Corrado Guzzanti, Igor Skofic Fascisti su Marte - Una vittoria negata
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Film tutto sommato modesto (2 stellette e mezzo). L'unica vera curiosità è che guzzanti sia riuscito a fare un film dalle scene televisive. Si ammira l'impresa meno il risultato. Peccato infatti che il ritmo narrativo sia monotono e le risate non frequenti quanto avrei voluto.
Rava Sellani Radio Days
Voto:
Di un disco dedicato a Faber in chiave jazz ho avuto notizia ma adesso non ricordo di chi fosse, comunque so che potrebbe uscire un disco di Rita Marcotulli e Maria Pia De Vito dedicto alla sua musica, ne hanno accennato ad un loro concerto dedicato a Faber che ho visto quest'estate all'agnata di Tempio. Poi in ambiti simili c'erano gli esperimenti dei Doctor 3 (bel gruppo), questo invece non lo conosco, conosco invece la maestria di Sellani quindi lo cercherò. Bella segnalazione, peccato la poca attenzione. Ciao
John Scofield Überjam
Voto:
Idem come saputello. Funk you! :)
Piotr Ilyitch Tchaikovsky Sinfonia n° 5 Op. 64
Voto:
Sai saputello i ventenni li conosco, ma in un rapporto differente dato che spesso mi capita di fare formazione in aula e dalla mia esperienza di docente alle tue parole ci metterei un bel "dipende". Ho riscontrato sensibilità differenti. Di certo - generalmente - l'impressione che ne ho tratto è che il rischio di rimanere in ombra sia non solo per la musica. E' un discorso difficile che tende alle generalizzazioni che non amo. Mi premeva invece sottolineare che secondo me in radio 3 la musica viene trattata in tanti modi, non in uno. C'è la lettura storica, c'è l'approfondimento, ma c'è anche l'ironia. In più non c'è solo la classica, c'è il jazz, il folk, cantautori, un certo tipo di rock non mainstream. Insomma non c'è un gruppo di snob ignoranti con i paraocchi. Certo forse quella che assolvono non è l'unica via per la divulgazione della musica. Ce ne possono essere altre. Ma una (o più) tipologia/e di divulgazione non ne esclude un'altra. Meglio avere diverse vie. Radio 3 secondo me ne assolve alcune non tutte e non così male.
Piotr Ilyitch Tchaikovsky Sinfonia n° 5 Op. 64
Voto:
Ma no dai ... l'80% è una percentuale eccessiva saputello. Ascolto spessissimo radio 3 e trovo che sia una risorsa importantissima per differenziare la conoscenza del panorama musicale. Su radio 3 ho avuto modo di conoscere non solo la musica classica, ma anche jazz, folk, cantautori ecc Ad esempio qualche mese ho appreso l'esistenza di un gruppo islandese (Adjagas) proprio attraverso un programma di radio 3, nel quale hanno parlato a lungo di questa musica soffermandosi sulle sue caratteristiche. Non è stata la prima volta, spessissimo ho sentito parlare di altre musiche su radio tre, tra l'altro con passione e garbo invidiabili. Accanto a questo ovviamente non manca la classica e personalmente sono grato alle trasmissioni di radio tre che mi hanno fatto conoscere (non solo ascoltare) tantissima musica. E poi è possibile trovare un approccio ironico verso la musica colta, come ne La barcaccia (li trovo divertenti e simpatici), o ancora molta leggerezza anche in programmi di cinema come Hollywood Party (il più grande programma della radio dai tempi di marconi), nel quale la musica trova più volte un intreccio. E poi Farheneit ... il terzo anello... insomma ci sono molti programmi davvero interessanti. certo in questo contesto può capitare anche il conduttore che si lascia andare ad affermazioni non condivisibili come quella che riporti, ma sinceramente da ascoltatore assiduo mi sembrano eccezioni non la regola. Non generalizzerei insomma. Quanto a Piotr non l'ho mai amato tantissimo, ma queste sono sfumature personali che interessano poco credo. Ciao
Stanley Kubrick Arancia Meccanica
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Credo che sia impossibile recensire in maniera esaustiva tutte le tematiche inerenti questo film. Un film secondo me facile in apparenza, difficile nella sostanza. Da ragazzino sentivo parlarne e l'alone che lo circondava era quello del proibito. Non sono un mistero le infinite polemiche che seguirono la sua uscita nelle sale. Quando qualche anno più tardi finalmente lo vidi ricordo che trassi superficialmente molte impressioni diverse. Ma il ricordo più nitido fu quello della contrapposizione tra la violenza individuale, liberamente scelta e quella sociale, collettiva tesa a imprigionare l'uomo in una gabbia. La scena più dura che ricordo così è quella in cui Alex ormai "convertito" dal trattamento Ludovico, viene costretto a leccare la suola della scarpa di un suo aguzzino dinanzi a una platea di orribili notabili del potere. Quella scena l'ho sempre trovata agghiacciante anche nelle visioni che seguirono (una finalmente al cinema pochi anni fa...). Da lì un crescendo del senso della violenza, differente però da quella della prima parte del film. E nonostante Alex si sia macchiato di crimini orribili, nonostante abbia scelto di essere quello che è, la lettura della pena inflittagli non riesce ad essere concepita dallo spettatore come "giusta". Così la giustizia diviene altro tema del film, un interrogativo. Negli anni, crescendo, intravidi molti altri elementi secondo me degni di grande interesse. Su tutti quello che evidenzi della commedia dell'arte. I Drughi sono delle maschere, anche per questa ragione i loro movimenti corporei sono accentuati notevolemente come nel teatro della commedia dell'arte... poiché la maschera preclude le espressioni del viso, la comunicazione corporea diviene fondamentale. Inoltre, come in una commedia, i drughi recitano una parte per ingannare le loro vittime al sicuro nelle case. La maschera ... non è solo qualcosa che nasconde, ma è qualcosa che sottolinea... nella commedia dell'arte il punto rosso sulle tempie della maschera indica il corno del diavolo che è caduto ... la malvagità... c'è un filo logico... il tema del teatro è molto presente (la lotta nel teatrino che citi è un altro passaggio importante). Ma mille altri sono i temi... il linguaggio postmoderno dei drughi, i gruppi sociali e l'individuo, gli arredi, i costumi (!), il sesso, il cinema, l'occhio, l'uso e la ragione dei colori (... anche nei titoli di coda...)
Poi ricordo la musica. Non si può parlare di questo (come di altri film di Kubrick) senza parlare a fondo della musica ed è questa l'unica pecca della tua recensione. Il rapporto musicale in questo caso ha una duplice indissolubilità con il cinema. Ricordo come questa andava a fondersi in un modo che non poteva essere altrimenti con l'immagine. Cristo e Beethoven in un crescendo frenetico. Rossini leggiadro nel ralenty dell'immagine, il ghigno di Alex. La musica "drogata" di W. Carlos/Rossini. Ma la musica ha anche un altro valore. Oltre a essere "supporto" in questo film è storia stessa come nell'ironia amara di Ludovico van che da "ispiratore" dell'ultraviolenza diviene tormento, come nel contrasto tra la spensierata innocenza di "singin' in the rain" che da grottesco supporto ad una violenza sessuale, rivela in seguito alex alla sua vittima che si trasforma in carnefice. E poi... la religione, la bibbia e ancora il sangue, la guarigione finale e l'unione tra la violenza individuale di alex con quella dello stato in una sorta di patto scellerato. Non lo considero un film minore schiacciato tra 2001 e Barry Lyndon, anche perché penso che tra questi film ci siano nessi, come se ognuno fosse il capitolo di una storia dove sono protagonisti l'uomo, le sue scelte, il controllo, il suo destino.
Due parole sul fatto che la violenza presente nell'arte possa causare violenza nella vita. Non credo che sia un nesso accettabile. Le ragioni della violenza nella vita reale sono da ricercare altrove non nell'arte. Qualcuno, non ricordo chi, diceva che se vado a vedere Amleto
Miles Davis Porgy And Bess
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Puoi dare un'occhiata anche alle recensioni sul sito, sono tante. Comunque ti direi di ascoltare "Kind of blue", ciao
Miles Davis Porgy And Bess
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La mia opinione? In estrema sintesi: il mondo è bello perché è vario.
Miles Davis Porgy And Bess
Voto:
Anche per me è difficile scegliere tra i periodi di Miles. Certo che questo è davvero uno splendido apertitivo, da prendere a qualsiasi ora della giornata. A me piace moltissimo anche la versione di "Porgy and bess" del modern jazz quartet, uno di quei dischi che tengo sempre a portata di mano ... mi sa che me lo riascolto per questa colazione di tarda mattinata. Haloa
Mats Gustafsson & Paolo Angeli Split 10" Series # 2
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Per sapere cos'è la chitarra sarda preparata puoi dare un'occhiata al sito di Paolo Angeli (www.paoloangeli.it sezione projects) oppure puoi leggere l'intervista che è presente su debaser. Angeli è un musicista interessantissimo, un piacere sentirlo dal vivo. Di questo lavoro avevo già letto qualcosa e sono in attesa di prenderlo, anche per la curiosità rispetto alle evoluzioni "free" di Gustafsson. Haloa [ps: prego Jim :)] Recensione breve ma efficace.
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