Ogni volta che ho letto su DeB di Battiato (confesso che lo faccio di rado) mi ha sempre fatto un po' sorridere pensare che gli ascolti che hanno generato le pagine riferite alla maggior parte dei suoi dischi migliori (da un certo punto in poi è maniera, via via sempre più noiosa, per me) siano di gran lunga postdatati, con il corollario di considerazioni e tentativi (comprensibilissimi, ça va sans dire) di contestualizzazioni, spesso velati da toni più o meno consapevoli di venerazione, che il profilo nasuto dell'ascetico siciliano tende a stimolare. Per dire, "La cura", per me, è una brutta canzone, ma evito di dirlo per non iniziare inutili tenzoni. - Piccolo personale amarcord: incontro Battiato nel '75, dietro il palco dal quale è sceso a causa delle contestazioni di parte del pubblico (ne conosco alcuni, operai di Mirafiori aderenti a Lotta Continua). Ho quasi 16 anni, ho tutti i suoi dischi, Clic compreso, e adoro "Da Oriente a Occidente". La canto, meglio di lui, più di lui, anche nella tromba delle scale, che ha l'acustica migliore del mondo, per quel pezzo. Sono lì per convincerlo a tornare sul palco e non darla vinta ai buzzurri. Non ci riuscirò. Ce ne staremo seduti su quella che mi pare fosse una Peugeot o una Renault SW, parcheggiata dietro al palco nel Palasport, circondati da 2 o 3 pulzelle freakettone del suo entourage. Lui mi pare abbastanza sconvolto, molto sudato e piuttosto olezzante, io sono fumato e forse anche in finale di trip... Non ricordo un gran ché, tranne una mezzoretta piacevole, rilassata, e la sua dichiarazione perentoria riguardo la decisone di non partecipare mai più a 'sti cazzo di concerti per finanziare giornali o organizzazioni extraparlamentari... (non ho mai verificato se poi tenne fede al proposito) - Passano un po' di anni e scopro che Francuzzo è tornato, con un album di canzoni. Lo prenoto e il giorno dell'uscita passo nel negozio di paese e ritiro una delle prime copie del Cinghiale: faccio subito il tifo per lui, per quella scelta elitaria e coraggiosa di irrompere sul mercato delle canzonette con quel disco, e mando affanculo gli irriducibili della sperimentazione, (che sperimentassero un modo originale di andarci, a fare in culo) E qualche anno dopo sono nella prima fila di poltrone davanti al suo palco, casualmente vestito come lui, stesso completo nero e cravatta, a constatare di aver tifato per una giocatore vincente, appena parte "Up Patriots to Arms". - Un paio d'anni dopo sono militare, caserma punitiva, e sorprendentemente riesco a contagiarla con "La voce del padrone", che viene duplicato in decine di cassette ed è uno dei dischi che si sente più spesso nelle camerate. - Da qui in poi è finita, nel senso che lui non aveva più bisogno di piccoli fans come il sottoscritto e il sottoscritto aveva esaurito ogni residuo di fansismo per chicchessia. In fondo era un cantante pop di successo, e con la collaborazione di Sgalambro anche un'icona intellettuale quasi intoccabile, vabbè... -
@Woodstock: il buon Enea ci crede davvero, di saperne qualcuna di più ( e pur di capirne, di più) Massì, lasciamogliela, questa illusione. :) - E si, ne sappiamo più dell'autore, perché il disco è un prodotto, e non ce ne fotte un cazzo di quali siano i travagli o le successive valutazioni dell'autore, il prodotto è quello, parla da sé, incontrovertibilmente, anche a dispetto di chi l'ha fatto.
@noveccentrico: bello il rigiramento della frittata. Sempre belle le tue pagine.