Voto:
Coincidenza qualche sera fa ero a tavola con un tipo che è stato l'"insegnante" del Giordano alla scuola Holden, mi diceva, il tipo che il titolo del libro doveva essere qualcosa tipo "Fuori e dentro l'acqua" e pensavo che gli è andata bene al Giordano, che buona parte della sua fortuna (che la possiamo intendere in senso anche pecuniario, la parola fortuna in questo caso, essendo diventato discretaamente ricco, il giovine, con questo libro) che la sua fortuna , dicevo, sua del libro, almeno inizialmente è dovuta senza dubbio al titolo, che è perfettissimo e molto ammaliante. Poi l'ho anche letto il libro, che l'ho trovato usato proprio prima di prendere il treno, una volta che dovevo andare a Milano e così l'ho letto quasi tutto tra Torino e Milano, ma l'ho dimenticato al consolato pakistano o a quello iraniano, va a capire, e non avevo voglia di tornarci, ai consolati che non mi ero trovato mica bene (quello pakistano proprio una brutta esperienza, sembrava di aver a che fare con esponenti dell'ndrangheta calabrese, ma in una lingua anche meno comprensibile,addirittura)ma un po' avevo voglia di finirlo, 'sto libro che avevo letto quasi tutto, e allora mi son fatto prestare la copia dalla segretaria amministrativa, il giorno dopo che son tornato in ufficio, che sapevo che sicuramente lei ne aveva una, che ero abbastanza curioso di sapere dove avrebbe portato l'autore il piccolo congegno narrativo che aveva abbastanza abilmente imbastito. La segretaria amministrativa infatti l'aveva, una copia del libro, e così ho potuto terminare la lettura e scoprire dove e come l'autore aveva condotto il piccolo congegno ecc. E mi sembra di ricordare che avevo pensato insomma...beh, in fondo poteva andar peggio. Ma non nel senso che il finale poteva essere peggiore, che il finale mica lo ricordo, nel senso che poteva chiudere con una soluzione anche più banale, che probabilmente avrebbe gettato un'ombra deprimente all'indietro, su tutte le pagine precedenti, mentre quel finale lì, un finale non finale, mi sembra adesso di ricordare, le salvava un po', quelle pagine precedenti, un po' una paraculata, che però non mi sembrò probabilmente così grave, se mi venne da pensare insomma.... beh, in fondo ecc. Che volendo entrare nel merito, ma anche standoci solo a fianco, del merito, che entrarci non mi pare d'averne gran voglia, volendo starci di fianco al merito, quindi, posso azzardare che tutto il libro è una riuscita paraculata, coi suoi meccanismi precisi, la scritturina attenta, la scelta di codici e ritmo adatti, personaggini e situazioni adattissimi ad un pubblico di non lettori, lettori un po' deboli d'esperienza, che leggon pochi libri (son quelli i lettori che decretano il successo commerciale dei libri, qui da noi, nella maggior parte dei casi)o anche a quelli specializzato in libri mediocri o inutili che magari ne leggon anche tanti (non si spiegherebbe altrimenti il prliferare di quel tipo di libri che invece continuano a stamparli e molti anche a venderli)e sai com'è, soprattutto per quei tipi di lettori magari sembra ci sia qualcosa di più di una storiella streotipata da serial tv alla piemontese, perchè il Giordano la condisce, la allestisce, mette in campo anche elementi che fan pensare alla complessità, la sofferenza, ti fa sentire un lettore anche intelligente, mica stai leggendo il Moccia, qui ci son le problematiche... L'impressione che ho è che il Giordano sia un bel ragazzo, mi dicono serio, anche serioso, molto determinato, di quelli precisi, che fan le cose per bene, che si preparano e si dedicano al proprio lavoro, inteso nel senso più nobile, del fare la cosa che si vuol fare, con la cura che merita. E per quel poco che l'ho visto nelle sue apparizioni pubbliche mi sembra tutto vero, a giudicar così dalla faccia, che poi spesso è quel che ci è ndato di fare, noi mortali. Beh, se decide di fare lo scrittore, l'impressione che ho, è che ci può riuscire, nonostante questo libro.