescendo centrale di "Heartland" fa venire ancora i brividi. Sorrido ancora quanto sento Gottlieb con "one, two, one two three" nell'intro di "American Garage" ( che è rock'n'roll ) e, dopo quasi trent'anni che ascolto questo disco trovo che....forse manchi un pò di spessore. E' forse questo che imbarazza Metheny ?
Sandy Denny Listen Listen - An Introduction To Sandy Denny
Voto:
Recensione interessante che ha il merito di mettere sotto i riflettori una figura spesso dimenticata del folk anglosassone dei 70. Non conosco nella fattispecie l'antologia in questione ma credo che l'ascolto del lavoro di Sandy con Fotheringay e Fairport Convention sia più che esauriente per godere della profondità della sua voce e delle sue non comuni doti interpretative. Oltre al citato "The North Star Grassman", mi permetterei di aggiungere lo straordinario "Sandy"; La copertina è corredata tra l'altro con alcuni dei più bei primi piani fotografici di Sandy. Per gli interessati, tutti e quattro i lavori in solo della Denny sono stati recentemente ristampati in ricca veste dalla Island con l'aggiunta di interessanti bonus.
Pat Metheny Group Pat Metheny Group
Voto:
Per il resto, la tua recensione non ha nulla che non va; è ben scritta, racconta con puntualità le fasi dell'album ed interpreta ciò che accade. Personalmente magari non avrei enfatizzato così "LoneJack" che dopotutto non sembra occupare nel repertorio Methenyano un posto così prominente. Ho visto Metheny dal vivo sette volte in 16 anni e, se la memoria non mi tradisce, "Lone Jack" proprio non c'era mai. Ma sono dettagli che reputo trascurabili e/o soggettivi. Come la foto di retro copertina. Quando la vidi la prima volta ( ed era il 79 ) rappresentava l'aspetto di quattro tipi ne più e nè meno simili ad altri mille come loro: vestiti semplicemente, capelli "in libertà" come si usava allora e "profilo" basso; l'esatto opposto delle foto "glamour" ad effetto che si fanno oggi per buttare fumo negli occhi magari dei teenagers ( e non solo). Per quanto riguarda il "genere in fase di stallo" di cui parli, ti dirò che all'epoca, il cosiddetto jazz-rock ( come allora veniva chiamato) non era, credo, in "stallo"; Chick Corea, Mc Laughlin, Ponty, Stanley Clarke, AlDi Meola, Brand X, Steps, Sanborn,Yellowjackets, Zawinul stesso e una miriade di altri nomi ancora percorrevano questa strada mostrando le possibili direzioni che poteva implicare. Metheny semplicemente scoprì un lato della faccenda del tutto nuovo, inatteso e solare; e fu la sua( e la nostra) fortuna. Ora solo dopo molti anni assistiamo alle "globalizzazioni" sonore e alle progressive "sparizioni" di etichette ( jazz-rock, pop, crossover e quant'altro) che tentavano di definire o delimitare campi d'azione sempre più inetichettabili. Oggi La musica più avanzata ingloba elementi molteplici e dai molteplici riferimenti storici. E' memore del blues per un secondo, degli assoli di Coltrane per un minuto o della meraviglia delle suite Mozartiane; ma anche dei DJ che ci fanno impazzire coi loro Turntables; o dei rapper che ci martellano il cervello; Metheny ad es. ha dato una sua prima prova di tentativo di sintesi con "The Way Up". Suppongo sia necessaria anche la visione del DVD relativo per comprendere a che livello di profondità espressiva Metheny sia riuscito a spingersi. Siamo nel 21 secolo e abbiamo bisogno di prove come questa per capire, almeno un pò, dove sia arrivata la musica e la nostra vita. Chiedo scusa per l'eccessiva lunghezza dell'intervento.
Pat Metheny Group Pat Metheny Group
Voto:
Scusa uxo, ma DAVVERO non sto capendo che cosa scrivi. Che cosa mi vuoi dire con il lungo elenco di musicisti che hanno collaborato negli anni con Joe Zawinul? che nesso c'è con la "matrice" del suono weather report confrontata col suono Methenyano? A che serve la lista di dischi che i WR avevano realizzato fino al 78 ? Credimi, davvero, non riesco a capire che mi vuoi dire o far comprendere ! Attendo speranzoso qualche chiarimento, perchè sto proprio brancolando nel buio, credimi :)
Pat Metheny Group Pat Metheny Group
Voto:
Non so che significato attribuisci ad "abbottonato"; gradirei delucidazioni; Luigi Viva ha avuto l'indubbio merito di scrivere una biografia sul nostro che però è come se Emilio Fede dovesse scriverne una su Berlusconi. E' indubbiamente ben fatta per quanto "colpevole" di una evidentissima ed eccessiva mancanza di obiettività da parte dell'autore. Se anche lui vede qualche analogia con Zawinul in "San Lorenzo" ne prendo atto. Personalmente, ripeto di vedere questi due modi compositivi abbastanza distanti , per quanto forse facce di una stessa medaglia. Sia chiaro che sono comunque impressioni e giudizi del tutto personali. Non hai comunque "toppato", uxo, non farti "colpe" che non hai, per carità. La recensione non mi è dispiaciuta; ho solo voluto dare una visione personale di un lavoro che, come avrai capito, costituisce uno degli elementi fondamentali nella mia (piccola) formazione musicale. Auguri per la capatina al "Birdland"! A proposito: sentito il recente doppio live di Zawinul ("Brown Street")registrato proprio lì con la WDR orchestra ? Bella bomba .
Pat Metheny Group Pat Metheny Group
Voto:
Personalmente reputo questo lavoro uno dei più begli album di Metheny. Quando uscì c'era da rimanere letteralmente meravigliati e rapiti da suoni così cristallini, levigati eppure profondi e, talora, evocativi. La band con Mays, Egan e Gottlieb che aveva messo in piedi era perfettamente funzionale ad un progetto di una forma di jazz elettrico moderno, dinamico, scattante e anche di grande impatto emotivo. Lo stesso Metheny, nell'83 mi disse che per lui "San Lorenzo" costituiva qualcosa di speciale, come di un punto d'arrivo; come lo fu più tardi anche "Are You Going With Me ?" su Offramp o lo splendore armonico di "First Circle". Francamente non ho mai avvertito richiami espliciti al suono Weather Report per quanto indubbiamente "Jaco", che apriva il lato B del vinile originale riporti alla mente il trio( con Bob Moses )con il
quale Pat, duettando con Pastorius inaugurò la sua carriera personale. Tutto questo lavora trasuda talento, senso armonico non comune e grande perizia tecnica che poi, faranno scuola e proseliti negli scenari del nuovo jazz che si affacciava a fine secolo. Metheny tentò di bissare il colpo con il successivo "American Garage", che, secondo me aveva intenti leggermente più "commerciali" nello strizzare l'occhio al pubblico d'oltreoceano; nonostante tutto però rimane un disco godibilissimo; consiglio "Group" a tutti coloro vogliano approfondire la conoscenza dei primi anni di lavoro del chitarrista di Lee Summit. Potrebbe essere un ottimo inizio.
Greenslade Greenslade
Voto:
Greenslade Greenslade
Voto:
L'avventura Greenslade fu bella per quando e quanto durò. Era un insolito tentativo, quello del doppio tastierista senza chitarra ( che però più tardi a tratti comparve) di irrobustire l'impianto di derivazione classicheggiante con la promessa di spingersi un pò "più in là"; cosa che avvenne, secondo me in modo più compiuto con "Spyglass Guest" che reputo il loro top. Beninteso questo loro primo e il "Bedside Manners are extra" sono ottimi esempi di pop sinfonico ( come lo si chiamava allora) dove occhieggiava però spesso e volentieri la necessità di gezzroccheggiare. Informo gli interessati che 4 o 5 anni fa è uscito postumo un meritevole live ( d'epoca, del periodo 73/75) che raccoglie i loro episodi più riusciti; in taluni casi vi sono due o tre brani che compaiono due volte. Sono stati eseguiti a più anni di distanza e Greenslade lo ha fatto di proposito per evidenziare il livello di maturità d'esecuzione che in questi casi la band aveva raggiunto. Vi è anche un "Large Afternnon" che deve essere del 2001. L'ho preso ma suppongo sia solo per i fans di "stretta osservanza". Nonostante molti abbiano storto il naso su "Pentateuch Of Cosmogony", inoltre, trovo questo doppio lavoro curioso, stimolante ed originale. Forse un pò troppo per tastieristi... ma un lavoro degno di nota. Recensione ben scritta, esauriente e piacevole; forse un pò lunga.
Jethro Tull A
Jethro Tull A
19 feb 07
Voto:
E' sempre un piacere Roby.
Jethro Tull A
Jethro Tull A
18 feb 07
Voto:
Roby86: Mi permetto di suggerirti caldamente di lasciar perdere i commenti su certi "personaggi" che già dal loro primo approccio si definiscono per ciò che sono o credono di essere. Tempo letteralmente buttato via. Sono sicuro che tu abbia sicuramente qualcosa di meglio da fare. Un caro saluto.