odradek

DeRango : 8,55
DeEtà™ : 7678 giorni • Qui dal 3 giugno 2005
The Style Council Our Favourite Shop
Voto:
Si, meglio "Cafè Bleu". A questo, più "vivace", un buon 3,5. Non era il versante che preferivo in quegli anni, ma riascoltandoli, tempo dopo, dovetti riconoscere l'indubbia classe dei due.
Pierluigi Balducci Il Peso Delle Nuvole
Voto:
@Jake: ho provato e infatti: clicchi in more info, entri nel sito, scegli la versione italiana, clicchi su "Biografia" e nel testo trovi un link che ti apre le 4 interviste. Bai
Pierluigi Balducci Il Peso Delle Nuvole
Voto:
Jake, il link al sito è in "More info" (non l'hai messo tu?) da lì si può cominciare... - @Contemplazione: è capitato a tutti prima o poi, figurati ad un logorroico come me. La cosa più divertente è che succede sempre con i post migliori :)))
Pierluigi Balducci Il Peso Delle Nuvole
Voto:
Tra le innumerevoli magie dell'era nuova e pixelica e incorporea, senz'altro i links, formidabili pertugi per voyeurs origlianti. Così approfitto del "More info" e scarico tre brani del disco e scopro anche tre piccoli saggi del giovanotto, oltre alla trascrizione ed esecuzione per basso elettrico delle suites di Bach... Accipicchia! I pdf nel quali stan racchiusi i testi contengono elementi che ne impediscono la visualizzazione (colpa della mia macchina antelucana,presumo)- I links delle suites chiedono un programma che qui non ho (e non installo) ma tornerò per ascoltarle.. restano i tre brani: quello che apre il disco è descritto molto bene nella recensione, ma a parte la gradevolezza e l'indubbia qualità d'esecuzione, non mi suona inedito, nè particolarmente rilevante. Anche per la Milonga vale il medesimo discorso, ma qui affiora una certa "meccanicità" nella struttura, come di giustapposizione non sempre funzionale al brano. E l'aggettivo "struggente", che della milonga è forse figlio, mi sembra non aderire a questo tentativo di lirismo "concettuale". Ma si gusta, senza duddio, si gusta, con la testa più che con el corazon (come anche alcune astrattezze del vecchio Astor, ad esempio, ma in quelle palpita sempre qualcosa, sul fondo) soprattutto il giuoco dei "rimbalzi" a ridosso della parte finale, un po' scontata e prolissa. Per "Devien Que Ce Tu Es" sposo le parole di JakeChambers ed è forse, dei tre, il brano che mi ha catturato di più. Certo sarebbe presuntuoso (e pretestuoso?) evincere alcunchè da tre pezzi, ascoltati una volta, mentre si scrivon e "riscrivono" verbali di C.d.A., ma una benedetta prima impressione la si può concedere, credo. Ed è quella d'una mancanza di "suono" complessiva, di una mancanza di corposità, dinamica ed energia laddove il brano sembra quasi implorarle ed una maggiore asciuttezza ed incisiva precisione quando si vira verso lande "concettuali". Qui, nonostante la varietà di "temi" sembra affiorare un approccio "piatto". Ma son orecchie d'un profano, che stonerebbe anche con il clacson... - Per infilarmi nel discorso Italia (e Polonia, e Scandinavia, e Belgio ecc ecc) VS Resto del Jazz, insisto con un amore tricolore e antico: l'ottetto di Trovesi e le sue scorribande, dottissime e sanguigne e ruspanti e concettuali, sino al suo ultimo in trio, del quale tentati un vaghissimo ritratto. Avendo avuto la fortuna di qualche piacevole incontro di quelli descritti nel post di Jack, con Fresu e Di Castri, ad esempio, mi spiace di essermi perso, sinora, quello con Il Gianluigi. Perchè la sua musica mi dice di lui un gran bene. E per certe cose, la musica non mente. Ecco il mio piccolo suggerimento, per chi vuol provare: "From G to G" e "Les Hommes Armes" - Per tornare a Pierluigi Balducci e chiudere questo esercizio logorroico confesso che, le prime volte che lessi di lui, pensai si trattasse d'un vecchio compagno di liceo, appassionato(allora) di jazz, dal medesimo nome. Scoperto che questi non al jazz si dedicò, ma a libri illustrati, dimenticai il Balducci "vero". Ora la bella ed entusiastica recensione ha acceso la curiosità, che non s'esaurirà in questo frettoloso ascolto. Perchè "Il ragazzo è "acerbo" e si "farà" ? Può darsi." Bene, io su questo conto, e visto che prepara un nuovo disco, là lo aspetto. Grazie per la segnalazione e la pazienza. Baci.
Bruce Springsteen Born To Run
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Si, e poco più su hai occasione di leggere le perle elargite con ancor maggiore ed immotivata sicumera da uno dei più eminenti casi del sito, in una delle sue molteplici identità: Viva Lì, infatti, altri non è che Bignamino Poletti, in versione tuttologo musicale. Bei momenti, caro Supersoul, bei momenti.
Alan Vega, Alex Chilton and Ben Vaughn Cubist Blues
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stai sfornando pagine sempre migliori, immagini sempre più efficaci. Non è il momento, per me, per far entrare quei tre. Ma accetta i miei ossequi comunque.
Robert Aldrich Un Bacio E Una Pistola (Kiss Me Deadly)
Voto:
Si, però è indicato come uno dei primi, mi pare d'averlo letto da qualche parte, in 'sti siti di cinema sulla rete. Naturalmente non ha nessun senso decretare: "il noir nasce con" e piazzare poi un titolo, spulciando qualche scheda in rete, con la smania di spararle e stabilire ridicole classifiche e gerarchie temporali e di valore, soprattutto in riferimento ai "generi", la cui definizione stessa è passibile di più interpretazioni ed accezioni. Senza contare che tre anni prima esce "La Fiamma Del Peccato" e 6 anni prima "Il Mistero Del Falco" per dirne due che ricordo... Detto questo vidi il film di Tourneur da ragazzino e rivederlo tanti anni dopo fu un reinnamoramento. Ma per un devoto di Mitch è quasi d'obbligo. La recensione de "Le Catene Della Colpa" in DeB c'è? Mi sembrava di si, ma cercando non l'ho trovata....
François Ozon 8 donne e un mistero
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P.S.2: la recensione è bella
Fabrizio De André Storia Di Un Impiegato
Voto:
La mia personale prospettiva, infatti, mi porta a ritenere la tua pagina "un po' troppo didascalica" e, in genere, tutti i tentativi di "spiegazione" dei suoi testi spessissimo deludenti. L'altra questione, della prevalenza di senso ed importanza del testo sulle musiche è piuttosto opinabile, in quanto è proprio nel connubbio tra l'anomalia di entrambi gli elementi, rispetto alla sua produzione sin a quel punto, che si caratterizza il lavoro. Inoltre trattasi di disco, e che ci piaccia o no, le musiche sono un dato fondamentale. In fine, per quel che riguarda la soggettività dei giudizi critici, mai messa in discussione. Proprio per questo mi permetto di commentare, ritenendo che il diritto di chi scrive le recensioni faccia il pari con quello di chi le commenta. Che magari "cade in tipi di critiche" generate da un'altra angolazione di sguardo, altra distanza temporale ed emotiva, diversa valutazione complessiva del percorso di un autore. Saluti e baci.
François Ozon 8 donne e un mistero
Voto:
Un riuscito esempio di quanto possa risultare godibile, se supportato da una sceneggiatura e da dialoghi curatissimi (come dice bene il recensore) la realizzazione d'una pellicola con una struttura ed un impianto teatrali. Se poi si riesce a gestire e dirigere, connotando con simile accuratezza i caratteri, un manipolo di primedonne come quello presente nel film, si compie quasi un lievissimo miracolo. - P.S. Credo che anche il cinema francese non sopporterebbe certi spettatori, abituati a dire la loro anche quando non hanno nulla da dire e nemmeno conoscono le cose che si sentono in dovere di commentare.