odradek

DeRango : 8,55
DeEtà™ : 7678 giorni • Qui dal 3 giugno 2005
David Foster Wallace La Scopa del Sistema
Voto:
Un Grande, uno dei pochi negli ultimi 30 anni ad aver segnato indelebilmente quel che resta della cosa che chiamiamo letteratura. - @VOODOOMILES: "Davidino nostro" m'è piaciuta..
Tamara Jenkins La Famiglia Savage
Voto:
Gran film, ricco, denso, libero da stereotipi e facili trucchetti. Azzardo un 8, anche se a sto punto devo rivederlo, che m'è venuta voglia.
Joel & Ethan Cohen Burn After Reading
Voto:
Non è passato molto tempo da che l'ho visto. E non mi ricordo quasi nulla. E non è ancora l'alzheimer(credo). Mi pare che alla fine ho pensato qualcosa tipo: insomma, si, carino... 6,5 perchè proprio brutti brutti fan fatica a farne di film, quei due
Tom McCarthy L'Ospite Inatteso (The visitor)
Voto:
L'ho poi visto. Ti avevo ringraziato per la segnalazione, ora confermo anche la sostanziale aderenza della pagina al film, che mi è piaciuto abbastanza, pur nei limiti di tentazioni moraleggianti difficili da schivare con un soggetto simile. Jenkins mi è piaciuto molto, 8,5 a lui (e a lei) e 7- al film
Danny Boyle The Millionaire
Voto:
Non avevo letto questa.. posto qui il commento che avevo lasciato su un'altra dello stesso film, perchè amdistanza di tempo sono, stranament, ancora d'acordo con me stesso.. "...l'elemento che mi è sembrato più significativo e che caratterizza proprio il senso dell'operazione compiuta dal regista, è l'utilizzo di tutti gli stilemi del cinema indiano di grande successo, i tipici films di Bollywood le cui storie sono praticamente identiche, con minime variazioni sull'eterno tema dell'amore contrastato dagli eventi, che trionfa solo dopo aver mietuto vittime e attraversato l'immancabile calvario di situazioni avverse. Su questo impianto il fim opera interventi misurati e decisivi, in bilico tra il rispetto e la parodia, e riesce a funzionare a più livelli. Boyle ci risparmia le sequenze di ballo, che generalmente nelle lungher pellicole di genere indiane compaiono più volte, ma recupera nel finale, con i titoli di coda e la coreografia tra i binari. Un altro elemento fondamentale, questo legato alla costruzione del racconto (che è impostato quasi come operetta morale e che pare ti sia sfuggito) è invece piuttosto evidente e rimarcato anche da un paio di battute del protagonista (ottimo il giovane attore): per ogni risposta esatta il ragazzo ha pagato un prezzo altissimo. Esse sono rese possibili, infatti, solo dall'esperienze della sua esistenza, e ad ogni risposta corrisponde un avvenimento segnato dalla perdita di cose per lui molto importanti ("come vorrei non aver saputo la risposta" dice ad un cero punto, o qualcosa di simile): la madre, la foto autografata dell'attore preferito (meravigliosa l'immagine del bimbo ricoperto di merda che corre urlando incontro al suo idolo) sino alla perdita stessa del fratello, che rende però, in qualche modo, possibile il trionfo finale. Ero piuttosto prevenuto, e non sono un fan di Boyle, ma mi son dovuto ricredere. Temo, però, che, se non si coglie il senso dell'opera di ironica "cannibalizzazione" del cinema indiano, si perda buona parte dei rimandi e della ricchezza del film. Perfetta la colonna sonora, anche gustata a parte.. 7,5
Eran Riklis Lemon Tree
Voto:
Beh, in effetti non c'è ressa, qui. Sul film, che in Italia si intitola "Il giardino di limoni" spenderei meno entusiasmo di te, anche se apprezzo molto la protagonista. Una certa legerezza di tocco e la cura formale non lo salvano del tutto da un'impianto complessivo segnato da una retorica di simbolismi in scala ridotta, (attipo "il conflitto in giardino")che sfiora spesso la banalità o la semplificazione eccessiva. Certo non un brutto film, ma per i miei gusti un'operetta morale troppo didascalica, troppo "spiegata". Un 6,5, via arrotondiamo a 7-, per quello sguardo...
Dino Valenti Dino Valente
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:))
Dino Valenti Dino Valente
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Chiedo venia per quel 2, non so come sia successo....
Dino Valenti Dino Valente
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Sono rompipalle almeno quanto Fusillo e quindi si, spiace veder "scippata" a Groucho uno dei suoi più celebri aforismi, ma da li in poi è la conferma di un talento nel descrivere musicisti e dischi che ci piacerà scoprire o riscoprire. Per cui thanks a lot, man. (Lui non lo conoscevo, sto già provvedendo.
Yo La Tengo Popular Songs
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Questo è un buon disco. Quello precednte era un buon disco, e molto diverso da quello ancora precedente,come da questo. Questo è un gruppo che pubblica lavori che hanno un'anima e raramente non capiterà di riascoltare. E riascoltandoli si potrà rintracciare una qualità media molto elevata rispetto alla marea di roba che circola. Sono pochi i gruppi così. Col tempo li apprezzo sempre di più. 4+ al disco e a loro. - P.S. Piero lo conosco da 40 anni e credo non cerchi nella musica quel che interessa a me: la musica.