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 La sua musica non è solo dolore, ma pura estasi che mi arriva piena e totale, dritta e precisa come una lama.

 Ascoltarlo per me è come guardarmi allo specchio con una colonna sonora che parla di cuore, resilienza e tanta vulnerabilità.

La recensione esplora l'intensità emotiva e la vulnerabilità trasmessa da Bobby Womack con l’album My Prescription. Attraverso arrangiamenti curati e una voce carica di dolore e sincerità, il disco invita ad accogliere le proprie imperfezioni. Non il miglior lavoro di Womack ma un classico capace di risollevare e toccare profondamente, arricchito da cover soul uniche. Un ascolto consigliato a chi cerca musica che parla al cuore. Scopri la forza e la sensibilità di Bobby Womack: ascolta My Prescription e lasciati trasportare dal suo soul autentico.

 Il Maestro e Margherita è un miracolo che forse mi ha persino salvato.

 Questa è un’opera d’arte immortale, uno di quei 'manoscritti che non brucia', da leggere nella vita MOLTE volte.

La recensione intreccia riflessioni personali al racconto della travagliata vita di Bulgakov, soffermandosi sull’impatto salvifico della lettura e sulla straordinarietà stilistica e strutturale del romanzo. L’autore sottolinea l’importanza del contesto storico per comprendere la satira pungente e la carica autobiografica del libro, riconoscendo in 'Il Maestro e Margherita' un’inesauribile fonte di ispirazione e consolazione. Scopri (o riscopri) il potere di 'Il Maestro e Margherita': lasciati travolgere dalla sua magia!

 Non si è sollevata dalla piattezza che mi aveva suggerito già ai suoi primi ascolti: non ha nessuna magia, nessuno spunto che possa scaldare il cuore.

 E’ un disco di pop rock con intenzioni commerciali ma senza potenzialità commerciali, quindi inutile, a tutti i livelli.

La recensione analizza con amarezza Strictly Inc., sottolineando la delusione rispetto al passato glorioso di Tony Banks nei Genesis. L’album viene giudicato privo di spunti memorabili, e la collaborazione con Jack Hues non è sufficiente a sollevare il risultato. Si rimpiange il talento sprecato in prove soliste prive di magia, mentre il disco viene considerato un flop commerciale e artistico. Leggi la recensione e scopri perché Strictly Inc. non ha convinto i fan storici di Tony Banks.

 La musica se ne frega dei generi, dei contesti, delle premesse, degli scopi più o meno furbi e dei messaggi e quando è buona, ottima musica, si fa strada nel cervello e si trova un bel posticino per restarvi, a vita.

 Bella roba, questa dei quattro quarantenni di allora (si va dai 35 di Stevie ai 44 di Dionne, passando per i 38 di Elton ed i 41 di Gladys).

La recensione esplora la storia e la struttura musicale di 'That’s What Friends Are For', nata come brano da film e poi rivisitata da Dionne Warwick con Stevie Wonder, Elton John e Gladys Knight. Viene analizzata la raffinatezza compositiva di Burt Bacharach e il contributo dei celebri interpreti. Nonostante un certo scetticismo sui generi e i messaggi, la musica trionfa. Il brano è oggi un classico che colpisce per profondità ed esecuzione. Scopri come un brano può unire star e generazioni: ascolta questo capolavoro!

 Un sound editor è più importante del solista, perché può trasformare un rutto in un’epifania sonora.

 ‘Fusion’ non è un album, è un campo di battaglia. Le tracce non si succedono: si inseguono.

La recensione esplora il genio anticonvenzionale di Teo Macero, vera leggenda del montaggio in ambito musicale, capace di destrutturare e ricomporre il jazz e la musica classica in un esuberante campo di battaglia sonoro. 'Fusion' emerge così come l’album manifesto della sua arte: un viaggio sonoro frammentato, spigoloso, a tratti indigesto ma irresistibilmente originale. Scopri la folle genialità di Macero: preparati a un ascolto fuori dagli schemi!

 I testi, fiumi neri che scorrono tra immagini apocalittiche e visioni quasi bibliche.

 Floodland come un diario apocalittico, un libro di profezie dove Eldritch trasforma la fine della civiltà in un ballo gotico.

La recensione celebra Floodland dei Sisters of Mercy come un'opera gotica monumentale, dove suoni epici e testi visionari plasmano un'atmosfera apocalittica e intensa. L'autore esalta la produzione barocca di Steinman, l'intensità delle tracce simbolo come This Corrosion e Lucretia My Reflection, sottolineando le ricche citazioni letterarie e l'estetica dark. L'album viene presentato come ritratto di solitudine, decadenza e rinascita, sospeso tra letteratura, musica e visioni bibliche. Scopri perché Floodland è ancora oggi un riferimento essenziale del gothic rock.

 "Ci vuole impegno, ci vuole tempo, ci vuole cultura per entrare nell’anima di queste tue splendide undici nuove canzoni."

 "Anche se è una lingua che non capisci del tutto la senti tua, nel corpo, nelle vene e nelle viscere."

La recensione celebra 'Amuri Luci' di Carmen Consoli come un album fuori dalle logiche commerciali, ricco di riferimenti culturali, che impone attenzione e coinvolgimento. Si sottolinea l'uso coraggioso del dialetto siciliano e la capacità dell'artista di rinnovarsi attraverso le radici mediterranee e un impegno politico intenso. Il progetto rappresenta il primo atto di una trilogia che esplorerà tutte le anime della Consoli. Scopri l'anima folk e coraggiosa di Carmen Consoli: ascolta Amuri Luci e lasciati trasportare dalle sue radici!

 La Bellezza non salverà il mondo.

 Io m’ingoio il 'vaffanculo' che mi raschia la gola e me ne torno a casa; metto sul piatto 'Crosscurrent'. E alzo il volume.

La recensione unisce il racconto personale dell'autore alla storia di Lennie Tristano, rivoluzionario del jazz. Viene descritta l'innovazione tecnica e la visione anticommerciale di Tristano, fino alla sua influenza nell'insegnamento. Il disco Crosscurrents è analizzato per la sua modernità e importanza storica, ma la narrazione si intreccia costantemente con riflessioni amare su arte, scuola e società. Scopri Crosscurrents di Lennie Tristano: lasciati travolgere dal suo jazz senza compromessi.

 Un incantevole mondo sospeso tra passato e presente, pieno di inventiva.

 Furesta è un album profondamente femminile. Non una femminilità patinata, bensì forte, selvatica: furesta, appunto.

La recensione di Annette su Furesta di La Niña narra il suo iniziale scetticismo dovuto a pregiudizi musicali, superati dall’ascolto di un album sorprendente. Il disco unisce radici campane e mediterranee, elettronica e strumenti tradizionali, con testi profondi e un’identità femminile potente. L’uso del dialetto e la voce di Carola Moccia confermano l’autenticità dell’opera. Furesta si distingue per la sua vitalità, immediatezza e stratificazione culturale. Scopri Furesta: lasciati sorprendere da un album che unisce passato e presente!

 Un samba che nasce dalla morte, dalla mancanza e dall'assenza, un samba per far nascere il sole.

 La casa diviene partenza e approdo. In Via dei matti vige follia e divertimento: un luogo dove i bambini, più creativi degli adulti, ribaltano la realtà.

La recensione esplora la genesi e l’anima di 'La vita, amico, è l’arte dell’incontro'. Attraverso uno stile coinvolgente, narra l’intreccio artistico tra Endrigo, Vinícius de Moraes e Bardotti, restituendo la ricchezza poetica e musicale di un album unico. Viene raccontata la storia dei protagonisti, la nascita della bossa nova e la magia delle collaborazioni che superano frontiere e generazioni. L’album emerge come celebrazione dell’incontro e della creatività. Scopri come musica, poesia e amicizia si fondono in un capolavoro senza tempo!

 Questa non è una recensione, ma una petizione: concerti alle 19 nei giorni (pre)lavorativi...

 Mark Kozelek io lo odio. Lo odio perché ha fatto cose bellissime, e poi ha deciso di punirci tutti con Benji.

La recensione racconta, con tono ironico e pungente, l’esperienza vissuta al concerto dei Sun Kil Moon. Tra critiche agli orari impossibili e all’album Benji, e momenti tragicomici dal palco, l’autrice esprime affetto/odio per Kozelek, capace di cambiare opinione al pubblico nonostante le difficoltà. Vuoi scoprire perché Sun Kil Moon dal vivo vale comunque la fatica? Leggi la recensione completa!

 32 anni che sembrano molti di meno, con la solita voce inconfondibile, il semi-growl angolare e rasposo di Ron Royce e le prodigiose trame chitarristiche di Vetterli.

 Questi vecchietti sanno ancora mangiarsi a colazione tante band di pivelli e non sanno sbagliare un colpo quando si tratta di portare il Thrash in nuove direzioni.

Dopo 32 anni di silenzio, i Coroner tornano con Dissonance Theory. L'album fonde le anime di Mental Vortex e Grin, offrendo un thrash metal tecnico, intenso e maturo. Tra omaggi rispettosi e nuove sperimentazioni, la band svizzera dimostra di saper ancora sorprendere e innovare la scena metal. Scopri se Dissonance Theory segna davvero il grande ritorno dei Coroner: ascoltalo ora!

 L’avventurismo sonoro degli Yardbirds li mantenne un passo avanti rispetto ai gruppi coevi.

 Per il vero sound della Swinging London del '66 non c’è niente di meglio che ascoltare The Engineer!

La recensione esplora Roger the Engineer degli Yardbirds, album chiave del 1966. L'autore ne evidenzia l'avanguardia e la fusione tra blues, psichedelia e acid rock, sottolineando l'apporto di Jeff Beck. L'album viene raccontato traccia dopo traccia e riconosciuto come simbolo effimero ma importante della Swinging London. Nonostante la breve parabola della band, si celebra il suo ruolo pionieristico nella musica rock. Scopri o riscopri un pilastro nascosto del rock: ascolta subito Roger the Engineer!

 Lui è un musicista brillantissimo e andava solo capito.

 Esprimere qualità, intelletto musicale e addirittura virtuosismo nell’ambito della canzonetta italica è un esercizio complesso e sfizioso.

La recensione analizza 'it.pop', primo album di Alex Britti, raccontando la sua scelta di bilanciare esigenze commerciali e talento musicale. Viene sottolineato il virtuosismo alla chitarra e la difficile convivenza con il pop mainstream. Britti emerge come musicista evoluto, capace di inserire elementi jazz e blues anche nei brani più accessibili, malgrado qualche limite vocale nelle prime registrazioni. Scopri il lato nascosto e virtuoso di Alex Britti ascoltando 'it.pop'!

 Come può la Spagna passare per il Massachusetts?

 Si trattò di una pellicola non a fuoco, ma che a parere del suo fautore sarebbe dovuta andare a fuoco.

Il film The Scarlet Letter di Wim Wenders viene analizzato come un'opera poco riuscita, distante dallo spirito del romanzo di Hawthorne. La scelta di location e casting risulta forzata e priva di autenticità. La regia viene riconosciuta come inesperta per il tipo di adattamento, con un cast privo di vera alchimia. Anche la colonna sonora contribuisce al senso di dissonanza generale. Una pellicola che rimane tra i capitoli dimenticati della filmografia di Wenders. Scopri come Wim Wenders ha (mal) reinterpretato il celebre romanzo di Hawthorne!

 La sensazione è lo stesso entusiasmo che mi regalarono gli Sniffers all’esordio – la cosa più bella capitata al punk nel nuovo secolo.

 I Prize non sono punk, non sono hard-rock, non sono glam, non sono powerpop, ma sono un po’ tutte queste cose insieme, rock’n’roll puro e incontaminato e indefinibile.

La recensione celebra 'In The Red' dei The Prize come un vortice di energia e suoni, capace di fondere powerpop, hard rock e punk. L'autore traccia la crescita della band da Melbourne, sottolineando la forza delle tre chitarre e il carisma della batterista Nadine. L'album viene definito sorprendente e vitale, dando nuova linfa al rock australiano. Scopri il nuovo album dei The Prize e fatti travolgere dal loro sound unico!

 Kahneman ti dimostra quanto sei meno sveglio di quello che credi.

 Le intuizioni brillanti? Bias. Le decisioni lampo? Cagate.

La recensione, sorprendentemente onesta e ironica, elogia la capacità di Kahneman di svelare le illusioni del pensiero rapido. Il libro, seppur impegnativo, si rivela avvincente e ricco di esempi, mettendo a nudo le nostre debolezze mentali senza possibilità di autoassoluzione. Un punto di vista che, tra risate e riflessioni, lascia il segno. Scopri come funziona davvero la tua mente: leggi la recensione e decidi se affrontare il libro!

 Jannacci è in forma strepitosa, e butta lì, quasi a casaccio, delle perle di fattura sopraffina.

 Un disco tra i più gioiosi, divertenti, ispirati e meglio suonati della sterminata discografia di Jannacci.

La recensione celebra 'O vivere o ridere' come uno dei migliori lavori meno noti di Enzo Jannacci. Pur tra alcuni brani minori, l'album brilla per creatività e ironia, arricchito da collaborazioni di rilievo. Riscoperta consigliata agli amanti della canzone d'autore e della Milano anni '70. Scopri o riscopri un Jannacci sorprendente e lasciati conquistare dal suo 'O vivere o ridere'!

 Ecco un tizio che dovrebbe essere il numero uno e invece è stato ignorato per anni dalla macchina dei successi…

 Non erano una macedonia di licks uno dietro l’altro sulla pentatonica blues. E poi il tocco: usava evidentemente plettri molto duri e piccoli, così le ditone che li stringevano entravano anch’esse in gioco, dando un attacco pazzesco alle sue pennate…

La recensione celebra Leslie West come una leggenda del rock blues americano, analizzando il suo stile chitarristico, voce roca e approccio autentico. 'Unusual Suspects' è descritto come un album energico e sincero, arricchito da numerose collaborazioni di rilievo. L’autore sottolinea la coerenza artistica di West e ne ricorda l’emarginazione dall’industria musicale nonostante il talento. Non mancano aneddoti gustosi e riferimenti a Lemmy, che testimoniano la personalità fuori dagli schemi di West. Ascolta Unusual Suspects e lasciati travolgere dal vero blues rock!

 The Dead Texan rigenera trame sognanti miste ad angoscia intermittente, che sembrano contenere uno smarrimento cosmico.

 Le sue calde pennellate musicali sono materiche, profonde e ampie. The Dead Texan è un acquerello visionario di un grande della musica ambient.

La recensione esalta The Dead Texan come un'opera ambient intensa e onirica, capace di trasportare l'ascoltatore in paesaggi mentali tra deserto e miraggi. La musica di Adam Wiltzie e l'apporto visivo di Christina Vantzou creano un viaggio emotivo e visionario, con una miscela di comfort, incertezza e mistero. L'album viene celebrato per la sua capacità di rinnovare il genere, offrendo un'esperienza sonora immersiva e personale. Scopri un viaggio sonoro unico e lasciati trasportare nella visione di The Dead Texan!