odradek

DeRango : 8,55
DeEtà™ : 7677 giorni • Qui dal 3 giugno 2005
Herbie Hancock Empyrean Isles
Voto:
Mica l'avevo letta, a suo tempo. E' bella. E bella questa cosa "del momento passato", bel sito.
Alice Donut Magdalene
Voto:
Li ascoltavo (?) solo nella bottega del pusher di vinile vicino casa, quando li metteva per i giovanotti che andavano a scegliere dosi quotidiane di vinile. Non ricordo con precisione il frullatore, non ricordo con precisione niente, in verità... Ma quanta di questa robaccia ha lasciato transitare nell'apparato auditivo fin su, verso gli incolpevoli neuroni, nel corso dei secoli, Monsignore? Come ha potuto, come?
The Holy Modal Rounders The Moray Eels Eat The Holy Modal Rounders
Voto:
Psycho riesce spesso a dire in due parole quel che penso, così non resta che "quotare". @[luludia] Venendo alla tua domanda dell'incipit, la suppongo retorica, dato che il resto del testo è una gustosa, articolata, pregevole, descrittiva ed esaustiva risposta. In sintesi: dischi così non ci vanno, in cima. - Da un po' di tempo sei più bello.
Sleaford Mods English Tapas
Voto:
Curioso, a parte le differenze di stile e impostazione, in fondo le cose che dici mi paiono piuttosto sovrapponibili a quelle della pagina di Noveccentrico di qualche tempo fa. Avevo scaricato e ascoltato il disco, credo d'aver capito cosa "suonasse" così unico, in loro, ma, probabilmente per raggiunti limiti d'età, non l'ho trovato gran ché interessante. Ma non trovo gran ché interessante nemmeno il rock, in fondo. Diciamo che è la loro parte "non-rock", musicalmente parlando, il meglio, per me.
Shelleyan Orphan Helleborine
Voto:
Sono almeno 20 anni che non ascolto questo disco, probabilmente di più. Nemmeno ricordavo più d'averlo, prima di leggerti. Una occasione per rispolverarlo (letteralmente, il vinile chissà dov'è finito...)
Mòn Zama
Mòn Zama
8 giu 17
Voto:
Quello che descrivi è un disco che dovrebbe riuscire nel complicato intento di far "funzionare" accostamenti che in genere generano pasticci per me poco digeribili, in odore di vorrei ma non posso, tentativi a metà strada che finiscono per perderla. Ma risulti convincente, ascolterò. L'ho trovato qui Not Found
Franz Kafka Il Messaggio dell'Imperatore
Voto:
Non so se sia quel che dici, il nocciolo. D'altra parte, con mio padre, è sempre difficile rinvenire un "nocciolo": io stesso, generato dalla sua mano, non so, e mai saprò, credo, cosa sono, quale sia il mio "nocciolo", il senso ultimo della sua minuziosa descrizione. E' però proprio questa, una delle cose che ci affascinano di lui, la precisione definitiva delle parole, il loro geometrico concatenarsi, l'andamento inesorabile del loro percorso che ci conduce, invariabilmente, al centro del labirinto. - In questo caso: è una elegia dell'attesa dell'impossibile o dell'attesa come forma ultima di resistenza al reale? E' davvero Beckett? O è piuttosto un dileggio della vanità, della pretesa illusoria di poter giungere un giorno al disvelamento di una qualche verità, al "nocciolo" della questione delle questioni, il senso stesso dell'esistenza, magari recapitataci direttamente tramite un messaggero, proprio dall'Autorità suprema? Beh, rileggendo per l'ennesima volta la paginetta di Franz, grazie al cielo, i dubbi non solo permangono, ma si dispiegano in altri rivoli, si aprono ad ulteriori possibilità. Una delle quali, quella che tu suggerisci, non meno interessante delle altre. - Resta il fatto che ringrazio sempre il fato per aver mosso la mia manina di undicenne furfante in direzione della copia de "La metamorfosi", sottratta con scaltrezza, piuttosto che su altri libri presenti in quell'edicola della piazza. Si, cazzo, senza Kafka non sarebbe stata la stessa cosa. Non riesco a pensarlo di molti altri.
Franz Kafka Il Messaggio dell'Imperatore
Voto:
L’imperatore – così si racconta – ha inviato a te, a un singolo, a un misero suddito, minima ombra sperduta nella più lontana delle lontananze dal sole imperiale, proprio a te l’imperatore ha inviato un messaggio dal suo letto di morte. Ha fatto inginocchiare il messaggero al letto, sussurrandogli il messaggio all’orecchio; e gli premeva tanto che se l’è fatto ripetere all’orecchio. Con un cenno del capo ha confermato l’esattezza di quel che gli veniva detto. E dinanzi a tutti coloro che assistevano alla sua morte (tutte le pareti che lo impediscono vengono abbattute e sugli scaloni che si levano alti ed ampi son disposti in cerchio i grandi del regno) dinanzi a tutti loro ha congedato il messaggero. Questi s’è messo subito in moto; è un uomo robusto, instancabile; manovrando or con l’uno or con l’altro braccio si fa strada nella folla; se lo si ostacola, accenna al petto su cui è segnato il sole, e procede così più facilmente di chiunque altro. Ma la folla è così enorme; e le sue dimore non hanno fine. Se avesse via libera, all’aperto, come volerebbe! e presto ascolteresti i magnifici colpi della sua mano alla tua porta. Ma invece come si stanca inutilmente! ancora cerca di farsi strada nelle stanze del palazzo più interno; non riuscirà mai a superarle; e anche se gli riuscisse non si sarebbe a nulla; dovrebbe aprirsi un varco scendendo tutte le scale; e anche se gli riuscisse, non si sarebbe a nulla: c’è ancora da attraversare tutti i cortili; e dietro a loro il secondo palazzo e così via per millenni; e anche se riuscisse a precipitarsi fuori dell’ultima porta – ma questo mai e poi mai potrà avvenire – c’è tutta la città imperiale davanti a lui, il centro del mondo, ripieno di tutti i suoi rifiuti. Nessuno riesce a passare di lì e tanto meno col messaggio di un morto.
Ma tu stai alla finestra e ne sogni, quando giunge la sera
Franz Kafka, La metamorfosi e altri racconti, ( Mondadori)
Charlie Parker Loverman: Hollywood 1946, l'ultimo volo dello sparviero
Voto:
Eh, scribacchiai... Il Tuxedo é un indizio inequivocabile, ti piace vincere facile :)
Carnera La notte della republica
Voto:
RepuBBlica. - Il pezzo udibile sul sito Old Europa Cafe no è male.