L’ultima fatica discografica di Giovanni Allevi, “Equilibrium”.

 Abbandonarsi a grevi battute sugli Hendicappati ignorando le disabilità di alcuni dei presenti.

La recensione di Equilibrium di Giovanni Allevi è narrata con tono ironico e sarcastico, più focalizzata su aneddoti esilaranti e situazioni impreviste che su una vera e propria analisi musicale. L'autore mostra un giudizio severo e poco entusiasta verso l'album, rifuggendo dal classico approccio critico e preferendo un racconto dissacrante e colorito della vita quotidiana. Scopri la recensione più sarcastica e fuori dagli schemi di Equilibrium!

 Se si cerca del rock ben suonato, ben scritto e cazzone al punto giusto, chiaramente.

 Spiller e soci propongono un classic rock cafone, irriverente e senza freni.

Il secondo album dei The Struts, "Young & Dangerous", è un omaggio sfacciato e ben riuscito al classic rock. Il frontman Luke Spiller emerge come figura carismatica, mentre la band pesca a piene mani dal passato senza innovare, offrendo però un disco convincente e appagante per gli amanti del rock tradizionale. La recensione bilancia la critica al carattere derivativo dell'opera con l'apprezzamento per la qualità esecutiva e il divertimento. Ascolta ora Young & Dangerous e immergiti nel rock che non passa mai di moda!

 Morelli non nasce da quella roba lì. Nasce e cresce con il punk, con il rock.

 E' la vita, che Morelli si prende in faccia, senza se e senza ma, come il vento potente di un mare in burrasca.

Il debutto di Massimo Morelli, "Il vento", si distingue per un piglio punk semplice ma intenso, lontano dal cantautorato pop tradizionale. Il disco, con arrangiamenti essenziali e un approccio diretto, esplora emozioni sincere e atmosfere tra malinconia e passione. Lo stile richiama il combat folk di artisti come Van De Sfroos e Modena City Ramblers, ma con una freschezza e una onestà proprie. Un album che conquista con la sua energia autentica e il mood irriverente. Ascolta "Il vento" di Massimo Morelli e lasciati travolgere dal suo spirito punk folk!

 Sentire come Prince riesca a legare una voce incredibile alle note rapide del piano, fa veramente bene al cuore ed alle orecchie.

 Se non conoscete Prince, questo disco non è adatto a conoscerlo. A quanti invece lo conoscono, lo consiglio vivamente.

Piano & a Microphone 1983 presenta una raccolta di performance intime di Prince, con brani inediti e cover cariche di anima. Nonostante la qualità audio grezza, emergono l'eccezionale talento vocale e pianistico di Prince. L'album è ideale per i fan che vogliono scoprire la dimensione più personale e sperimentale dell'artista, rivelando il genio dietro capolavori come Purple Rain. Ascolta ora Piano & a Microphone 1983 e lasciati conquistare dal talento unico di Prince!

 Questo film è una ROTTURA DI COGLIONI MICIDIALE

 3 ore dove non succede QUASI NIENTE

La recensione esprime una forte delusione verso Il Gattopardo di Luchino Visconti, giudicato noioso e lento nonostante un cast di grandi attori. Il film, troppo lungo, presenta poche azioni significative, con un'ultima ora dedicata a una festa giudicata inutile dall'autore. Scopri se Il Gattopardo di Visconti fa per te leggendo la recensione completa.

 Questa atmosfera magica e ipnotica richiama il mesmerismo dei loro tempi migliori.

 Non più innovativi come negli anni d'oro, ma ancora capaci di esprimere sprazzi creativi e profondi.

Dionysus dei Dead Can Dance rappresenta un ritorno creativo e mistico dopo anni di stagnazione. L'album è strutturato in due lunghe suite, evocando atmosfere mediorientali e utilizza la glossolalia nel canto di Lisa Gerrard. Brendan Perry sembra guidare la rinascita ispirata dalla mitologia dionisiaca, e sebbene non innovi radicalmente, offre un ascolto coinvolgente e immersivo perfetto per momenti di meditazione e viaggio interiore. Scopri l'ipnotica magia di Dionysus e lasciati trasportare dal suono.

 È un testamento sonoro che mi ha fatto ridere, piangere, gioire, pensare.

 Ancora venti canzoni come Warehouse; ma questa volta sono tutte scritte da me; questa volta ho vinto io caro il mio Bob.

L'autore esprime il suo profondo legame con Grant Hart e gli Husker Du, raccontando le difficoltà e il valore emozionale di 'The Argument', ultimo album del musicista. Descrive l'opera come un poderoso testamento artistico, ricco di emozioni e ispirazioni letterarie, capace di risvegliare ricordi e sentimenti intensi. Un disco imponente, un concept album che sancisce una rivincita personale di Hart contro il passato, ma soprattutto un tributo finale di grande impatto. Scopri l'intensità di Grant Hart con The Argument, un capolavoro da non perdere.

 “Questi brani non sono mai stati pensati come canzoni ma come una ben definita atmosfera in mente, piuttosto che come semplici melodie accattivanti.”

 “Il disco affronta la problematica dell’udire l’invisibile.”

Drowning Pool, dopo il loro esordio del 1986, confermano il loro talento con un secondo album che si spinge oltre i confini tradizionali della musica. Il 'Green Album' crea un labirinto sonoro tra mondo reale e invisibile, coinvolgendo l’ascoltatore in un’esperienza di archetipi e paure ancestrali. La musica non è composta come semplici canzoni, ma come atmosfere evocative e stratificate. Un disco che fa riflettere sull’ascolto dell’invisibile e sull’energia nascosta che permea l’esistenza. Scopri l’atmosfera unica del Green Album dei Drowning Pool, ascolta ora!

 Dell'ascolto di Black Queer non resterà una frase, un riff, uno stacco, ma una sensazione di sconforto.

 Solo l’urlo, irriconducibile a parole, a dirigere.

La recensione analizza 'Black Queer' dei Gerda, un album che si afferma nel panorama underground con atmosfere cupe e strutture musicali sgradevoli e dilatate. La voce distorta e urlata e l'approccio sperimentale creano un senso di sconforto intenso ma vero. Brani come 'Hafenklang' e 'Notte' rappresentano al meglio la continua oscillazione tra dissonanza e atmosfera, evidenziando un desiderio pervasivo di esplorare la sgradevolezza sonora senza risoluzioni convenzionali. Ascolta Black Queer di Gerda e immergiti in atmosfere cupe e sperimentali.

 "You Won't Get What You Want è una passeggiata a piedi nudi su un tappeto di specchi frantumati."

 "Che suono ha la disperazione? Questo."

Daughters tornano dopo otto anni con un album denso di tensione e oscurità. "You Won't Get What You Want" esplora sonorità industriali e atmosfere alienanti per descrivere l'angoscia di tempi difficili. La voce di Alexis Marshall sottolinea un ritratto amaro della società contemporanea. Il disco non offre conforto, ma un’esperienza intensa e riflessiva. Ascolta ora l’album e immergiti in questa intensa esperienza sonora!

 Dall'organo di Booker T esce qualcosa che non ti tiene fermo, esce gioia, esce libertà, esce redenzione!

 Quando parte Green Onions ci si immagina a bordo di una decappottabile con il vento tra i capelli, pronti per un lungo viaggio.

La recensione celebra l'album Green Onions di Booker T. & The MG's come un simbolo di redenzione e gioia attraverso la musica nera americana degli anni '60. Il disco, pubblicato dalla Stax Records, mescola soul, blues e rock'n'roll creando un groove che ha influenzato generazioni, anche in Inghilterra. Particolarmente evidenziati sono il lavoro di Steve Cropper e Donald Dunn, con un invito a godersi il ritmo e la libertà emanati dall'album. Un classico capace di portare il sorriso e la voglia di ballare. Ascolta Green Onions e lasciati conquistare dal groove senza tempo!

 Volevate l'APOCALISSE? E allora eccola servita su vassoio d'argento con intarsi in blu cobalto e lussureggianti scene di caccia.

 Chi non monterebbe in groppa al meteorite dell’armageddon per punire l’umanità che ascolta questa merda?

La recensione di X-Factor Live Show #5 è una disamina ironica e sarcastica del programma e dei suoi concorrenti. Tra critiche pungenti e apprezzamenti selettivi, emergono la potenza di Anastasio nel rap e le debolezze di altri artisti. L'autore riflette inoltre sull'atmosfera trash del talent e sul contesto musicale italiano attuale. Scopri la recensione completa e immergiti nell’irriverente mondo di X-Factor!

 “Per farle rimanere fantastiche per sempre Martin ha preso le nostre canzoni e le ha messe dentro delle piccole capsule.”

 “Sogghignava e ti ringhiava in faccia, ti guardava come se odiasse essere lì.”

La recensione offre un ritratto vivido e ironico del libro di Peter Hook sulla storia dei Joy Division. Attraverso immagini evocative e aneddoti, racconta l'origine della band, i protagonisti e il lavoro del produttore Martin Hannett. L'autore evita toni romantici e esalta il caos e la genialità dietro il gruppo. Una lettura coinvolgente per chi ama il rock e la new wave. Scopri l'incredibile storia dei Joy Division nel racconto di Peter Hook!

 Era da quell’ormai lontano disco d’esordio che gli Art Brut non suonavano così ispirati e graffianti.

 Wham! Bang! Pow! Let’s Rock Out! è un piacevole e sorprendente ritorno che renderà felice il sempre nutrito seguito della band britannica.

Dopo sette anni di attesa, Art Brut ritorna con il quinto album 'Wham! Bang! Pow! Let’s Rock Out!', che segna un gradito ritorno alle sonorità originali del gruppo. Con l’ingresso del nuovo chitarrista Toby MacFarlaine e la produzione di Jim Moray, l’album unisce art punk, indie e garage rock in brani vivi e energici. Eddie Argos è in forma smagliante, e il disco offre sia pezzi scoppiettanti che momenti più melodici senza mai risultare noioso. Un ritorno apprezzato soprattutto dai fan storici della band. Scopri il nuovo album di Art Brut e lasciati conquistare dal loro sound unico!

 Lance appuntite, frecce avvelenate. Sangue viscerale. Risate di scherno e sorrisi demoniaci.

 I singaporiani, accettano il loro rito. Nel core dello sgomento, nel nutrito fracasso e trapestio.

La recensione descrive Binasa dei Sial come un'opera musicale intensa, tribale e radicale. La band unisce elementi primordiali e politiche socialiste in un contesto sonoro energico e coinvolgente. La musica evoca rituali, conflitti e socialità in un'isola isolata, trasmettendo tensione e potenza. Scopri Binasa dei Sial, un’esplosione tribale e politica di suoni unici.

 L’urlo è imbecille e elettrico e perlopiù death. Rumore bianco scandito in pseudo-metrica.

 Quindi la breve ma doviziosa preparazione di My Own Most Hopeless Case, di Dripper, a riaffermare che si sta ascoltando hardcore.

La recensione di Perfect Texture dei Geld evidenzia un album hardcore australiano denso di intensità e volumi elevati. L'uso estremo del gain caratterizza la batteria D-beat veloce, mentre la gestione intelligente dell'eccesso evita monotonia e rilassamento. Il lavoro unisce brutalità e precisione, confermandosi un ascolto impegnativo ma consapevole. Riferimenti a band come gli Iron Lung ne sottolineano la collocazione nella scena estrema. Ascolta Perfect Texture e immergiti nell’hardcore australiano più intenso!

 Orecchiabile non è più una bestemmia, ma diventa l’ennesima dimostrazione di una classe innata.

 E i Tea Party sanno di certo far buon uso della propria arte.

La recensione esalta The Interzone Mantras, album che propone un hard rock moderno e ricercato firmato dai Tea Party. La band fonde atmosfere orientali, arrangiamenti orchestrali e tecnica impeccabile. Jeff Martin è al massimo della forma, conferendo al disco un mood dark e sofisticato, con brani memorabili e qualità costante. Scopri ora il sound unico e potente di The Interzone Mantras!

 Sembra che il regista colga le complessità e le contraddizioni dei rapporti tra uomo e donna, ma poi non sappia interpretare criticamente lo scenario esistenziale che tratteggia.

 Non è questo il cinema politico. Così non si fa.

La recensione critica Widows di Steve McQueen evidenzia una sceneggiatura e narrazione poco profonde, nonostante la complessità dei personaggi femminili iniziali. Il film tende a semplificare i conflitti di genere, sfociando in un thriller convenzionale senza offrire una riflessione politica autentica. Alcuni temi come il razzismo vengono trattati superficialmente per effetto estetico. Nulla da buttare, ma il risultato finale risulta un po' deludente rispetto alle aspettative. Scopri la nostra recensione completa e valuta tu stesso Widows di Steve McQueen.

 Fin dall'iniziale 'Far From The Madding Crowd' siamo immersi in un’atmosfera soffusa e malinconica.

 'Echoes From The Undertow' è sicuramente un disco interessante e raffinato che mi sento di consigliare.

Il batterista Davide Guidoni presenta il suo album solista 'Echoes From The Undertow' sotto lo pseudonimo B-Rain, con un suono che mischia progressive, ambient ed elettronica. L'album si distingue per atmosfere soffuse, malinconiche e sperimentali, arricchite da collaborazioni di rilievo. Il pezzo di punta 'Descending Mist' è una lunga traccia ipnotica e dinamica. Consigliato agli appassionati di musica prog aperti e amanti dell'elettronica. Ascolta ora 'Echoes From The Undertow' e immergiti in atmosfere uniche di prog e ambient!

 Poor Places è giallo tramonto autunnale, giallo foglie morte, Poor Places è giallo caldo.

 Fotografie di ricordi che questa canzone meravigliosa mi riporta in sequenza in testa.

La recensione interpreta 'Poor Places' come un viaggio attraverso atmosfere autunnali e malinconiche, evocando sensazioni di calore e miseria. La musica è descritta tramite immagini poetiche intense che richiamano ricordi personali e ambienti di degrado. La traccia è apprezzata per il suo potere evocativo e la capacità di suscitare uno stato d'animo profondo e riflessivo. Ascolta 'Poor Places' e lasciati trasportare in un viaggio emotivo unico.