AMALTEO

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DeEtà™ : 7434 giorni • Qui dal 31 gennaio 2006
The Necks Drive By
Voto:
Cari amici debaseriani che passate di qui, vi incollo qui di seguito una delle poche recensioni italiane ad un disco dei Necks. Come ormai sapete ho scoperto questi musicisti italiani attraverso un articolo di Geoff Dyer (sia benedetto !) ma Alfredo Rastelli (un archeologo della musica indipendente) già li conosceva. Ecco la recensione: "Devo ammetterlo: ho iniziato ad interessarmi qualche anno fa ai The Necks solo perché avevo saputo che ci suonava dentro il batterista dei Kletka Red, Tony Buck ( tra l’altro con trascorsi anche nei Peril insieme ad Otomo Yoshihide e Kato Hideki). Nobile o meno che sia questo mio atteggiamento mi ha dato però l’occasione di entrare in contatto con una realtà e un progetto musicale incredibile e alla fine è solo questo quello che conta. Suonano già da parecchi anni ed hanno anche una bella e corposa discografia alle spalle questi tre australiani che rispondono al nome di Tony Buck, come già detto alla batteria, Chris Abrahams al piano e Lloyd Swanton al basso. Un supergruppo lo si sarebbe chiamato una volta perché i tre personaggi coinvolti non si sono chiusi a riccio nell’esperienza The Necks, ma hanno da sempre intrapreso quella politica che li ha portati a confrontarsi con così tante e diverse entità che sarebbe davvero un’impresa elencare tutte. Hanno costruito una carriera che è un mastodonte capace di ridimensionare e far fuori in un sol botto tutto il cosiddetto post-rock attuale. Hanno un sound unico ma soprattutto una carriera di una coerenza spaventosa. Per questo motivo risulta difficile isolare un loro cd da un altro, perché è l’unione che da loro la forza, e solo abbracciando la totalità della loro opera si può avere qualche chance in più di comprendere la loro musica. Quasi sempre ogni disco è composto da un’unica traccia che si assesta tra i quarantacinque e i sessanta minuti di durata e anche questo "Drive by" non fa eccezione; un flusso sonoro ininterrotto, dai groove ipnotici e minimali, sostenuto da una batteria poderosa e da un piano piuttosto 'in love' con certo jazz elettrico. Una musica in divenire, che procede per crescendo e piccole addizioni. Una sintesi perfetta di rock, jazz e dub coniugati in un suono minimalista eppure 'totale' che ti lascia dentro quel senso di stupore che si prova quando si è davanti a qualcosa di grande e di inafferrabile. Un gruppo importante che stava avanti già qualche anno fa, figuriamoci adesso, di una bravura tale da rendere obsoleti la maggior parte dei gruppi che tentano oggi di scopiazzare Ui e Tortoise. Fondamentali." Alfredo Rastelli in Sands-zine - no-zine dedicata alla musica indipendente e ad altre storie di (stra)ordinaria follia
The Necks Drive By
Voto:
grazie gabbox. Hex è in arrivo. L'ho trovato su Cd Universe e ordinato assieme ad un disco - a caso - degli Ui. Ora sto lavorando con in sottofondo "Codename Dustsucker". Se Hex è ancora più bello allora sto trovando una nuova pista nei miei percorsi musicali. Per De Baser, appena trovo ispirazione e tempo voglio completare le recensioni sui Necks e iniziare l'opera omnia di Nina Simone. Grazie per l'incoraggiamento. A proposito di "amori": vai a vedere il sito sans-zine. Lì c'è la parte Cult molto interessante (sostanzialmente propongono di inviare un pensiero su una musica, strumento o autore che abbia particolarmente appassionato): "Cos’è un culto sonoro?
Può essere un disco… una canzone… un brano strumentale… un concerto… uno strumento… uno strumentista… una voce… una colonna sonora... ma anche quello che, per essere ‘in’, possiamo definire come un field-listening… insomma, un culto sonoro è qualcosa che ha, in qualche modo, modificato il tuo modo di vedere le cose… qualcosa che ti è capitato per caso... che ti si è appiccicato addosso, indipendentemente dalla tua volontà, e nonostante i successivi lavaggi sonori non sei ancora riuscito a ripulire… è sempre lì e, alla prima occasione, fa capolino e ti si insinua nelle orecchie… ti arriva al cervello… ti smuove le memoria… un culto è un culto.
Ognuno ha un suo culto sonoro sul quale scrivere due righe… fatelo, inviateci le due righe e noi le inseriremo in questa antologia di piccoli racconti inconsueti."
Bark Psychosis Hex
Voto:
Caro Logic Probe. Ho appena scritto le stesse parole a betotal. Ma ci tenevo a ringraziere anche te.Sto scoprendo i Bark Psichosis, non proprio per caso. Me li ha segnalati per la prima volta Gabbox ed ora devo cercare Hex. La tua recensione è molto invitante. Credo proprio che ti piacerebbero i miei amici The Necks. Con loro ci vuole un'ora di attenzione. Ma poi ci si risveglia come da un bel sogno. Grazie per l'attenzione
Bark Psychosis Hex
Voto:
Cara betotal. Sto scoprendo i Bark Psichosis, non proprio per caso. Me li ha segnalati per la prima volta Gabbox ed ora devo cercare Hex. La tua recensione è molto invitante. Credo proprio che ti piacerebbero i miei amici The Necks. Con loro ci vuole un'ora di attenzione. Ma poi ci si risveglia come da un bel sogno. Grazie per l'attenzione
The Necks Drive By
Voto:
Caro Gabbox. Spero che ritorni su questa pagina. Volevo dirti che ti sono molto grato per la tua segnalazione dei Bark Psychosis. Sono alla ricerca di un suono simile a quello dei Necks. E questa volta ci sono vicino. Non ho trovato "Hex", ma solo "Codename Dustsucker". Certo non è la stessa cosa, però sono vicini, sono due percorsi paralleli (nel jazze nel rock).La mia perdizione per i Necks continua. Ma sono contento di incrociare ricerche che stanno nello stesso orizzonte: la creazione di uno spazio per il suono.
Grazie ancora
Charlie Haden American Dreams
Voto:
bella recensione. molto bella . grazie symbad
la ritaglio e allego al disco
The Necks Sex
The Necks Sex
30 mar 06
Voto:
Sì. Drive By è più "colto". Viene dopo 14 anni da "Sex". Là inventavano un genere (ti invierò tutto l'articolo di Geoff Dyer che me li ha fatti conoscere) e ora vanno avanti in quel solco. Ma la cosa magnifica è la coerenza. Un progetto musicale "classico". Come a creare uno stile. E poi , finalmente, di nuovo un jazz nuovo. Ti parlerò nei prossimi giorni di Mosquito: l'ultima loro creatura.
Grazie per avermi voluto partecipare il tuo piacere. Spero di risentirti presto
Wolfgang Amadeus Mozart Requiem
Voto:
DICKINSON EMILY
Ci abituiamo al buio
quando la luce è spenta
dopo che la vicina ha retto il lume
che è testimone del suo addio,
per un momento ci muoviamo incerti
perché la notte ci rimane nuova,
ma poi la vista si adatta alla tenebra
e affrontiamo la strada a testa alta.
Così avviene con tenebre più vaste
quelle notti dell’anima
in cui nessuna luna ci fa segno,
nessuna stella interiore si mostra.
Anche il più coraggioso prima brancola
un po’, talvolta urta contro un albero,
ci batte proprio la fronte;
ma, imparando a vedere,
o si altera la tenebra
o in qualche modo si abitua la vista
alla notte profonda,
e la vita cammina quasi dritta.
Rip Rig & Panic God
Voto:
bravo bravo bravo. Per più motivi. Uno è per l'archeologia musicale: la forza di DeBaser non è solo quella di commentare il nuovo, ma soprattutto di recuperare dal passato album che meritano di essere rimessi in circolo. Non è solo la forza di DeBaser: è la forza di internet, che mette in contatto persone e gusti. Poi bravo per Roland Kirk. Pensa che nel 1989 ho ereditato la discoteca jazz di mio padre. Finchè è stato in vita non potevo nemmeno avvicinarmi ai suoi dischi (tipologia del genitore autoritario e distante). In sostanza il mio viaggio nel jazz è cominciato allora. E fra i suoi Lp (solo Lp: i Cd erano solo all'inizio) ce n'erano una decina di Roland Kirk. Ne ho sentito qualcuno e poi ho inseguito altre musiche. Ma il personaggio mi ha sempre molto incuriosito. E' un autore ancora moderno, e quindi allora era un profeta/anticipatore. Mi hai fatto venire in mente che l'editore Splash aveva distribuito un doppio o triplo Cd dedicato a lui ... L'ho trovato (sono 3 Cd per circa 4 ore di musica ....): "WeDIDit, We DID it! (Rahsaan & The None), the music of Rahsaan Roland Kirk and more re-interpreted by Tiziano Tononi. Va bene: prima o poi ci metto il tempo per l'ascolto. Nel frattempo ti manderò via mail le recensioni che avevo ritagliato.
E infine bravo per avermi ricordato di andare sullo scritto di JohnPatmos. Meno male che non ho perso qual sentitissimo pezzo di bravura
ciao
Wolfgang Amadeus Mozart Requiem
Voto:
Mi aggiungo alle ovazioni. Bellissima recensione, molto coinvolgente (ti prego JohnPatmos: lascia perdere "il farla finita" e continua a scrivere di ascolti musicali. Vedrai che a 35 anni si sta meglio e ancora meglio sul limitare dei 60). Ho un amico qui a Como che ascolta solo musica classica. E da snob disprezza tutta l'altra musica. Un vero aristocratico disprezzo. Io sono il suo contrario: ascolto quasi solo musica jazz e musica composta ed eseguita negl ultimi decenni e non ascolto quasi mai musica classica. Ma la tua recensione scritta "celinianamente" è un invito all'ascolto. Grazie