odradek

DeRango : 8,55
DeEtà™ : 7676 giorni • Qui dal 3 giugno 2005
Miharu Koshi & Harry Hosono Jr. Swing Slow
Voto:
Bel commiato, ti saluto con due dita di Lagavulin e 'sta ovatta nei padiglioni.
Si iu leta.
My Sister's Machine Diva
Voto:
Mah, sei generoso, DeMa.
Questo certo meglio del successivo, ma all'epoca non avrei dato 5 stelline di sicuro e riascoltando a random adesso penso che un 4 basti e avanzi.
E' il disco di una band di "seconda linea", lo ricordo bello, serrato e senza gossi cali, credo che una certa influenza degli AIC dovuta anche alla presenza del cantante ma da qui a dargli il massimo ne passa, almeno per i miei gusti. Credo di aver regalato il vinile, anni dopo.
Secondo me dice bene nangaparbat, qui sopra: rispetto ai due gruppi citati, (o dei Green River per dire) questi non avevano lo stesso spessore e "profondità",
Ma so che sei mosso da sincera passione e capisco il tuo 5.
Pacifico Musica leggera
Voto:
Bravò
Jan Jelinek Loop-Finding-Jazz-Records
Voto:
Poi finisce la clausura da pandemia e scompari.
Lasciane un po' nel cassetto, rilasciale con fruglità.
questo disco mi piaceva.
Chris Noonan Babe, maialino coraggioso
Voto:
Visto!
Godibilissimo, e James Cromwell fantastico.
Grazie Joe, a te e a tua madre.
Ghostpoet I Grow Tired But Dare Not Fall Asleep
Voto:
Un po' che non frequento, ma lui ha un talento evidente, mo lo cerco, thanks.
Sugai Ken UkabazUmorezU (不浮不埋)
Voto:
Ascoltato.
La scelta di un haiku, ora, mi pare fosse quasi fisio/tautologica.
µ-Ziq Chewed Corners
Voto:
Il suo migliore, per me. Sarà, probabilmente, per via della significativa e familiare presenza dell'idolitrina.
Saluti.
Bohren & der Club of Gore Geisterfaust
Voto:
La pagina caracolla, lentamente ma con insistenza, intorno ai medesimi concetti, creando un'atmosfera vagamente claustrofobica come se generata dalla musica stessa di cui parla.
In questo senso è da considerarsi quinsi pressochè perfetta.
Al disco 3,5/4.
Penguin Cafe The Imperfect Sea
Voto:
E' vero. Ho seguito il percorso con iniziale, proverbiale diffidenza (quanto il padre morì pensavo fosse giusto cessasse tutto con lui): il figlio ha progressivamente acquisito una propria cifra, non così distante da quella paterna, ma riconoscibile. L'ascolto in ordine cronologico dei lavori è prova lampante, da questo punto di vista.
Credo che l'ultimo, "Handfuls of Night" del 2019, sia la dimostrazione tangibile dell'affrancamento, senza nette cesure, dall'ombra paterna.
A questo un 3,5 che arrotondo a 4.