odradek

DeRango : 8,55
DeEtà™ : 7676 giorni • Qui dal 3 giugno 2005
The Feelies The Good Earth
Voto:
Ciao
Anton Pavlovič Čechov Il Giardino dei Ciliegi
Voto:
Mai letto, nonostante abbia ammirato da subito la sua prodigiosa efficacia nei racconti (letti e riletti nel corso degli anni)
.
Chissà se riuscirò a leggere anche il suo teatro, prima o poi. I libri son lì, nella libreria, da tempo, tra quelli che m'attendono: tu hai riacceso la scintilla.
P.S. Pedante notazione da un tuo ammiratore: dovresti eliminare quel "ne" da "...neppure la regia di Stanislavskij che dell'opera NE aveva dato".
In una pagina tanto densa e al contempo fluida, quel minuscolo dettaglio è insopportabile per un vecchio cacacazzi, chiedo venia.(o Vanja?)
Franco Battiato Concerto di Baghdad
Voto:
@[asterisco] Hai mai visto questo?
Il pezzo è orribile, ma il playback è peggio...

A Certain Ratio To Each...
Voto:
Eh, io l'ascoltavo spesso in coppia con "Thirst" dei Clock DVA e, forse a causa di questa associazione, lo ricordo meno glaciale e/o nervoso. Ma, senza dubbio, hai reso l'idea e pungolato il ricordo.
Per riascoltarlo, però, devo affidarmi al digitale, che il vinile ce l'ho, ma il piatto è morto.

Ciao, Mr. Insensatez...

Christian Cara
Christian Cara
6 giu 21
Voto:
@[Falloppio] Eh, scherza, scherzalo pure, ma guarda che lui era davvero mitico.
E, per me, addirittura epifanico.

Io son rimasto rapito, come in sogno, quando il sole, ancorché timidamente, proiettando i suoi raggi sulla dentatura scolpita nel palcoscenico sinuoso delle sue labbra tumide, illuminò di riflesso il luogo nel quale ci trovavamo, sino a quel punto immerso in un'ombra tremula.
E lo vedemmo, quindi, in controluce, la SUA STESSA LUCE, proprio come in sogno (o come in una di quelle fotografie di adolescenti fanciulle immerse nell'effetto fluo da David Hamilton)
Era, credo, il 1979 e accompagnavo un paio di classi elementari con annesse maestrine in una gita che, privi di pudore, io e un manipolo di "ideatori", avevamo l'ardire di definire "turismo culturale": cosa esattamente inventassi o fingessi di rinvenire di qualche nteresse culturale nell'isoletta affiorante nel lago d'Orta, davvero non saprei dire.
Ma è lì che avvenne l'epifania: nel ricordo si palesó improvvisa, nel bel mezzo di una passeggiata che ci condusse dall'altro lato dell'isola.
Lo vedemmo dall'alto, mentre, nell'abito di lino bianco, fingeva di remare, seduto nella barchetta, candida anch'essa, che scivolava sulle acque immote del lago, e cantando non ricordo quale perla del suo repertorio, fissava gli occhi di una donzella adagiata come una bambola di fronte a lui.
Della prosaica imbarcazione che seguiva dappresso, ospitando una piccola troupe, non serbo alcuna memoria: anch'essa, nell'immagine, risulta inghiottita dal gorgo di luce abbacinante emanato dal sorriso di quel putto sovradimensionato.
Capirai che dopo una visione simile ogni cosa si trasfigura, l'esistenza stessa acquista una dimensione ulteriore, nella quale ogni cosa pare possibile.
Ed è bianca.

Grazie per aver riesumato il punto di scaturigine d'ogni mia visione del mondo.
John Schlesinger Il Maratoneta
Voto:
Non so se di pietanza o di contorno, ma non capisco che t'ha fatto di male il recensore, per volerlo sostituire con il recensitore.
Ma son certo che avrai le tue sacrosante ragioni.
Altra curiosità: leggo che hai 14 anni, che ci fai in questa tana di matusa?
Franco Battiato Concerto di Baghdad
Voto:
Però, pensandoci un attimo, è forse necessario ribadire che, piaccia o meno (io, da anni, ho smesso di interessarmi alle derive della sua produzione) non si rintracciano, negli ultimi 50 anni, altri musicisti italiani che abbiano attraversato territori così diversi, apparentemente, in alcuni casi, antitetici, quanto lui.
Certo, non sempre con esiti memorabili, ma con una coerenza interna ineccepibile.
Io resto intenerito da quell'impresentabile cantante melodico che tentava di entrare nel giro grosso della musica di consumo (con nessun risultato) che, qualche anno dopo rispuntava sotto nuove spoglie proponendo musiche aliene, ora tenacemente deciso a percorrere la propria privatissima strada.
(M'é capitato proprio in quel periodo di incontrarlo: io ero un adolescente presuntuoso e affascinato, lui un adulto disponibile ma risoluto: m'era piaciuto proprio lui, quella faccia, quella station wagon sgangherata, quella corte di giovani ancelle e tecnici sballati)
E poi, anni dopo, giocare una carta altrettanto azzardata, dando alle stampe un disco di canzonette, per i suoi vecchi piccoli fans, inatteso e spiazzante. E vincere non solo una mano, ma il piatto.
Di lì in poi ho osservato, con piacere, l'ascesa commerciale (che il successo nazionale popolare quello produce, in sostanza), sinceramente contento per lui.
Ma a quel punto il mio Francuzzo era ormai lontano, e l'eccesso di devozione della sua platea sempre più ampia mi spingeva ai margini.

Ora che è morto mi tornano in mente i pomeriggi di quasi 50 anni fa, ad ascoltare Fetus e Pollution, quell'alterità che sembrava rispondere al mio, al nostro desiderio.
Qualcosa che non aveva niente a che fare col rock, così pervasivo e assertivo, così epidermicamente "collettivo".
Una musica che sembrava suggerire altre possibilità.
Ecco, saluto quel Battiato, e i miei 15 anni.
@[algol] Spero d'essermi guadagnato una buona razione di vergate sul membro, per questo post ombelicale: le gradirei da te, quelle di eventuali altri DeUtenti parendomi, in questa specifica occasione, irrilevanti. Grazie.
Wong Kar-Wai In The Mood For Love
Voto:
Cinque stelle sono troppe.
Floating Points, Pharoah Sanders & The London Symphony Orchestra Promises
Voto:
@[asterisco] Spero non risulti invadente: vorrei segnalarti una bella recensione "descrittiva" di Alberto Campo, uno dei pochi che apprezzo quasi sempre

Le promesse di Floating Points e Pharoah Sanders | Il giornale della musica