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Dislocation e i suoi ascolti

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IL SIGNOR G LE SAPEVA GIA' TUTTE....

Un excursus attraverso la produzione di Gaber, tra le sue profezie/distopie poi avveratesi in maniera talora sconcertante e le visioni laterali delle vite di noi tutti, tra abitudini e tic quotidiani, miserie ed aspirazioni, il politico ed il personale.
Lo prendiamo dall'inizio della seconda parte della sua carriera, quella in cui, erano altri tempi, portava i testi, suoi e di Sandro Luporini, in interminabili tournées teatrali in tutt'Italia, dove anche il pubblico interveniva come usava allora, alzandosi e dicendo la sua, anche in aperta antitesi con l'artista che rispondeva e ne usciva a volte malconcio, altre no. Ora si preferirebbe mettergli un like su Feisbucc o diventare un suo hater, dato che pare che nessuno più esprima alcunché in pubblico, limitandosi a nascondersi dietro un nomignolo, od un mignolo.
Mi sorprendo, a volte, a chiedermi che ne penserebbe lui di questo o quell'altro fatto, davvero a volte sarei curioso di saperlo, così...

Giorgio Gaber - La realtà è un uccello (18 - CD1)

Incommentabile.
Solo da ascoltare.


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IL SIGNOR G LE SAPEVA GIA' TUTTE....

Un excursus attraverso la produzione di Gaber, tra le sue profezie/distopie poi avveratesi in maniera talora sconcertante e le visioni laterali delle vite di noi tutti, tra abitudini e tic quotidiani, miserie ed aspirazioni, il politico ed il personale.
Lo prendiamo dall'inizio della seconda parte della sua carriera, quella in cui, erano altri tempi, portava i testi, suoi e di Sandro Luporini, in interminabili tournées teatrali in tutt'Italia, dove anche il pubblico interveniva come usava allora, alzandosi e dicendo la sua, anche in aperta antitesi con l'artista che rispondeva e ne usciva a volte malconcio, altre no. Ora si preferirebbe mettergli un like su Feisbucc o diventare un suo hater, dato che pare che nessuno più esprima alcunché in pubblico, limitandosi a nascondersi dietro un nomignolo, od un mignolo.
Mi sorprendo, a volte, a chiedermi che ne penserebbe lui di questo o quell'altro fatto, davvero a volte sarei curioso di saperlo, così...

Giorgio Gaber - Il corpo stupido (4 - CD1)

Quando l'imperativo era che il Politico doveva per forza coincidere col Personale.... E poi c'era una Guida, libro o guru che fosse, che pensava di guidare le Masse perfino sul piano della fruizione del sesso....
"Dopo un po' si è sdraiata sul letto e parlava di orgasmo, ho rivisto la nostra serata con molto entusiasmo, ma quel libro che lei mi ha citato, che mi indica dove toccarla, mi ha un po' bloccato... Non ho più avuto voglia di spogliarla...
Com'è corretto il suo intervento, com'è ignorante l'arrapamento..."


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Un excursus attraverso la produzione di Gaber, tra le sue profezie/distopie poi avveratesi in maniera talora sconcertante e le visioni laterali delle vite di noi tutti, tra abitudini e tic quotidiani, miserie ed aspirazioni, il politico ed il personale.
Lo prendiamo dall'inizio della seconda parte della sua carriera, quella in cui, erano altri tempi, portava i testi, suoi e di Sandro Luporini, in interminabili tournées teatrali in tutt'Italia, dove anche il pubblico interveniva come usava allora, alzandosi e dicendo la sua, anche in aperta antitesi con l'artista che rispondeva e ne usciva a volte malconcio, altre no. Ora si preferirebbe mettergli un like su Feisbucc o diventare un suo hater, dato che pare che nessuno più esprima alcunché in pubblico, limitandosi a nascondersi dietro un nomignolo, od un mignolo.
Mi sorprendo, a volte, a chiedermi che ne penserebbe lui di questo o quell'altro fatto, davvero a volte sarei curioso di saperlo, così...

Giorgio Gaber - La marcia dei colitici (1 - CD2)

"E noi colitici, che siamo anche un po' psicosomatici, insieme diventiamo più politici, ma democratici!
Non con la mente ma visceralmente abbiamo i nostri slanci..."


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Un excursus attraverso la produzione di Gaber, tra le sue profezie/distopie poi avveratesi in maniera talora sconcertante e le visioni laterali delle vite di noi tutti, tra abitudini e tic quotidiani, miserie ed aspirazioni, il politico ed il personale.
Lo prendiamo dall'inizio della seconda parte della sua carriera, quella in cui, erano altri tempi, portava i testi, suoi e di Sandro Luporini, in interminabili tournées teatrali in tutt'Italia, dove anche il pubblico interveniva come usava allora, alzandosi e dicendo la sua, anche in aperta antitesi con l'artista che rispondeva e ne usciva a volte malconcio, altre no. Ora si preferirebbe mettergli un like su Feisbucc o diventare un suo hater, dato che pare che nessuno più esprima alcunché in pubblico, limitandosi a nascondersi dietro un nomignolo, od un mignolo.
Mi sorprendo, a volte, a chiedermi che ne penserebbe lui di questo o quell'altro fatto, davvero a volte sarei curioso di saperlo, così...

Giorgio Gaber - Il narciso (prosacanzone) (13 - CD1)

Recitato e cantato, come nella miglior tradizione gaberiana...
"Io con una donna ho più coraggio, mi accarezzo, praticamente mi corteggio... dio come mi amo..."




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IL SIGNOR G LE SAPEVA GIA' TUTTE....

Un excursus attraverso la produzione di Gaber, tra le sue profezie/distopie poi avveratesi in maniera talora sconcertante e le visioni laterali delle vite di noi tutti, tra abitudini e tic quotidiani, miserie ed aspirazioni, il politico ed il personale.
Lo prendiamo dall'inizio della seconda parte della sua carriera, quella in cui, erano altri tempi, portava i testi, suoi e di Sandro Luporini, in interminabili tournées teatrali in tutt'Italia, dove anche il pubblico interveniva come usava allora, alzandosi e dicendo la sua, anche in aperta antitesi con l'artista che rispondeva e ne usciva a volte malconcio, altre no. Ora si preferirebbe mettergli un like su Feisbucc o diventare un suo hater, dato che pare che nessuno più esprima alcunché in pubblico, limitandosi a nascondersi dietro un nomignolo, od un mignolo.
Mi sorprendo, a volte, a chiedermi che ne penserebbe lui di questo o quell'altro fatto, davvero a volte sarei curioso di saperlo, così...


Giorgio Gaber - Quello che perde i pezzi (14 - CD1)

Dietro l'apparenza di una canzoncina leggera leggera, cantata con l'abituale nonchalance, si nasconde la constatazione dell'impotenza di fronte all'immobilità e, perché no, all'immobilismo, sia fisico che, ohibò, politico e quindi sociale, mentre G sciorina l'elenco delle parti anatomiche non più in uso, tra il rincrescimento dell'interessato e l'amara constatazione dell'evidenza: "se una cosa non la usi non funziona"...
E mica parlava solo di menischi e metatarsi.


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Lo prendiamo dall'inizio della seconda parte della sua carriera, quella in cui, erano altri tempi, portava i testi, suoi e di Sandro Luporini, in interminabili tournées teatrali in tutt'Italia, dove anche il pubblico interveniva come usava allora, alzandosi e dicendo la sua, anche in aperta antitesi con l'artista che rispondeva e ne usciva a volte malconcio, altre no. Ora si preferirebbe mettergli un like su Feisbucc o diventare un suo hater, dato che pare che nessuno più esprima alcunché in pubblico, limitandosi a nascondersi dietro un nomignolo, od un mignolo.
Mi sorprendo, a volte, a chiedermi che ne penserebbe lui di questo o quell'altro fatto, davvero a volte sarei curioso di saperlo, così...



Giorgio Gaber - L'odore

"Da vomitare.... Non ce la faccio...


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Lo prendiamo dall'inizio della seconda parte della sua carriera, quella in cui, erano altri tempi, portava i testi, suoi e di Sandro Luporini, in interminabili tournées teatrali in tutt'Italia, dove anche il pubblico interveniva come usava allora, alzandosi e dicendo la sua, anche in aperta antitesi con l'artista che rispondeva e ne usciva a volte malconcio, altre no. Ora si preferirebbe mettergli un like su Feisbucc o diventare un suo hater, dato che pare che nessuno più esprima alcunché in pubblico, limitandosi a nascondersi dietro un nomignolo, od un mignolo.
Mi sorprendo, a volte, a chiedermi che ne penserebbe lui di questo o quell'altro fatto, davvero a volte sarei curioso di saperlo, così...

Far finta di essere sani

"Le fabbriche gli ospedali, le autostrade gli asili comunali, e vedo bambini cantare, in fila li portano al mare, non sanno se ridere o piangere e batton le mani. Far finta di essere sani...


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Lo prendiamo dall'inizio della seconda parte della sua carriera, quella in cui, erano altri tempi, portava i testi, suoi e di Sandro Luporini, in interminabili tournées teatrali in tutt'Italia, dove anche il pubblico interveniva come usava allora, alzandosi e dicendo la sua, anche in aperta antitesi con l'artista che rispondeva e ne usciva a volte malconcio, altre no. Ora si preferirebbe mettergli un like su Feisbucc o diventare un suo hater, dato che pare che nessuno più esprima alcunché in pubblico, limitandosi a nascondersi dietro un nomignolo, od un mignolo.
Mi sorprendo, a volte, a chiedermi che ne penserebbe lui di questo o quell'altro fatto, davvero a volte sarei curioso di saperlo, così...

Giorgio Gaber - Al bar Casablanca (1992)

"Al bar Casablanca, con una gauloise, la Nikon, gli occhiali, e sopra una sedia i titoli rossi dei nostri giornali, blue jeans scoloriti, la barba sporcata da un po' di gelato, parliamo, parliamo, di rivoluzione, di proletariato..."


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Lo prendiamo dall'inizio della seconda parte della sua carriera, quella in cui, erano altri tempi, portava i testi, suoi e di Sandro Luporini, in interminabili tournées teatrali in tutt'Italia, dove anche il pubblico interveniva come usava allora, alzandosi e dicendo la sua, anche in aperta antitesi con l'artista che rispondeva e ne usciva a volte malconcio, altre no. Ora si preferirebbe mettergli un like su Feisbucc o diventare un suo hater, dato che pare che nessuno più esprima alcunché in pubblico, limitandosi a nascondersi dietro un nomignolo, od un mignolo.
Mi sorprendo, a volte, a chiedermi che ne penserebbe lui di questo o quell'altro fatto, davvero a volte sarei curioso di saperlo, così...


Giorgio Gaber - La presa del potere (8 - CD2)

"Ora si muovono sicuri, coi loro volti mascherati, gli sguardi fissi, minacciosi, vengono avanti silenziosi, i passi lenti, cadenzati..."


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Lo prendiamo dall'inizio della seconda parte della sua carriera, quella in cui, erano altri tempi, portava i testi, suoi e di Sandro Luporini, in interminabili tournées teatrali in tutt'Italia, dove anche il pubblico interveniva come usava allora, alzandosi e dicendo la sua, anche in aperta antitesi con l'artista che rispondeva e ne usciva a volte malconcio, altre no. Ora si preferirebbe mettergli un like su Feisbucc o diventare un suo hater, dato che pare che nessuno più esprima alcunché in pubblico, limitandosi a nascondersi dietro un nomignolo, od un mignolo.
Mi sorprendo, a volte, a chiedermi che ne penserebbe lui di questo o quell'altro fatto, davvero a volte sarei curioso di saperlo, così...

Giorgio Gaber - Il Pelo

"Mi basta veramente così poco... Io non ho niente..."


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Un excursus attraverso la produzione di Gaber, tra le sue profezie/distopie poi avveratesi in maniera talora sconcertante e le visioni laterali delle vite di noi tutti, tra abitudini e tic quotidiani, miserie ed aspirazioni, il politico ed il personale.
Lo prendiamo dall'inizio della seconda parte della sua carriera, quella in cui, erano altri tempi, portava i testi, suoi e di Sandro Luporini, in interminabili tournées teatrali in tutt'Italia, dove anche il pubblico interveniva come usava allora, alzandosi e dicendo la sua, anche in aperta antitesi con l'artista che rispondeva e ne usciva a volte malconcio, altre no. Ora si preferirebbe mettergli un like su Feisbucc o diventare un suo hater, dato che pare che nessuno più esprima alcunché in pubblico, limitandosi a nascondersi dietro un nomignolo, od un mignolo.
Mi sorprendo, a volte, a chiedermi che ne penserebbe lui di questo o quell'altro fatto, davvero a volte sarei curioso di saperlo, così...

Giorgio Gaber - Un'idea (4 - CD2)

"Aveva tante idee, era un uomo d'avanguardia, si vestiva di nuova cultura, cambiava ogni momento, ma quand'era nudo era un uomo dell'Ottocento..."


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Baccan d'a corda marsa d'aegua e de sä c'a ne liga e ne porta in te n'a creuza de mä.
Sono già ventun anni.

INVERNO - FABRIZIO DE ANDRE'


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 È lì che viviamo, nel cuore della bestia. Il nostro.

Henry Cow - Living in the heart of the beast

Dedicato a @[De...Marga...] , lui sa.


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Stefanino Vincilegno vive e lotta insieme a noi.


Steve Winwood - "Now The Green Blade Riseth" (2020)


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Dislocation | Isolabile
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Ieri è arrivato ILLIBRO.
Esso esiste.
Esso è bello e gradevole al tatto ed alla vista.
Un difetto, uno, ce l'ha.
Esso non contiene citazione alcuna della componente ligure del DeB.
Di ciò, sia detto ufficialmente, mi lamento direttamente col sommo @[G] , supponendo una volontà d'ignorare il fondamentale contributo che essa aggiunge giornalmente al DeB stesso ed a Lui, quindi ne chiediamo ragione.
È vero che siamo attualmente solo in due a rappresentare la Superba ma siamo molto belli ed intelligentissimi, nonché colti, spiritosi, galanti ed affabili.
E scriviamo in un italiano corretto ed attuale, non privo peraltro di doviziose leziosità lessicali.
Inoltre disponiamo di due, dicansi due, pollici opponibili.
Chiamo a testimoniare il prode @[Farnaby] e sospendo il previsto e ricco emolumento programmato in spedizione.


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DeBauguri a tutte e tutti, a chi ci crede, a chi fa finta, a chi si rompe le palle.
A Chi.

A Chi - Fausto Leali


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Fine miserevole de...

#ildrammainunlavello

"... Escape is only a romance away..."

Kitchen Sink Drama