pier_paolo_farina

DeRango : 9,02
DeEtà™ : 7265 giorni • Qui dal 20 luglio 2006
Bruce Cockburn Dancing in the Dragon's Jaws
Voto:
Mmmm, questo disco di Cockburn non mi ha sinora particolarmente impressionato come è invece successo a te. Forase perché lo vivo come un passo indietro rispetto al precedente "Further Adventures of", che invece adoro incondizionatamente. Me lo vado a risentire stasera... c'è sempre da scavare in un disco di Cocburn. Bella rece.
Elio e le Storie Tese Live Barolo Tour d'Addio - Collisioni Festival 2018
Voto:
Formulaici, eclettici per supplire alla totale assenza di ispirazione concettuale. I nostri Dream Theater. Suonano bene, ma chissene.
Heart Passionworks
Voto:
Vorrei tanto essere il marito di Nancy Wilson!
Le due talentuose sorelle qui si appoggiano ai Toto (al tempo considerati Stato dell'Arte del rock commerciale e di qualità) per sfondare definitivamente. Insomma... e poi Keith Olsen (il rpoduttore, qui) è abile ma freddo.
Alfine, risolverà tutto il loro ecletticissimo chitarrista/tastierista Howard Leese, che troverà il modo di suonare giusto per loro e per quegli anni, nell'album a seguire.
Mi sa che arriveranno pochi commenti, Heart in Italia è veramente cibo per pochi, quindi ci tengo a questo contributo.
Un caro saluto
Claudio Lolli Ho visto anche degli zingari felici
Voto:
E' morto.
Che voce. Che parole. Che persona. Che belle melodie.
Era il migliore.
Blackberry Smoke Find a Light
Voto:
Hi Fede. Dei Whiskey Myers ho proprio (e solamente) Firewater, trovato l'anno scorso alla Fiera di Bologna.
Devo ancora inquadrarlo bene... sono ancora al quarto, quinto ascolto. Le mie sensazioni sono buone, ottime... non entusiastiche. Gran bella copertina, fra l'altro.
Me ne procaccerò quanto prima altri, di loro (non è facilissimo).
Elton John Goodbye Yellow Brick Road
Voto:
Beh, gli insulti non sono più gratuiti se riferiti all'azzardata affermazione che l'Elton del 1973 non regge il confronto vocale con LaBrie!
Questa sarebbe ignoranza crassa... ma preferisco pensare ad un completo obnubilamento di giudizio dovuto alla cotta pazzesca per i cinque virtuosi e non molto consistenti newyorkesi.
Sicuramente il recensore ci avrà in seguito riflettuto e ripensato, specie adesso che i DT sono piuttosto in disgrazia e l'anziano Elton continua a veleggiare tranquillo (e senza più voce...) pubblicando un buon disco ogni tanto.
La voce "high pitched" di Elton degli anni settanta, il suo falsetto micidiale, sono una gioia dell'orecchio. Purtroppo estinta. Restano ancora il suo pianismo fluido e sapiente e la sua ancora discreta voglia di comporre, da tempo non più alterata da mode, sintetizzatori, pesanti assunzioni di sostanze poco salutari.
Dio lo benedica.
The Mystery Of The Bulgarian Voices feat. Lisa Gerrard BooCheeMish
Voto:
Da generico appassionato delle armonie vocali, e affettuoso fan di tutti quelli in questo campo hanno detto la loro con bravura ed autorità (Yes, Eagles, Manhattan Transfer, Crosby Stills & Nash, Simon & Garfunkel, Gentle Giant, Quartetto Cetra, Cori alpini e via dicendo...), sono interessatissimo pure ai cori bulgari, che lavorano all'orientale su quarti di tono, con una naturalezza ed una bravura entusiasmanti. Bella iniziativa la tua.
Bruce Cockburn In the Falling Dark
Voto:
Un giusto.
Visto nel 198boh, a Bologna. Venne giù il teatro dagli applausi.
Da sempre in lotta con Joni Mitchell per la mia personale palma di miglior cantautore canadese (si, Nello Giovane e Leonardo Cohen compresi).
Eccellente chitarrista fra l'altro, il che non guasta.
Gli manca solo una voce più importante.
Ottima rece.
Robin Trower Twice Removed From Yesterday
Voto:
Bravissimo.
Dire Straits Love Over Gold
Voto:
Due (sole) cose mi piacciono completamente dei Dire Straits: 1. Il tocco del loro chitarrista, le sfumature personali e ricche che riesce a dare al suo fraseggio e al suo suono e 2. il fatto che, quando il giocattolone Dire Straits è diventato enorme, ingombrante, esposto a mille pressioni, il suo creatore ha inteso bene di smontarlo per sempre e passare ad altre cose, più tranquille e sentite e affatto paracule.
Per il resto sono convinto che Dire Straits sia l'epitome del gruppo sopravvalutato. Massimo rispetto beninteso, perché hanno fatto sempre musica per il piacere di fare musica e quest'album, in sorprendente controtendenza rispetto a quello precedente dal forte tanfo springsteniano, ne è l'esempio più eclatante: anticommerciale, quasi progressivo, atmosferico, noioso come sempre.
Mi annoiano i Dire Straits. Mi annoia la voce Dylaniana borbottante del leader, la pigrizia melodica associata alla mancanza (voluta) di tiro. Ho più o meno tutte le loro opere e le riascolto pochissimo. Dignitosi, come no, rispettabili come ho già scritto. Molto meglio questo disco dell'acclamato precedente comunque, quello così poco Dire Straits e così tanto "Americana".