pier_paolo_farina

DeRango : 9,02
DeEtà™ : 7265 giorni • Qui dal 20 luglio 2006
Popa Chubby How'd a White Boy Get the Blues?
Voto:
Un po' di bianchi che, a mio sentimento, "hanno" (o avevano, per chi non c'è più) il Blues:
Johnny Winter
Billy Gibbons
Rory Gallagher
Gregg Allman
Jimmy Page
Joe Bonamassa
Paul Kossoff
Doug Pinnick (King's X)
Gary Moore
Jaco Pastorius
Mike Patto
Robin Trower
Richie Kotzen Salting Earth
Voto:
Bravo, bello e talentuoso all'inverosimile. Da quando ha mollato il plettro e preso ad abbranca le corde direttamente con le dita il suo legato ha raggiunto livelli abissali di fascino e calore.
Gli manca, ancora e sempre, qualche highlight consistente... un paio di canzoni o tre simbolicamente epocali, rappresentative, universali, trasversali a tutto il mondo rock. Quegli episodi che non solo ti fanno godere mentre che li ascolti, ma anche dopo, basta il pensiero.
Ascolti un suo disco, sei lì basito ed estasiato per tutta la sua durata ma alla fine non ne ricordi una nota, un riff, un ritornello, un assolo.
I suoi pezzi, avendo tutte le virtù possibili ad eccezione dell'essere memorabili, si mantengono sempre su quel quieto, disperato ottimo livello. Da culto, da addetti ai lavori, da tesoro nascosto.
Un figo il Kotzen, un giusto, massimo rispetto.
P.S.: simpatico quando venticinque anni fa fu cacciato dai Poison perché si trombava la tipa baywatchista del cantante.
Howard Jones Human's Lib
Voto:
Ancor meglio il testo di "What Is Love":
"And maybe love is letting people be just what they want to be
The door always must be left unlocked
To love when circumstance may lead someone away from you
And not to spend the time just doubting"
Un grande, Howard Jones. Il bello è che, passata la stagione synth pop, si era riciclato perfettamente come piano man (album come "In the Running" del 1992 hanno un suono di pianoforte che spacca, e un' esecuzione rigogliosa ai livelli dei migliori Elton John e Billy Joel.
Naturalmente nessuno se lo è filato più di tanto in questa versione "classica", ormai la nomea di syntpoppista col ciuffo sbiondato se lo era ingoiato. Ha allora provato a tornare indietro sui suoi passi, con "Revolution of the Heart" del 2005 e di nuovo l'acqua ossigenata su quel che restava del ciuffo... Niente da fare, altri tempi e altri biondi di moda (altre bionde, più che altro...).
Gran musicista, un giusto! Mi è venuta voglia di scrivere ancora qualcosa di lui prossimamente. Provvederò.
Colosseum Live
Colosseum Live
3 gen 18
Voto:
Grande gruppo. Purtroppo Farlowe porta sfiga. Hiseman mio batterista preferito dopo Bonham. Tutti strumentisti eccellenti e misurati, ideali da ascoltare sul palco. Ai Colosseum mancava solo un pizzico di inventiva maggiore a livello melodico, qualche bel riff scolpito in più, qualche bella melodia distesa e non gigiona e blues standard come era solo capace di fare Farlowe. Bella la tensione che si creava fra il "progressivo" Greenslade, i "rocchettari" Clempson e Clarke, i "jazzisti" Hiseman ed Heckstall Smith, quest'ultimo fra i migliori sassofonisti che abbia mai avuto il piacere di gustare, e il migliore di tutti fra quelli capaci di suonare due fiati contemporaneamente. Disco da avere assolutamente, magari approfittando della recente aggiunta di "Valentyne Suite", peraltro a mio vedere piuttosto mitizzata e sopravvalutata come contenuti motivici, stante il fatto della sua assoluta importanza storica.
Billy Joel The Bridge
Voto:
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21 Guns Salute
21 Guns Salute
16 dic 17
Voto:
Si, la produzione è eccellente ed il songwriting discreto. Il disco non può essere un capolavoro perchè è stereotipato, come il 90% delle centinaia di lavori pop metal (class metal, AOR, hard melodico, chiamiamolo come vi pare) che uscivano in quegli anni, prima della grande purga grunge.
Il mio episodio preferito del disco è la ballata "Marching in Time", gran bella melodia.
Tony Banks Still
Voto:
Incredibile come questo musicista così ispirato e creativo negli anni settanta, così in primo piano negli arrangiamenti strumentali nella fase progressiva del gruppo, così autorevole e prominente nelle dinamiche fra le cinque personalità, si sia poi autolimitato all'interno del suo stesso gruppo, accontentandosi di mettere innocui tappeti oppure strombazzamenti di sintetizzatori qui e là, al servizio della vociotta di Collins e delle sequencine di batteria elettronica, e contemporaneamente pubblicando album insipidi e anonimi. L'unica spiegazione purtroppo può essere solo l'avidità di successo e di denaro, la totale resa alle leggi del mercato e ai suggerimenti dei discografici. Eppure, fra cinquant'anni, i cultori di buona musica, e ragazzi alle prese collo studio del pianoforte ecc., non andranno in cerca delle sue spernacchiate da discoteca degli anni ottanta e novanta, ma bensì delle sublimi partiture da lui trovate sulla tastiera per "The Lamia", "Anyway", "The Lamb...", "Time Table", "Firth of Fifth", "White Mountains", "Mad Man Moon", "The Cinema Show", "You" (a me "A Curious Feeling" piace molto, ha un fascino particolare con tutto quel piano Yamaha Cp-80 e la voce ieratica di Beacon).
Galactic Cowboys Galactic Cowboys
Voto:
Ho ancora solo "Space in Your Face" ma farò presto ammenda recuperando pian piano tutti i loro sei o sette album. Mi piacciono tantissimo, cantano bene e suonano tosto. Non parliamo poi dei cugini King's X, quelli li venero, li idolatro, li mitizzo.
U2 Songs Of Experience
Voto:
Ricordo a tutti che il cantante di questi poppettari sovraincensati ha nascosto i soldi all'estero per non pagarci le tasse. Cosa particolarmente esecrabile, anzi insopportabile per un tizio come lui che si è a lungo atteggiato a Gesù Cristo in terra invocando la cancellazione del debito africano e altre virtuose amenità del genere. Noiosi e stronzi, gli U2.
Mahavishnu Orchestra Between Nothingness & Eternity
Voto:
Mah. La mia frase che citi a pretesto di incerta grammatica mi sembra corretta, ancorché non molto scorrevole. Il tuo raccoppiamento invece è pessima grammatica, visto che come parola non esiste, neanche in Toscana.
Poi, a una recensione giudicata modesta avrei messo due, non una stelletta, la stessa che si merita una recensione che fa cagare.
Un po' come il tuo commento del piffero, quello sì da una stella, fra ironiche allusioni alla mia preparazione grammaticale e lessicale, tentativi di fare il simpatico, confusione fra valore intrinseco di una recensione e l'essere o meno d'accordo con i giudizi che essa esprime (mi riferisco al "momento migliore di carriera").