Michael Nyman The Piano
Voto:
Ah ah ah :)) meno male mi protegge il mare allora ;))) cmq per farti capire cosa intendo per continuum, se mi invii con mydeb l'indirizzo appena ho tempo ti mando una copia di "In C" e "Music in 20 parts" quest'ultimo sono 4 cd, così mamma mi perdona. Ciao :)
Michael Nyman The Piano
Voto:
Lo ribadisco: la recensione trae in inganno. "Nyman è uno che il minimalismo lo sa fare proprio bene" questa frase chiude la tua recensione e secondo me parlando di questo disco è fuori luogo rispetto al contesto, perchè induce a ritenere il disco appartenente ad una corrente mentre per me così non è. Spero che adesso sia chiaro. Poi nei commenti dici "... si rincorre e ripete sullo stesso tema". Questa frase, se non erro, evidenzia un concetto a supporto del fatto che questa sia per te musica minimalista. Mi sembra chiaro che non sono in accordo. Questo disco per me NON FA CAPO alla corrente minimalista, le ragioni sono scritte. Che tu abbia un'altra idea credo che sia giusto. Ma spiegami - se vuoi - perchè questo disco fa capo alla corrente della musica ripetitiva. Io credo di averti detto perchè a mio parere ne è estraneo. Però non farmi pestare da mamma altrimenti alla prossima recensione ti scrivo "bel disco, bella recensione" e scivolo via ;)))
Michael Nyman The Piano
Voto:
Naturalmente (bene ribadirlo) le mie sono soltanto O P I N I O N I quindi discutibilissime ... credo che questo spazio abbia questa funzione o almeno lo spero. Ciao
Michael Nyman The Piano
Voto:
No Enea il problema non è dove credi. Non è mia intenzione polemizzare è solo che per me la recensione trae in inganno. Il minimalismo non è solo la semplice ripetizione. Si basa sull'idea del continuum che viene generato da microscopiche variazioni melodiche in tempi dilatati all'infinito. "In C" di Terry Riley è un'opera minimalista, "Music in twelve parts" di Glass e "Music for 18 musicians" di Reich idem. Queste tra l'altro hanno accentuato le sovrapposizioni ritmiche. Inoltre il minimalismo per lungo tempo si è affidato a suoni inconsueti dall'elettronica, al battito delle mani. The Piano di Nyman a mio parere si allontana da questo percorso, entrato comunque in crisi velocemente. Una scuola giovane che non aveva ampia possibilità di sviluppo se già oggi si parla di post minimalismo. Tu stesso usi un termine (Struggente) che può essere più adatto a descrivere il romanticismo che la musica ripetitiva. Il fatto poi che Nyman da questi temi abbia successivamente ricavato un concerto per piano e orchestra dovrebbe far riflettere. Secondo me appartengono alla corrente del minimalismo altre opere di Nyman come i quartetti (sempre pubblicati da Argo con i Balanescu Quartet), che pure risultano influenzati dalla musica popolare. Secondo me Nyman non è oggi un compositore minimalista, lo è stato, ma le sue influenze seguenti affondano radici altrove. Senti ad esempio il tema della colonna sonora del film Carrington ... come può dirsi minimalista? E lo stesso vale per me per questo disco, che non è minimale. Non basta la ripetizione di un tema per dire una musica minimalista. "In C" parte da una nota, è come un pendolo che si muove di continuo ed all'improvviso senza che te ne sia reso conto avviene una sovrapposizione e tutto cambia. No, la musica di Nyman (per me) non ha queste caratteristiche in questo caso. Allora anche Brahms è un minimalista perchè nella composizione delle sinfonie partiva da una microcellula melodica variandola di continuo ...? Alla fine è l'esatto contrario. No mi dispiace non condivido la connotazione minimalista attribuita a questa musica. Tra parentesi, e chiudo, quando si parla di pianisti italiani perchè si deve pensare solo a Ludovico Einaudi e non ad esempio ad Arturo Stalteri che ha interpretato molte pagine musicali importanti come le metamorfosi per piano solo di Glass? Infine, e adesso chiudo davvero, non darei molta importanza a coloro i quali etichettano la musica "colta" con un "che palle", perchè spesso non sanno nemmeno di cosa stanno parlando. Si riempiono la bocca di aggettivi come "moscio" quando sarebbero molto più appropriati per definire la pochezza dei loro pensieri (e scusate l'apice di snobismo ma quando ci vuole ci vuole...). Quindi Enea, dammi retta, costoro non meritano nemmeno la tua ironia.
Michael Nyman The Piano
Voto:
mah ... il primo capoverso appare non significativo, la prosecuzione della recensione è onesta, la conclusione si ricollega al primo capoverso nell'assenza (o discutibilità) di contenuto. L'insieme è molto confuso e secondo me dici alcune cose non del tutto esatte. Benché Nyman sia partito dalla musica ripetitiva arrivando a coniare lui stesso il termine "minimalismo", non vuol dire che tutto quello che ha composto sia riconducibile per forza di cose in maniera diretta a questa corrente, la cui fortuna si deve secondo me più a Riley, Reich e Glass, benché anche lo stesso Nyman sia stato un esponente di primo piano. Questo disco per enfasi e caratteristiche melodiche secondo me con il minimalismo c'entra poco. Ne è anche prova il fatto che successivamente Nyman ricavò da questi temi il suo "Piano Concerto" pubblicato dalla Argo, che per forme e contenuti appare lontano dalla musica ripetitiva: l'utilizzo del pianoforte con connotazioni più melodiche che ritmiche sembra distaccare questa musica dal minimalismo. Più interessante domandarsi perché sia accaduto. Secondo molti il questo linguaggio musicale era in sé incapace di svilupparsi oltre un certo limite. Alcuni esasperando il concetto sotengono che nasce e muore con "In C" di Terry Riley. Quello che è venuto dopo è stata solo l'onda lunga di un movimento culturale, una "ripetizione" insomma.
The Dresden Dolls The Dresden Dolls
Voto:
Gran bel disco che sto gustando pian piano come un buon vino, ma non sapevo nulla su questi musicisti, la recensione mi torna utile quindi. "Morbosamente affascinante" dice davvero molto su questa musica. Aggiungerei anche "straniante". Bello anche il packaging della confezione.
Howie B Live @ Living Room - Lugano 16.04.05
Voto:
Sì, bella città Lugano e recensione che trasmette sorrisi :)
Sopor Aeternus Todeswunsch
Voto:
Poco tempo fa mi hanno prestato un disco di questo gruppo con allegato un libro di fotografie curato in ogni particolare, quanto inquietante. Il titolo non lo ricordo bene... era "la chambre ..." qualcosa del genere. Chi mi ha prestato il disco mi ha detto "ascoltalo quando ti senti di buon umore e te lo vuoi far passare". In effetti non è certo musica solare. Pensavo (speravo?) che in tutta questa oscurità ci fosse una luce anche sottile di ironia, ma io almeno non l'ho vista, quindi forse non fanno per me. La recensione comunque rispecchia quel poco che conosco di questo gruppo. Ciao
Francesco Guccini Radici
Voto:
"E correndo la incontrò lungo le scale / quasi nulla le sembrò combiato in lei / la tristezza poi ci avvolse come miele / per il tempo scivolato su noi due ..." . Incontro è una delle mie canzoni preferite non solo di Guccini ma della canzone d'autore italiana perchè è un dipinto. In poche parole Guccini riesce a creare una situazione e ad arricchirla di un senso del ricordo, che a momenti tradisce rimpianto. E che dire di "piccola città" ... quell'inizio fulminate "piccola città bastardo posto appena nato ti compresi ma fu il fato che in tre mesi mi spinse via...". E "Il vecchio e un bambino"? Un testo dei primi anni 70, non si direbbe ascoltandolo. Questo per me è un disco bellissimo dall'inizio alla fine. Uno di quei dischi che non invecchiano. Un altro pezzo di cdteca in comune Grass. Sul discorso della musica di Guccini concordo con te.
Breakbeat Era Ultra-Obscene
Voto:
seeeee è un ordine, è un ordine ... sì così è facile, si fa presto, poi cosa ci metto nel micronde? Breakbeat Era cartonato? :))))) Poi dalle mie parti dischi usati non ne vendono e se anche li vendessero difficilmente troverei queste chicche. Lo terrò in mente per periodi di vacche grasse ;)) ho un file excel pieno di dischi da acquistare secondo una scala di priorità, questo lo piazzo nei primi venti e intanto mi godo i samples (a proposito te l'avevo detto che sei utile?). Ciao :)
Etichette 1/1
#2
Gruppi