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 Un concerto godibilissimo che ha quel sapore di spettacolo registrato in presa diretta, veramente una chicca.

 Se volete una versione definitiva per il vostro impianto Dolby Surround è quello che fa per voi.

La recensione celebra la nuova edizione per il 50° anniversario di Wish You Were Here dei Pink Floyd, evidenziando la qualità superiore del cofanetto, l'inedita versione Dolby Atmos, demo rare e un concerto restaurato del 1975. Si sottolinea il valore aggiunto dato dal restauro di Steven Wilson e le differenze rispetto alle precedenti riedizioni. Scopri il cofanetto definitivo di Wish You Were Here e immergiti nel suono unico dei Pink Floyd!

 Qui vivaddio ci sono i riff giusti e in generale più sostanza.

 Il rock è morto; morto anche Tim Bogert (nel 2021) ma viva il rock e grazie Tim, Carmine, Jim e Jimmy.

La recensione esalta il ritorno dei Cactus nel 2006 con un album che supera le aspettative, offrendo riff solidi, una produzione curata e maggior coesione compositiva rispetto al passato. Nonostante la mancanza dello storico frontman Rusty Day, la band convince grazie alle notevoli prestazioni dei veterani e alla freschezza delle idee. Il disco emerge come esempio di hard rock energico e maturo, con citazioni e omaggi alle radici storiche del genere. Scopri perché Cactus - V è un imperdibile ritorno per tutti gli amanti dell’hard rock!

 I suoni e la produzione sono più che perfetti, strumenti e voci performano 'in faccia', zompano fuori dalle casse pulitissimi.

 Non si può andare in giro ad affermare quanto fossero bravi gli Allman Brothers e non avere una seria cultura su questa banda di Charlie Daniels.

La recensione celebra Nightrider come uno dei migliori lavori della Charlie Daniels Band, lodando produzione cristallina e grande padronanza strumentale. Viene sottolineato il carattere profondamente americano del disco, immune alle influenze europee, e vengono analizzate le tracce più riuscite. La band si distingue per la coesione e la bravura dei musicisti. Il giudizio finale è molto positivo, soprattutto per chi apprezza le radici musicali a stelle e strisce. Scopri Nightrider: ascolta la vera essenza del country rock americano!

 Son cinquanta minuti di un roccaccione con insolito sassofono in aggiunta e con un basso che rotola in avanti senza pietà, tirandosi dietro tutta la compagnia: che figata!

 Di dischi così ne vorrei a centinaia a disposizione in casa: vitali e diretti, genuini, tesi ma gioiosi, suonati da gente brava e sobria.

La recensione celebra il primo e unico album dei DC Drive, sestetto di Detroit, lodando la loro miscela esplosiva di funky hard rock, groove contagioso e originalità. L'autore sottolinea la bravura tecnica della band, la forza del basso di Doug Kahan e tracce come 'Obsession' e 'Just Don't Get It'. Pur penalizzato dall'uscita nel periodo sbagliato, il disco si conferma vitalissimo e genuino, degno di essere scoperto e apprezzato dagli amanti del genere. Riscopri un gioiello nascosto del funky hard rock: ascolta DC Drive e lasciati travolgere dal groove!

 Le idee ci sono, i riff funzionano, non vi sono pose e smorfie a disturbare, c’è solo sostanza chiaramente in una situazione retrò.

 Ogni volta che me lo ascolto, questo disco mi fa pensare che dovrei prenderlo in considerazione più spesso, il che è un ottimo segno.

L'album Burst the Bubble dei Company of Snakes rappresenta un eccellente esempio di british blues rock old school, mantenendo saldo il lascito dei Whitesnake originali, senza fronzoli o contaminazioni moderne. I brani spaziano tra ballate melodiche, hard rock e omaggi a band storiche, enfatizzando la coesione chitarristica di Moody e Marsden. Pur con qualche riempitivo, l'album convince con classe e autenticità. Scopri o riscopri il meglio del british blues rock con Burst the Bubble!

 Voce di una bellezza timbrica, mobilità, maschiosità uniche; tre o quattro idee per canzone non di più, però spesso più che pregnanti.

 Non una nota in più del necessario secondo la benedetta legge 'di meno è meglio'.

La recensione analizza Run with the Pack dei Bad Company, terzo album della band inglese, elogiandone il sound minimale e la voce di Paul Rodgers. Nonostante un successo commerciale inferiore rispetto ai predecessori, l’album offre brani iconici come la title track e ‘Silver, Blue & Gold’, restando fedele alla filosofia ‘less is more’. Piacevoli melodie e arrangiamenti senza fronzoli rendono il disco un classico accessibile, pur con alcuni riempitivi. Scopri perché Run with the Pack merita un posto tra i grandi classici del rock!

 Questi ragazzi normali però hanno un’intuizione. Qualcuno storcerà il naso: quest’intuizione era geniale.

 Un sigaro è solo un sigaro mi dirà qualcuno: ma cazzo, questo è il miglior sigaro che ci si possa fumare.

La recensione celebra la freschezza e l’autenticità di 'Hanno ucciso l'Uomo Ragno', esordio degli 883, sottolineando il valore dei testi e la capacità di rappresentare la normalità adolescenziale con energia e intuizione. Pur riconoscendo alcune ripetitività e limiti nei testi più ancorati al gergo dell’epoca, il disco viene lodato per stile, arrangiamenti e impatto generazionale. Lasciati conquistare dalla genuina energia degli 883: ascolta (o riscopri) 'Hanno ucciso l'Uomo Ragno' senza pregiudizi!

 Quest’album è bipolare, fra i più bipolari che conosca.

 Jane è niente più e niente meno che una smagliante canzone pop rock, oggi datata ma ancora adescante.

La recensione evidenzia la natura bipolare di Freedom at Point Zero, diviso tra brani nello stile storico Jefferson Airplane e pezzi pop rock più accessibili. Il frontman Mickey Thomas porta nuova vitalità, spiccando nell’hit Jane, mentre i brani di Paul Kantner risultano meno accattivanti. L’album raggiunge l’apice iniziale ma offre comunque rock melodico di qualità, chiudendo con una valutazione positiva. Scopri se preferisci il sound classico o la svolta pop dei Jefferson Starship!

 Le 13 tracce segnano il punto d’incontro tra l'irruenza tagliente degli esordi e la maturità nichilista sviluppata nel tempo.

 Non c'è nulla di banale o dimenticabile in questo lavoro.

Dopo nove anni di silenzio, I Cani tornano con 'Post Mortem', un album che unisce energia degli esordi e maturità artistica. Niccolò Contessa si distingue per qualità compositiva e testi profondi, offrendo ai fan il disco atteso, arricchito da un sorprendente finale acustico. Un lavoro che valorizza e rinnova l'indie pop italiano. Scopri come I Cani ridefiniscono l'indie italiano con il loro atteso ritorno!

 Tre dischi di qualità in quattro anni sono davvero qualcosa di notevole, al netto del dna e della storia personale di chi li ha realizzati.

 "Aspettate di sentire questo ragazzo suonare il basso, la chitarra e la batteria. Può fare tutto quello che faccio io alla chitarra... l'eredità di famiglia andrà avanti anche dopo che me ne sarò andato, perché questo ragazzo è semplicemente naturale".

La recensione celebra The End come l’album più maturo dei Mammoth WVH. Wolfgang Van Halen emerge come erede naturale dello stile Van Halen, spaziando tra post grunge, hard rock e ballad. La produzione di Michael Baskette valorizza le doti compositive e polistrumentali di Wolfgang. Vengono esplorate sia tematiche leggere che attuali, accennando all’eredità musicale e personale di famiglia. L’album conferma la crescita e il talento della band. Scopri come Wolfgang Van Halen rinnova il rock: ascolta The End e lasciati sorprendere dal suo talento!

 Un viaggio dentro l’anima fragile e geniale degli Who, all’alba della fine.

 Questa edizione definitiva di Who Are You non è solo un tributo: è un documento vitale sulla sopravvivenza dell’arte nel caos.

La Deluxe Edition di Who Are You degli Who va oltre il semplice remaster: diventa un viaggio filologico e intimo nell'ultima epoca col batterista Keith Moon. Il box set arricchito da demo, versioni alternative e materiali inediti restituisce un ritratto autentico di una band tra crisi, creatività e passaggio generazionale, esaltando suoni nuovi e una scrittura più riflessiva. Riscopri il capolavoro degli Who in una veste inedita: lasciati travolgere dalla storia e dal suono ritrovato!

 Non è una pigra 'operazione nostalgia', bensì un'intelligente archeologia musicale con finalità futuriste.

 Un calcio sonoro alla mediocrità che dimostra come l'unico modo per onorare il passato sia suonarlo come fosse appena stato scritto.

La recensione celebra 'Beat Live', album che vede Belew, Levin, Vai e Carey reinterpretare il repertorio dei King Crimson anni '80. Arrangiamenti snelliti e stili diversi rendono l'opera fresca e attuale. L'intento futurista si realizza in una performance energica e coinvolgente che unisce tradizione e innovazione. Ascolta Beat Live e lasciati sorprendere dall’incontro tra leggende del prog e innovatori del rock!

 Grandinano note sicuramente sublimi dalla Les Paul di Gary in questa bellissima foto di un suo concerto all’aperto, disturbato dal maltempo.

 Si fa del blues tradizionalista, ma forte e potente e questo è l’ambito dove il compianto nord irlandese ci manca veramente. Perché era il migliore, in queste cose.

La recensione elogia l'ultimo album di Gary Moore, Bad for You Baby, come un sentito ritorno alle radici blues. L'autore sottolinea la perizia chitarristica e il mix di influenze storiche. Il disco si compone di sette brani originali e quattro cover, e mostra una sezione ritmica affiatata. Pur senza rivoluzioni sonore, il lavoro si distingue per intensità e autenticità. Ascolta Bad for You Baby per scoprire il blues autentico di Gary Moore!

 La chitarra di Moore in forma smagliante nobilita la parte centrale della canzone, lanciandosi in animose escursioni sulla tastiera.

 Quando mi ci rimmergo, penso che i grandi amori non finiscono mai, e che mi manca molto.

La recensione esalta Old New Ballads Blues come un album che incarna la maturità artistica di Gary Moore. Vengono analizzati i brani tra ballate malinconiche e strumentali potenti, con omaggi ai grandi del blues. L'esecuzione chitarristica di Moore viene considerata il punto di forza dell’opera, tra interpretazioni personali e cover ispirate. L'album risulta autentico e coinvolgente, apprezzato dai fan storici e dagli appassionati di blues. Riscopri la magia di Gary Moore e immergiti nei suoi indimenticabili blues.

 Diciamo che a catturare la mia attenzione (come quella di tanti adepti prog) è stato proprio questo fare da ponte fra due generi...

 In ogni caso siamo di fronte ad un disco incredibilmente fresco, variegato e ispirato, ed è davvero difficile credere che sia stato realizzato da una band con oltre 50 anni di carriera.

La recensione esplora 'Circling From Above', nuovo album degli Styx, ponendo l'accento sull’equilibrio tra radici AOR e raffinate sfumature prog. Il disco viene elogiato per la freschezza e la varietà delle soluzioni sonore, nonostante alcune scelte vocali non completamente convincenti. Nonostante la distanza dai capolavori anni '70, il nuovo lavoro si distingue per vitalità e ricchezza. Scopri come gli Styx reinventano il loro sound: ascolta Circling From Above!

 Questo è proprio un disco di schietto hard blues settantiano, con gli esperimenti e gli 'aggiornamenti' degli anni precedenti azzerati.

 La buona musica, passionalmente eseguita, va bene per sempre e non solo nella sua epoca.

L’album Power of the Blues segna il ritorno di Gary Moore a un hard blues ortodosso, potente e coinvolgente. La recensione evidenzia la qualità dei brani sia originali che cover, le performance chitarristiche travolgenti e la totale dedizione allo stile blues-rock anni ‘70, privo di contaminazioni moderne. Consigliato a chi ama il blues puro. Scopri la potenza e la passione del blues di Gary Moore in questo album!

 La leggenda irlandese ci parla, letteralmente, nella maniera più lancinante e malinconica raggiungibile sulla chitarra elettrica.

 Non se po’ capì… la qualità! La sensibilità! Il cuore! La comunicativa… Una perla!

La recensione esalta 'Back to the Blues' come il ritorno autentico di Gary Moore alle sue radici. L'autore evidenzia potenza, malinconia e virtuosismo chitarristico nelle interpretazioni di classici e brani originali. L'album trasmette emozioni profonde e rimane un esempio di blues genuino e appassionato, valorizzando ogni dettaglio tecnico e interpretativo. Scopri perché 'Back to the Blues' è un viaggio imperdibile per ogni amante del blues.

 Talento inenarrabile, potente poeta del blues con un suono devastante, anima generosa e tormentata, Moore ci ha lasciato troppo presto.

 E’ bellissimo ascoltarlo prendere uno dei cantini dopo avere sfregato senza pietà, con una pennatona gigante, tutte le corde sovrastanti generando un attacco sonorissimo.

La recensione elogia 'After Hours' di Gary Moore, sottolineando la sua svolta blues influenzata sia dai grandi bluesmen neri sia dalla tradizione irlandese. Viene celebrata l'energia travolgente di Moore, la sua tecnica unica e la sua capacità di reinterpretare il blues con personalità e passione. Menziata la presenza di ospiti d’eccezione e di bonus tracks notevoli. Il disco viene considerato una pietra miliare del blues moderno. Scopri il blues unico di Gary Moore ascoltando 'After Hours'!

 Alla fine la cosa migliore, a parte l’intro/outro già considerata, mi risulta ‘Blood of Emeralds’.

 L’artista è ancora condizionato dalle mode ottantiane e suona troppe note, troppo velocemente; non dico senz’anima (impossibile per lui), ma insomma senza quell’abbandono assoluto che poi dimostrerà ampiamente.

La recensione analizza After the War di Gary Moore, album di transizione segnato dall'influenza delle mode anni '80 e da scelte sonore discutibili. Brani come Dunluce e The Messiah Will Come Again emergono per qualità ed emozione, ma la presenza di tracce hard rock anonime ne limita il valore complessivo. Alcuni episodi celtici e atmosfere blues prefigurano la successiva evoluzione dell'artista. Scopri se After the War fa per te: entra nel mondo sfaccettato di Gary Moore!

 L’avventurismo sonoro degli Yardbirds li mantenne un passo avanti rispetto ai gruppi coevi.

 Per il vero sound della Swinging London del '66 non c’è niente di meglio che ascoltare The Engineer!

La recensione esplora Roger the Engineer degli Yardbirds, album chiave del 1966. L'autore ne evidenzia l'avanguardia e la fusione tra blues, psichedelia e acid rock, sottolineando l'apporto di Jeff Beck. L'album viene raccontato traccia dopo traccia e riconosciuto come simbolo effimero ma importante della Swinging London. Nonostante la breve parabola della band, si celebra il suo ruolo pionieristico nella musica rock. Scopri o riscopri un pilastro nascosto del rock: ascolta subito Roger the Engineer!