Morgan Non al denaro non all'amore né al cielo
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L'originale è l'originale, questo rimane un bell'omaggio ben fatto secondo me. Ne parlavo anche nell'altra recensione cui rimando. Però non so se darei il tenco per un disco così, forse no. Quindi mi dispiace essere in disaccordo con max3x la cui recensione ho trovato proprio ingenerosa e credo che parlare di karaoke sia una vera sciocchezza. @ezechiele: sono sempre curiosissimo di sapere quale disco "minore" di De Andrè avrebbe dovuto incidere Morgan. Ciao
The Frames Burn the Maps
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ti ho inserito tre samples, ciao
The Frames Burn the Maps
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Mi piace, inutile aggiungere altro se non un grazie per averlo segnalato. Ciao :)
Robin Holcomb Robin Holcomb
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Ne ho letto qualcosa da poco ed ero già curioso, lo prenderò di certo. Recensione ineccepibile as usual.
Devo Duty Now For The Future
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Buona recensione bogus e bella anche la storia K un elogio del caso.
Nine Inch Nails With Teeth
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sentito a sprazzi ieri: nessun entusiasmo
Morgan Non al denaro non all'amore né al cielo
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Mi resta da dire ad Ezechiele: per quanto interessanti siano i tuoi rilievi (su cui mi sembra di aver detto la mia) mi aspettavo una risposta che non è giunta. Dopo che tu avevi scritto che sarebbe stato più opportuno scegliere un disco "minore" di Faber invece di "Non al denaro né all'amore né al cielo" , io ti avevo infatti chiesto "quale avrebbe dovuto scegliere secondo te?". Forse ti è sfuggita la domanda. All'anonimo che si stupisce del coinvolgimento di Fernanda Pivano per la promozione di questo disco, volevo dire che secondo me è abbastanza naturale che sia successo dato che nel 1971 aveva realizzato la prefazione dell'originale con un'intervista a De Andrè. Questo accadde perchè era ed è una studiosa e traduttrice della letteratura anglosassone se non sbaglio. Credo, anzi presumo sempre maliziosamente (fico fare dietrologia) , che debba essere stata interpellata per tempo su questa operazione. Era la cosa giusta da fare e non si poteva rischiare una sua disapprovazione a cose fatte (sarebbe stato un boomerang). Ciao
Morgan Non al denaro non all'amore né al cielo
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L'arrangiamento di un giudice è diverso ed è influenzato anche dalla rilettura che venne fatta con la Pfm. Nulla di eclatante ma forse era proprio questa l'intenzione: non stravolgere. Morgan non se la cava male cantando (parlare di karaoke è un po' eccessivo). Di certo il confronto vocale non è proponibile. Gli darei però il merito di non aver seguito Faber nell'impostazione vocale, si sarebbe rotto le ossa. Una volta che lo si è ascoltato, sul tavolo resta la domanda iniziale: "ma questo disco a chi ed a che cosa serve?". Sul "chi" con un po' di malizia e dietrologia si potrebbero dire tante cose con il rischio di indovinare qualcosa (ma non tutto). Credo che comunque quest'operazione potesse essere rischiosa per Morgan, si è messo a danzare su cavi ad alta tensione ed alla fine non ha preso la scossa. Sull "a che cosa serve" invece concordo con il rilievo di zaaireeka. Può insomma servire a far riscoprire un disco meraviglioso a mantenerlo vivo, dato che non è affatto vero che questo lavoro sia "universalmente" conosciuto. E forse aveva proprio senso rifarlo del tutto piuttosto che scegliere uno due brani ed inserirli in un contesto diverso, perché questo disco per struttura e genesi è una cosa sola, estrapolarne uno due pezzi ne farebbe perdere il senso di insieme. In conclusione, Morgan non aggiunge molto, ma quel poco non è male e può servire a qualcosa; essendo un po' maliziosi resta qualche dubbio sulla sincerità dell'operazione, ma non mi è dispiaciuto ascoltarlo.
Morgan Non al denaro non all'amore né al cielo
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Il disco di Morgan l'ho ascoltato ieri notte e l'ho trovato un omaggio rispettoso, ben suonato, ben interpretato, fermo restando che l'originale è inarrivabile, ma di questo c'è piena consapevolezza credo. Certo ci si potrebbe domandare "ma questo disco a chi ed a che cosa serve?" però per farlo c'è il paradosso che bisogna ascoltarlo, quindi deve esistere. Non è del tutto identico all'originale. Come scrive morgan nel cd è "quasi fedelmente basato" sull'originale. Ci sono modifiche, differenze ed arrangiamenti, molto rispettosi, tutto sommato riusciti e interessanti (difficile credere che questi siano opera di un musicista mediocre). Insomma alle spalle c'è un bel lavoro di manipolazione con il cesello, quasi come un restauro di un dipinto rinascimentale. L'innesti musicali barocchi già presenti sono valorizzati come l'arricchimento del finale di "un malato di cuore" (l'inverno di vivaldi), che ho trovato molto delicato e riuscito. Oppure se ne sentono nuovi come l'accenno del canone di pachelbel in "un ottico".
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