odradek

DeRango : 8,55
DeEtà™ : 7677 giorni • Qui dal 3 giugno 2005
Lady Gaga Joanne
Voto:
La cosa più sorprendente è che nel disco ci sono canzoni. Non memorabili, niente di eccellente, ma canzoni, che starebbero dignitosamente in piedi anche con arrangiamenti minimi, voce chitarra. Ed è quindi molto strana e rischiosa (come dice bene ArtCoffee nella sua ottima recensione) questa scelta discografica, da parte sua.
The The Mind Bomb
Voto:
The The Il trio costituito da...? Non scherziamo, The The è Matt Johnson: in questo disco c'è Johnny Marr, ma The The E' Matt Johnson. Hai il cd o solo mp3? Se guardi il booklet scoprirai che tutti i brani sono a nome di Johnson, da quel che ricordo nemmeno uno è co-firmato. Non è il leader di un gruppo, è il titolare di un progetto che aveva iniziato 10 anni prima. Anche la copertina avrebbe dovuto suggerirti qualcosa... Vabbuò, son contento che ti sia piaciuto, comunque. Forse ti verrà voglia di approfondire, ascoltando anche i precedenti, a partire da quello citato da Pinhead.
Kraftwerk Kraftwerk I
Voto:
@[noveccentrico] Ok, ho inteso, il professore è un po' centrato sulle proprie verità, poverino, finirà per starmi simpatico... Però tra manicheismo ed ecumenismo soffro sempre l'imbarazzo della scelta. - Comunque, uscendo da questo specifico discorso, non ho potuto evitare di rintracciare in molti tuoi interventi costanti riferimenti, più o meno palesi, a questo mondo accademico, alla sua ottusa natura, all'insofferenza che esprimi. Confesso che, pur essendone completamente avulso (all'accademico in generale, combatto da sempre solitario con la mia vasta e articolata ignoranza) son argomenti che nel corso dei decenni ho ascoltato più volte, e letto spesso, in contesti anche diversi. Mi domando perché, se da un lato pare evidente che le cose che stigmatizzi siano ragionevolmente e indubbiamente stigmatizzabili, dall'altro destino tanta attenzione. Non sarebbe meglio occuparsi di elaborare e praticare una visione diversa delle cose, a partire dalla propria concezione della musica, dell' "arte" o di quel che ci pare? Perché rapportarsi a una dimensione che si reputa una simile iattura? Se il buon Scelsi non trova posto tra le pagine di Mila, forse la ragione risiede innanzitutto nel fatto che egli medesimo non intendeva trovarlo lì, il suo posto. Credo che gliene abbiano riservato uno più consono uomini come John Cage e Morton Feldman, per dirne due di cui conosco l'apprezzamento per il lavoro di Scelsi. E se invece lo si vuol portare, tra quelle pagine, non resta altro che una lotta sul loro terreno, dotati di una capacità e ostinazione critica che ti auguro di avere.
Kraftwerk Kraftwerk I
Voto:
Boh, anche a me risulta, avendolo letto anni fa in più d'una intervista, che i due assistettero ai corsi di Stockhausen, il che non significa fossero suoi "allievi". D'altra parte il testo questo dice, e non che ne fossero allievi, quindi non vedo inesattezze. - Per quel che concerne a la questione annosa (e noiosa) della "storia della musica", dell'importanza di questo e quell'altro in raffronto a quest'altro ancora, vale a dire l'equiparazione di mondi diversi in un unico calderone onnicomprensivo, se da un lato è bene procedere con distinguo che non generino da gusti o definizioni personali (destinati solo ad accrescere la confusione, affastellando argomenti senza soluzione di continuità) ma si basino su dati storici e tecnici, dall'altro bene sarebbe tenere conto della indiscutibile trasformazione determinatasi con l'avvento della reificazione della musica. Prendendo in considerazione questo elemento dirimente, da un lato si osserva sotto altra luce un termine come "musica di consumo" (altrimenti interpretato, come fa noveccentrico, in esclusiva accezione negativa, come termine spregiativo in uso ad una cerchia elitaria di soloni), dall'altro si stabilisce un metodo, a mio avviso, più corretto di analizzare il fenomeno. La reificazione della musica consente la sua perpetuazione in una forma definitiva, dal che derivano modifiche sostanziali sia nell'atto dell'ascolto, sia nella produzione della materia sonora stessa, sin dalla sua scrittura. E' palese che anche soltanto questo fatto (il fatto cioè che per la maggior parte del tempo trascorso dall'apparire della musica questa fosse pensata, eseguita, ascoltata in condizioni uniche ed irripetibili e solo per un pubblico contestualmente presente, e che solo recentemente, sul finire dell'800, le tecniche di incisione e riproduzione di suoni hanno consentito di ampliarne e differirne, ripetere, registrazione, diffusione, ascolto) determina una impossibilità di raffronto, se o si vuole corretto a partire dalle sue premesse. - @[nes] : qualunque cosa si intenda per "musica d'arte", non capisco perché ti vengano in mente prorpio quei due nomi, o il povero Eno, tirato sempre in ballo. Si può prendere atto del fatto che esiste un "mondo musicale" che non collima con i propri ascolti, che ha intenti, strumenti, orizzonti diversi e che non gode di alcuna "visibilità" e ciò nonostante esiste. Credo che ci sia un sacco di musica interessante, che non abbiamo modo di conoscere e ascoltare (ascoltare, non sentire in vorticosa rotazione skippata e da download) e che semplicemente sta altrove. Non so se sia d'arte (un termine che non uso mai, che mi procura orticaria per il frequente e palesemente indebito utilizzo), so che alcuni musicisti provano a indagare soluzioni e visioni meno ovvie o frequentate. A volte con buoni risultati, in altri casi per me incomprensibili.
Tav Falco's Panther Burns Midnight In Memphis
Voto:
Bell'esordio, Danny. Bella la scelta del soggetto, bella la scrittura fluida e efficace. Non ascolto più Tav Falco da una vita, non credo tornerò sui miei passi, ma complimenti.javascript:__doPostBack ('ctl00$cpl1$po$btnCommenta','')
Edoardo de Angelis Indivisibili
Voto:
Fare la punta al cazzo, ecco cosa avevo dimenticato...
Nick Cave & The Bad Seeds Kicking Against the Pricks
Voto:
"...portare lo zucchero filato nel regno delle ombre...." - Ecco, qui è la microrecensione di “Something gotten's hold of my heart”, la mia preferita del disco. - E questa volta condivido sia la sorpresa, ai tempi, per un disco così, che il trattamento che gli riservi, senza nemmeno una pianola o orchestrina :)
Ludwig Van Beethoven Sonata per Violino e Piano No.9 "Kreutzer"
Voto:
Tra le scelte dagli editors c'era anche questa, nell'ottobre di dieci anni fa Sonata per Violino e Piano in La maggiore, M 8 - César Franck - (Martha Argerich, Itzhak Perlman) - Recensione di Lello
Era firmata da Lello (uno dei più gentili DeUtenti che ricordi). Guarda caso, ancora la Algerich. Che tipa... Tempo fa è passato un bel documentario su Rai 5, forse si può anche rivedere
AA.VV. On How A Picture Can Sound
Voto:
Pare che "I Dischi della Lepre" non esistano più, ma i Vonneumann sono ancora in pista, hanno anche un nuovo disco link rotto