Beh, chi l'avrebbe mai detto: la norite di ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ è ormai cronica!
@ Lukin: ma comimcia da Gogol, dai racconti, non potrai resistere. Kaspita, li hai lì, a portata di mano! - Mi infilo nella questione traduzioni: proprio a partire da Gogol, e dai racconti, suggerisco una lettura comparata di qualche pagina tra una qualsiasi delle altre traduzioni e quella di Tommaso Landolfi. Tommasino mio ne ha fatte parecchie, non solo dal russo, ma soprattutto dai russi:Gogol, appunto e Puškin, Turgenev, Cechov, Lermontov, Tolstoj, Dostoevskij, Leskov .... Non tutte facilmente reperibili, non sempre ristampate, ma se capita val la pena di togliersi lo sfizio. Era un tipo particolare, Tommaso mio, le sue pagine sono per me un dono ogni volta, anche se per taluni è barocco e inconcludente (aspetti deprecabili e anche fastidiosi, per me, ma non in Tommasino mio: in Tommasino diventano bellissimi) E anche nel tradurre la sua natura veniva fuori. Per dirne una: il celebre racconto di Gogol noto come "Il cappotto" nella sua traduzione si intitola "Il mantello": Mica per fare il bizzzzzzzzzzzzzzarro, ma và, perchè stando al suo parere quella era la parola più vicina al tipo di indumento al quale si riferisce il testo. Potrà sembrare poca roba, mica lo è. E questo atteggiamento si riscontra lungo tutto il testo, e a me piace. Strano, buffo, che Vallecchi, l'editore che spesso lo spronava al lavoro (era pigro, Tommasino mio) non l'abbia spinto ad una traduzione de "Il giocatore", sarebbe stato quasi tautologico: proprio lui, il Landolfi, il cocciuto giocatore che in una sola serata vinse una fortuna al casinò e se la rigiocò tutta, perdendo anche i soldi per tornarsene a casa, costretto a scroccare un passaggio in moto nel pieno della notte. Un'altra cosa buffa che mi viene in mente, a proposito delle sue traduzioni, è un aneddoto che lessi molti anni fa: durante una serata ufficiale, tipo un ricevimento all'ambasciata o un premio letterario, a Firenze, mi pare, un editore parlando con una nobildona russa, che avava visto intrattenersi con Tommasino mio, le disse, indicandolo: "E' uno dei nostri migliori traduttori dal russo" e lei, basita rispose: "Lui? Ma quel signore non conosce il russo!". Eppure.... - Scusate l'eccesso di logorrea ma, se con certi autori capita di affezionarsi, con altri nasce un vero ammmmore, si diviene devoti, e si finisce per adorare anche ogni singolo, evidente, innegabile difetto, mancanza o vizio. E a tentare, con ogni mezzzzzzzzzzzo e in ogni dove, di guadagnare altri adepti ad un culto che dovrebbe restare gelosamente segreto e perverso. - Baci a tutti.