In Silence you go away... in Silence... sometimes after a few days !

 Ian si dissolveva, ci abitava per sempre rimanendo vivo nella nostra carne come un sole potente. Sicuramente un sole nero : Black Hole.

La recensione è un profondo ricordo di Ian Curtis e della sua tragica fine, intrecciato con memorie e sentimenti vissuti dall’autore negli anni '70 e '80. Il testo riflette sul dolore, la sopravvivenza e il legame con la musica alternativa, menzionando eventi e ambientazioni simboliche come l’Aleph di Gabicce Mare. L’esperienza personale si intreccia con l’omaggio all’artista e alla scena post-punk, con uno sguardo rispettoso e pieno di gratitudine. Scopri la storia toccante e l’eredità di Ian Curtis nella musica alternativa.

 Wheel of Time è a mio parere il lavoro più bello della band dai tempi di Nightfall in Middle-Earth.

 Sacred Worlds, 9 minuti di una potentissima orchestra amalgamata ad una canzone già sentita ma ora apprezzata in tutta la sua piena maturità.

La recensione loda fortemente 'At the Edge of Time' come il miglior lavoro dei Blind Guardian dai tempi di 'Nightfall in Middle-Earth'. Il disco combina abilmente power metal, orchestrazioni potenti e atmosfere fantasy con ballad evocative e pezzi thrash-oriented. L'autore, grande fan della band, sottolinea sia la tecnica che l'originalità musicale, riconoscendo momenti di grande ispirazione e composizioni di valore epico e vario. Scopri l’epicità senza tempo di Blind Guardian con questo capolavoro metal!

 La cosa che più fa apprezzare un qualsiasi album dei Bad Religion è, paradossalmente, la certezza di non stare ascoltando nulla di nuovo.

 Questi 'vecchietti' militanti ci insegnano cosa significhi realmente comporre 'hardcore punk': non basta una mera critica sociale, ma un'etica e un'umiltà semplicemente umane.

The Dissent of Man di Bad Religion conferma la fedeltà alla storica formula punk melodica della band californiana. Con testi politicizzati e una produzione solida, il disco convince sia i fan di lunga data sia i nuovi ascoltatori. Sebbene non sia il miglior lavoro della loro carriera, mantiene intatto il valore etico e musicale del gruppo. Brani come 'The Day the Earth Stalled' e la collaborazione con Mike Campbell aggiungono interesse. Un album rassicurante nella scena punk attuale. Ascolta The Dissent of Man e scopri il vero spirito punk dei Bad Religion!

 Un disco di strade deserte ed estasi meridiane che suona tuttora esattamente come il mio cliché dell’Australia.

 Peccato che un eccesso di timbriche anni ’80 e la tentazione del ritornello pop finiscano per rovinare la tensione lirica e musicale di alcuni brani.

La recensione esplora Diesel and Dust dei Midnight Oil, un album che mescola rock dagli anni '80 con tematiche sociali e ambientali. Pur riconoscendo i limiti di alcuni brani più commerciali, l'autrice apprezza l'atmosfera unica e l'impegno della band, guidata dal carismatico Peter Garrett, poi passato alla politica. L'album rimane una cartolina musicale della mitica Australia. Scopri l’anima rock e sociale dell’Australia con Diesel and Dust!

 Quando senti il suo canto del cigno datato 1971, The Time Has Come, ascolta la sua voce nuda come vento poggiarsi sulle tredici canzoni.

 I brani di Anne Briggs sono carichi di forza propria, un dono di madre natura che rappresenta il canto ideale del creato nel suo stato originale.

La recensione celebra Anne Briggs come una figura enigmatica e fondamentale del British folk degli anni '60. Il secondo album 'The Time Has Come' (1971) viene descritto come un documento musicale puro e intensamente umano. La voce di Briggs emerge come un elemento genuino e naturale, senza artifici, capace di avvolgere e coinvolgere l'ascoltatore. Il testo sottolinea la sua carriera breve e il suo ritiro precoce, lasciando un'eredità musicale ancora oggi celebrata. Ascolta l'inconfondibile voce di Anne Briggs e immergiti nel fascino del folk autentico.

 Il risultato è una prestazione un po’ fredda ma formalmente impeccabile.

 In definitiva, lo ricorderò come un concerto senza infamia, ma soprattutto senza lode.

La recensione descrive il concerto di Blonde Redhead a Bruxelles, evidenziando un cambiamento musicale verso un suono più elettronico e morbido, con una performance tecnicamente curata ma emotivamente fredda. L'apertura affidata a Mauro è apprezzata, mentre i nuovi brani sembrano avere meno presa sul pubblico rispetto al passato. Nel complesso, un evento senza infamia né lode, con momenti degni di nota. Scopri di più su Blonde Redhead e rivivi le emozioni del loro live a Bruxelles!

 Sono piccole cose, ma rimangono impresse. A fuoco.

 Sono talmente bravi i Coen che quasi non li vediamo gli errori grossolani ed in sequenza dei quattro protagonisti che rendono sempre più assurdi e impossibili i ruoli stereotipati e palesemente falsi.

Blood Simple, il primo film dei fratelli Coen, è un noir/thriller appagante e ricco di dettagli visivi e sonori evocativi. Nonostante qualche imperfezione nella trama e nella moda anni '80, il film si distingue per l’uso del ritmo, della fotografia e dell’umorismo nero. Frances McDormand emerge nella sua prima prova convincente, anticipando il successo futuro. Un’opera di classe ancora oggi intrigante e poco conosciuta. Guarda Blood Simple per scoprire l’inizio del genio dei Coen!

 Questo Bowie all’amatriciana è probabilmente il punto zero della musica nostrana.

 Quando il gioco si fa duro, eccetera. Lui era il più duro di tutti, e ce l’ha fatta. Magnificamente.

La recensione analizza sarcasticamente la versione italiana di 'Space Oddity' di David Bowie con testo di Mogol, considerandola un 'crimine italico' contro un capolavoro mondiale. L'adattamento è giudicato pessimo, con un testo che stravolge l'originale e una pronuncia di Bowie fuori luogo. L'opera rappresenta un esempio emblematico di cattiva gestione musicale in Italia. Scopri la storia dietro questo incredibile esperimento musicale!

 Il Death Metal è diventato un genere di massa grazie anche a loro, i Suicide Silence.

 'The Cleansing' rappresenta i pregi (pochi) e i difetti (tanti) di questo nuovo filone musicale.

La recensione analizza l'album 'The Cleansing' dei Suicide Silence come espressione moderna del deathcore, apprezzandone la produzione e la voce ma sottolineando la mancanza di innovazione e ripetitività. L'opera è vista come rappresentativa di un filone musicale commerciale, utile soprattutto a chi si affaccia ora al genere. Pur essendo tecnicamente mediocre, l'album ha segnato un successo commerciale storico per la Century Media. Scopri se 'The Cleansing' dei Suicide Silence fa per te, leggi la recensione completa!

 Peau, come la pelle, accarezzata dalle note di questo disco. E non solo la pelle, ma anche la mente e il cuore.

 Violenta dolcezza.

L'album d'esordio di Peau, giovane artista francese, propone un trip-hop caldo e sofisticato, arricchito da atmosfere intime e timbri delicati che affascinano l'ascoltatore. Con un equilibrio tra fragilità e forza, il disco miscela elettronica e elementi acustici, regalando momenti densi di emozioni. Peau si presenta come una promessa alla scena internazionale, con una musica visiva e coinvolgente. Pur con qualche episodio meno riuscito, l'album sorprende per coerenza e originalità. Ascolta l'album di Peau e immergiti in un viaggio sonoro unico tra melodia e oscurità.

 Valor è stato un buon musicista, questo è innegabile.

 Da questi Christian Death passa la storia della musica dark e del gothic-rock in generale.

La recensione analizza l’album Ashes dei Christian Death, evidenziando il ruolo controverso di Valor Kand ma riconoscendo il valore musicale dell’opera. Nonostante le critiche personali all’artista, l’album rappresenta un pilastro del death-rock grazie anche alla collaborazione di Rozz Williams e Gitane De Mone. Ashes conferma l’evoluzione dal post-punk a sonorità più melodiche e atmosferiche, mantenendo il carattere provocatorio del gruppo. Scopri l’evoluzione dark dei Christian Death con Ashes, un classico del gothic rock.

 "Le frasi di Miles sono semplicemente devastanti."

 "Nessuno suona come Wayne Shorter, nessuno può concepire un assolo come lo concepisce lui."

La recensione analizza dettagliatamente 'Directions', raccolta di brani inediti di Miles Davis realizzati tra il 1960 e il 1970. L'album si focalizza soprattutto sul suo periodo elettrico e sperimentale, con tracce ricche di collaborazioni illustri come Shorter, Hancock e McLaughlin. Viene evidenziata la disomogeneità del disco ma anche la grande qualità di molti brani, che rappresentano alcune delle migliori espressioni del jazz fusion di Davis. Si consigliano in particolare 'Duran' e le tracce title-track. Un album imprescindibile per gli appassionati di musica jazz. Scopri l'evoluzione di Miles Davis con 'Directions', un capolavoro imperdibile per gli appassionati di jazz!

 Scott Kelly edifica infiniti paesaggi interiori con la sola forza della sua chitarra acustica e della sua voce.

 Dopo la Fine, un nuovo Inizio: l’Umanità ricomincia dall’umanità, l’impeto vitale che bussa sotto le macerie e la distruzione.

‘The Wake’ di Scott Kelly è un album solista essenziale e potente che racconta un'apocalisse interiore attraverso sette ballate acustiche. L'artista evade dal caos contemporaneo con una musica nuda e genuina, lontana dall'elettricità, fondendo la sua voce roca e la chitarra in un viaggio di introspezione e rinascita. Il confronto con il suo compagno Steve Von Till evidenzia come Kelly sia maggiormente legato alla pura umanità, offrendo un risveglio emotivo dopo la distruzione. L'album si presenta come un'opera intima, evocativa e senza tempo. Scopri l'intimità sonora di Scott Kelly in 'The Wake' e lasciati coinvolgere dalla sua apocalisse emotiva.

 Un uomo perso. Perdita. Smarrimento totale della propria persona e della propria coscienza.

 Il finale estremamente filosofico e commovente renderà questo prodotto un semicapolavoro.

Tre Giorni Per La Verità, seconda prova registica di Sean Penn, esplora il dolore, la perdita e la vendetta attraverso un'intensa interpretazione di Jack Nicholson. Il film si distingue per la sua profondità emotiva e il finale filosofico, supportato da performance di grande spessore anche del co-protagonista David Morse. Una pellicola struggente che invita alla riflessione sulla fragilità umana. Scopri ora questo intenso dramma emotivo diretto da Sean Penn e interpretato da Jack Nicholson.

 Un caso più da Guinness dei Primati che da Cinema, insomma.

 Un film di una "vuotezza impressionante", di uno spessore pari a zero e che avvince quanto vedere la faccia del Trota sul palco dei comizi padani.

La recensione boccia senza appello Uncut di Gionata Zarantonello, definendolo un film noioso e vuoto per tutta la sua durata. La presenza fissa del pene in primo piano e una trama debole ispirata a un thriller frustrano lo spettatore. Anche il doppiaggio è giudicato pessimo, con contenuti misogini e scontati. Nessun elemento salva la pellicola, considerata una delle peggiori visioni possibili. Scopri perché Uncut è considerato uno dei peggiori film italiani.

 I Black Mountain live sono una gran bella "botta" quando nei pezzi più duri McBean lascia che la sua SG vomiti armoniche.

 La psichedelica "Don't Run..." è assolutamente un gioiello di canzone.

La recensione descrive con entusiasmo il concerto dei Black Mountain a Milano, evidenziando l'energia e la qualità del live. Il gruppo unisce rock psichedelico anni '70 a momenti acustici suggestivi, con un coinvolgente intreccio vocale. L'autore apprezza la presenza scenica e la performance di tutti i musicisti, con menzioni speciali per Amber Webber e Joshua Wells. L'esperienza viene raccontata ricca di dettagli e aneddoti piacevoli, sottolineando la forza unica del live rispetto ai dischi in studio. Scopri l'energia unica dei Black Mountain dal vivo: non perdere il prossimo concerto!

 Malinconico stupore che emerge solo a tratti nella cospicua tracklist di questo cd ridondante di tastierone analogiche e schitarrate libere.

 La new wave sintetica, però, sembra davvero morta e sepolta.

Il nuovo album 'History of Modern' degli Orchestral Manoeuvres in the Dark segna un ritorno dopo anni di silenzio, ma delude per mancanza di originalità e freschezza. La produzione è curata e lo stile ricorda influenze storiche come Kraftwerk e Depeche Mode, ma le canzoni spesso risultano monotone e poco incisive. Alcuni brani come 'Sometimes' e 'Bondage of Fate' si distinguono, ma non compensano la generale scarsità di momenti memorabili. L'album appare più come una celebrazione nostalgica del passato che un rilancio convincente. Scopri se History of Modern è il ritorno che aspettavi da OMD!

 La musica su questo cd parte in sordina, è un fascio elettronico con lente ma inesorabili mutazioni che portano lontano.

 Più psichedelico di uno Stockhausen, meno serioso del Berio delle sequenzas, questo disco rimarrà una pietra miliare della sperimentazione degli anni ’70.

La recensione analizza 'Persepolis' di Iannis Xenakis, un capolavoro elettronico realizzato nel 1971 per celebrare il 2500° anniversario di Persepolis. L'opera si distingue per il suo carattere sperimentale, l'uso innovativo degli altoparlanti e un forte legame con il contesto politico e storico dell'Iran. Vengono discussi anche i remix più recenti, giudicati meno coerenti con lo spirito originale. Xenakis viene presentato come un genio della musica sperimentale, la cui eredità rimane influente. Ascolta ora Persepolis e scopri un capolavoro di musica elettronica sperimentale.

 Hanno ballato sulla carcassa in fiamme degli anni Novanta fino in fondo.

 La vera catarsi arriva con i toni grigi di 'Devoid' e la conclusiva 'For Your Entertainment'.

La recensione celebra 'Repetition' come il punto focale della carriera degli Unwound negli anni ’90, capace di fondere distorsioni aggressive e melodie sottili. Guidati da Justin Trosper, gli Unwound superano i limiti del post-hardcore tradizionale, offrendo un viaggio emotivo intenso. Brani come 'Lady Elect' e 'For Your Entertainment' rappresentano momenti chiave dell’album. Un tributo all’epoca e alla band, che ha saputo bruciare con stile sulle ceneri di un decennio musicale complicato. Ascolta 'Repetition' per scoprire un capolavoro post-hardcore anni ’90.

 Siamo, al contrario, in presenza di un’esecuzione che non voglio definire "svogliata" ma perlomeno "affaticata", nel senso di costretta, poco spontanea.

 Mi risulta difficile portare a terminare l’ascolto di tutto il cd, che mi vedo costretto a dosare in più sessioni.

La recensione evidenzia come le Sonate di Dresda di Vivaldi, una raccolta poco nota del repertorio cameristico del compositore, siano state eseguite in modo poco brillante dall'ensemble Biondi, Naddeo e Alessandrini. L'autore lamenta un'esecuzione affaticata e poco spontanea, con un violino dal suono poco elegante. Consiglia l'ascolto solo agli appassionati integrali o esperti. Scopri se questa rara esecuzione di Vivaldi fa per te, leggi la recensione completa!