Tom Waits & Crystal Gayle One From The Heart
Voto:
La recensione mi sembra un po' disordinata e confusa. Ma comunque ... da allora waits in effetti è cambiato, però, non è peggiorato per me. In particolare non sono d'accordo sul fatto che waits non abbia inciso album importanti anche dopo quel periodo, anzi secondo me è riuscito a mantenere la sua musica su livelli molto alti. Real gone, l'ultimo della serie, ne è un esempio perché mantiene intatte alcune caratteristiche del cantautore mutando in parte il contesto sonoro, privo infatti del pianoforte. Per chi fosse interessato all'acquisto di questa bella colonna sonora, che per popolarità trascende il film, ricordo che è stata rimasterizzata un paio d'anni fa con alcune bonus tracks. Ciao
Edith Piaf The Voice Of The Sparrow: The Very Best Of Edith Piaf
Voto:
Bravo davvero per aver colmato l'assenza di Edith Piaf su debaser, hai detto tanto e mi trovo sostanzialmente d'accordo con te specialmente nell'aver sottolineato il fascino di questa donna, della sua vita che poi veniva trasportato nelle canzoni che interpretava. Fra queste "Non, Je Ne Regrette Rien" è forse la mia preferita anche per come la musica incalzante si lega al significato delle parole. Immensa.
Claudio Lolli Ho visto anche degli zingari felici
Voto:
Il disco dovrebbe essere facilmente reperibile in commercio Teresa, c'è anche una recente versione incisa da lolli con "il parto delle nuvole pesanti". Per me questo lavoro ha un significato particolare, quindi lo giudico forse migliore di quello che è in realtà. Certo che "Anna di francia" è una canzone davvero bellissima ancora oggi, ti ho inserito un sample mi sembrava giusto per leggere meglio questa recensione. Ciao
Jim White Drill A Hole In That Substrate And Tell Me What You See
Voto:
Scusate il ritardo, ma ho poco tempo da dedicare al web, intervengo solo perché un po' tengo ancora a questa pagina nel suo insieme, mi ricorda un bel disco che ho fatto conoscere a diversi debasers e che di tanto in tanto riascolto. Credo che sia giusto dare una risposta articolata alla richiesta di chiarimento di colossalyouth. Jim White è un cantautore, la cui musica affonda le radici nel folk americano. Tuttavia, in questo disco, spesso dolce e malinconico, accanto ai suoni tipici di questo genere musicale, sono presenti striature di sonorità differenti (elettronica, fiati) che nel dare profondità alle canzoni, rendono anche il progetto attuale, peculiare e interessante. Molto si deve alla produzione di Joe Henry ed alle numerose collaborazioni dei musicisti indicati, le cui esperienze, per chi non lo sapesse, spaziano dal folk cantautorale al jazz. Tutto sommato ciò era sostanzialmente scritto anche nella recensione, bastava leggerla con maggiore attenzione, che forse ti è - ahimè - mancata. D'altra parte, era anche possibile farsi un'ulteriore piccola idea, ma assai precisa, su questa musica dai samples inseriti a corredo dello scritto, oppure si poteva approfondire dando un'occhiata al link "more info" scelto proprio a tale scopo, del resto concorderai nel ritenere l'uso dei collegamenti parte integrante del carattere sincopato della scrittura sul web. Anche cliccando sul nome dell'artista si poteva raggiungere ulteriori informazioni, presenti altresì in taluni commenti integrativi di chi ha ascoltato (e apprezzato) questo disco come Kosmogabri. Se poi, nonostante tutto, qualcosa fosse rimasto poco chiaro (può sempre succedere), c'era l'ultima opzione ovvero chiedere al recensore ulteriori informazioni, dato che non tutto può esaurirsi nella recensione, ma questo dovrebbe essere ovvio (il condizionale è d'obbligo). Spero, però, che adesso le coordinate fornite ti siano sufficienti e possano orientarti. Insomma gli strumenti relativi al tuo fabbisogno conoscitivo musicale in merito a questo disco ed al suo autore erano (e sono) abbondantemente presenti in questa pagina, caro colossalyouth, bastava utilizzarli, cum grano salis oserei dire, o al limite bastava chiedere magari con un po' di cortesia, che non è dovuta, ma è sempre gradita. Ma forse ... ;) .... non ti interessava poi tanto sapere qualcosa di questa musica (vero?) ed è un vero peccato perché questo è proprio un bel disco. Saluti e baci
Wendy Carlos Switched-On Bach
Voto:
timbro giusto il cartellino di presenza ;)
Richard Wagner Tristano e Isotta
Voto:
Bello tutto, anche il tuo commento integrativo sulla scenografia. Mi piacerebbe molto vedere quest'opera invece mi devo accontentare dei dvd ...
Steve Reich Music for 18 Musicians
Voto:
Un disco importante che diede conferma del ruolo di primo piano di Steve Reich nell'applicare ad ampi organici le strutture della musica ripetitiva. Alla sua pubblicazione inoltre ebbe anche un imprevisto successo di pubblico che generò attenzione verso queste forme musicali. Peccato che questo successo non ci fu allo stesso modo per il seguente lavoro (Music for a large ensemble - violin phase - octet) che continuava su questa strada della ricerca ritmica, pur non avendo la complessità di "Music for 18 musicians". Comunque anche secondo me il raffronto tra Reich e Mertens è un po' azzardato, secondo me appartengono ad ambiti differenti. Ciao
Jean Barraqué Sonata Per Pianoforte
Voto:
Sai una cosa JohnOfPatmos? Era venuta anche a me l'idea che Beethoven avesse visto il novecento quando ho avvertito un frammento di jazz nella sua ultima sonata, come se avesse non solo visto ma vissuto in avanti. Questo disco non lo conosco ma da patito ecm difficilmente me lo negherò. A proposito... auguri all'ecm che in questi giorni festeggia i suoi 1000 titoli in catalogo.
Matt Elliott Failing Songs
Voto:
Che passione per questo disco, non riesco a smettere di ascoltarlo forse proprio per quella strana malinconia, spesso amara, che a tratti si trasforma inaspettatamente in energia, anche se solo per un attimo. Oggi sono ore che lo ascolto di seguito senza sosta, cercando di trovarci qualcosa che non mi piace e invece niente, dopo ogni ascolto mi piace di più e mi fermo a cercare di carpire le sfumature dei violini, il calore della voce diverso da altri, le chitarre che sanno d'antico. Anche per me è uno dei dischi migliori di quest'anno.
Giya Kancheli Lament
Voto:
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