Andò semplicemente che Schroeder cercò i Pink Floyd (che non sapevano nulla di lui, d'altronde era all'esordio) e propose loro seicento sterline a cranio per una settimana di lavoro a Parigi.
Gli squattrinati Floyd accettarono di corsa "... e galoppammo felici e di gran carriera dentro lo studio, dandoci dentro..." come lasciò poi detto David Gilmour. Ciò è riportato su decine di libri e biografie sui Pink Floyd... facile documentarsi; nessun "inizio di interesse per il Cinema" come affermi superficialmente.
Poi li cercò Antonioni (che li aveva visti sul palco a Londra ed era rimasto impressionato da "Careful With That Axe, Eugene") e a sua volta li ingaggiò per "Zabriskie Point" praticamente per rifargliela tale e quale, e poco altro.
Poi Schroeder si rifece vivo e li ri-ingaggiò per la colonna sonora di "La Vallèe". Fine (o meglio, da lì si salta di due lustri fino a "The Wall").
Hai ragione su "Cirrus Minor": è splendida, capolavoro. Specie la prestazione di Wright. Ma anche i "prestiti" dalla notevole nastroteca di effetti sonori di Abbey Road è sublime, e lì deve esserci lo zampino di Mason, e/o di Waters, i due "architetti".
Niente "spinte" esterne su "Nile Song" o su altro, nel disco: ai Floyd venne data carta bianca dal regista, e del resto si autoprodussero nell'occasione (per la prima volta).
E mi fermo qui. Dici di leggere molto... mi sembra una balla.
Ti piace molto scrivere... benissimo, delle due l'una:
1) Descrivi semplicemente le tue sensazioni... gli effetti della musica su di te... i passaggi che più ti toccano, entusiasmano, oppure annoiano, irritano, senza però entrare nello specifico, nel contesto, nella tecnica, nell'inquadramento storico. Questo sito è pieno di recensioni che non dicono un cazzo su di un disco, su come e perchè è fatto, su come suona, su cosa dicono le liriche... ma si leggono benissimo perchè sono piccole perle di lingua italiana, di storie di vita, di entusiasmo.
2) Fornisci dati e fatti e situazioni e perchè in merito all'opera, ma a questo punto devi essere documentato altrimenti ti becchi cacacazzi come il sottoscritto i quali ti commentano la rava e la fava concludendo che tu per certo ti sei scritto addosso spesso e volentieri, descrivendo fatti e situazioni ben diverse da ciò che storicamente è fissato, nero su bianco.
Naturalmente c'è anche la terza via (che sono quasi certo continuerai a favorire): scrivere un po' di cose a cazzo come vengono, giuste o sbagliate, per il sacrosanto banale piacere di vedersi immortalato su di un bel sito web di appassionati di musica (accompagnati da cazzoni, perdigiorno e troll come in ogni sito che si rispetti).