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 Una delle più brutte canzoni punk mai fatte da un gruppo di spicco, quantomeno per la scena italiana.

 La creatura nata dalle mani di Eugenio Borra ha preso una piega brutta. Il 'ma' però è grande: non è irrecuperabile.

La recensione stronca il singolo 'Sopra i muri' dei Bull Brigade, criticando il passaggio dal sound Oi! a un pop punk banale e commerciale. Vengono messi in discussione voce, testi e attitudine, ritenuti monotoni e poco credibili. Non mancano riferimenti al passato più autentico della band, su cui pesa il confronto con la direzione attuale. Si lascia uno spiraglio di fiducia per il resto dell'album, ma il singolo è definito uno dei peggiori nella discografia dei Bull Brigade. Leggi la recensione completa e confronta la tua opinione con la nostra!

 Non si è sollevata dalla piattezza che mi aveva suggerito già ai suoi primi ascolti: non ha nessuna magia, nessuno spunto che possa scaldare il cuore.

 E’ un disco di pop rock con intenzioni commerciali ma senza potenzialità commerciali, quindi inutile, a tutti i livelli.

La recensione analizza con amarezza Strictly Inc., sottolineando la delusione rispetto al passato glorioso di Tony Banks nei Genesis. L’album viene giudicato privo di spunti memorabili, e la collaborazione con Jack Hues non è sufficiente a sollevare il risultato. Si rimpiange il talento sprecato in prove soliste prive di magia, mentre il disco viene considerato un flop commerciale e artistico. Leggi la recensione e scopri perché Strictly Inc. non ha convinto i fan storici di Tony Banks.

 La classe comunque non è acqua e l’opera è ben fruibile… Gente che ci sa fare, specie Messina.

 In ogni caso troppa orchestra per me, troppo poco rock per i miei canoni.

Native Sons segna il capitolo finale di Loggins & Messina, duo country rock dei primi anni '70 passato presto a sonorità più pop e orchestrali. Il disco, pur ben eseguito, viene giudicato il meno incisivo della loro carriera, con troppa orchestrazione e poca anima rock secondo il recensore. Messina spicca per classe e riconoscibilità alla chitarra, mentre Loggins si prepara a successi solisti più mainstream. Scopri se Native Sons fa ancora per te: ascoltalo e facci sapere la tua opinione!

 Questi ragazzi normali però hanno un’intuizione. Qualcuno storcerà il naso: quest’intuizione era geniale.

 Un sigaro è solo un sigaro mi dirà qualcuno: ma cazzo, questo è il miglior sigaro che ci si possa fumare.

La recensione celebra la freschezza e l’autenticità di 'Hanno ucciso l'Uomo Ragno', esordio degli 883, sottolineando il valore dei testi e la capacità di rappresentare la normalità adolescenziale con energia e intuizione. Pur riconoscendo alcune ripetitività e limiti nei testi più ancorati al gergo dell’epoca, il disco viene lodato per stile, arrangiamenti e impatto generazionale. Lasciati conquistare dalla genuina energia degli 883: ascolta (o riscopri) 'Hanno ucciso l'Uomo Ragno' senza pregiudizi!

 Howard Jones è un giusto e questo è uno dei suoi album migliori.

 In quest’opera del 1992 i sintetizzatori ci sono sempre, peraltro arrangiati nel mix insieme agli strumenti tradizionali, di cui il pianoforte è il principale.

La recensione celebra 'In the Running' come uno dei migliori lavori di Howard Jones, evidenziando il mix sapiente di pianoforte, synth pop e arrangiamenti ricercati. L'autore sottolinea l'evoluzione e la versatilità del musicista, che si mostra abile nell'alternare ballate malinconiche, esperimenti rhythm&blues e rock melodico. Spiccano collaborazioni di livello e un retrogusto nostalgico anni '80. Scopri perché 'In the Running' è ancora un riferimento imperdibile per gli amanti del synth pop!

 Quest’album è bipolare, fra i più bipolari che conosca.

 Jane è niente più e niente meno che una smagliante canzone pop rock, oggi datata ma ancora adescante.

La recensione evidenzia la natura bipolare di Freedom at Point Zero, diviso tra brani nello stile storico Jefferson Airplane e pezzi pop rock più accessibili. Il frontman Mickey Thomas porta nuova vitalità, spiccando nell’hit Jane, mentre i brani di Paul Kantner risultano meno accattivanti. L’album raggiunge l’apice iniziale ma offre comunque rock melodico di qualità, chiudendo con una valutazione positiva. Scopri se preferisci il sound classico o la svolta pop dei Jefferson Starship!

 Le 13 tracce segnano il punto d’incontro tra l'irruenza tagliente degli esordi e la maturità nichilista sviluppata nel tempo.

 Non c'è nulla di banale o dimenticabile in questo lavoro.

Dopo nove anni di silenzio, I Cani tornano con 'Post Mortem', un album che unisce energia degli esordi e maturità artistica. Niccolò Contessa si distingue per qualità compositiva e testi profondi, offrendo ai fan il disco atteso, arricchito da un sorprendente finale acustico. Un lavoro che valorizza e rinnova l'indie pop italiano. Scopri come I Cani ridefiniscono l'indie italiano con il loro atteso ritorno!

 Il ritornello di Livido (2023) mi ha regalato qualche minuto di euforia sensuale piuttosto impattante.

 Nudità ed erotismo non sono provocazioni fini a se stesse, ma un elemento intrinseco della canzone e del suo mood.

Livido di Giaka emerge come canzone indie-pop intensa e sensuale, diversa per onestà e grinta nel caotico panorama femminile italiano. La produzione indipendente esalta autenticità e personalità, nonostante alcuni limiti tecnici. Il video, controverso e censurato, sottolinea un'espressione di sé mai banale, distinguendosi dalle mode. Tre stelle d’incoraggiamento dal recensore. Scopri Giaka e lascia che Livido ti sorprenda con la sua forza autentica!

 Non riesco a non mettere questo SELF PORTRAIT del 1970 tra le cose più brutte che il caro Bobby abbia mai inciso.

 Alla fine per questo assai bistrattato SELF PORTRAIT ho accettato l’idea che abbia volutamente fatto un brutto disco allo scopo di demolire il suo stesso mito.

L'autore riflette sulla delusione iniziale suscitata da Self Portrait di Dylan, ritenendolo uno dei lavori meno riusciti del cantautore. Col tempo, adotta uno sguardo più indulgente, ipotizzando che l'album sia stato volutamente realizzato per smitizzare il personaggio Dylan. La recensione analizza punti deboli (tracklist confusa, alcune cover poco convincenti) e rari pregi, ammettendo che l'opera divide ancora oggi pubblico e fan. Scopri se anche tu condividi il giudizio su questo controverso album di Dylan!

 Davies ci avrà sentito a suo tempo della magia ma io non la raccolgo, sinceramente: i Supertramp avevano tantissime virtù, ma non quella di essere… Super anche dal vivo.

 Grazie di tutto anche a te Rick, di cuore! I miei eroi musicali di gioventù se ne stanno pian piano andando, ad uno ad uno, ed anch’io non mi sento tanto bene.

La recensione, spunto per ricordare Rick Davies dopo la sua scomparsa, analizza il suo impatto sui Supertramp, lo stile pianistico e la genesi tecnica dell’album Live '88. L’autore osserva come il disco rappresenti più un documento grezzo che una vera celebrazione del gruppo dal vivo, soffermandosi sulle difficoltà della band nel ricreare in concerto la magia dei loro lavori in studio. Scopri di più sul mondo Supertramp e celebra Rick Davies insieme a noi.

 Imperfetta si, ma piena di cuore e di energia.

 Se vi è un gruppo adatto ad essere arricchito da un’orchestra questi sono i sinfonicissimi Procol Harum.

L'album live dei Procol Harum con la Edmonton Symphony Orchestra segnò il grande rilancio della band nei primi anni ’70. L’esecuzione sinfonica valorizza hit come 'Conquistador' e 'A Salty Dog', pur con qualche scelta di repertorio discutibile. La recensione ne riconosce energia, passione e meriti pionieristici nel progressive rock, pur rilevando alcune imperfezioni. Scopri il fascino e la potenza di uno dei più celebri live sinfonici del rock!

 "Chi ha scritto la musica di questo pezzo, comunque, è un genio. Perché il ritornello dopo averlo ascoltato un paio di volte ti si incolla in testa e non ti molla più."

 "Crema di palle si stacca da tutto e tutti, ha qualcosa di immediato e di romanticamente protervo."

La recensione esplora Crema di palle di Dolcefida, insolito brano pop che unisce ironia, testi espliciti e un ritornello irresistibile. L'autore ne evidenzia l'impatto mediatico, il gioco sul doppio senso e la differenza rispetto ad altre cantanti italiane. Dolcefida si caratterizza per un'immagine sfrontata e una comunicazione intelligente, riuscendo a distinguersi nella scena musicale odierna. Scopri se anche tu non riesci a toglierti dalla testa Crema di palle!

 Il nuovo millennio accoglie i Three Dog Night ancora sulla piazza, ma già da un quarto di secolo ridimensionati a gruppo estemporaneo e instabile.

 Un greatest hits semi-live con orchestra, escamotage tuttora di moda per 'allungare il brodo' e riciclare il proprio catalogo di successi.

La recensione analizza il tentativo dei Three Dog Night di rilanciare la loro carriera con un album orchestrale registrato separatamente dalla London Symphony Orchestra. L'autore evidenzia i limiti dell'operazione, tra nostalgia, revival e arrangiamenti pomposi, sottolineando la discontinuità con l'epoca d'oro della band e la decadenza della formazione originale. Scopri come i classici dei Three Dog Night rivivono (o meno) in versione orchestrale: ascolta e fai la tua scelta!

 Un disco che alterna brani memorabili ad altri francamente dimenticabili.

 A Kind of Magic è tanto vintage quanto discutibile nella sua tenuta generale.

La recensione analizza 'A Kind of Magic' dei Queen, sottolineando sia le tracce di successo sia quelle meno ispirate. L'album viene considerato un prodotto del suo tempo, con momenti brillanti ma anche cali qualitativi. Si evidenzia il ruolo dell'opera all'interno della discografia del gruppo, soprattutto nell'era pop rock degli anni '80. Scopri se 'A Kind of Magic' merita davvero un posto tra i capolavori dei Queen.

 Si respira anzi aria di smobilitazione, di appagamento.

 E allora si fermano qui, almeno nella produzione di nuovi dischi.

La recensione racconta la parabola discendente dei Three Dog Night con American Pastime, album segnato da abbandoni e cambiamenti nel gruppo. Le influenze disco non bastano a rivitalizzare un sound ormai al tramonto. L'album segna una pausa nelle produzioni in studio, mentre il gruppo continua tra defezioni e ritorni a esibirsi dal vivo. Scopri il percorso travagliato dei Three Dog Night e condividi la tua opinione sull’album!

 Si tratta della Greatest Hits definitiva.

 Consigliatissima e imperdibile.

La recensione celebra Absolute Greatest dei Queen come la raccolta definitiva dei capolavori della band. L'autore sottolinea la qualità e la completezza della selezione, distinguendola dalle tante altre compilation simili. Menzionata l'edizione deluxe con libro e narrazione da parte di Brian May e Roger Taylor. Consigliato sia a fan storici che a nuovi ascoltatori. Non perdere la raccolta definitiva dei Queen: ascolta Absolute Greatest ora!

 Three Stars for Three Dog Night, in questo caso.

 con tanto di panze, ondeggiamenti, vestiti lunghi chiesastici, mani alzate e tutto.

Il disco Coming Down Your Way dei Three Dog Night prosegue la loro formula di successo nel reinterpretare brani altrui con ricche armonizzazioni vocali. Meno incisivo rispetto ai loro lavori migliori, l'album presenta comunque spunti interessanti come una versione pregiata di You Can Leave Your Hat On e influenze soul e gospel ben valorizzate. Qualche azzardo tecnologico non sempre riuscito, ma il risultato generale va oltre la sufficienza. Scopri come i Three Dog Night reinventano il rock anni '70 con questo album!

 Registrare e pubblicare un album alle volte è quasi come un vero e proprio parto.

 Negron, a gargarozzo stretto e straccia tonsille, si esibisce per l’occasione in un raglio virtuoso degno del miglior James Brown, con in più tanta ironia.

La recensione analizza il disco 'Hard Labor' dei Three Dog Night, sottolineando il cambio di produttore e la svolta stilistica nel sound. La celebre copertina censurata rivela l’ironia visiva della band. Alcune tracce, come 'On the Way Back Home' e 'The Show Must Go On', emergono per qualità e originalità. Non mancano dettagli sul difficile periodo personale di Danny Hutton. Un album che sorprende e diverte, valutato positivamente. Leggi la recensione completa e riscopri un classico sorprendente dei Three Dog Night!

 Il disco non vale la vistosa copertina, ma si prende scioltamente tre stelle perché questi signori sanno cantare, alla grande.

 Da quest’opera in poi le dinamiche interne al gruppo cominceranno a ingarbugliarsi, ma non precorriamo gli eventi.

La recensione analizza 'Cyan' del 1973 dei Three Dog Night, evidenziando la svolta stilistica della copertina e le novità nella composizione interna. Vengono discussi i singoli di punta e il contributo dei vari membri, soprattutto Michael Allsup. Pur non essendo all’altezza dell’appariscente copertina, l’album è promosso grazie alle ottime doti vocali del gruppo. Scopri come 'Cyan' racconta la svolta dei Three Dog Night: ascoltalo e lasciati sorprendere dal loro sound.

 Un disco ben più rock blues e meno pop rispetto ai precedenti da parte dei Sette Sciocchi Separati, come il titolo insinua.

 Il riffone di chitarra in apertura vale assai.

La recensione analizza 'Seven Separate Fools' dei Three Dog Night, sesto album in studio del 1972. Viene sottolineato lo shift verso un sound più rock blues rispetto al passato, grazie anche a reinterpretazioni e collaborazioni di rilievo. Ottime alcune cover, come 'Black & White' e 'Going in Circles'. Il gruppo appare ancora compatto e in forma, guadagnando quattro stelle su cinque. Scopri il lato più rock dei Three Dog Night e ascolta Seven Separate Fools!