pier_paolo_farina

DeRango : 9,02
DeEtà™ : 7265 giorni • Qui dal 20 luglio 2006
Cutting Crew Broadcast
Voto:
Ciao a te e grazie Roberto. Ascoltati anche "The Scattering". I suoi capolavori sono "Reach For The Sky" e "Brag" (quest'ultima solo pianoforte e voce, di una malinconia suicida).
Joni Mitchell Shine
Voto:
Trovo questo disco delizioso, una vera consolazione al quasi nulla che la musica popolare contemporanea riserva agli appassionati. Non mi piaceva tanto un album della Mitchell dai tempi di Dog Eat Dog. Lei continua ad essere di un altro pianeta e la sua voce da sessantenne, passati i milioni di sigarette e tutte le vicende belle e brutte di quasi una vita, si e' fatta piu' scarna e soffiata, ma estremamente sexy. Non svaria piu' su e giu' per tre ottave e mezzo, sonora come una campana, come quando era giovane: se ne sta li', con una classe da paura, un poco altera ma a suo modo passionale ed emozionante, a descrivere melodie libere e sue, ad aprire il suo ed il nostro cuore. La migliore, nuovamente.
Tears For Fears Everybody Loves a Happy Ending
Voto:
Apprezzo i TFF come te, ma ho altre idee su quest'opera. La tua (ben condivisa, a quanto leggo) delusione per la quale ti porta anche ad esagerare un pò: a quarant'anni suonati (gli stessi di Smith e Orzabal in questo decennio) Lennon era morto poco dopo aver rilasciato l'ennesimo modesto album e McCartney procedeva come sempre con discrete banalità, del tutto inferiori a "Everybody...". L'unico torto di questo lavoro, a mio sentire, è di ricalcare pedissequamente, quindici anni dopo, la sfarzosità e la ruffianeria del loro più grande successo "The Seeds Of Love", solo con meno elettronica e più strumenti veri, dati i tempi.
Resta una capacità di songwriting fuori dal comune, con due o tre melodie preziose, restano gli ottimi arrangiamenti (pop, naturalmente), resta la magnifica, sonorissima voce di Orzabal: non è poco. Naturalmente "Raoul...", "Lunatic" e "Big Chair" sono irraggiungibili.
Niente di nuovo e di sorprendente insomma in questo disco, ma buona qualità, belle canzoni (non tutte, la metà...), grande mestiere, attenzione, meticolosità. Prova (provate) ad ascoltarlo meglio, ad inserirlo nel suo contesto "adulto".
Prefab Sprout Let's Change The World With Music
Voto:
Songwriting e classe, dici bene. I secondi miei preferiti del settore (anni ottanta+pop+talento). Primi, i Tears For Fears. Non tutti i loro dischi sono ben riusciti, quindi meglio ascoltarlo prima di prenderlo, per me. Da prendere IMHO ad occhi chiusi: Steve McQueen, Jordan The Comeback, The Gunman & Other Stories. Paddy tiene faccia antipatica ma canta benissimo e compone benissimo. Grazie per la segnalazione
ZZ Top Rio Grande Mud
Voto:
Il mio preferito è invece Deguello: grandi pezzi, nuovi suoni, grande sforzo per personalizzarsi, ed anche arruffianarsi un pò.
Beggars Opera Pathfinder
Voto:
@Supersoul: il mio preferito dei Beggars è invece il secondo Waters Of Change. Il primo è tenerissimo... è quello che si ha più voglia di risentire per la sua aura bohemien, di completa libertà artistica senza intendimenti commerciali... ma in esso vi sono lunghi tratti di musica non originale, nonchè parti vocali rozze e forzate. E l'evoluzione sonora in Waters Of Change è così evidente, ed accogliente, coi suoi suoni caldi e morbidi ed anche nordici ed evocativi.
Three Dog Night It Ain't Easy/Naturally
Voto:
Chiedo venia Polkatulk, It Ain't Easy effettivamente e' del cantautore country Ron Davies, non dei Kinks. Ciao Don.
Hawkwind Space Ritual
Voto:
Psycopompe: il miagolio che si sente per tutto il disco è il sassofono di Nick Turner pesantemente trattato col pedale wha wha, uno degli indispensabili elementi "spaziali" di questo gruppo di sballatoni cosmici. Un'altra diavoleria con gli stessi obiettivi di "dispersione cosmica" era l'infernale Audio Generator di Dik Mik (che nel gruppo non "suonava" altro, era lì per quello). Trattavasi di una scatoletta con due manopole, una per variare con continuità l'altezza del suono, l'altra per regolarne la frequenza di ripetizioni. Scrive Lemmy nella sua autobiografia che ad ogni concerto c'era qualcuno, particolarmente sensible alle frequenze subsoniche del generatore sparate ad un volume da far esplodere i woofer, che si cagava addosso, ed all'opposto qualcun altro che, non sopportando gli ultrasuoni creatisi quando Dik Mik girava la manopola completamente nell'altro verso, attaccava a vomitare.
Uriah Heep Salisbury
Voto:
Dischi così la mamma non ne fa più.