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 Zalone è aria fresca nei polmoni degli esercenti cinematografici.

 Non sono nemmeno prodotti buttati via, un loro ordine, una loro logica (e anche una discreta, chiamiamola così, impaginazione, ce l’hanno).

La recensione analizza il successo commerciale di Buen Camino, sottolineando come Zalone riesca ancora una volta a portare al cinema pubblico di ogni età. Il film non è il migliore dell’artista, ma mantiene ritmo, comicità e riesce a distinguersi dai tipici cinepanettoni. Buona la regia e interessante il cast, con qualche momento meno brillante nella prima parte. Nel complesso un film che diverte senza scadere nel banale. Scopri se Buen Camino fa per te: leggi la recensione completa e condividi la tua opinione!

 Sono eccitato e sbalordito per la sua libertà artistica, per la visione sociale tagliente, sono ammirato per la ricchezza narrativa, colpito per la profondità della tessitura psicologica.

 Nel suo ordigno geniale e terribile, Park ci mostra che il trionfo del protagonista, vittima palese fin dai primi istanti, non corrisponde a un esito eticamente positivo. Tutt’altro. Di fatto, nessuno vince, perdiamo tutti.

La recensione esalta No Other Choice di Park Chan-wook, sottolineando la sua straordinaria libertà creativa e la sapiente commistione di generi. Il film si distingue per profondità psicologica ed estetica raffinata. Vengono evidenziati i temi della lotta di classe e della metamorfosi etica della famiglia protagonista, in una feroce critica sociale al capitalismo. Il tono è di ammirazione e il film viene paragonato positivamente al cinema occidentale, ritenuto più standardizzato. Scopri come Park Chan-wook rivoluziona il thriller sociale: leggi la recensione completa!

 L’essenzialità fatta pellicola.

 Un’atmosfera sognante (di quei sogni da periferia squallida e poetica), un mondo fuori dal mondo, un tempo che sembra essere fermo a chissà quale epoca.

La recensione celebra la poetica essenziale e malinconica di Kaurismäki in 'Foglie al vento', storia di solitudini che si incontrano nella grigia Helsinki operaia. Il film è minimale ma carico di umanità, disincanto e umorismo raffinato, offrendo un ritratto intenso della vulnerabilità sociale. Una pellicola che incanta grazie alla delicatezza narrativa e alla fuga dal superfluo. Scopri la potenza della semplicità: guarda 'Foglie al vento' e lasciati trasportare dalla poesia di Kaurismäki.

 Un 'grande film' travestito da 'piccolo film'... una delizia per gli occhi e per il cuore.

 E quando te ne esci, senti davvero che questa umanità ha ancora speranza nonostante tutto…

La recensione celebra il film di Jarmusch come una piccola gemma capace di toccare le corde dell’anima con ironia e grazia. Le storie familiari si intrecciano tra dialoghi brillanti e poetiche immagini, invitando a riflettere su amore, identità e seconde possibilità. Un piccolo film che si rivela grande per intensità e delicatezza. Scopri l’intensità di Father Mother Sister Brother: lasciati emozionare dal nuovo capolavoro di Jarmusch.

 Il film ti fa surfare su quel mare di bitume con un crescendo di inquadrature che trasforma il paesaggio in un corpo vivo e pulsante.

 Rappresentare il caos non dovrebbe significare costruire un film caotico. O forse sì?

Il film di Anderson trasporta lo spettatore in un'esperienza sensoriale intensa, fatta di fotografia avvolgente e sequenze potenti. Sotto la superficie spettacolare, però, emerge una profonda riflessione sul caos e la polarizzazione della società americana. Personaggi caricaturali interpretati magistralmente aiutano a mantenere il coinvolgimento nonostante i rischi di eccessiva frammentazione. Un’opera ambiziosa e imperfetta, che convince proprio per la sua lucida rappresentazione della confusione moderna. Scopri se anche tu riesci a cavalcare le onde di asfalto di Anderson: guarda il film e fatti travolgere dal suo caos coinvolgente!

 Le due ore di spettacolo con Andrea Scanzi, se si è in buona fede, riappacificano con quel superfluo che tendiamo a scrollarci di dosso.

 Perché la verità esiste, ed è lì a portata di mano: basta avere il coraggio di distinguersi e scegliere.

La recensione esalta lo spettacolo "La Sciagura" di Andrea Scanzi come luogo d'autenticità, tra riflessioni politiche e musicali. L'autore si riconcilia con ciò che conta, guidato da sentimenti sinceri. Scanzi emerge come una certezza nel panorama contemporaneo, capace di far vivere emozioni che superano il semplice intrattenimento. L'esperienza invita a distinguersi e a vivere pienamente. Un invito alla presenza attiva e consapevole. Scopri anche tu la potenza di La Sciagura: vivi l'esperienza dal vivo!

 Ci sono infine alcune pellicole che vanno ancora oltre, cioè sono delle cagate fragorose e sono pure consapevoli e orgogliose di esserlo.

 Un’opera dunque da sciropparsi senza nessuna pretesa, magari per una serata tra (giovani?) amici.

Il Clown di Kettle Springs è un horror autoironico che punta tutto sul divertimento e sull’esagerazione. Trama e personaggi sono solo un pretesto per una sequenza di omicidi ben orchestrati e momenti trash dall’anima consapevole. Il film si fa beffe dei cliché del genere, senza prendersi mai sul serio. Dimenticabile, ma sorprendentemente capace di intrattenere più di molte pellicole blasonate. Se cerchi una serata horror senza impegno, questo è il film perfetto per te!

 Così rischiamo di non assaporare la normalità, che costituisce la parte preponderante del nostro vivere.

 Come anticipato, considero ‘California Suite’ un’opera che, pur non rientrando tra le migliori del secolo scorso, merita di essere vista e apprezzata.

La recensione mette in luce il valore di 'California Suite', un film di Herbert Ross spesso sottovalutato perché privo di eccessi. Spiccano le interpretazioni di Jane Fonda e Maggie Smith. Due episodi risultano più incisivi e articolati, mentre altri si limitano a divertire senza sorprendere. Nel complesso, il film è consigliato come esempio di cinema godibile che celebra i colori della quotidianità. Scopri perché California Suite merita attenzione e lasciati conquistare dalla sua normalità!

 Il rumore strascicato dei passi nel finale è un colpo da maestro che ci avverte di mantenere deste le coscienze...

 La necessità di confermare una colpevolezza che autorizzi a seppellire l’imputato, ma ancor più un passato doloroso, e seppellirlo nel deserto, nel nulla lontano dalla vita quotidiana.

La recensione esplora 'Un semplice incidente' di Panahi come un road movie sulle sfumature della giustizia e della coscienza. Viene lodato il coraggio etico del regista, capace di far emergere temi politici e morali complessi, anche se con uno stile volutamente indefinito. Nonostante un coinvolgimento emotivo non immediato, il film si rivela di grande spessore e capace di scuotere le coscienze. Scopri un film intenso che osa interrogare la coscienza e il potere.

 Il messaggio finale di un film così in anticipo sui tempi è che è meglio vincere la pace.

 Una guerra nucleare mondiale non è altri che un gioco senza vincitori ed è molto meglio intraprendere una partita a scacchi.

La recensione elogia Wargames come un film ancora attuale, capace di affrontare con intelligenza temi rilevanti come i pericoli della delega tecnologica in ambito militare. Alternando riflessione e nostalgia verso l’informatica pionieristica degli anni ’80, l’autore apprezza l’originalità e la tensione della trama, sottolineando soprattutto il messaggio pacifista e la sorprendente contemporaneità dell'opera. Rivivi l'emozione di Wargames e scopri quanto è ancora attuale!

 Il film è molto debole, ha una trama esile e l'apice solo nel tasso alcolico molto, ma molto alto.

 Ma queste piccole perle annegano (anche nel vero senso della parola) tra i fumi dell’alcol e una parte centrale del film che gira un po’ a vuoto.

Il film 'Le città di pianura' di Francesco Sossai si rivela deludente: la trama è debole, i personaggi poco credibili e l'ambientazione veneta ridotta a stereotipi. Nonostante alcuni spunti curiosi e un discreto Filippo Scotti, il tutto affoga nei cliché e nell’alcol, lasciando poco impatto e entusiasmo nello spettatore. Scopri se anche tu condividi le impressioni di questa recensione prima di guardare il film!

 Riesce ad essere tanto profondo quanto stupido.

 La TV diventa simbolo di occidentalizzazione, di materialismo.

La recensione di "Buon Giorno" di Ozu racconta una commedia capace di unire leggerezza e profondità, focalizzandosi sul mutismo dei bambini come protesta e sulle dinamiche del vicinato. Il film riflette su comunicazione, materialismo e distacco generazionale, riuscendo a risultare ancora attuale. L’autore apprezza il tono delicato e le gag, pur sottolineando la lentezza narrativa tipica dell’epoca. Scopri come un sorriso può rivelare il cuore della società giapponese - guarda Buon Giorno di Ozu.

 Reitman mette troppa carne al fuoco, mischiando vari generi come thriller, commedia sentimentale, azione, dramma e colpi di scena.

 A salvare la baracca è almeno il rimpianto Redford, che anche in questo frangente ha buona stoffa nel recitare.

La recensione esamina con nostalgia e spirito critico 'Pericolosamente insieme', un film diretto da Ivan Reitman con Robert Redford e Debra Winger. Pur apprezzando il carisma di Redford e certi richiami al cinema classico americano, il critico sottolinea una trama troppo intricata e una certa superficialità nei generi affrontati. Alcune interpretazioni risultano poco convincenti, ma il fascino di Redford resta un punto saldo. Un'opera minore rispetto agli altri capolavori dell'attore. Scopri cosa rende davvero speciale (o meno) questo film di Robert Redford!

 L’epica sequenza delle torte in faccia che va avanti per quasi cinque minuti è una delizia.

 Ancora oggi, a quasi cent’anni di distanza… fa ridere un sacco.

La recensione esalta 'The Battle of the Century' come una pietra miliare della comicità slapstick e della storia del cinema muto. Vengono raccontate curiosità sulla genesi del film, il destino travagliato della pellicola e la sua influenza duratura. Si approfondisce il ruolo di Laurel & Hardy e le storiche scene di torte in faccia. Viene evidenziato anche il restauro e i tagli subiti, rendendo l'opera un prezioso reperto della cultura pop. Scopri (o riscopri) il genio comico di Laurel & Hardy: guarda il corto!

 Il film scorre senza intoppi fino alla fine tenendoci inchiodati alla poltrona in maniera simpatica ed avvincente.

 A me è piaciuto sia come simil-western che come detective-story per un’oretta e mezza di sano relax pre cena.

La recensione celebra 'Intrigo a Hollywood' di Blake Edwards come un riuscito mix tra western e detective-story, nonostante il flop al botteghino e le critiche negative. Si elogiano le prove attoriali di Bruce Willis e James Garner, mentre si ironizza sul pessimo premio assegnato a Mariel Hemingway. Viene apprezzata anche la colonna sonora firmata Henry Mancini, rendendo il film ideale per un momento di relax. Scopri perché 'Intrigo a Hollywood' merita una chance nonostante il flop!

 A sottolinearne il lato grottesco e folle, sono l’esito finale e soprattutto le parole dei personaggi che, attraverso l’umorismo più nero, fanno da contrappunto alla suddetta violenza.

 Gli ingranaggi del racconto sono oliati perfettamente.

La recensione elogia l’ironia grottesca di Burke & Hare di John Landis, ambientato nell’Edimburgo ottocentesca fra dissezioni anatomiche e humor nero. Il film si distingue per un montaggio preciso, dialoghi surreali e interpretazioni brillanti di Simon Pegg e Andy Serkis. Landis torna a stupire con una commedia nera che trasforma crimine e violenza in irresistibile satira. Scopri come la commedia nera di Landis trasforma il macabro in intrattenimento irresistibile!

 Allen costruisce un thriller elegante, glaciale, dove il caso diventa il vero protagonista.

 Non cerca il bello: cerca il punto.

La recensione riflette sul coinvolgimento emotivo e intellettuale suscitato da Match Point di Woody Allen, thriller ambientato nell’alta società londinese. L’autore paragona le dinamiche del film a una partita di tennis, dove il caso e il calcolo dominano ogni scelta. Nonostante un distacco abituale verso Allen, l’attrazione per la figura di Scarlett Johansson e il tema del desiderio emergono come elementi cruciali. La riflessione si fa poetica, sottolineando la dissoluzione della trama davanti al fascino dei personaggi. Il film resta una metafora di rischio e incertezza, dove stile e morale si scontrano. Scopri come destino e desiderio si intrecciano in Match Point: lasciati coinvolgere dal thriller di Allen!

 Sotto i lustrini dell’alta società, c’era spesso un’anima progressista: le donne erano intelligenti, volitive, ironiche e avevano regolarmente la meglio su uomini più ingenui.

 Resta comunque una commedia più riuscita di The Trouble with Harry, grazie a un cast più affiatato, una trama più compatta e soprattutto quella velatura di nostalgia che colpisce con forza.

La recensione evidenzia l'unicità di Mr. & Mrs. Smith nella filmografia di Hitchcock, sottolineando la bravura di Carole Lombard e l'importanza storica del genere screwball comedy. Pur apprezzando alcune scene e il cast, l'autore nota come il film non raggiunga le vette di altri classici del genere. Si riflette infine sul valore nostalgico dell'opera, sia per la perdita della Lombard che per il tramonto di un'intera epoca del cinema. Vuoi scoprire un Hitchcock inedito e un capolavoro della commedia sofisticata? Guarda subito Mr. & Mrs. Smith!

 Un romanzo divertente, quindi, ma che non sa essere vero fino in fondo.

 Welsh ci aveva abituato a dei piatti grotteschi conditi di humour nero per nutrirci di un veritiero nichilismo, qui invece i piatti virano verso una commedia con barlumi di speranze per tutti i protagonisti.

Il romanzo di Welsh mischia scene estreme e personaggi grotteschi in una storia polifonica ambientata a Edimburgo, tra taxi, porno, criminalità e speranze inattese. Una scrittura ironica che sa essere onesta e buffa, ma il finale poco coerente smorza l'impatto nichilista tipico dell'autore. Un romanzo che diverte, ma non convince del tutto. Scopri se l'ironia grottesca di Welsh fa al caso tuo: leggi la recensione!

 Un racconto denso di empatia e sfumature, che non scivola mai nel patetico.

 Payne firma una delle sue regie più solide, accarezzando i personaggi senza esibirne l’agonia.

La recensione elogia The Holdovers di Alexander Payne per la sua capacità di raccontare con sensibilità le trasformazioni interiori dei protagonisti. Il film è descritto come toccante e ben interpretato, incentrato su temi di umanità e crescita individuale. L'autore evidenzia la regia solida e il tono delicato, che rendono la pellicola memorabile. Il giudizio complessivo è positivo. Scopri perché The Holdovers è una delle pellicole più toccanti dell'anno!